Assedio di ignoranza e disperazione

Assedio di ignoranza e disperazione

Sinceramente e fuori da qualunque ipocrisia, non pensate anche voi che sia figlio di almeno venticinque anni di sterilizzazione culturale l’episodio non assolutamente isolato che ha visto decine e decine di cittadini, dopo le elezioni nazionali del 4 marzo 2018, telefonare e recarsi di persona presso i centri di assistenza fiscale del territorio per compilare i moduli per l’ottenimento del reddito di cittadinanza? Si tratta di un assedio di ignoranza e disperazione.

Una parte della “nostra” Italia è ridotta così. Alla fame, di soldi e di cultura. Altro che sul lastrico. Proprio in mutande. L’ignoranza è un cancro e questo stato di semi-analfabetismo dilagante porta ad un eccesso di creduloneria. Come quando le persone non sapevano né leggere e né scrivere e credevano nelle streghe, nella magia bianca e nera, al malocchio… Non ho alcuna voglia di fare “ricami” satirici o sarcastici sulla vicenda, perché mi rendo conto che è una notizia spiacevole, specchio di una situazione tristissima.

Inizialmente, la vicenda ha suscitato una certa ilarità. E mentre su Facebook e Twitter cominciavano a circolare falsi moduli per la richiesta del reddito di cittadinanza, battute e battutacce, in molti restavano delusi e recuperavano la memoria, ricordando che lo stesso Luigi Di Maio durante la sua partecipazione pre-elettorale alla trasmissione Rai, Porta a Porta, ha sottolineato che per il reddito di cittadinanza bisognerà aspettare qualche anno perché prima devono essere riformati gli uffici per l’impiego.

La disperazione ha spinto questa povera gente. Per questo ritengo che non ci sia nulla da ridere. Siamo di fronte a persone che della politica, di quella vera, avrebbero davvero bisogno. Sono persone che rischiano di perdere anche la casa e che devono sperare di riuscire a fare tutti e due i pasti della giornata. Non meritano di essere prese per i fondelli né dalle promesse elettorali né da chi ha la pancia piena e non ha voglia né di sentire né di vedere.

Dateci il reddito di base: un assedio di persone

Mi attengo ai fatti. I centralini dei caf di Giovinazzo, un centro turistico della provincia di Bari, vengono presi d’assalto da decine di cittadini che pretendono dai centri di assistenza fiscale un appuntamento per avviare le pratiche per l’ottenimento del reddito di cittadinanza. Dite che volevano portarsi avanti per non restare indietro nelle graduatorie quando e se le faranno? Lo hanno fatto per due motivi. Uno più grave dell’altro.

Il primo è l’estremo livello di povertà a cui alcuni nuclei familiari sono costretti da anni di politiche sociali praticamente inesistenti. Il secondo è causato, come detto prima, da un preoccupante livello di ignoranza toccato da una parte della nostra società, dei nostri concittadini. Queste persone vanno aiutate, non prese in giro. Si tratta di gente che credeva che, avendo vinto le elezioni il Movimento 5 Stelle, in automatico sarebbe stato introdotto il reddito di cittadinanza in Italia. Senza bisogno di presentare una legge e farla approvare alle due Camere.

La richiesta ha colto di sorpresa gli operatori dei patronati, che inizialmente ci hanno riso su, hanno ironizzato. Sembrava un caso isolato, paradossale. Ma quando le richieste hanno cominciato a moltiplicarsi e a farsi insistenti, quando alcune persone reagivano indignate alle risposte dei caf, tutto è diventato amara realtà. Giovane, disoccupato e con un non elevato livello culturale. Questo è l’identikit di chi ritiene che il reddito di dignità si tramutasse immediatamente in realtà all’indomani della tornata elettorale e che arrivasse a casa.

Giovani, semplici, ingenui, che fanno fatica a mettere insieme il pranzo con la cena. E questo fattore ha spinto le persone ad affrettarsi a compilare moduli. La speranza di un riscatto sociale. “Lo abbiamo sentito per televisione”, ribattevano al telefono a chi cercava di spiegargli che prima bisogna fare il governo, poi la legge e poi, forse…

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Episodi di ignoranza e disperazione pure a Bari

In Puglia, questo non è l’unico caso isolato. Dopo Giovinazzo, infatti, è toccato a Bari. “Ha vinto il M5S, ora dateci i moduli per reddito di cittadinanza”. Questa la che numerosi cittadini hanno rivolto a Porta Futuro, lo sportello servizi per l’occupazione del Comune di Bari, all’indomani del boom elettorale che ha interessato il Movimento 5 Stelle in Puglia, dove i pentastellati hanno vinto tutti i collegi uninominali portando a casa quarantadue dei sessantadue parlamentari assegnati alla regione.

Il coordinamento della consulta dei caf fornisce un dato preoccupante, che è quello della crescente povertà. C’è stato un forte incremento delle richieste di Isee, l’indicatore della situazione economica, per ottenere il reddito di inclusione. A gennaio 2018, l’aumento è stato del trenta per cento.

Non solo Puglia. Gli episodi di massa di Giovinazzo, che hanno chiamato o che si sono recati al patronato locale per ottenere maggiori informazioni riguardo il reddito di cittadinanza, si sono ripetuti anche a Potenza, in Basilicata. Nel capoluogo lucano una ventina di cittadini si sono recati allo sportello dell’ufficio locale della Uil.

“Confermo. Anche da noi in Basilicata capita di ricevere richieste per il reddito di cittadinanza – spiega Antonio Deoregi, della segreteria regionale Uil –. Pur comprendendo la loro aspettativa, stiamo spiegando che questa misura non è attiva”. Nel frattempo, come misura precauzionale e per prevenire casi del genere, a Palermo è stato appeso un cartello (scritto in più lingue, tra cui l’arabo) con su scritto: “In questo Caf non si fanno pratiche per il reddito di cittadinanza”. In tutto ciò, un’altra cosa è certa: l’idea del leader del Movimento 5 Stelle ha suscitato la simpatia di molti. Al punto da causare un assedio di ignoranza e disperazione.

1 commento
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  2. Fabio Turano
    Fabio Turano dice:

    Sono d’accordo sul fatto che c’è poco da ironizzare. È una storia davvero triste. Gli anni di centrodestra hanno sterilizzato buona parte della cultura italiana. La gente è molto ignorante e non vuol saperne di sapere. Se questo è il futuro siamo rovinati. Un Paese senza memoria e senza cultura è finito! Spero di sbagliarmi… 😓

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