Nella sezione Cani e Gatti di MC Blog trovi i più autorevoli consigli sulla corretta alimentazione e sulle cure naturali per cani e gatti, oltre a tante guide alle patologie più classiche che possono colpire i nostri amici pelosi a quattro zampe. Cosa fare e soprattutto come fare

I 10 rimedi omeopatici più diffusi per cani e gatti

Cercate di manipolare il meno possibile i rimedi e di farli cadere direttamente dalla bottiglia, nella guancia o sul pelo dei vostri animali e, inoltre, conservateli lontano dalle fonti di calore e dagli apparecchi come computer o televisori. A differenza dei farmaci normali, anche nei cani e nei gatti l’omeopatia non funziona a peso corporeo. La sostanza fisica originaria si trova già diluita.

Quali sono i 10 rimedi omeopatici per cani e gatti più diffusi? L’omeopatia ha delle regole particolari legate al suo utilizzo e questo può essere fonte di confusione, sia per i rimedi che riguardano l’uomo sia per quelli che riguardano gli animali. Partendo dal presupposto che è sempre bene consultare un esperto, ci sono alcune malattie comuni che possono essere trattate con semplicità, basta tenere presenti alcune regole.

Adesso vedremo quali sono i 10 rimedi omeopatici per cani e gatti più usati in genere e perché. Ma prima è importante capire cosa fare e come fare. Per quanto riguarda i 10 rimedi omeopatici per cani e gatti, in particolar modo con i cani, è bene sapere che i rimedi vanno sciolti sulle gengive o nascosti tra gli alimenti.

Cercate di manipolare il meno possibile i rimedi e di farli cadere direttamente dalla bottiglia, nella guancia o sul pelo dei vostri animali e, inoltre, conservateli lontano dalle fonti di calore e dagli apparecchi come computer o televisori. A differenza dei farmaci normali, anche nei cani e nei gatti l’omeopatia non funziona a peso corporeo. La sostanza fisica originaria si trova già diluita.

Ad esempio, l’Arnica 6X significa che il rimedio è stato diluito 6 volte. I rimedi omeopatici vengono scelti in base a come il paziente vive la sua malattia. Ogni animale, infatti, avrebbe bisogno di un rimedio diverso, basato sulle proprie caratteristiche personali e su come affronta le diverse patologie. Prendiamo come esempio la rigidità degli arti causata dall’artrite nel vostro cane.

La scelta del rimedio dipenderà se la condizione peggiora appena sveglio, sbloccandosi dopo aver fatto qualche passo. Questi cani e gatti spesso stanno peggio anche in condizioni di freddo umido. Con un quadro del genere, il rimedio più adatto è il Rhus toxidendron, più economico dei farmaci fans e… naturalmente più sicuro. Con queste premesse, vediamo ora i 10 rimedi omeopatici per cani e gatti più impiegati.

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I 10 rimedi omeopatici per cani e gatti più usati

Apis mellifica. Indicata per le punture di insetti, in particolar modo per quelle di api.

Arnica. Buona per la rigidità causata da sforzi eccessivi, o dolori e lesioni muscolo/scheletrici.

Arsenicum album. Ottimo per i disturbi gastrointestinali causati, ad esempio, da cibo avariato e collegati a vomito e diarrea.

Borace. Utile per gli attacchi di panico causati da temporali e fuochi d’artificio.

Calendula. Da utilizzare, sia come rimedio orale che come unguento esterno, per le infezioni cutanee o altri tipi di infezioni esterne. Si trova sia sotto forma di pomata da applicare localmente, che come tintura da diluire e con cui lavare eventuali tagli o ferite.

Hepar sulfur. Per gli ascessi dolorosi di qualsiasi parte del corpo o ghiandole anali infette e dolorose.

Hypericum. Indicato per dolori causati da danni a nervi o lesioni in aree ricche di terminazioni nervose, ad esempio se tagliate troppo le unghie del vostro cane.

Rhus tox. Nei casi di artrite che migliora dopo i primi movimenti, infezioni della pelle o lesioni muscolo-scheletriche generali.

Ruta. Indicato per eventuali lesioni a tendini o legamenti.

Silicea. Spinge i corpi estranei, come ad esempio le schegge, fuori dalla pelle.

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L’aloe vera e i suoi segreti: si può somministrare al cane?

L’aloe presenta lo spettro più ampio del cosiddetto “fitocomplesso”. Anche in questo caso, trova impiego nella risoluzione di innumerevoli problematiche ed è utile soprattutto per curare i disturbi tipici dei mesi estivi. Il campo di applicazione più diffuso è quello delle patologie della pelle, dove la pianta dimostra la più ampia efficacia. Ecco come sfruttare al meglio le proprietà curative dell’aloe vera per la salute dei nostri amici a quattro zampe.

L’aloe vera, vera toccasana. Scusate la cacofonia, ma è così. Si tratta di una pianta considerata “miracolosa” per via dei suoi molteplici impieghi nel campo dei rimedi naturali. È ricca di diversi componenti importanti che le forniscono le proprietà curative. Tra le più importanti troviamo le sue capacità: cicatrizzanti, disinfettanti, antinfiammatorie, riepitelizzanti, rigeneranti del sistema immunitario.

L’aloe presenta lo spettro più ampio del cosiddetto “fitocomplesso”. Anche in questo caso, trova impiego nella risoluzione di innumerevoli problematiche ed è utile soprattutto per curare i disturbi tipici dei mesi estivi. Il campo di applicazione più diffuso è quello delle patologie della pelle, dove la pianta dimostra la più ampia efficacia. Ecco come sfruttare al meglio le proprietà curative dell’aloe vera per la salute dei nostri amici a quattro zampe.

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Per l’intestino. Per via orale, il succo di aloe può aiutare a combattere la stanchezza cronica e migliorare l’attività intestinale. È utile anche per migliorare la lucidità del pelo e nei casi di pelle secca o troppo grassa. Questo perché l’aloe è un ottimo integratore di minerali e risveglia l’intestino, rallentato dalle alte temperature.

Contro il caldo. L’aloe fornisce sostanze importanti per l’organismo, le stesse sostanze che si perdono attraverso la sudorazione o l’inappetenza dovuta al caldo. La pianta, infatti, contiene un’alta percentuale di vitamine, aminoacidi e minerali.

Nelle infiammazioni. Spesso le orecchie dei nostri animali presentano delle irritazioni e appaiono arrossate. Applicare l’aloe per uso esterno aiuta a lenire l’infiammazione. Va bene sia per i cani che per i gatti.

Antistress da viaggio. Questo vale soprattutto per i cani anziani: l’aloe va somministrata due settimane prima della partenza, per aiutare l’animale a superare al meglio il viaggio e soprattutto il cambio ambientale.

Contro le dermatiti. Così come per gli uomini, anche gli animali possono soffrire di dermatite e anche i nostri amici a quattro zampe possono usufruire dei benefici dell’aloe o in alternativa dell’olio di cocco.

Interventi chirurgici. Va utilizzata per via orale ed è utilissima per consentire ai nostri animali di recuperare velocemente le forze e la normale vitalità.

Come si usa l’aloe? In commercio esistono numerosi prodotti per animali a base di aloe. In linea generale, comunque, per uso interno va bene anche il succo d’aloe comunemente adoperato anche per i disturbi dell’uomo. Non se ne danno più di 10 gocce ogni 10 chili di peso dell’animale (mezzo cucchiaino circa). Per uso esterno, invece, va adoperato il gel di aloe, utile nei casi di piaghe, punture di insetto, eczemi e ferite.

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La corretta alimentazione del gatto: come nutrire il micio

Vediamo la corretta alimentazione del gatto. Questo animale ha bisogno di bere moltissima acqua, ma ha bisogno che sia sempre fresca. I cibi preferiti dai gatti sono quelli umidi, dunque la carne fresca con delle creme di verdure, le scatolette, le lattine, ma anche i croccantini vengono ben apprezzati. Ogni gatto ha i propri gusti, come noi, quindi ci sarà quello che gradisce la carne e quello che preferisce il pesce.

I gatti devono seguire un’alimentazione rigida, che non può permettersi errori. Esistono moltissimi cibi che i gatti non riescono a sintetizzare per via della mancanza di alcuni enzimi. Non è difficile, basta seguire tre criteri che vi aiuteranno a comprendere meglio cosa dare da mangiare ai vostri amici a quattro zampe e cosa, invece, evitare assolutamente. Quindi, cerchiamo di capire la corretta alimentazione del gatto.

Un felino come il gatto non ha bisogno di mangiare in continuazione. Se un gatto mangia spesso, significa che c’è un problema a livello ormonale o che ha i vermi, che non gli permettono mai di saziarsi, in quanto rubano il cibo che lui ingerisce. In questo caso, bisogna procedere con la sverminazione. La cure non superano quasi mai i due giorni consecutivi. In ogni caso, sarà necessario continuare la cura fino a che tutti i vermi non saranno spariti.

Vediamo la corretta alimentazione del gatto. Questo animale ha bisogno di bere moltissima acqua, ma ha bisogno che sia sempre fresca. I cibi preferiti dai gatti sono quelli umidi, dunque la carne fresca con delle creme di verdure, le scatolette, le lattine, ma anche i croccantini vengono ben apprezzati. Ogni gatto ha i propri gusti, come noi, quindi ci sarà quello che gradisce la carne e quello che preferisce il pesce.

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E infine, ricordate sempre cosa un gatto non può tassativamente mangiare e che, molto spesso, mangia ugualmente, cosa che gli crea senza dubbio problemi gastrointestinali, disturbi al fegato e agli organi interni. Cibi come i dolci, di qualsiasi tipo, e tanti tipi di carboidrati, sono necessariamente da abolire nella dieta del vostro animale domestico. Inoltre, dobbiamo sottolineare che il gatto non ha bisogno né di carboidrati, dunque pasta, pane e farinacei, né di dolci, poiché non ne riconosce il gusto.

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Dermatite nel cane e nel gatto: ecco come deve essere curata

La dermatite nel cane e nel gatto può essere ricondotta a diverse cause, perché gli agenti che possono provocare i processi infiammatori sono diversi: alimenti o particolari ingredienti, sostanze irritanti naturali o chimiche, parassiti, punture di insetti, reazioni autoimmuni dell’organismo, disturbi ormonali, problemi comportamentali che portano ad autolesionismi. Sono fenomeni vari che possono manifestarsi su esemplari diversi, a qualunque età, e spesso per predisposizioni genetiche.

Gli animali domestici, a differenza di quanto si creda, sono particolarmente sensibili a diverse forme di allergie e di infiammazioni della cute. Tematica delicata e cara a molti proprietari di cani e gatti. Quindi, senza giri di parole provo a rispondere alla domanda: come curare la dermatite nel cane e nel gatto?

La dermatite nel cane e nel gatto può essere ricondotta a diverse cause, perché gli agenti che possono provocare i processi infiammatori sono diversi: alimenti o particolari ingredienti, sostanze irritanti naturali o chimiche, parassiti, punture di insetti, reazioni autoimmuni dell’organismo, disturbi ormonali, problemi comportamentali che portano ad autolesionismi. Sono fenomeni vari che possono manifestarsi su esemplari diversi, a qualunque età, e spesso per predisposizioni genetiche.

Sintomi e cure per la dermatite del cane

La dermatite nei cani è spesso collegata a una reazione allergica alle pulci. Questo perché quando la pulce morde l’animale, inietta sotto la cute una piccola quantità di saliva, che può causare un’infiammazione. La pelle del vostro cane in questo caso è caratterizzata dalla presenza di dermatiti, eritemi, perdita di pelo e iperpigmentazione.

Un’altra fonte comune di dermatiti nei cani è di base alimentare. Oltre ai comuni segni, in questo caso la patologia viene accompagnata da vomito e diarrea. Infine, anche fido è soggetto a dermatite atopica, in genere a causa di predisposizioni ereditarie, che lo portano a sviluppare sintomi allergici a contatto di polveri, acari, erbe o pollini.

In questo caso, la prima cosa da fare è cercare la causa che ha portato allo scatenarsi dei sintomi. Potete osservare bene la cute, utilizzando un pettine per cani e spostando il pelo, in cerca di segni tangibili della dermatite. Noterete inoltre che il cane tenderà a leccarsi con ripetitività, per cercare sollievo nella parte che a lui crea maggiori fastidi.

Anche per i cani valgono gli stessi rimedi naturali che possono essere adottati per il gatto: lavaggi frequenti con infusi di piante lenitive e disinfettanti, evitare di portare il cane in punti dove sono presenti diserbanti, sostanze chimiche ed erba appena tagliata e una cura per rafforzare le difese immunitarie.

Per evitare che l’animale si mordicchi o si gratti, potreste pensare di ricorrere a un collare o cercare di distrarlo, coinvolgendolo in giochi, in modo tale che non crei delle lesioni a livello cutaneo. Le cause all’origine della dermatite possono essere veramente tante. È importante comprendere qual è la fonte del fastidio, in modo tale da intervenire nel modo più corretto possibile.

Sintomi e cure per la dermatite del gatto

Gli allergeni più comuni che possono creare fastidi ai felini sono alcune piante, il polline, disinfettanti e deodoranti, ma anche intolleranze alimentari. La dermatite può presentarsi a causa di un contatto diretto, per inalazione o ingestione.

I sintomi più evidenti sono: eruzioni cutanee, arrossamenti, ma anche infiammazione delle orecchie. Questo soprattutto se siamo dinanzi a una forma di dermatite atopica. La dermatite, inoltre, provoca una sensazione di prurito molto fastidiosa per l’animale che inizia a grattarsi e a leccarsi.

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La prima cosa da fare è cercare di capire la causa che ha scatenato l’infiammazione, prestando attenzione all’intensificarsi dei sintomi, alle abitudini dei mici e a tutti i possibili allergeni con cui è entrato in contatto. Se individuati, si procede a eliminare tutte le possibili fonti di irritazione, dall’ambiente frequentato dal gatto.

È necessario lavare bene la cute dei nostri animali con dei decotti naturali, come quello di camomilla, calendula, echinacea, malva. Tutte piante che hanno una funzione lenitiva, antibatterica e rinfrescante, per far provare un po’ di sollievo ai nostri amici pelosi e favorire la cicatrizzazione di eventuali lesioni. L’echinacea, in particolare, può anche essere somministrata per via sistemica, integrandola con una dieta composta di olio di semi e di girasole. Questo serve a innalzare le difese immunitarie dell’animale.

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Salute del gatto: come curare il raffreddore nel micio

Per curare il raffreddore nel gatto è importante un’altra accortezza: quella di pulire spesso gli occhi e il naso del gatto, utilizzando dei batuffoli di ovatta, o delle garze imbevute con acqua tiepida, eliminando le secrezioni presenti. Cercate di tenerlo in casa, al caldo per più tempo possibile e sfruttate anche il calore e l’umidità presenti in bagno quando fate la doccia, permettendogli così di respirare aria calda e umida che favorisce la respirazione e la maturazione dei muchi.

Anche i gatti, così come gli esseri umani, possono beccarsi dei piccoli malanni come il raffreddore che, se non adeguatamente curato, può generare problemi di salute più gravi. Il gatto, poi, è particolarmente incline a questo problema in quanto tende a trascorrere diverse ore fuori casa, anche durante i mesi invernali. Dunque, come curare il raffreddore nel gatto? L’importante è avere ovatta e garze, acqua tiepida, pasti caldi e vapore.

Quando un gatto è raffreddato e ha il naso chiuso, perde un po’ del suo olfatto e questo incide molto sulla sua voglia di mangiare dal momento che il suo appetito è fortemente stimolato dagli odori. Quindi, per curare il raffreddore nel gatto bisogna preparare dei pasti caldi in modo tale che il calore faccia in modo che il profumo del cibo si propaghi. Inoltre, gli fornirà un effetto decongestionante. Ricordate che è importante stimolare il suo appetito per evitare che si debiliti.

Per curare il raffreddore nel gatto è importante un’altra accortezza: quella di pulire spesso gli occhi e il naso del gatto, utilizzando dei batuffoli di ovatta, o delle garze imbevute con acqua tiepida, eliminando le secrezioni presenti. Cercate di tenerlo in casa, al caldo per più tempo possibile e sfruttate anche il calore e l’umidità presenti in bagno quando fate la doccia, permettendogli così di respirare aria calda e umida che favorisce la respirazione e la maturazione dei muchi.

Per il naso screpolato potete applicare ogni tanto della vaselina che lo aiuterà a mantenere sane le mucose. Se, nonostante tutte queste attenzioni, dopo un paio di settimane il gatto non dimostra segni di miglioramento, bisogna rivolgersi ad un veterinario perché potrebbe anche trattarsi di un problema di natura allergica.

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In caso di complicazioni alle vie respiratorie, il veterinario saprà prescrivere un’adeguata terapia antinfiammatoria o antibiotica, anche naturale. È estremamente importante seguirla scrupolosamente, senza interromperla quando notate segni di miglioramento, perché potreste rischiare che il gatto abbia una ricaduta. Se invece si ha l’abitudine di lavarlo, i vapori sprigionati dall’acqua calda gli saranno utili, ma bisogna fare attenzione e asciugarlo molto bene, anche un colpo d’aria potrebbe rischiare di comprometterne la salute.

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