Aurora Leveroni in Nonna Marijuana

Di vite ce n’è una sola, si sa. E lo sa bene anche Aurora Leveroni. Ma nel corso di una vita se ne possono vivere parecchie. Non è semplice, però. Bisogna avere coraggio per lasciarsi alle spalle certezze e abitudini, talvolta occorre rinnegare ciò a cui si è sempre creduto. Ancora più difficile, prendere atto del proprio fallimento, per decidere di ricominciare. I greci, questo tipo di decisione, questa tensione al cambiamento lo chiamano κρίσις. Noi la chiamiamo crisi.

Quella dell’Italia manifatturiera, ad esempio, che però può diventare un villaggio turistico globale, e quella delle sue aree dismesse, che ancora non si sa bene cosa farne. O ancora, la seconda vita degli oggetti usati che, a causa della crisi, la gente non butta via, ma preferisce riparare. E poi tante storie, che si intrecciano su questo mio “diario elettronico”. Oggi voglio raccontarti la storia di Aurora Leveroni, che nella sua vita è stata capace di… Aspetta. Basta una parola: il suo soprannome è “Nonna Marijuana”.

Non fuma e non si sballa come potresti pensare. A novantaquattro anni suonati, cucina ricette italiane con cannabis medica per aiutare i malati. Vive a San Francisco dove la legislazione è decisamente più tollerante e più moderna rispetto a quella del “Belpaese delle Banane”. La Leveroni in poche settimane è diventata famosa in tutto il mondo grazie ad un video caricato su Youtube dove insegna a cucinare gustosi manicaretti a base di cannabis.

La sua “storia” con la marijuana inizia in tarda età, quando a sua figlia, che si chiama Valerie, viene diagnosticata l’epilessia. Aurora decide di iniziare a coltivare piante di marijuana nel proprio giardino per poi impiegarle nelle ricette in cucina. Così facendo aiuta la figlia a gli attacchi. Cucino con la marijuana per curare le persone e mai per divertimento. Se vuoi divertirti, fatti una bella passeggiata in spiaggia e poi buttati in acqua”, queste le sue parole.

Tutto ciò è stato possibile grazie al fatto che in California l’uso e la coltivazione di cannabis sono legali se utilizzati per scopi terapeutici. In Italia, l’arzilla signora sarebbe finita in galera, dove però non finiscono quasi mai ladri, politici, corrotti, delinquenti conclamati e col colletto della camicia stirato… Conscia del potere curativo della cannabis, “Nonna Marijuana” registra un video e mostra tutti i passaggi per un’ottima torta al cioccolato a base di marijuana.

Non ti sembri per nulla strano il fatto che, in pochissimo tempo, il video è diventato talmente tanto virale che Vice America ha offerto alla Leveroni la conduzione di un programma televisivo per lanciare il canale tematico Munchies. Ma chi è Aurora? Una tenera nonna di due nipoti, figli della figlia, un maschio ed una femmina, due bisnipoti dai capelli rossi ereditati dal marito che era originario di Genova, e due nipoti maschi e due nipoti femmine che sono i figli dei suoi fratelli.

Cominciò a cucinare con la cannabis per aiutare i pazienti che avevano subito chemio o radioterapia e che avevano dovuto avere a che fare con i loro effetti collaterali, come la forte nausea, la mancanza di appetito e l’impossibilità di dormire profondamente, il tutto sotto la raccomandazione della figlia, Valerie che, dopo essere rimasta vittima di un incidente, fondò un’organizzazione che offre assistenza ai pazienti. Ovviamente, dopo aver ottenuto una ricetta dal proprio medico curante. Furono notevoli i benefici che Valerie ottenne dalla Cannabis. A differenza dei farmaci normalmente prescritti, la Marijuana è ormai nota per curare totalmente alcuni tipi di carcinomi maligni e altri mali.

“Era il 1973, io e la mia famiglia stavamo attraversando il Nevada in macchina quando un pilota di un piccolo aereo privato trovò divertente volare a bassa quota proprio sopra la nostra testa: piombò sulla nostra macchina facendola uscire fuori strada e facendola rotolare per diversi metri. L’impatto su fortissimo ed io e suo padre pensammo che nostra figlia si fosse rotta l’osso del collo a causa della forte pressione che subì. All’inizio i medici ci dissero che non ebbe subito alcun trauma, invece dopo qualche giorno, cominciò a soffrire di forti attacchi epilettici”, ha raccontato.

“I cinque diversi farmaci che prendeva per tenere sotto controllo l’epilessia non la aiutarono per niente. Valerie a quei tempi, 1974, frequentava un giovane uomo che lesse per caso su un giornale di medicina che la cannabis avrebbe potuto aiutarla. Fu allora che decise di provarla, abbiamo supportato fin da subito la sua decisione e nel giro di tre settimane non ebbe più alcuna crisi”.

Un’amica di mia figlia, Suzy Wouk, mi filmò mentre cucinavo cibo con la Marijuana e il video diventò virale su YouTube. Suppongo che il mio essere così anziana abbia qualcosa a che vedere col fatto che sia diventata tanto popolare, nonostante io non senta affatto l’età che ho! Sono sempre stata di mentalità aperta quindi non ho avuto alcun problema a cucinare con l’erba. Negli anni Settanta abbracciai il pensiero liberale ed alcuni amici, scherzando, dicevano che mi avrebbero incarcerata perché andava contro lo stato e le leggi federali”.

“Io rispondevo sempre “se mi dovessero rinchiudere, che mi mettano in cucina!”. Tornando al discorso, penso di essere stata ripresa quattro volte e intervista molte altre. Poi partecipai al programma “Bong Appetit”, una pietra miliare per il mondo cannabico. Eppure non ho mai fumato neppure una canna nel corso della mia giovinezza, ma ammetto che i miei figli mi chiesero di provare e, nonostante non fossi incline, insistettero finché non accettai. Allora feci giusto una tirata molto leggera e non mi fece alcun effetto”.

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