Nella sezione Cani e Gatti di MC Blog trovi i più autorevoli consigli sulla corretta alimentazione e sulle cure naturali per cani e gatti, oltre a tante guide alle patologie più classiche che possono colpire i nostri amici pelosi a quattro zampe. Cosa fare e soprattutto come fare

Come funziona l’apprendimento del cane e cosa c’è da sapere

Universalmente noto, il cane è un animale sociale che, al contrario di quanto molti asseriscono, non vive in un branco gerarchicamente organizzato. Studi sui cani randagi, in particolare quelli dell’équipe del dottor Bonanni, hanno dimostrato che il concetto di gerarchia lineare nel cane è alquanto inverosimile. Semmai esiste un comportamento di competenze condivise fra molti e non sempre.

Non possiamo esimerci dal parlare dell’intelligenza canina e dell’apprendimento del cane. Anche integratori come il ginseng, il ginkgo biloba, la canapa e il suo olio (o l’olio di lino) e altri frutti di Madre Natura, sono direttamente correlabili alla velocità di apprendimento e alla gestione dello stress da parte del cane. Questi ed altri integratori sono importanti al pari della buona alimentazione e soprattutto della buona qualità degli alimenti che somministriamo quotidianamente ai nostri animali.

L’apprendimento e alcuni integratori, argomento ampiamente trattato all’interno del libro, camminano di pari passo all’aumento delle capacità di imparare sempre nuovi ordini, sempre nuovi esercizi. Certo la razza ha il suo peso, ma non è il fattore principale. Nel senso che non c’è un cane intelligente e uno stupido per razza.

Universalmente noto, il cane è un animale sociale che, al contrario di quanto molti asseriscono, non vive in un branco gerarchicamente organizzato. Studi sui cani randagi, in particolare quelli dell’équipe del dottor Bonanni, hanno dimostrato che il concetto di gerarchia lineare nel cane è alquanto inverosimile. Semmai esiste un comportamento di competenze condivise fra molti e non sempre.

In realtà, vista la storia evolutiva del cane, si può parlare sia di partnership, quindi di una relazione con mutuo vantaggio fra le parti, sia di leadership, ossia relazione con vantaggio maggiore di una delle due parti, a seconda delle circostanze e di come si formano i gruppi sociali. Vediamo come funziona e quali sono i fattori di apprendimento del cane nella sua crescita.

Il cane non è più un lupo e quindi non lo si può definire esattamente come animale da branco, ma nella famiglia umana lui vede un “gruppo sociale” paragonabile al branco naturale. Alcune osservazioni sul lupo hanno riscontrato che i branchi sono soprattutto familiari: i due riproduttori sono alla guida dei propri figli, spesso di cucciolate di anni diversi. Altri studiosi hanno osservato il comportamento di branchi formatisi dall’unione di gruppi diversi, con modalità molto diverse rispetto a quelle dei branchi familiari.

Il ruolo della mamma nell’apprendimento del cane

Nel cane solitamente è la madre che si occupa in toto delle cure parentali, dopodiché la guida del “branco misto” passa all’uomo, con il quale il cane instaura un rapporto di collaborazione sociale perché il processo chiamato “impregnazione” (ovvero il fatto che l’uomo interagisca con il cucciolo di pochissimi giorni di vita) convince il cane che apparteniamo, se non proprio alla stessa specie, quantomeno allo stesso gruppo sociale. Secondo alcune scuole di pensiero al cane non va chiesta ubbidienza, concetto arcaico tipico di metodi addestrativi basati sulla coercizione. Semmai lo si invoglia a cooperare così come alle origini fu la relazione cane-umano.

Secondo altre, fermo restando l’impegno di evitare al cane qualunque sofferenza, l’obbedienza non è affatto un concetto superato: anzi, è l’unico concetto che il cane, come animale sociale e gerarchico, può far suo, sentendo il vero e proprio bisogno di una guida che lo accompagni nella sua crescita e nella sua acquisizione di un ruolo e di competenze specifiche all’interno del gruppo.

Entrambe concordano sul fatto che l’obiettivo è quello di costruire un rapporto di fiducia corretto e bilanciato. Accanto al concetto di “addestramento”, cioè “rendere destro il cane” ad un’attività sportiva o di utilità, assume grande importanza quello di “educazione” del cane, in cui viene coinvolta la psiche dell’animale per raggiungere una condizione di equilibrio (omeostasi psichica) che gli permetta di vivere in ambito antropico senza traumi o stress.

Stabilito questo, il cane è, fra gli animali domestici, il più facile e il più proficuo nell’apprendimento ed è capace di imparare ad eseguire un gran numero di esercizi. Alcune affermazioni da parte dello scienziato Stanley Coren lo confermano. Lo psicologo, che raccoglie da anni dati sui comportamenti dei cani, e che insegna psicologia all’università canadese della British Columbia, afferma che la loro intelligenza è profondamente più sviluppata di quanto le persone pensino.

Per intelligenza li paragona a bambini di 2-3 anni. Essi, infatti, come avviene per i cuccioli d’uomo, hanno basilari capacità aritmetiche (quelli particolarmente intelligenti sono capaci di contare fino a cinque) e sono in grado di apprendere oltre 165 parole (il numero varia sensibilmente, fino ad arrivare a 250 parole nei cani più intelligenti e a un migliaio di parole in casi eccezionali).

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Vari tipi di intelligenza secondo Stanley Coren

  • Intelligenza istintiva: ciò che un cane è addestrato a fare fin dalla nascita
  • Intelligenza adattativa: ciò che un cane impara a fare da solo, attraverso l’esperienza
  • Intelligenza funzionale (ubbidienza): ciò che l’animale può imparare attraverso l’insegnamento di comandi e ordini
  • Intelligenza spaziale: si riferisce alle capacità di un cane di ritrovare ad esempio la via di casa

La classificazione intellettiva e di apprendimento del cane fatta da è contestata da altri studiosi ed etologi. Gli antichi (e superati da decenni) metodi di addestramento del cane si fondavano principalmente sulla coercizione per rettificare i comportamenti errati (rinforzo negativo e punizione positiva), fino all’ottenimento del comportamento desiderato. Questo avveniva (e ancora avviene sui campi di alcuni addestratori) con l’applicazione di varie forme di pressione fisica e psicologica, dalla semplice sgridata ad alta voce, allo strattone applicato tramite il guinzaglio, fino all’uso di collari a strozzo, a punte o elettrici, questi ultimi controllati a distanza tramite telecomando.

Il progredire delle conoscenze etologiche, e la crescente sensibilità animalista, hanno fatto sì che negli ultimi 30 anni si sia progressivamente diffuso, a partire dal mondo anglosassone, un nuovo tipo di educazione e addestramento, di cui esistono principalmente due scuole. Uno è il metodo gentile, basato sul rinforzo positivo del comportamento desiderato, tramite lo stimolo di quattro fondamentali bisogni del cane, che possiamo distinguere in primari (alimentazione con bocconcini e l’istinto di predazione come l’inseguimento di una pallina) e secondari (istinto di competitività tira e molla e contatto sociale con carezze).

Questo metodo sfrutta il principio naturale per il quale nell’apprendimento del cane, come in tanti altri animali, gioca un ruolo fondamentale il fatto che l’animale tende a ripetere i comportamenti che gli portano un vantaggio, tralasciando i comportamenti che non ne portano. Una delle metodologie più efficaci facenti parte del metodo gentile è quella del “clicker training”, spesso basata sul modellaggio, anche se è spesso male interpretata da chi l’applica in modo approssimativo ed improvvisato, con conseguenti scarsi e approssimativi risultati. L’altro metodo, “tradizionale” o “naturale”, parte dal metodo di scuola tedesca senza però tenere più in alcuna considerazione la coercizione e la violenza.

Infatti, fa ampio uso di rinforzo positivo, pur considerando la possibilità di correggere il cane, in vari modi che possono andare dalla semplice sgridata all’azione decisa sul guinzaglio, quando sbaglia, ritenendo che il cane (come confermato da tutti gli studi sul cognitivismo) non sia un mero opportunista, ma un essere pensante e in grado di capire perfettamente ciò che il proprietario desidera da lui, quindi in grado di distinguere anche gli errori purché gli si spieghi chiaramente quando e perché ha sbagliato.

Nell’ambito delle attività organizzate di addestramento si stanno diffondendo per seguito e per approfondimento le “prove di lavoro” riservate ad esemplari delle razze di utilità; si tratta di manifestazioni cinotecniche e sportive organizzate dalle delegazioni dell’Enci allo scopo di mettere in evidenza le qualità naturali del cane, nonché la sua attitudine ad applicare ciò che ha appreso dall’addestramento specifico, per individuare e fare conoscere, ai fini dell’allevamento, i soggetti dotati di carattere migliore e più idonei al lavoro.

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Come curare la diarrea nel gatto: cosa c’è da sapere

Per curare la diarrea nel gatto, la prima cosa da fare è quella di cercare di individuare la causa del disturbo. La diarrea non è una malattia, ma un sintomo di condizioni di salute precarie. Quando la diarrea è provocata da un cambiamento di alimentazione, la risoluzione è semplice: eliminare la fonte del problema. In questo caso poi il disturbo si risolve in pochissimi giorni.

Anche nel gatto, la diarrea è un problema che può essere causato da molteplici fattori: un brusco cambiamento di alimentazione, infezioni, indigestione, assunzione di alimenti avariati, parassiti, assunzione di farmaci mal tollerati. Se il disturbo dura pochi giorni non è opportuno allarmarsi. A volte però può durare anche intere settimane. E allora, come curare la diarrea nel gatto?

Per curare la diarrea nel gatto, la prima cosa da fare è quella di cercare di individuare la causa del disturbo. La diarrea non è una malattia, ma un sintomo di condizioni di salute precarie. Quando la diarrea è provocata da un cambiamento di alimentazione, la risoluzione è semplice: eliminare la fonte del problema. In questo caso poi il disturbo si risolve in pochissimi giorni.

Se invece non si riesce a scoprire la causa che ha provocato la diarrea ed il disturbo si protrae per più di 24 ore è opportuno rivolgersi ad un veterinario: lui saprà consigliarvi al meglio per curare la diarrea nel gatto. Ricordate di portare un campione delle feci del gatto dal veterinario, che potrebbe anche fare delle analisi del sangue, per arrivare a capire la causa che ha scatenato il disturbo e prescrivere la terapia idonea.

Mediante il controllo del campione fecale si può verificare se sono presenti batteri, protozoi, parassiti. Ulteriori controlli sono l’esame delle urine, l’ecografia o la radiografia addominale. Se sono presenti dei parassiti bisogna rimuovere le uova e le larve dall’intestino del gatto. In questo caso, non c’è altro modo di curare la diarrea nel gatto.

Inevitabilmente il veterinario dà alcuni suggerimenti su come alimentare il gatto nei primi giorni di terapia. Se dall’esame delle feci risulta un numero elevato di batteri il veterinario prescrive degli antibiotici ad ampio spettro per rimuovere i batteri e ristabilire l’equilibrio della flora intestinale.

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La cura migliore è la prevenzione. Adottando piccoli accorgimenti si può non solo evitare l’insorgere di diarrea, ma anche migliorare la qualità di vita dell’animale. Un gatto deve essere sottoposto ad un trattamento antielmitico e deve seguire una dieta bilanciata alternando cibo secco a quello umido.

Inoltre, non deve mai assumere cibi e carni crude (bisogna fare attenzione anche a quella di bovino) e deve stare lontano da spazzatura e fertilizzanti. Queste situazioni sono potenzialmente dannose per la sua salute. Infine, è fondamentale prestare attenzione quando si lavano le ciotole per l’acqua ed il cibo e bisogna mantenere pulita la lettiera.

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Alimentazione del cane: cosa dare da mangiare al Bau

Nei cani domestici ben nutriti, e specie nelle razze di dimensioni maggiori, questo comportamento naturale, unito a un esercizio insufficiente, può provocare problemi gravi. Una dieta nutriente crea un cane muscoloso, dalle ossa robuste e dal mantello sano. Una parte dell’alimentazione quotidiana deve essere a base di carne, fonte di proteine e grassi che contengono acidi grassi indispensabili per diverse funzioni corporee.

Parliamo dell’alimentazione del cane. A differenza di altri predatori, i cani sono onnivori, seppure principalmente carnivori. Sulla loro lingua sono presenti un numero inferiore di papille gustative rispetto agli uomini, ma sono ormai pronti a consumare quasi tutto dia loro nutrimento.

Questa mancanza di esigenze si unisce a un riflesso di vomito (per fortuna) molto accentuato, che permette loro di espellere il cibo pericoloso dopo averlo ingerito. Il cane ha uno stomaco molto ampio e un tratto intestinale corto. Una combinazione ideale per un “cacciatore-spazzino-opportunista”. La scissione del cibo inizia nello stomaco, ma la maggior parte della digestione avviene nell’intestino.

Allo stato selvatico, i cani si nutrono con qualsiasi genere di cibo disponibile, quindi vivono di quella fonte di nutrimento per alcuni giorni. Quanto ingerito rimane nello stomaco per lo più non digerito. Solo una piccola quantità alla volta passa nell’intestino.

Nei cani domestici ben nutriti, e specie nelle razze di dimensioni maggiori, questo comportamento naturale, unito a un esercizio insufficiente, può provocare problemi gravi. Una dieta nutriente crea un cane muscoloso, dalle ossa robuste e dal mantello sano. Una parte dell’alimentazione quotidiana deve essere a base di carne, fonte di proteine e grassi che contengono acidi grassi indispensabili per diverse funzioni corporee.

Il resto della dieta dovrebbe consistere di fibre solubili e insolubili. Un’alimentazione equilibrata fornirà anche tutte le vitamine quotidiane richieste. Alcuni cani amano consumare talvolta anche erba e vegetali: del resto erba, radici, bacche e verdure crude contengono poche sostanze nutrienti, ma possono fornire fibre preziose. Se possono scegliere, i cani prediligono sicuramente la carne. Tuttavia una dieta a base esclusivamente di questo alimento tenderebbe a provocare una grave deficienza di calcio, mentre il cibo per cani prodotto commercialmente presenta un ottimale equilibrio di sostanze nutrienti.

Nell’intestino del cane si trova un ecosistema elaborato di batteri responsabili della digestione del cibo, ma che si occupano anche di supportare il sistema immunitario fornendo protezione da batteri dannosi. Le diete migliori, con un contenuto in fibra accuratamente bilanciato, nutrono i batteri utili, e al contempo inibiscono lo sviluppo di tutti quelli noti per provocare diarrea. Molti cani richiedono un solo pasto al giorno e molti proprietari preferiscono somministrarlo alla sera. Ma alcuni cani, se mangiano di sera, hanno bisogno di fare i propri bisogni durante la notte: in questo caso è bene anticipare il pasto.

Ai cani di piccola taglia non è corretto somministrare un solo pasto al giorno, quindi meglio ripartire la dose quotidiana di cibo fra mattina e sera. I cuccioli e le femmine durante la gravidanza e l’allattamento necessitano di un diverso regime alimentare. È importante che il pasto si svolga sempre nello stesso punto della casa e che le ciotole siano sempre pulite e l’acqua rinnovata. Sistemate le ciotole su una superficie facile da pulire, come il pavimento della cucina, ed eliminate subito eventuali residui di cibo.

Da ricordare quando si dà la pappa:

  • Non sovralimentate il cane
  • Nutritelo secondo la taglia, l’età e lo stile di vita
  • Una dieta bilanciata: proteine, carboidrati, grassi, fibre, vitamine e minerali
  • Mettetegli sempre a disposizione acqua fresca
  • Non alimentatelo con cibi preparati in casa, senza la giusta consulenza

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Le integrazioni nell’alimentazione del cane

Inoltre, è bene dare al cane gli integratori alimentari naturali. Di solito, se è sano e mangia alimenti completi tra cui gli integratori naturali che avvengono aggiunti al pasto di buona qualità, il cane non ha bisogno di assumere compresse e tisane.

Ma le necessità metaboliche dei cani possono essere diverse, così come i loro fabbisogni alimentari. Se il cibo è di ottima qualità, ma il cane non è al massimo della forma, potrebbe avere bisogno proprio di un integratore alimentare. Nel caso in cui il cane abbia bisogno di integratori alimentari, somministragli solo le dosi raccomandate: per molti minerali il limite tra una dose efficace e una dose tossica è molto sottile.

Quando si tratta di integratori, abbondare non è necessariamente positivo. Usare soltanto integratori di alta qualità, che riportano in etichetta tutti i componenti e l’esatta quantità di calcio, fosforo, magnesio e altri minerali o vitamine. Se dopo sei o otto settimane il cane non risponde bene all’integratore, interrompere la somministrazione. Il punto cruciale è l’osservazione diretta.

Nelle giuste circostanze gli integratori sono molto utili al cane. Ad esempio, una giusta integrazione della dieta aiuta il cane a guarire prima dalle malattie o dalle ferite, o garantisce i giusti elementi nutritivi ai cuccioli con difficoltà di alimentazione. Esistono diverse tipologie di integratori che riescono a soddisfare le esigenze specifiche del cane. Tra i più comuni e utilizzati ci sono delle piante che sono multivitaminiche, indicate per arricchire la dieta del cane nelle diverse situazioni quotidiane.

Ci sono poi erbe multivitaminiche che favoriscono il ricambio e la lucentezza del pelo. E poi ci sono gli integratori di calcio, per favorire la corretta formazione ossea, soprattutto nella fase di crescita o per rafforzare la struttura in età avanzata, gli integratori di sali minerali, per arricchire ogni giorno la dieta nello sviluppo e nel mantenimento, e gli antiossidanti, molecole utili per prevenire il cancro e favoriscono la riduzione del danno ai tessuti causato da allergie, da altre malattie infiammatorie o da infezioni.

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Quali sono i fattori di prevenzione delle malattie nel cane

Una buona prevenzione generale per il nostro amato cane passa soprattutto attraverso un’alimentazione completa e bilanciata, quindi non eccessiva ma neanche carente, e principalmente attraverso la qualità del cibo. Noi siamo quello che mangiamo. E anche i cani sono quello che mangiano. E’ importante anche scegliere l’alimentazione giusta per il nostro cane, evitando di provocare fenomeni di allergia o di intolleranza agli ingredienti presenti negli alimenti che somministriamo.

Quali sono i principali fattori di prevenzione delle malattie del cane? Con la società del benessere si è perduto completamente di vista il significato della parola prevenzione e lo si è identificato con una serie costosa di accertamenti clinici, visite, radiografie, ecografie, dosaggi ematici: un insieme di procedure che rientrano non nella prevenzione ma nella diagnosi precoce, dal momento che la prevenzione vera ed unica è quella che permette di evitare le malattie, non di diagnosticarle quando sono già insorte. La vera prevenzione si basa sul modo di vivere. I principali fattori che aiutano a fare vera prevenzione sono quattro.

Alimentazione e prevenzione delle malattie nel cane

Una buona prevenzione generale per il nostro amato cane passa soprattutto attraverso un’alimentazione completa e bilanciata, quindi non eccessiva ma neanche carente, e principalmente attraverso la qualità del cibo. Noi siamo quello che mangiamo. E anche i cani sono quello che mangiano. E’ importante anche scegliere l’alimentazione giusta per il nostro cane, evitando di provocare fenomeni di allergia o di intolleranza agli ingredienti presenti negli alimenti che somministriamo. Soprattutto dovremmo smetterla di farci incantare dalle pubblicità e ragionare più d cani, visto che è loro che dobbiamo nutrire.

I vaccini come prevenzione delle malattie nel cane

Tra i fattori di prevenzione delle malattie nel cane è importante effettuare fin da subito una corretta prevenzione vaccinale per evitare malattie infettive, parassiti interni ed esterni, incidenti fisici o anche malattie che possono essere trasmesse dal cane all’uomo e viceversa, già nei primi mesi di vita, quando il sistema immunitario non è ancora in grado di difendere perfettamente il cucciolo. La vaccinazione resta la misura di prevenzione più importante. Il veterinario registra su un apposito libretto la data di somministrazione e i dettagli di ciascun vaccino obbligatorio ma con il suo aiuto possiamo predisporre anche quelle che possono essere le vaccinazioni più appropriate per il nostro cane.

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Le malattie dei parassiti: combatterli in modo efficace

Altro fattori di prevenzione delle malattie nel cane è la cura dei parassiti, che si possono eliminare anche solo attraverso l’uso si sostanze naturali, possono essere esterni, ectoparassiti, o interni, endoparassiti. Questi ultimi vivono all’interno dell’organismo del cane e si tratta di cestodi, nematodi e trematodi. Gli ectoparassiti invece vivono sulla pelle o sul mantello: come pulci, zecche, acari e pidocchi, non solo sono pericolosi per la salute dal nostro cane ma spesso anche per l’uomo. Per una protezione corretta del nostro cane nei confronti dei parassiti sono importanti sicuramente l’igiene e la disinfestazione a livello ambientale e la protezione diretta del cane attraverso l’applicazione di prodotti specifici.

Durante i viaggi è molto importante l’ambientazione

Con l’arrivo della bella stagione, arrivano anche i fine settimana fuori porta e le tanto attese vacanze da organizzare insieme ai nostri amici animali. Viaggiare insieme, può essere una bellissima occasione per condividere bei momenti insieme ma è sempre bene informarci su quali sono le cose da fare per viaggiare sicuri. Viaggiare con un cucciolo è più impegnativo, dobbiamo fermarci spesso durante il tragitto. Con un cane adulto l’ideale sarebbe invece iniziare con viaggi di uno o due giorni, per scoprire se è in grado di ambientarsi nonostante le sue abitudini. La cosa di primaria importanza resta quella di informarci riguardo gli obblighi sanitari che la nostra destinazione richiede e, se la nostra meta è in una delle regioni italiane, preoccupiamoci subito di adempiere alle profilassi vaccinali e antiparassitarie previste.

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Il pelo del cane e la sua cura: meglio corto, raso o lungo

Un cane al quale viene negato l’esercizio di cui ha bisogno sarà infelice, fuori forma e troverà qualcos’altro da fare per sfogarsi. Le razze cambiano molto anche per il tipo di manto. Ci sono razze a pelo corto che non richiedono particolari toelettature. Il pelo medio diventa già più impegnativo, mentre le razze a pelo lungo hanno bisogno di cure quotidiane. Alcune razze hanno un mantello così imponente e un pelo così lungo che talvolta, se trascurato per qualche giorno, si ingarbuglia senza rimedio.

Nessun animale, a parte il cane, presenta tante forme e dimensioni, né una tale gamma di temperamenti. Grande o piccola, a pelo lungo o senza pelo, tranquilla o dinamica: secoli di evoluzione, incroci e selezioni effettuate dall’uomo hanno creato o quasi, i cani per tutte le esigenze, ognuno con proprie caratteristiche peculiari.

Ogni razza ha inclinazioni ed esigenze diverse, questo amplia notevolmente la scelta di chi vuole prendere un cane adattandolo al proprio stile di vita. Ogni razza ha bisogno di un certo quantitativo di moto, che influenza la salute del pelo del cane.

Un cane al quale viene negato l’esercizio di cui ha bisogno sarà infelice, fuori forma e troverà qualcos’altro da fare per sfogarsi. Le razze cambiano molto anche per il tipo di manto. Ci sono razze a pelo corto che non richiedono particolari toelettature. Il pelo medio diventa già più impegnativo, mentre le razze a pelo lungo hanno bisogno di cure quotidiane. Alcune razze hanno un mantello così imponente e un pelo così lungo che talvolta, se trascurato per qualche giorno, si ingarbuglia senza rimedio.

Il tipo di pelo è un fattore molto importante per la corretta scelta di un cane e, se si considera un problema una muta del pelo molto pronunciata o fango e acqua in giro per casa, è meglio evitare le razze a pelo lungo. Nonostante ciò alcune razze a pelo corto perdono molto pelo, alcune anche più delle razze a pelo lungo.

Cura del pelo corto

La toelettatura dei cani a pelo corto o medio è più pratica rispetto a quella dei cani con pelo lungo, perché richiede interventi più semplici e dilazionati nel tempo, anche se in genere i cani con pelo medio hanno abbondante sottopelo e devono essere spazzolati con maggiore frequenza durante il periodo di muta. Il mantello dei cani è costituito dal pelo di copertura (il più superficiale) e dal sottopelo (lanuginoso e corto, nascosto dal pelo di copertura).

Il pelo di copertura viene perso e cambiato costantemente durante tutto l’anno, mentre il sottopelo è soggetto a muta due volte l’anno: in primavera si sfoltisce per preparare il cane alla stagione calda e in autunno si infoltisce per dare una maggiore protezione contro il freddo. Il sottopelo riveste un ruolo essenziale nell’isolamento termico del cane, che riesce grazie ad esso a sopportare temperature molto basse, ma anche temperature alte.

È sbagliato credere che il cane con molto pelo soffra troppo il caldo e sia quindi opportuno tosarlo: così facendo viene tolta l’unica protezione che la natura gli ha dato contro il caldo eccessivo. Sia i cani a pelo corto che quelli a pelo medio perdono generalmente parecchio pelo, cosa che può essere fastidiosa se il cane vive in casa, soprattutto perché il pelo corto è piuttosto difficile da eliminare dai tessuti.

Cane a pelo raso

Oltre al pelo corto esiste tra i cani una terza tipologia di pelo detto raso o duro. Molte razze di cane famose e diffuse (il Doberman e il Bassotto, ad esempio) appartengono a questa categoria. In natura, per la sua densità e durezza, il pelo duro offre la massima protezione possibile contro le intemperie e le ferite. Il pelo della parte inferiore delle zampe, così come quello della parte inferiore del petto e dell’addome, è generalmente più corto rispetto a quello del dorso e dei fianchi, ma è sempre molto fitto. Il pelo della testa e delle orecchie è invece più corto e ancora più fitto, ma più morbido.

I cani a pelo duro non perdono il pelo. Per togliere il pelo morto viene, quindi, utilizzata una tecnica detta stripping che consiste nello staccare manualmente il pelo tramite l’utilizzo di specifici coltellini o con le dita. In questo modo, oltre a favorire il normale ricambio di pelo, si dà al cane una linea armonica e ordinata.

Solitamente l’operazione viene eseguita ogni 3-4 mesi ma il periodo può variare da soggetto a soggetto, perché molto dipende anche dalla maturità del pelo. Lo stripping non provoca nessuna sofferenza al cane, ma è comunque una tecnica un po’ complessa da padroneggiare da soli, quindi per evitare di danneggiare la cute, almeno le prime volte, è meglio affidarsi a un buon toelettatore. I cani a pelo duro presentano solitamente baffi, barba e sopracciglie lunghe e folte!

Cani a pelo lungo

Il cane a pelo lungo richiede molte più cure di un cane a pelo corto e necessita di accurate spazzolate quotidiane per evitare antiestetici e dolorosi nodi. La spazzolatura quotidiana è necessaria anche perché il pelo lungo può raccogliere foglie, rami, terra, fango e qualsiasi altra cosa con cui venga a contatto il cane. Sarà inoltre opportuno, se il cane viene tenuto in casa, ripulirlo al rientro da ogni passeggiata esterna, al parco o in campagna e asciugarlo bene nel caso si sia bagnato.

La spazzolatura ideale per un cane a pelo lungo si effettua con un pettine a denti larghi, meglio se di ferro e con le punte arrotondate, procedendo con attenzione e delicatezza, iniziando dalla testa e proseguendo per tutto il corpo pettinando il pelo verso l’esterno. Il pelo più lungo, posto sui piedi, il torace e le zampe posteriori può essere regolato con un paio di forbici. Razze come i Collie e i Pastori delle Shetland hanno un mantello lungo con folto sottopelo protettivo.

Questa tipologia di pelo forma dei nodi se non viene accuratamente pettinata. In questo caso è opportuno usare spazzole ad aghi sottili per districare delicatamente i grovigli, eliminando nodi o sporco. Alcune razze, come gli Yorkshire Terrier, hanno il pelo lungo ma senza sottopelo protettivo. Bisogna fare molta attenzione a pettinare queste razze, perché essendo prive di sottopelo è più facile irritare la cute. Gli Yorkshire dovrebbero essere spazzolati con una spazzola ad aghi sottili quotidianamente, in particolare dietro le orecchie, per evitare la formazione di nodi.

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Curare il manto dei pet

Sono molti gli integratori naturali che si prendono cura del pelo, sia in termini di perdita sia di morbidezza e lucentezza. Oltre agli integratori, di cui si parla nel libro NaturalMente Cani, può essere utile somministrare un uovo sodo ogni 15 chili di peso (30 chili due uova, 60 chili 4 uova) una volta a settimana, oppure l’olio di salmone selvatico, l’olio extravergine di cocco… Comunque, è necessario curare con regolarità il mantello del proprio cane indipendentemente dalla lunghezza del pelo.

Un mantello liscio, come ad esempio quello dell’Alano, è più facile da pulire: si possono usare una spazzola di plastica o un guanto morbido due volte alla settimana, contropelo, per eliminare detriti, sporco e peli staccati. In seguito è utile passare un panno di camoscio sul mantello, strofinandolo nel senso del pelo, per lucidarlo in modo naturale. Il pelo corto e folto, come quello del Labrador, o del Golden Retriever, necessita invece di strumenti diversi. Per togliere i nodi meglio usare una spazzola ad aghi sottili, morbidi, di metallo, due volte alla settimana, passando subito dopo anche una spazzola di setole per eliminare eventuale sporco restante.

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