Biagio Conte

Biagio Conte, il San Francesco di Palermo

Biagio Conte non è come gli altri. Fratel Biagio è la parte buona di ciascuno di noi. La tentazione di vivere in un altro modo. Che certe volte uno pensa, basta mollo tutto e ricomincio daccapo. Ecco, Biagio è questo. Punto. Un medioevale folle di Dio, ma laico. Non è un prete e non celebra messe. Non si riempie la bocca di parole. Dà la vita per gli altri. Ha lasciato la famiglia, rinunciando ad un futuro da imprenditore, per seguire il suo istinto sacro. Da eremita ha vissuto fra le montagne siciliane, ha viaggiato a piedi fino ad Assisi. Poi è tornato a Palermo, nella sua Palermo, ed ha diviso la strada coi barboni.

Le sue città della gioia, attualmente, sono tre: la Cittadella del povero, la Missione speranza e carità (che è la prima a nascere) e l’Accoglienza femminile. Ogni giorno seicento persone hanno un tetto e tre volte al giorno un pasto caldo. Un racconto religioso che costringe a guardare l’altra faccia delle nostre città. Una rivoluzione. Intensa come la verità. Dolce come la carità. Musulmani, indù, cristiani, perseguitati dalle dittature, dalle guerre. Uomini soli. Tutti insieme, pronti a ripartire. Ed è bello sapere che c’è un posto così.

Biagio nasce nella splendida Palermo il 16 settembre del 1963 ed è la più bella immagine che definisce il missionario laico. Al posto di divertirsi con le ricchezze di famiglia ha sempre pensato agli altri, dando vita, come detto, alla Missione di speranza e carità, per cercare di rispondere alle drammatiche situazioni di povertà ed emarginazione della sua città natale. Figlio di imprenditori edili, a tre anni viene portato in Svizzera in un collegio di suore. Ritorna a Palermo a nove anni ed entra nel collegio di San Martino delle Scale per quattro anni.

A sedici anni abbandona la scuola media e inizia precocemente a lavorare nell’impresa edile della sua famiglia, ma a causa di una profonda crisi spirituale decide di allontanarsi dalla famiglia nel 1983, andando a vivere a Firenze. Nel maggio 1990 decide di vivere come eremita, ritirandosi nelle montagne dell’entroterra siciliano e successivamente facendo un viaggio interamente a piedi verso la città di Assisi. Il viaggio è stato reso noto alle cronache per gli appelli della famiglia d’origine alla trasmissione Rai “Chi l’ha visto?”, dove Biagio ha risposto in diretta informando del suo cammino verso Assisi, dove arriva il 7 giugno 1991.

Torna quindi a Palermo per salutare i familiari, con l’intenzione di trasferirsi in Africa come missionario, ma lo stato di miseria in cui ritrova la sua città lo porta a cambiare idea. In un primo momento è attivo nel portare conforto ai senzatetto della Stazione di Palermo Centrale, per i quali si batte attraverso diverse proteste ed un digiuno, grazie al quale ottiene l’utilizzo di alcuni locali in via Archirafi, all’interno dei quali fonda nel 1993 la “Missione di Speranza e Carità”, che oggi accoglie più di 200 persone.

Il pensiero di Biagio Conte, un fratello di Palermo

Le sue parole dovrebbero fare riflettere tante persone, dovrebbero fare vergognare quelle persone che abusano di altre in tutti i campi e anche quelle che fingono di non vedere, senza neppure mettere la testa sotto la sabbia. “Fino a 25 anni non mi rendevo conto, distratto dalle cose del mondo, di tutto il materialismo e il consumismo di questa società. Pur avendo tutto, mi lamentavo ed ero sempre insoddisfatto. Schiavo del materialismo non mi accorgevo dei peccati e degli errori che commettevo. Però, guardando la mia città e quello che mi stava attorno, cominciavo ad accorgermi d i tanti volti pieni di sofferenza: persone che dormivano per terra alla stazione, sulle panchine, mi accorgevo di tanti bambini dei quartieri degradati di Palermo con i volti tristi, giocare in mezzo all’immondizia“.

“Quei volti sofferenti continuavano a ritornarmi nella mente e nel cuore, mi sentivo ferire; mi sentivo in colpa, ma non riuscivo a trovare nessuna risposta, nessuna soluzione per quei volti sofferenti che chiedevano aiuto. Fu allora che sentii di lasciare, in silenzio, mio padre, mia madre, il lavoro e la ditta, per donare totalmente la mia vita ai poveri. A questa scelta sono arrivato attraverso un duro cammino. In un primo momento decisi di andare a vivere da solo, sulle montagne all’interno della Sicilia. Ho voluto vivere in silenzio staccato da tutto e da tutti, soprattutto dalle cose materiali. In quei luoghi, in mezzo alla natura ho trovato quello che non riuscivo a trovare in città”.

“All’inizio ho vissuto da eremita, dopo un pastore mi ha aiutato. Ero felice, lì avevo la possibilità di lavorare, di meditare e di vivere in silenzio. Dopo un periodo vissuto così, ho lasciato quei luoghi per affrontare un viaggio fino ad Assisi, dove aveva vissuto San Francesco, perché sentivo nel mio cuore di condividere il suo pensiero. Ho attraversato diverse regioni, vivendo di totale carità. L’unico mio compagno in questo viaggio è stato un cagnolino che avevo salvato e ho chiamato Libertà. Come unico sostegno avevo un bastone. In testa portavo un cappellino ricavato da una manica di maglione che mi ha riscaldato tanto”.

Ritornato a Palermo è subentrato in me un momento di indecisione. Volevo andare in Africa a fare il missionario, dedicare la mia vita ai poveri. Invece, ho sentito qualcosa che mi bloccava. Così me ne sono andato sotto i portici della stazione con uno zaino pieno di latte e the caldo, per aiutare e stare vicino a quelli che la società ha dimenticato: li chiamano barboni, alcolisti, giovani sbandati, stranieri, prostitute, ma che io sento nel mio cuore di chiamare fratelli e sorelle”. Oggi è adorato, stimato, rispettato, ma soprattutto ascoltato. Nel 2015 partecipa alla parata del Palermo Pride, l’annuale manifestazione cittadina in favore del diritti lgbt per portare ai partecipanti un messaggio di pace e fratellanza.

La sua “Missione” è un luogo di sostegno in cui è possibile dormire, mangiare e contribuire concretamente, offrendo la propria disponibilità lavorativa al servizio della comunità; ogni comunità è dotata di cucina e mensa autonome dove vengono distribuiti tre pasti al giorno, è attivo inoltre un forno che garantisce il pane per il fabbisogno delle tre comunità. È dotata, inoltre, di ambulatori medici con medici volontari che garantiscono le prestazioni mediche di base (convenzione Asp con ricettario medico) e assistenza farmaceutica. I bisognosi che vengono accolti sono liberi di professare qualunque fede e di pregare secondo i dettami della propria religione.

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Palermo e la missione della fratellanza alla San Francesco

La “Missione”, inoltre, fornisce assistenza a tante famiglie indigenti di Palermo con beni di prima necessità e latte pediatrico per i neonati. Contemporaneamente, è attivo un servizio di missione notturna: si tratta di un camper che ogni sera con a bordo cinque volontari della Missione, gira per la città per incontrare le persone emarginate (tossicodipendenti, senzatetto, prostitute) e fornire loro una bevanda calda e assistenza. È previsto un ampliamento dell’attività missionaria a Giacalone, rivolta all’assistenza di donne e bambini maltrattati. Nel dicembre 1998 viene aperta presso l’ex convento di Santa Caterina l’accoglienza femminile, destinata a circa centoventi tra donne singole e mamme con bambini.

Nel 2002, a seguito dell’emergenza profughi, viene aperta la terza comunità della Missione “La cittadella del povero e della speranza” presso l’ex caserma dell’Aeronautica di via Decollati che accoglie circa settecento extracomunitari, di passaggio e non, da Palermo. Nel 2018, dopo la morte di alcuni senzatetto nelle strade di Palermo, in segno di protesta contro la povertà decide di dormire in strada, sotto i portici del Palazzo delle Poste centrali, iniziando uno sciopero della fame durato dieci giorni; in seguito la Regione ha finanziato l’ampliamento della missione di via Decollati.

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Un sorriso solare e pieno di amore quello di Biagio Conte.

Il 16 gennaio 2014 è stato reso noto che Biagio Conte, da anni costretto su una sedia a rotelle a causa di vertebre schiacciate a seguito delle spossanti fatiche cui si è sottoposto nella Missione, già dalla scorsa estate aveva ripreso a camminare dopo un’immersione nelle acque di Lourdes. La Curia di Palermo ha ufficialmente dichiarato che ritiene si tratti di miracolo. I suoi collaboratori lo ricordano inchiodato per anni sulla sedia a rotelle a causa di un forte dolore alla schiena.

Poi dopo un pellegrinaggio dalla Madonna di Lourdes, Conte, è ritornato a camminare. E a Palermo si grida al miracolo. Di certo c’è che adesso Fra’ Biagio, molto conosciuto in città per le sue battaglie in difesa degli indigenti, può proseguire la sua missione senza difficoltà. La vicenda viene ricostruita anche dal sito dell’Arcidiocesi di Palermo, con un’intervista a Conte che è stato in Cattedrale in occasione della celebrazione interculturale “Epifania dei popoli”, presieduta dal cardinale Paolo Romeo per il trentesimo anniversario di consacrazione episcopale.

Nelle tre strutture gestite dal missionario sono ospitati novecento tra immigrati, poveri, senza casa ed ex tossicodipendenti. “Per me è stata una grazia inaspettata – racconta – che ho ricevuto dal buon Dio che ha incaricato la sua madre Maria. Io ho sempre avuto a cuore la Vergine, ma non mi ero mai recato nel santuario di Lourdes, un viaggio che è stato possibile grazie all’Unitalsi che mi ha invitato insieme ai malati”.

Conte, inizialmente non voleva andare in Francia anche per motivi di salute ed arrivato a Lourdes non voleva nemmeno fare il bagno nella vasca. “Non pretendevo nulla ed anzi ho dato la precedenza agli altri malati – ha detto il missionario laico – poi mi sono deciso e subito dopo essermi immerso ho avvertito come un fuoco dentro che mi ha permesso di tornare non a camminare, ma a correre verso le tante persone che me lo chiedono. Dopo il bagno in piscina non ho sentito più il bisogno della sedia a rotelle e del bastone che però non lascio perché mi ricorda il viaggio fatto da Palermo ad Assisi, infatti da allora lo porto sempre con me e adesso mi fa riassaporare i momenti in cui correvo da una parte all’altra della città”.

Tra il 2014 e il 2015 è stato prodotto un film intitolato “Biagio”, dal regista palermitano Pasquale Scimeca. La visione del film, uscito nel febbraio 2015, è stata dedicata in particolare agli studenti delle scuole affinché potessero conoscere meglio il personaggio di Biagio Conte, un uomo che lotta per i deboli e che dall’1 marzo 2018 ha raddoppiato la capacità di ospitalità per i senza fissa dimora nella Missione Speranza e carità. La Regione Sicilia, infatti, ha finanziato con quasi centosessantamila euro l’esecuzione di alcune opere che consentiranno alla struttura di utilizzare altri duemila metri quadrati di capannoni già esistenti da adibire a nuovi posti letto.

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