Le 10 cose da sapere prima di uscire con un o una torinese

Le 10 cose da sapere prima di uscire con un o una torinese

Come comportarsi se ci si innamora? E soprattutto, come comportarsi se ci si innamora di una o un torinese? Intanto, capire per quale squadra tifa aiuta. E poi, può tornare utile se è torinese della precollina o di città.

Le ragazze di Torino sono fissate con il galateo, adorano chiacchierare davanti a un caffè o a un bel piatto di peperoni con la bagna cauda. I ragazzi un po’ meno. E forse è meglio una bella birra fresca. Ecco perciò 10 cosucce da sapere quando si esce con una o un torinese.

  1. Se lei è della Juve o del Toro. Capiamoci un momento: a Torino non “fai il tifo” per una squadra, tu sei di una squadra. Il senso di appartenenza calcistico è fortissimo. A Torino esistono solo due squadre: il Torino Calcio che si chiama Toro: nessuno lo chiama “il Torino”, neanche i turisti. E poi c’è la Juve ( la Goeba per i torinisti) l’altra squadra di Torino: una delle più tifate al mondo. Se sei di Torino, queste cose le sai già benissimo. Se non lo sei, dovrai convertirti alla fede della donna tanto agognata: impara a memoria l’attuale formazione del Toro o della Juve e soprattutto accenna con compito dolore alla tragedia di Superga a cui sono sensibili anche i più sfegatati juventini.

  2. I codici colore delle bignole. Se la inviti per un caffè tieniti almeno 2 ore libere. Un caffè a Torino non è mai un caffè: è quasi sempre un bicerin da 3.000 calorie accompagnato da un paio di bignole (pasticcini), un’istituzione sabauda. Più sono mignon, più le bignole sono pregiate. Per fare bella figura devi sapere cosa significano i colori delle varie glasse, per poterle ordinare e riconoscere con nonchalance. Bianco: crema. Verde: pistacchio. Beige: nocciola. Rosa: zabaione. Marrone scuro: cioccolato. Se come il 99% dei maschi non sai distinguere il beige dal rosa pallido sei nei guai.
  3. Digerire la bagna caoda. Non è un cliché: le torinesi/ piemontesi quasi tutte amano la bagna cauda (d’inverno) e la bagna freida (d’estate). Non hanno alcuna vergogna a ingozzarsi e impuzzolentirsi con questo intruglio degno del più intransigente gastroenterologo . Il segreto è mangiarla entrambi: dopo poco sarete assuefatti e non sentirete più alcun odore d’aglio. Altri cibi che dovrai ingurgitare per compiacerla: carn crùa(carne cruda—orrore! per chi non è autoctono), povoun bagnà ‘n ‘t l’oeli (peperoni sott’olio, rigorosamente di Carmagnola), caponèt ( involtini di verza ripieni)e agnolotti come se non ci fosse un domani. Mi raccomando la pronuncia.
  4. Sapere dove abita per sapere dove portarla. È una ragazza della collina? Accompagnala a fare shopping negli atelier di via Roma e invitala a prendere un vermuttino a Vanchiglia. Abita alla Crocetta? Resta dentro i confini urbani del suo quartiere: probabilmente in vita sua non ha mai messo piede oltre via Nizza. Vive a San Salvario? Tanti auguri! Trovare parcheggio sotto casa sua è come vincere un terno al lotto :valla a prendere in bicicletta che oltretutto fa anche moda. Vive in un paesello sperduto del Piemonte? No problem, mano al Tomtom e che Dio te la mandi buona.
  5. Non arrivare MAI in ritardo. Le torinesi/ piemontesi hanno nel sangue la puntualità quasi sabauda . Se le dai appuntamento alle 20, presentati sotto casa sua alle 19.45 magari per sicurezza anche un po’ prima. Lei probabilmente sarà già scesa alle 19.30 e ti lancerà un’occhiataccia di rimprovero salendo in macchina. Ah, la macchina dovrebbe essere possibilmente una Fiat.
  6. Non strombazzare. Nella malaugurata ipotesi che lei non ti stia già aspettando davanti al portone di casa sua, citofona per dirle di scendere. Le parole giuste sono: “Sono qui sotto, fai con comodo. Ti aspetto”. Dimentica di avere il clacson. Mentre la aspetti puoi leggere La Stampa o Torino Sette, oppure ascoltare le canzoni del compianto e amatissimo Gipo Farassino o i Subsonica per essere moderni o un altro gruppo torinese a tua scelta.
  7. Vietato taggarsi sui social o farsi un selfie. Parola d’ordine: understatement. Le torinesi/ piemontesi sono naturalmente schive e riservate. Non vogliono far sapere dove sono e con chi sono, specialmente al primo appuntamento, senza garanzie che ce ne sarà un secondo …per scaramanzia ..as sa mai… Il motto della torinese “ foma gnun-e tavanade ( non facciamo sciocchezze) Il mondo non deve sapere che lei ha accettato il tuo appuntamento: perciò dimenticati del telefono, disconnettiti, dedicale al 100% la tua attenzione.
  8. Non nominare MAI le ex. Tu sinora hai vissuto in un monastero su un cucuzzolo delle Alpi fino al giorno in cui l’hai incontrata. Sapete benissimo entrambi che non è così, ma devi imparare a fingere. Questo tipo di ipocrisia è molto apprezzata dalle torinesi/ piemontesi .PS: se hai una ex moglie o una ex fidanzata storica con cui hai rotto da poco, il galateo ( e anche la possibilità di conquista ) prevede che tu lo dica subito, dopodiché farai finta che lei non sia mai esistita e non la nominerai mai più.
  9. Sii gentile. Le torinesi adorano la cavalleria “vecchio stampo” i gentiluomini e le buone maniere. Hai presente il detto: “torinesi falsi e cortesi”? Che ti piaccia o no, è vero. Le torinesi badano moltissimo alla forma. Portale dei fiori o dei cioccolatini (gianduiotti, mi raccomando)o un libro ; tutto purché non ti presenti da lei a mani vuote. Falle tanti regali, complimenti, apprezzamenti: li gradirà senz’altro.

  10. Impara a memoria la nomenclatura dello sviluppo femminile dalla nascita sino all’esalazione dell’ultimo respiro: 1) cita/citin/masnà ( neonata- bimba molto piccola max 3 anni ). Da NON abbinare a Tarzan credendo di essere spiritoso pena la lapidazione seduta stante. 2) fietta (figlioletta adolescente), 3) tòta (ragazza in età da marito ) alla larga dall’accrescitivo “toton “ ( zitella acida ) detta anche “ damigian-a ed vin brusch” ( damigiana di vino inacidito che ovviamente nessuno vuole). Se poi hai la fortuna di convogliare a nozze con la tua “piemontesina bella” sappi che al tuo fianco avrai una “madamin” che diventerà “ madama” quando sua suocera ovvero la tua amata mamma lascerà questo mondo. Quando, con lo scorrere degli anni ,tu diventerai suocero lei suocera diventerà “mare madòna “ (madre+ contrazione di mea domina )e dopo le nozze d’oro tu al tuo fianco avrai la fortuna di avere la tua cara amata “ ciampòrgna” ( letteralmente: zampogna , donna anziana barbottona, babbiona). Detto ciò uomini, datevi dal fare ! le piemontesine belle aspettano il biondo studentino per passeggiare….ovviamente al Valentino.