Nella sezione Attualità di MC Blog, attraverso reportage, racconti, interviste, inchieste e quant’altro ti racconto, nel bene o nel male, aspetti curiosi e particolari del nostro tempo. Tanti spaccati della società contemporanea, fatti di tendenze sociali, avvenimenti, scoperte e molto altro

100 domande (con o senza trappola) che una donna può fare al primo incontro

Come si suol dire, parliamoci da uomo ad uomo. L’hai conosciuta da poco, ha accettato di uscire con te, di lei non sai nulla, ma stai comunque pensando ad una pizza (per semplificare le cose), sperando che non sia intollerante al lievito, e poi un film al cinema.

Occhio, che stai pensando a tutto, ma proprio a tutto, tranne che ad un aspetto fondamentale. In auto, in pizzeria (tranne che alla cassa), sul tragitto che vi porterà al cinema e poi sulla strada che va a casa, lei ti farà domande. Tante, ben dosate, ma ritmiche.

Ma quali domande ti farà? Considera che una donna intelligente e mediamente abile potrebbe arrivare a scoprire la tua vita in quattro ore circa trascorse con te. Una donna discreta ma curiosa potrebbe farti anche più di 100 domande (con o senza trappola) al primo incontro.

Le 100 domande più frequenti al primo incontro

  1. Quali sono i tuoi obiettivi nella vita?
  2. Sei rimasto amico con le tue ex?
  3. Hai mai avuto amicizie esclusivamente per secondi fini?
  4. A cosa stai pensando in questo momento?
  5. Chi è il tuo scrittore/cantante/attore preferito?
  6. Come e perché la tua ultima relazione è finita?
  7. Hai mai tradito qualcuno? Chi e quando?
  8. Chi è la persona più importante nella tua vita?
  9. Qual è il tuo ricordo più prezioso?
  10. Qual è la cosa che ti piace di più di me?
  11. Qual è la cosa che odi di più in me?
  12. Avevi un amico immaginario da piccolo?
  13. Credi nell’amore?
  14. Sei religioso?
  15. Cosa cerchi nell’ipotetica donna della tua vita?
  16. Qual è il tuo film preferito di sempre?
  17. Commedia romantica vs horror: quale film vedresti più volentieri insieme a me?
  18. Qual è il posto che vorresti visitare più di tutti al mondo?
  19. Descrivi la tua figuraccia più imbarazzante di sempre.
  20. Qual è la tua fantasia più strana?
  21. Saresti uscito lo stesso con me se io avessi avuto 5 anni più di te?
  22. Qual è l’ingrediente più importante in una relazione secondo te?
  23. Sei romantico? O solo un rubacuori?
  24. Cosa ti infastidisce di più in assoluto?
  25. Sei geloso e possessivo di carattere?
  26. Hai mai fatto uso di droghe?
  27. Qual è stata la tua prima impressione su di me?
  28. Come reagiresti se ti dicessi che ho intenzione di passare un periodo di astinenza?
  29. Pensi che sposarsi significhi guadagnare di più per la famiglia oppure passare più tempo di qualità con i suoi membri?
  30. Quale profumo ti ricorda me?
  31. Hai mai fatto esperimenti particolari con la tua sessualità?
  32. Ti sei mai svegliato una mattina pentendoti di quel che hai fatto durante la notte?
  33. Vuoi figli? Quanti?
  34. Qual è la parte del mio corpo che ami di più?
  35. Hai mai avuto un sogno ricorrente?
  36. Dove ti vedi fra cinque anni?
  37. Hai mai picchiato una donna? Lo faresti?
  38. Hai mai sentito il bisogno di imparare a gestire la tua rabbia?
  39. Quanto è importante la competizione per te?
  40. Vorresti essere il mio cavaliere se io fossi una damigella in pericolo?
  41. Sei superstizioso? Su cosa?
  42. Come descriveresti la vita perfetta?
  43. Se io fossi molto in confidenza con un tuo amico, ti sentiresti insicuro?
  44. Se il genio della lampada potesse regalarti una nuova abilità, cosa vorresti essere capace di fare?
  45. Immagina di essere un attore famoso. In quale film vorresti recitare?
  46. Chi ami di più, tua madre o tuo padre?
  47. Se potessi avere un superpotere, quale sarebbe?
  48. Cosa preferisci? Soldi, potere o fama?
  49. Cosa ami di più del tuo migliore amico?
  50. Mamma o papà: a chi vorresti assomigliare di più?
  51. Hai dei soprannomi/nickname? C’è una storia dietro?
  52. Qual è stato il tuo peggior appuntamento?
  53. Descrivimi in una sola frase.
  54. Se potessi scegliere fra me e una donna più bella, chi sceglieresti e in base a cosa?
  55. Secondo te, le misure contano?
  56. Cosa ne pensi del sesso ogni giorno?
  57. Una cosa che odi di te?
  58. Qual è la tua opinione sul matrimonio?
  59. Credi nei fenomeni paranormali?
  60. Se fossi su un’isola deserta e potessi portare con te solo una persona, chi porteresti? Perché?
  61. Pensi che sia una bella cosa che una donna chieda la mano a un uomo?
  62. A chi sei più vicino? A tua madre o a tuo padre? Perché?
  63. Se il genio di prima ti proponesse di esprimere i classici tre desideri, cosa chiederesti?
  64. Sei dipendente da qualcosa?
  65. Credi nei fantasmi?
  66. Hai paura dei fantasmi?
  67. Se avessi la possibilità di cambiare qualcosa di te, cosa cambieresti?
  68. Qual è il lavoro dei tuoi sogni?
  69. Qual è la cosa più avventurosa che hai fatto nella vita?
  70. Qual è la cosa più costosa che ti sei comprato?
  71. Qual è la cosa più costosa che hai comprato per qualcun altro?
  72. Se vincessi la lotteria che faresti con tutti quei soldi?
  73. Se la tua casa andasse a fuoco e tu potessi portar via solo una cosa, cosa sarebbe?
  74. Chi è il tuo modello di comportamento?
  75. Ti piacciono i bambini?
  76. Hai mai detto “ti amo” senza pensarlo veramente?
  77. Hai mai guidato ubriaco?
  78. Qual è stata la festa più pazza a cui hai preso parte?
  79. Ti piacciono i miei amici?
  80. Credi nei progetti per salvare il pianeta?
  81. Hai mai sognato di vincere il Nobel? Se sì, per cosa?
  82. Qual è la prima parola che ti viene in mente se ti chiedo di descrivermi?
  83. Qual è la prima parola che ti viene in mente se ti chiedo di descriverti?
  84. Quale animale vorresti essere?
  85. Qual è il tuo cartone animato preferito?
  86. Quanto è speciale per te il ricordo del tuo primo amore?
  87. Ti piace ubriacarti?
  88. Quando cominci a bere?
  89. Hai mai rubato qualcosa?
  90. Qual è la cosa più pazza che hai osato fare nella tua vita?
  91. Quanti anni avevi quando hai iniziato a uscire con le ragazze?
  92. Ti piacerebbe avere un cane? Che nome gli daresti? Oppure preferiresti un altro animale domestico?
  93. Se una gran figa venisse da te mentre ci sono io, tu come reagiresti?
  94. Chi è stato il mito della tua infanzia?
  95. Quando hai avuto la tua prima cotta?
  96. Qual è la cosa più carina che hai fatto per un tuo amico?
  97. Quanti soldi speri di poter avere un giorno?
  98. Che macchina vorresti avere?
  99. Quanto spesso dici bugie?
  100. Chi è la tua star preferita?

Posta del Cuore: quando gli adulti non sono capaci di un sorriso

Non ho mai pensato al mio blog come alla Posta del Cuore, però tra decine di e-mail che stavo leggendo, questa richiesta di aiuto mi è sembrata bellissima. Non solo e non tanto per la sua dolcezza e purezza, perché quando ero ragazzo leggevo Cioè (e se sono sopravvissuto a quella posta del cuore…), ma perché la domanda me l’ha posta un diversamente giovane di circa 30 anni, bloccato dalla timidezza di essere in vacanza in famiglia.

L’età di Mattia e la scusa della timidezza, dietro la quale si cela probabilmente un problema simbiotico con uno o con entrambi i genitori, portano sotto gli occhi un fenomeno in realtà noto: quello degli adulti che non sono capaci di un sorriso, che non sono in grado di esprimere un’emozione, figurarsi un sentimento… E non è questione di essere o non essere impacciati.

Quello che scrivo è una mia personale idea, che ho maturato dopo essermi scritto più messaggi con Mattia e dopo avergli, ovviamente, chiesto il permesso di pubblicare la sua mail, la mia risposta (il consiglio che ho pensato di dargli) e alcune mie considerazioni in base ad altre cose che ci siamo scritti.

Come dico nel titolo, quando gli adulti non sono capaci di un sorriso vuol dire che siamo davanti ad un problema generato da problemi familiari e da problemi creati da una società che cambia molto velocemente soprattutto grazie all’utilizzo, a volte smodato, della tecnologia. Una società che ha ritmi che molti non hanno e che oggi, spesso, si trovano più indietro. Più soli. Più in difficoltà.

Da Mattia S.

Ciao Marco, seguo il tuo blog con interesse. Visto che ti occupi di tendenze e di sociale e che sembri mostrare una certa sensibilità, avrei bisogno di aiuto per un problema di cuore. Puoi risolveremo? In pratica, ho preso una cotta pazzesca per la cameriera dell’hotel dove ero in vacanza al mare, a parte qualche battuta e piccole cose, non siamo mai entrati in confidenza. Poi abbiamo iniziato a seguirci su Instagram… Io ho una voglia disperata di scriverle, di avere un contatto con lei, di vedere com’è, cosa fa, come sta. Non so davvero cosa scriverle per non cadere nel banale o imbarazzarla, voglio incuriosirla e spingerla ad avere voglia di cercarmi. Cosa si fa in questi casi?

Ciao Mattia,

non ti nascondo che mi sono trovato in difficoltà a risponderti, per il semplice fatto che non conoscendo nessuno dei due ed essendo una domanda parecchio soggettiva, non sapevo come regolarmi.

Perciò ho deciso di optare per la sincerità e la schiettezza. Insomma, è inutile girarci intorno. Ti dico cosa farei io, senza stare a contartela su cosa avrei invece fatto in vacanza.

Ho un unico consiglio: rischia!

Cavolo, devi mandarle un messaggio, neppure fosse una proposta di matrimonio.

Capisco che è al primo approccio vorresti colpirla, fare subito centro, ma non la conosci, non sai cosa le piace, non sai cosa pensa. Al contrario, la devi conoscere.

Non riporre la tua fiducia nel conquistarla con un messaggio. Non con il primo. Certo, magari hai ragione a non volerti limitare ad un “Hey”, ma che ne dici di un “Ti sei già dimenticata di me? Perché io non ci sono riuscito”?

Conosci il suo profilo Instagram, dai un’occhiata, guarda cosa pubblica e prova a capire cosa le piace e se magari piace anche a te, così da poter attaccare bottone.

Nikolaj Dzhurmongaliev: il russo che mangiava uomini

Nikolaj Dzhurmongaliev nasce come Nikolaj Dzhumagaliev nel 1952 nella zona di Alma-Ata, in Kazakistan. È noto anche come Metal Fang ed è uno dei peggiori assassini dell’area sovietica, insieme ad Andrej Chikatilo e Gennadij Michasevič. Fino al 1989, anno della caduta del Muro di Berlino, lo stato kazako appartiene all’Urss e non è uno stato a sé. Il padre è kazako e la madre è russa. Non si conosce nulla della sua infanzia. È accusato di aver commesso circa cinquanta omicidi a sfondo cannibalistico.

Nel corso degli anni perde alcuni denti dell’arcata anteriore e se ne fece impiantare alcuni finti in metallo bianco: da qui gli deriva il soprannome Metal Fang. Nikolaj Dzhurmongaliev presta il servizio militare e viaggia in Europa e nelle zone del Circolo Polare Artico. I colleghi lo conoscono come una persona educata, solitaria, accompagnato da una calma insolita. Ha una buona parlantina e cura molto il suo aspetto esteriore ed il suo vestiario. In poche parole, è un gentiluomo. Ma se viene provocato, è in grado di sferrare colpi molto violenti. Sottolinea sempre la sua superiorità agli altri facendosi chiamare “il discendente del Gengis Khan”.

Compie il suo primo omicidio nel 1970 Nikolaj Dzhurmongaliev: smembra una vittima e ne butta i pezzi in un barile. L’anno dopo compie il secondo omicidio: la vittima sta tornando a casa dopo le preghiere serali e viene trovata morta con dei grossi tagli sul corpo. Lo arrestano e trascorre solo un anno in cella. La polizia è al corrente solo del secondo omicidio. L’esame di un istituto psichiatrico lo descrive come uno schizofrenico ed un folle.

Dopo la scarcerazione, Nikolaj Dzhurmongaliev inizia a lavorare come operaio. Tutti gli altri omicidi partirono dal 1980 e terminano al suo arresto, che avviene un anno dopo. La zona colpita è la Repubblica del Kirghizistan. Le sue vittime sono donne che vengono avvicinate in un parco locale quando fa buio. Le stupra e le uccide con un’ascia o un coltello, che porta sempre con sé. Sceglie le sue vittime per bellezza.

Il cadavere poi viene macellato e alcune parti le mette in un sacco per portarsele a casa. Ci cucina dei piatti etnici che mangia, oppure che offre agli amici durante alcune cene che organizza con un’alta frequenza. Pare che il fatto di vedere delle persone ignare che mangiano la carne umana lo eccita sessualmente. Nikolaj Dzhurmongaliev uccide perché detesta le donne e le prostitute. Non si conosce il movente del suo cannibalismo.

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Alcuni documenti ufficiali descrivono in modo abbastanza preciso un suo delitto. In quest’occasione, si nasconde dietro a delle rocce in attesa che qualcuno gli passi vicino. Trovata la vittima ideale, salta fuori e la uccide con una coltellata sul collo. Dopo che ne beve il sangue la porta in una discarica e, lontano da occhi indiscreti, fa sesso con il cadavere. Quando finisce, smembra il corpo in vari pezzi. Una parte li seppellisce.

L’altra parte la portò con sé per cucinarla. Nel 1981 due ubriachi, che il Nikolaj Dzhurmongaliev invita in casa con la promessa di dargli da mangiare, trovano nel frigorifero la testa decapitata di una donna ed il suo intestino. Scappano dalla casa e allertano la polizia, che lo arresta il giorno successivo. Durante il processo vengono accertati sette dei quarantasette omicidi di cui è incriminato e dei cento di cui è fortemente sospettato. Viene confinato in un istituto mentale a Tashkent. Dopo alcuni anni, una visita medica conferma che il suo stato mentale sta migliorando costantemente.

Non rappresenterebbe più un pericolo per la società. Può essere trasferito in un altro istituto. Non essendo più un pericolo, non gli viene affiancata alcuna scorta. Nel 1989, proprio durante il trasferimento, scappa dalla custodia, composta unicamente da un infermiere. Nell’agosto del 1991 viene nuovamente arrestato a seguito della segnalazione di una donna che lo riconosce a Fergana, in Uzbekistan. Dopo qualche anno di istituto mentale in Uzbekistan, torna in libertà nel mese di gennaio del 1994. Vive con i parenti da qualche parte nell’Europa orientale.

Storie di Serial Killer è una collana di libri. Dai un’occhiata ai titoli: Le Serial Killer: Donne che uccidono per passione di Marco Cariati e Assassini Seriali: i più spietati di Primo Di Marco.

Mostro di Firenze, 30 anni dopo riemerge proiettile dai reperti

Mostro di Firenze, 30 anni dopo riemerge proiettile dai reperti: e così se da un lato, adesso, i carabinieri sperano che in questo strano ritrovamento ci sia almeno una risposta alle tante domande del caso, dall’altro si infittisce sempre più il mistero che aleggia intorno al Mostro o ai Mostri di Firenze.

Quella del 18 agosto 2019 è una data storica, ma forse anche un po’ imbarazzante: i carabinieri del Ros, che indagano sui delitti del Mostro di Firenze senza sosta da decenni e brancolando sempre nel buio più totale di uno dei grandi misteri italiani, sono emozionati. Sono contenti perché hanno scoperto che il loro ritrovamento era impresso nel filmato con cui, il 23 dicembre del 2015.

Praticamente, a guardare bene il filmato si notava appena il rinvenimento “storico”: un proiettile, sparato dalla calibro 22 dell’assassino, è andato a vuoto, che si è conficcato in un cuscino della tenda di Nadine Mauriot e Jean Michel Kraveichvili, le ultime due vittime del Mostro di Firenze del 1985.

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I reperti dei delitti del serial killer si trovavano nel palazzo di giustizia di Firenze. I carabinieri hanno praticamente rimontato tutta la tenda, come da filmato in loro possesso per cercare altre eventuali tracce biologiche da analizzare. Su un cuscino c’era ancora il segno di un proiettile entrato, ma mai uscito.

Dopo aver palpato il cuscino e aver capito che dentro c’era ancora qualcosa, armati di bisturi e pinzetta da chirurgo, gli investigatori aprono il cuscino e ritrovano il proiettile del Mostro di Firenze, che è lì da 30 anni. Ora c’è la speranza che quel nuovo reperto possa dare preziose indicazioni balistiche o genetiche. C’è la quasi certezza che i segni sul nuovo proiettile siano compatibili con la Beretta del Mostro di Firenze, quella mai ritrovata fino ad oggi.

Storie di Serial Killer è una collana di libri. Dai un’occhiata ai titoli: Le Serial Killer: Donne che uccidono per passione di Marco Cariati e Assassini Seriali: i più spietati di Primo Di Marco.

NaturalMente Cani per la buona salute a 4 zampe

NaturalMente Cani è uno dei più apprezzati e richiesti libri sulla prevenzione e sulle cure naturali per gli amici pelosi a quattro zampe. Dall’alimentazione ai valori nutrizionali, fino ai “rimedi della nonna”, con un centinaio di erbe selezionate e schedate e altrettanti rimedi tra i più efficaci della fitoterapia e della medicina ayurvedica. Insomma, un amico da sfogliare quando si ha bisogno di mettere in atto periodiche forme di detossicazione e per conoscere eventuali rimedi da usare per prevenire e per integrare, ma anche per curare.

Un block notes in cui sono annotati i più efficaci rimedi, oltre agli integratori naturali da somministrare alcuni con una certa regolarità e altri all’occorrenza. Curare il proprio cane prevalentemente con rimedi naturali è un gesto di grande amore e rispetto. Il ricorso a medicinali moderni è troppo spesso dannoso e non necessario. L’uso dei rimedi naturali aiuta a superare efficacemente diverse patologie: dalle ferite alle punture d’insetto, dall’obesità all’artrite… Tutelando realmente il benessere dei nostri animali riconosceremo loro, in modo concreto, un ruolo e un habitat, amandoli a tutti gli effetti.

Non rappresenta l’eccezionalità il fatto che il cane, trattato come natura comanda, è in grado di vivere bene e più della media attuale. Purtroppo, è sempre più un’eccezione vedere cani trattati da cani. A ciò, si aggiunga più inquinamento, pipette e collari antipulci tutto l’anno, vaccini sempre più aggressivi, prodotti poco genuini e un’acqua più contaminata che mai. Questi fattori hanno un peso specifico sullo stato di salute delle nostre bestiole. “NaturalMente Cani” sarà un valido supporto…

Che i cani si ammalino sempre più frequentemente di malattie tipiche della razza umana, come diabete, tumori, artrite e varie altre patologie di natura autoimmune, causate da più o meno gravi forme di intolleranze alimentari, è un triste ma oggettivo dato di fatto. Succede da quando anche a loro, come facciamo spesso con noi stessi, serviamo cibo spazzatura. Magari non tenendo conto che, alcune crocchette o alcuni snack che acquistiamo lasciandoci incantare da etichette “musicali”, sono ancor più spazzatura di quanto si possa immaginare.

Non è una novità, infatti, che il settore della nutrizione dei cani, ma di tutti gli animali più in generale, sfugga a qualsivoglia regola e controllo in quasi tutti i paesi del mondo. E non è una novità che gran parte dei padroni di cani, quasi non si rende conto di cosa fa ingurgitare al povero animale che ospita in casa. Eppure, tanto per fare un piccolo esempio, non dovrebbe essere difficile prendere atto del fatto che quel “simpaticone con le zanne” è carnivoro e che, di conseguenza, i cereali sono mangimi per galline e volatili…

Perché è importante il libro NaturalMente Cani

Nonostante la crisi, il settore mangimi e accessori per cani continua a crescere. Un business estremamente allettante per gli industriali come anche per il settore della ricerca scientifica, il cui fatturato complessivo in Italia supera il valore di 1,8 miliardi di euro. Nel Belpaese, quattordici milioni di italiani hanno animali da compagnia in casa. Un interesse che, di certo, non può sfuggire al mercato e di riflesso ai suoi meccanismi di vendita come il marketing e i canali principali che lo creano come gli allevamenti o i veterinari.

Anne Leszkovicz, docente di ingegneria chimica all’università di Tolosa, ha analizzato i cibi utilizzati da alcuni allevatori di animali di razza che hanno visto morire i loro cuccioli senza un apparente motivo. La ricercatrice che ha analizzato tra i cinquanta e i cento prodotti industriali per cani e gatti, ha evidenziato che almeno un quarto di questi aveva livelli preoccupanti di micotossine, che “possono generare i tumori. L’aflatossina colpisce il fegato, l’ocratossina i reni, la fumonisina l’apparato digerente… Il cane è l’animale più sensibile all’ocratossina che può indurre il tumore al rene”, ha detto alle telecamere della trasmissione Report di Milena Gabanelli.

Purtroppo, molti specialisti continuano a curare il sintomo e non la causa e quando ritengono di poter risolvere il problema, spesso lo fanno in modo decisamente invasivo e traumatico. Hanno fatto una scelta, quella di credere in una sola forma di medicina. Quella degli effetti collaterali. Certo, in alcuni casi non ci sono alternative, specialmente quando si interviene tardi, i farmaci di sintesi o la chirurgia diventano necessari. Ma in tanti altri casi si può aiutare la nostra bestiola con rimedi naturali. Come l’arnica al posto dell’abusato cortisone, giusto per dirne una.

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Ma soprattutto, si può e si deve fare prevenzione. Un’efficace prevenzione. Questo volume si inserisce umilmente e discretamente tra proprietario, cane e veterinario. Tra coscienza e scienza. “NaturalMente Cani” è figlio di diverse combinazioni, tra queste la consapevolezza che tanti veterinari, troppi, fa comodo che le erbe si vendano e si usino il meno possibile. Non a caso, la documentazione esistente in materia di cure naturali per cani è carente, se si escludono i testi scientifici scritti rigorosamente in “medichese”, che non invogliano assolutamente la lettura di massa, o i libri in lingua straniera.

Oltre a “NaturalMente Cani”, fanno parte della collana “Animali Sani” anche i libri e gli ebook “Manuale Pratico di Omeopatia per Cani: tutti i rimedi dalla A alla Z” e “Manuale Pratico di Omeopatia per Gatti: tutti i rimedi dalla A alla Z”. Per quanto riguarda i libri sull’omeopatia, non è assolutamente necessario acquistare sia il volume dedicato ai cani sia quello dedicato ai gatti. Le terapie di automedicazione nel cane e nel gatto sono identiche.

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