Allergie stagionali

Allergie stagionali: cosa sono e perché si verificano

Le allergie stagionali sono reazioni del nostro sistema immunitario e possono essere alimentari, cutanee, respiratorie o da contatto. In alcune persone geneticamente predisposte la risposta del sistema scatena una serie di processi infiammatori, che possono causare conseguenze alle vie respiratorie come rinite allergica ed asma.

Con l’arrivo della bella stagione si riscontra un aumento delle allergie stagionali. Secondo le ricerche della SIAIC, Società Italiana di Allergologia ed Immunologia Clinica, il 50% delle persone ha avuto sintomi di allergia almeno una volta nella vita.

Cos’è un’allergia stagionale

Le allergie stagionali sono reazioni del nostro sistema immunitario e possono essere alimentari, cutanee, respiratorie o da contatto. In alcune persone geneticamente predisposte la risposta del sistema scatena una serie di processi infiammatori, che possono causare conseguenze alle vie respiratorie come rinite allergica ed asma. Tra le cause più comuni delle allergie ci sono:

  • polline di alberi, graminacee o altre erbe
  • acari della polvere
  • muffe
  • peli di animali
  • cibo
  • punture di insetti

Le allergie stagionali (chiamate comunemente “febbre da fieno”) si manifestano solo in determinati periodi dell’anno, specialmente in primavera, estate o autunno, a seconda di quale sia il fattore scatenante dell’allergia. I sintomi interessano principalmente le mucose che rivestono il naso, inducendo rinite allergica, o le mucose che rivestono le palpebre e il bianco degli occhi (congiuntiva), provocando congiuntivite allergica.

Il termine febbre da fieno è in un certo senso fuorviante, poiché i sintomi non si manifestano solo in estate, stagione in cui si raccoglie il fieno e il disturbo non causa mai febbre. Solitamente la febbre da fieno è una reazione a polline ed erba. I pollini responsabili della comparsa della febbre da fieno variano in base alla stagione:

  • Primavera: generalmente alberi (quercia, olmo, ontano, betulla, faggio, pioppo, frassino e olivo)
  • Estate: graminacee (erba Bermuda, fleo, paleo odoroso, erba mazzolina e sorgo) ed erbe infestanti (cardo selvatico e piantaggine)
  • Autunno: ambrosia

Inoltre, diverse zone degli Stati Uniti presentano stagioni dei pollini diverse. Negli Stati Uniti occidentali il cedro di montagna (ginepro) è una delle principali fonti di polline proveniente dagli alberi, da dicembre a marzo. Nella zona arida sudoccidentale, le piante producono pollini per periodi molto più lunghi e, in autunno, il polline proveniente da altre erbe infestanti, come l’artemisia tridentata e il cardo selvatico, può causare la febbre da fieno. I soggetti possono reagire a uno o più pollini e quindi l’allergia stagionale può insorgere all’inizio della primavera e persistere fino al tardo autunno. L’allergia stagionale è causata anche dalle spore delle muffe, che possono circolare nell’aria per lunghi periodi di tempo in primavera, estate e autunno. La congiuntivite allergica può insorgere quando sostanze volatili, come i pollini, entrano in contatto direttamente con gli occhi.

La sintomatologia ricorrente

La febbre da fieno può indurre prurito al naso, al palato, al retrofaringe e agli occhi. La componente pruriginosa può manifestarsi gradualmente o improvvisamente. Il gocciolamento nasale è caratterizzato da una secrezione acquosa di colore chiaro e a volte ostruzione nasale. Nei bambini, l’ostruzione nasale può causare un infezione dell’orecchio. La mucosa nasale può divenire gonfia e assumere un colore rosso-bluastro.

Anche i seni paranasali possono ostruirsi, causando cefalea e occasionalmente infezioni (sinusite). Gli starnuti sono frequenti. Gli occhi possono lacrimare, a volte in maniera abbondante, e prudere. Può comparire arrossamento del bianco degli occhi e gonfiore e arrossamento delle palpebre. Portare lenti a contatto può irritare ulteriormente gli occhi. Molti soggetti con rinite allergica sono anche affetti da asma (che induce sibili respiratori), probabilmente causato dagli stessi fattori scatenanti dell’allergia (allergeni) che contribuiscono alla rinite allergica e alla congiuntivite.

Altri sintomi includono tosse e respiro sibilante (specialmente nei soggetti affetti da asma) e talvolta irritabilità e disturbi del sonno. La gravità dei sintomi varia in base alla stagione. Ad esempio la pollinosi, l’allergia al polline, si manifesta in particolare nel periodo tra febbraio ed ottobre, seguendo il periodo di fioritura di erbe, fiori e alberi. Molte allergie sono dovute a pollini di erbe (graminacee, parietaria, composite, etc.) o alberi (betulla, nocciolo, cipresso, faggio, etc.).

Le persone sensibili alle muffe invece possono accusare disturbi respiratori nelle stagioni caldo-umide, quando maggiori quantità di spore si possono ritrovare nelle case ed in ambienti umidi come cucina e bagno.

Calendario del pollini

A seconda dei pollini a cui si è sensibilizzati conoscere il calendario dei pollini, o calendario pollinico, può aiutare a gestire meglio la propria allergia ed i sintomi. Questi calendari mostrano la concentrazione dei pollini in un preciso periodo dell’anno e nelle diverse regioni. È importante verificare la propria collocazione geografica nel calendario poiché i tempi e l’intensità della diffusione del polline sono fattori variabili. Questi calendari sono elaborati dall’Associazione Italiana di Aerobiologia e potete trovarli sui siti di regione/ASL/ARPAL o sui siti di previsioni meteo.

Prevenire le allergie stagionali

Il metodo migliore per prevenire un’allergia stagionale è quello di ridurre l’esposizione agli allergeni. Di seguito alcuni consigli:

  • Restare al chiuso nei giorni secchi e ventosi. Il momento migliore per uscire è dopo un temporale, la pioggia aiuta a rimuovere il polline dall’aria.
  • Delegare la falciatura del prato ed altri lavori di giardinaggio. Se non è possibile evitarli, indossare una maschera.
  • Cambiare i vestiti indossati all’aperto e al rientro fare una doccia per rimuovere i pollini da pelle e capelli.
  • Non stendere la biancheria all’aperto, il polline si può attaccare a vestiti e asciugamani.
  • Evitare attività mattutine all’esterno, è il momento in cui i pollini hanno una presenza più alta.

Si possono curare e come

Esistono diversi farmaci senza prescrizione che possono aiutare ad alleviare i sintomi dell’allergia stagionale, come ad esempio antistaminici e decongestionanti presi per via orale e spray nasali. Alcuni studi hanno dimostrato che l’agopuntura ottiene effetti positivi nei trattamenti delle riniti allergiche.

Per molte persone evitare gli allergeni e assumere farmaci da banco è sufficiente per alleviare i sintomi. Ma se le allergie stagionali persistono sono disponibili altri trattamenti. Rivolgendosi al proprio medico curante si può effettuare un test cutaneo tramite puntura o un esame del sangue per scoprire esattamente gli allergeni che causano il problema ed in seguito curarlo. Vediamo come:

  • Spray nasali a base di corticosteroidi
  • Antistaminici
  • Decongestionanti
  • Colliri
  • Immunoterapia specifica

Sintomi nasali

Generalmente gli spray nasali a base di corticosteroidi sono molto efficaci e vengono usati come primo rimedio. La maggior parte di questi spray ha pochi effetti collaterali, anche se può causare epistassi e naso dolorante.

Un farmaco antistaminico, assunto per via orale o come spray nasale, può essere usato al posto od oltre allo spray a base di corticosteroidi. Gli antistaminici vengono spesso usati con un decongestionante, come pseudoefedrina, per via orale.

Molte associazioni di antistaminici e decongestionanti sono disponibili come farmaco da banco, in un’unica compressa. Tuttavia, i soggetti con ipertensione arteriosa non devono assumere un decongestionante, a meno che un medico non lo prescriva ed effettui un monitoraggio sugli eventuali effetti indesiderati. Inoltre, le persone che assumono inibitori della monoaminossidasi (un tipo di antidepressivo) non possono assumere un prodotto che associ un antistaminico a un decongestionante.

Gli antistaminici possono avere effetti collaterali, in particolare effetti anticolinergici. Questi includono sonnolenza, bocca secca, visione annebbiata, stipsi, difficoltà a urinare, confusione e stordimento.

Anche i decongestionanti sono disponibili come farmaci da banco, sotto forma di gocce nasali o spray. L’utilizzo non deve protrarsi per molti giorni perché l’impiego continuativo per una settimana o più può peggiorare o prolungare la congestione nasale (effetto rimbalzo) e causare congestione cronica.

Gli effetti collaterali tendono a essere inferiori e meno gravi con gli spray nasali, rispetto ai farmaci orali.

Talvolta sono utili anche altri farmaci. Il cromoglicato è disponibile dietro prescrizione come spray nasale e può alleviare la rinorrea. Per essere efficace, deve essere usato regolarmente. Possono essere efficaci azelastina (un antistaminico) e ipratropio, entrambi disponibili dietro prescrizione come spray nasali. Questi farmaci, però, possono avere effetti anticolinergici simili a quelli degli antistaminici orali, in particolare sonnolenza.

Montelukast, un modulatore dei leucotrieni disponibile dietro prescrizione, riduce l’infiammazione e aiuta ad alleviare la rinorrea. È meglio usarlo solo quando gli altri farmaci risultano inefficaci. I possibili effetti collaterali comprendono stato confusionale, ansia, depressione e alterazione dei movimenti muscolari.

Il regolare lavaggio nasale con una soluzione salina calda (acqua e sale) può contribuire a fluidificare ed eliminare il muco e a idratare le pareti nasali. Tale tecnica è definita irrigazione dei seni paranasali.

Se questi trattamenti sono inefficaci, si può assumere un corticosteroide per via orale o tramite iniezione per un breve periodo di tempo (spesso per meno di 10 giorni). Se assunti per via orale o tramite iniezione per un lungo lasso di tempo, i corticosteroidi possono causare effetti collaterali gravi.

Sintomi oculari

L’applicazione di un collirio normale (come le lacrime artificiali) può contribuire a ridurre l’irritazione. Bisogna evitare qualsiasi sostanza che possa causare una reazione allergica. Le lenti a contatto non devono essere portate durante gli episodi di congiuntivite.

colliri a base di antistaminici e un farmaco che determina il restringimento dei vasi sanguigni (vasocostrittore) possono essere spesso efficaci. Questi colliri sono disponibili senza prescrizione. Possono, tuttavia, risultare meno efficaci ed avere più effetti collaterali rispetto ai colliri disponibili su prescrizione.

I colliri che contengono cromoglicato, disponibili dietro prescrizione medica, vengono usati per prevenire, più che alleviare, la congiuntivite allergica. Possono essere usati quando si prevede l’esposizione all’allergene.

Se i sintomi sono molto gravi, si utilizzano colliri contenenti corticosteroidi, disponibili dietro prescrizione medica. Durante il trattamento con colliri a base di corticosteroidi, gli occhi devono essere tenuti regolarmente sotto controllo da un oculista per evitare l’aumento della pressione intraoculare e l’insorgenza di infezioni.

Gli antistaminici orali (come la fexofenadina) possono essere utili, specialmente se anche altre zone del corpo (come le orecchie, il naso o la gola) sono interessate dall’allergia.

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