Atterraggio d'emergenza per puzza di cadavere

Atterraggio d’emergenza per puzza di cadavere

Il volo Transavia HV5666 costretto a un atterraggio d’emergenza per puzza di cadavere. Esatto il tanfo insopportabile di un passeggero che non sa che sta per morire a causa di una malattia che sta putrefacendo il suo corpo dall’interno. Puzza più o meno come un cadavere al secondo stato di decomposizione, e infatti morirà qualche settimana più tardi, ma non sente il proprio odore nauseabondo. Quindi, intraprende il volo che lo deve portare dalle Canarie fino ad Amsterdam.

Appena l’aereo decolla, gran parte dei passeggeri iniziano a stare male. Ma male davvero. Nausea, giramenti di testa, mancanza di respiro, svenimenti e vomito. Vomitano tutti. Più passano i minuti e più si aggrava la situazione. L’aria è irrespirabile e le circa duecentottanta narici sull’areo sono letteralmente sterilizzate. Quando alcuni passeggeri iniziano a svenire per il livello insopportabile che la puzza raggiunge all’interno del Boeing, il comandante decide di fare tappa a Faro, nel sud del Portogallo.

È stato compiuto metà del viaggio e anche gli assistenti di volo stanno male. Coraggiosamente, l’equipaggio cerca di mettere in “quarantena” l’uomo. Scene di ordinaria follia. Non potendolo avvolgere con la domopack e metterlo sottovuoto senza rischiare l’arresto per torture e omicidio, lo chiudono in bagno. Almeno c’è la porta. L’odore pestilenziale si fermerà. Figurarsi. Peggio dell’acido, la puzza dell’uomo passa le pareti del bagno. La gente non ce la fa più.

Nonostante l’isolamento, i piloti sono costretti a deviare il volo in modo da farlo scendere dal Boeing 737. Ecco dunque, Atterraggio d’emergenza. Appena atterra, il pover’uomo viene scaricato sulla pista dell’aeroporto senza troppi riguardi. Nessuno sa della sua malattia. Neppure lui. Pensano che sia sporco. Si vivono scene degne di un film di Pierino, ma purtroppo successe davvero. Ad attendere l’uomo sulla pista c’è l’ambulanza…

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“L’odore era insopportabile. Non si poteva stare un minuto di più – ha raccontato il passeggero belga Piet van Haut –. Era come se quell’uomo non si fosse lavato per diverse settimane. Diversi passeggeri si sono sentiti male, hanno vomitato, sono svenuti”. Speri ancora che sia una bufala, ma la compagnia aerea Transavia conferma l’atterraggio d’emergenza dicendo che è dovuto a “ragioni mediche”. Andrey Suchilin, questo il nome dell’uomo, il 28 giugno 2018 è deceduto a causa di un batterio.

Con la notizia del decesso, è giunta una inquietante rivelazione: quel fetore non era dovuto ad una scarsa igiene personale, bensì alla malattia che ha condotto l’uomo, di nazionalità russa, al coma e alla morte. L’uomo era entrato in coma due giorni il ricovero in ospedale dopo ed è morto dopo quasi un mese di agonia. L’odore emanato dall’uomo non era altro che la conseguenza della grave malattia che ha colpito l’uomo: un batterio capace di distruggere internamente la pelle e i tessuti gli aveva infatti causato una necrosi molto grave, sfociata in una cancrena. Preludio della morte.

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