Nella sezione Cani e Gatti di MC Blog trovi i più autorevoli consigli sulla corretta alimentazione e sulle cure naturali per cani e gatti, oltre a tante guide alle patologie più classiche che possono colpire i nostri amici pelosi a quattro zampe. Cosa fare e soprattutto come fare

Monologhi: discorso di un cane al padrone che piange

Riuscite a capire quanto questo è importante per noi? Non dovremo mai più avere paura, freddo, fame o sentire male. Se solo poteste calcolare quanto ci fa felici! Non ci interesserà più se piove, se passerà una macchina molto velocemente o se qualcuno ci farà del male. Ma soprattutto, non siamo soli, perché nessun animale gradisce la solitudine, cosa si può chiedere in più? So che ti rattrista la mia partenza, ma devo andare ora.

Umano, vedo che stai piangendo perché è arrivato il mio momento. Non piangere, per favore, ti voglio spiegare alcune cose. Tu sei triste perché me ne sono andato, ma io invece sono felice perché ti ho conosciuto. Quanti come me ogni giorno muoiono senza aver conosciuto qualcuno di speciale? Gli animali a volte passano così tanto tempo da soli, senza mai conoscere qualcuno. Conosciamo il freddo, la sete, il pericolo e la fame. Dobbiamo preoccuparci di trovare qualcosa da mangiare e pensare a dove proteggerci la notte. Vediamo volti tutti i giorni che passano senza mai guardarci, e a volte è meglio che non ci vedano.

A volte abbiamo la grande fortuna che tra le tante persone passa un angelo e ci raccoglie; a volte gli angeli vengono in gruppo, a volte ci sono altri angeli lontani che inviano tanti aiuti per noi. E questo cambia tutto. Se necessario ci portano da un altro tipo di angelo che ci cura. Ci scelgono una parola che pronunciano ogni volta che ci vedono, un nome, penso si chiami così, questo indica che siamo speciali; abbiamo smesso di essere anonimi per essere uno dei tanti, ma anche un po di voi. Da qui capiamo che quella è una casa!

Riuscite a capire quanto questo è importante per noi? Non dovremo mai più avere paura, freddo, fame o sentire male. Se solo poteste calcolare quanto ci fa felici! Non ci interesserà più se piove, se passerà una macchina molto velocemente o se qualcuno ci farà del male. Ma soprattutto, non siamo soli, perché nessun animale gradisce la solitudine, cosa si può chiedere in più? So che ti rattrista la mia partenza, ma devo andare ora.

Promettimi che non biasimerai te stesso, ti ho sentito dire che avresti potuto fare di più per me, non dirlo hai fatto molto per me! Senza di te non avrei conosciuto niente di tutta la bellezza che porto con me oggi. Devi sapere che noi animali viviamo il presente: godiamo di ogni piccola cosa di tutti i giorni e dimentichiamo il passato se ci sentiamo amati. Le nostre vite cominciano quando conosciamo l’amore, lo stesso amore che tu mi hai donato, il mio angelo senza ali ma con due gambe.

Voglio che tu sappia che, se trovi un animale gravemente ferito e che gli resta poco tempo, farai un grande gesto se gli starai accanto accompagnandolo nel suo passaggio finale, perché come ti ho detto prima a nessuno di noi piace star solo, ancora meno quando ci rendiamo conto che è arrivato il momento di andare. Forse per voi non è così importante avere qualcuno al vostro fianco che vi sostiene e vi aiuta ad andare con serenità. Ma ora non piangere più, per favore. Io sarò felice, mi ricordo il nome che mi hai dato, il calore della vostra casa che è diventata anche la mia.

Io mi ricordo il suono della tua voce quando parlavi con me, e anche se non sempre capivo tutto quello che mi dicevi io lo porterò nel mio cuore, insieme a ogni carezza che mi hai dato. Tutto quello che hai fatto è stato molto importante per me e io ti ringrazio profondamente, non so come spiegarmi ora, perché non parlo la tua lingua, ma penso e spero che tu abbia visto la gratitudine nei miei occhi. Prima di andare ti chiedo solo due favori: lavati il viso e comincia a sorridere.

Ricordati che è bello vivere insieme qualsiasi momento, anche questo. Ricordati delle cose che ci facevano felici e per cui ridevamo. Rivivi con me tutto il bene che abbiamo condiviso in questo tempo e non dirmi che non adotterai un altro animale perché hai sofferto troppo la mia partenza. Senza di te non avrei mai conosciuto le bellezze che ho vissuto, quindi per favore, non farlo.. sono in tanti che, come me, stanno aspettando qualcuno come te.

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Dai anche a loro quello che hai dato a me, ne hanno bisogno, come io avevo bisogno di te. Non conservare l’amore che puoi donare per paura di soffrire. Segui il mio consiglio, valorizza quello che puoi dare a ognuno di noi, perché tu sei un angelo per noi animali, perché senza persone come te la nostra vita sarebbe ancora più difficile di come già, a volte, è. Segui il tuo nobile compito, ora sarò io il tuo angelo, ti accompagnerò nel tuo cammino e ti aiuterò ad aiutare gli altri come me.

Ora vado a parlare con gli altri animali che sono qui con me, vado a raccontargli tutto quello che hai fatto per me e dirò con orgoglio: “Questa è la mia famiglia!”. Il mio primo compito ora è quello di aiutarti a essere meno triste, quindi stasera quando guarderai il cielo e vedrai una stella lampeggiare sappi che quella stella sarò io che ti avviserò che sto bene e che ti ringrazierò per tutto l’amore che mi hai dato. Ora vado, non dicendo “addio”, ma “a presto”. C’è un cielo speciale per persone come te, lo stesso cielo dove siamo noi e la vita ci ricompenserà facendoci ritrovare. Io sarò li che ti aspetto!

Tutti i benefici dell’olio di cocco negli amici a 4 zampe

La sua applicazione aiuta la spazzolatura di cani e gatti a pelo lungo, e la rimozione di pericolosi boli di pelo. Le proprietà antimicrobiche e antifungine dell’olio di cocco, favoriscono i processi cicatriziali delle ferite. Come repellente naturale, aiuterebbe a mantenere lontane le zecche.

Quali e quanti sono i benefici che l’olio di cocco ha sulla salute dei nostri animali? Sono davvero tanti i pregi dell’impiego dell’olio di cocco nella pulizia e nell’alimentazione del nostro amico a quattro zampe e l’elenco di tutto ciò che nel dettaglio può essere prevenuto o curato diventa lungo e forse banale, rispetto ai suoi utilizzi. Siccome tutti i benefici sono dimostrati da fior di ricerche, allora la domanda successiva diventa: quali sono gli usi che posso fare di questo super alimento?

La sua applicazione aiuta la spazzolatura di cani e gatti a pelo lungo, e la rimozione di pericolosi boli di pelo. Le proprietà antimicrobiche e antifungine dell’olio di cocco, favoriscono i processi cicatriziali delle ferite. Come repellente naturale, aiuterebbe a mantenere lontane le zecche.

Apparato digerente. Si consiglia l’olio di cocco, ma in questo caso l’olio extravergine di cocco fatto apposta per il consumo alimentare, anche per la salute e benessere dell’apparato digerente dei nostri animali. Questo perché facilita la digestione, fortifica le ossa e rafforza il sistema immunitario. In genere si suggerisce di usarne un cucchiaino ogni 10 chili, ma confrontatevi sempre con un veterinario prima di far ingerire qualsiasi rimedio naturale ai vostri animali.

Pelle secca. L’olio di cocco idrata la pelle e tratta una varietà di problematiche della cute del vostro animale domestico. E non è un problema se viene leccato via. Favorisce un pelo più lucido e sano, calma il prurito, idrata la pelle secca e aiuta la cicatrizzazione delle piccole ferite.

Per le orecchie. Per la pulizia delle orecchie e anche per lenire il prurito: l’olio di cocco può essere una soluzione utile per cani e gatti. Versatene qualche goccia su un cotton fioc e pulite le orecchie dell’animale, senza andare troppo in profondità. In alternativa, potete usare anche l’olio di oliva.

Repellente. Quest’olio vegetale può essere una soluzione alternativa utile ad allontanare le pulci dal vostro cane. Basta aggiungerlo agli altri rimedi naturali che si possono usare, visto che spesso i trattamenti tradizionali hanno effetti collaterali sui nostri amici a quattro zampe. Mescolate una parte di olio di cocco con due di acqua. Fate bollire e versate in uno spruzzino con cui andrete a bagnare leggermente il pelo del vostro animale.

Per il pelo. Per ottenere un pelo più lucente e più morbido, l’olio di cocco può fungere da balsamo. Inoltre, le sue proprietà lo rendono un ottimo antifungino e antibatterico. Versate qualche goccia di questo olio vegetale nello shampoo che adoperate per lavare il vostro cane. Renderà il pelo più morbido e lucido e aiuterà a idratare la pelle. Se vedete che il pelo rimane troppo grasso, diminuite le dosi.

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Come dentifricio. È importante spazzolare i denti degli animali. Anche quando sono piccoli. Una buona soluzione, utile a combattere i batteri, è versare delle gocce di olio di cocco su uno spazzolino e iniziare a strofinarlo sui denti del nostro amico a 4 zampe. Ricordate di far diventare lo spazzolamento una routine. Andrebbe fatto ogni giorno o almeno più volte durante la settimana.

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Come proteggere dal freddo gli animali: cani, gatti, uccelli

Vediamo insieme quali sono i consigli dati dall’associazione Aidaa per essere di aiuto e conforto per queste creature indifese. I consigli che riporto di seguito valgono in particolar modo durante la notte, quando le temperature scendono sotto lo zero termico, rendendo estremamente difficile la sopravvivenza soprattutto agli animali che non hanno un riparo sicuro. E che, purtroppo, non sono pochi.

D’ora in poi, in inverno, quando le temperature diventano davvero rigide, grazie all’Associazione italiana difesa animali e ambiente sappiamo cosa fare per soccorrere animali in difficoltà. L’Aidaa ha pensato bene di diffondere un vademecum su come aiutare gli animali a proteggersi dal freddo pungente, o meglio su come proteggere dal freddo gli animali, visto che siamo noi umani a doverci prendere cura di loro. 

Ma vediamo insieme quali sono i consigli dati dall’associazione Aidaa per essere di aiuto e conforto per queste creature indifese. I consigli che riporto di seguito valgono in particolar modo durante la notte, quando le temperature scendono sotto lo zero termico, rendendo estremamente difficile la sopravvivenza soprattutto agli animali che non hanno un riparo sicuro. E che, purtroppo, non sono pochi.

Come proteggere dal freddo i gatti. Nel caso siate a conoscenza di qualche colonia felina o ci siano dei gatti randagi che gironzolano nei pressi di casa vostra, ecco come come proteggere dal freddo i gatti: l’associazione ricorda di mettere a loro disposizione tre ciotole, una con del cibo secco, una con del cibo umido ed una con l’acqua. Le ciotole andranno messe in una zona riparata e il cibo secco dovrà essere sostituito tutti i giorni perché, a causa del freddo e dell’umidità, rischia di andare a male. Lo stesso vale per il cibo umido e per l’acqua che, invece, potrebbero congelarsi. Da qui l’importanza di sistemare viveri e beveraggio in un posto quanto più riparato possibile. Questo per evitare che, invece di procurare un aiuto ai gatti si finisca per causare un danno. L’aidaa suggerisce anche “se avete la cantina disponibile lasciate aperta la finestra cosi che i mici possano ripararsi nelle notti più fredde oppure fate delle vere e proprie cucce nel vostro condominio per far riparare i mici”.

Come proteggere dal freddo i cani. Sommariamente, le regole appena elencate per i gatti valgono anche per i cani randagi. Dunque, la risposta alla domanda come proteggere dal freddo i cani è: tre ciotole diverse, messe in un ambiente riparato, da rifornire giorno per giorno in quanto a causa del freddo il cibo lasciato troppo a lungo è destinato a deteriorarsi. Lo stesso vale per il cibo umido e per l’acqua che, invece, potrebbero congelarsi. Da qui l’importanza di sistemare viveri e beveraggio in un posto quanto più riparato possibile. Questo per evitare che, invece di procurare un aiuto ai cani si finisca per arrecare un danno.

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Come proteggere dal freddo gli uccelli. Consigli anche per gli uccellini che nei giorni di piogge e neve faticano a trovare qualcosa da mangiare. Ecco come proteggere dal freddo gli uccelli: l’appello che viene fatto dall’associazione è di esporre piccole mangiatoie sui balconi contenenti piccoli pezzettini di grasso e carne avanzata, croste di formaggio, briciole di dolci, frutta fresca e secca e miscele di semi. Naturalmente, sottolinea l’Aidaa, è necessario rifornire con regolarità le mangiatoie, senza però riempirle fino all’orlo: il freddo potrebbe far andare a male parte del cibo. Cercate di posizionare le mangiatoie in un luogo riparato e lontano da animali pericolosi.

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La fitoterapia nell’alimentazione dei nostri cani

Nasce un nuovo neologismo: nutraceutica. Siamo nel 1989 e la paternità è del dottor Stephen DeFelice. Questa parola ingloba due concetti: “nutrizione” e “farmaceutica”, studiando l’effetto di determinate sostanze naturali aggiunte all’alimentazione, sia nella prevenzione sia nella terapia delle più diverse malattie. I nutraceutici possono essere considerati un modo efficace e fisiologico per evitare di introdurre sostanze tossiche nell’organismo. Contemporaneamente forniscono sostanze attive fondamentali per il mantenimento di uno stato di salute ottimale. La giusta evoluzione della fitoterapia.

La fitoterapia nell’alimentazione dei nostri cani è un argomento importantissimo per chi vuole promuovere la salute del proprio cane. Le piante sono capaci di modulare la risposta del sistema immunitario ad una infiammazione, magari causata da sostanze tossiche che la alimentano costantemente, rendendola cronica. Questa loro caratteristica è un aspetto importantissimo, che permette di dosare i principi attivi in modo che siano disponibili a livello cellulare e diano all’organismo del cane la capacità di innescare il naturale processo di guarigione.

Le piante possiedono sostanze antiossidanti, che riducono i radicali liberi, responsabili di reazioni a catena che portano all’ossidamento cellulare. L’impiego di fitoestratti (o di piante conosciute per il loro apporto di nutrienti specifici) e l’integrazione dell’alimentazione con omega 3 rappresentano due elementi distintivi delle formulazioni studiate per i cani. E anche per i gatti. Ecco perché è fondamentale la fitoterapia nell’alimentazione dei nostri cani.

Nasce da qui un nuovo neologismo: nutraceutica. Siamo nel 1989 e la paternità è del dottor Stephen DeFelice. Questa parola ingloba due concetti: “nutrizione” e “farmaceutica”, studiando l’effetto di determinate sostanze naturali aggiunte all’alimentazione, sia nella prevenzione sia nella terapia delle più diverse malattie. I nutraceutici possono essere considerati un modo efficace e fisiologico per evitare di introdurre sostanze tossiche nell’organismo. Contemporaneamente forniscono sostanze attive fondamentali per il mantenimento di uno stato di salute ottimale. La giusta evoluzione della fitoterapia.

Le caratteristiche distintive di ogni pianta e la loro combinazione, danno vita ad alimenti funzionali e nutrienti. L’apporto del tiglio in un alimento per un cane agitato a causa di una otite ha una funzione sedativa e antispasmodica. Lavorando in sinergia con la melaleuca (dal potere antibatterico e antifungino) e la rosa canina (antiossidante e ricca di vitamina C) si ha un beneficio del suo orecchio. L’origano è il paladino dell’intestino, grazie al carvacrolo, principio attivo con azioni antibiotiche. Semplice, no?

L’aspetto difficile della fitoterapia nell’alimentazione dei nostri cani è riuscire a produrre un alimentazione secca senza disperdere il potere della fitoterapia. La stragrande maggioranza dei principi attivi di origine vegetale è estremamente sensibile al calore. Alcuni di essi vengono degradati già a 27 gradi, come i polifenoli contenuti nell’olio di oliva. Dunque l’esposizione alle alte temperature nei processi di elaborazione degli alimenti, come quelli che prevedono la realizzazione di una crocchetta, ne limita fortemente l’efficacia.

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L’efficacia delle piante è stata studiata e attestata in numerose ricerche scientifiche. In una in particolare, pubblicata sulla rivista “Journal of Immunology Research”, sono state evidenziate le proprietà antinfiammatorie in vitro di un pool di 13 piante (dalle comprovate proprietà immunomodulanti) inserite in una dieta nutraceutica. La ricerca ha valutato la capacità di queste piante di contrastare gli effetti tossici e infiammatori dell’antibiotico ossitetraciclina in vitro. Gli esiti sono stati estremamente positivi.

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La storia dei cani e della bella amicizia con l’uomo

Il cane è prevalentemente un carnivoro e viene generalmente considerato onnivoro. I più recenti studi basati sulla genetica, supportati da ritrovamenti paleontologici, hanno portato a ritenere valido il riconoscimento del lupo grigio (canis lupus) come progenitore del cane domestico, riconosciuto come sottospecie (canis lupus familiaris). Ancora incerte sono le ipotesi sul processo di domesticazione.

La storia del cane, anzi la storia dei cani. Quella dell’evoluzione di questo splendido e orgoglioso animale da compagnia, da guardia, da lavoro, è una storia lunga, affascinante e bella, ma anche ricca. Nel 2001 la popolazione stimata di cani era di 400 milioni. Secondo altre fonti, nel 2015 sono aumentati fino a diventare 530 milioni e circa 550 milioni nel 2017.

Come ci ricordano le enciclopedie, vero patrimonio dell’umanità, nel nostro caso Wikipedia.it: Il cane, canis lupus familiaris linnaeus (1758) è un mammifero appartenente all’ordine carnivora, della famiglia dei canidi. Con l’avvento dell’addomesticazione si è distinto dal lupo, del quale rappresenta una forma neotenica (anche se al riguardo ci sono opinioni divergenti”. Rispetto al lupo, ha canini meno aguzzi, zanne bianche, zampe più estese, intestino più lungo ed è privo di artigli affilati.

L’addomesticazione del cane da parte dell’uomo ha origini antichissime, che si perdono nella notte dei tempi. Per quanto ci è dato sapere, i più antichi resti fossili di cane in uno stanziamento umano sono stati rinvenuti in una tomba natufiana, e risalgono a 11 mila-12 mila anni fa. In realtà si ipotizza che l’origine del rapporto fra le due specie si collochi molto più indietro nel tempo, fra 19 mila e 36 mila anni fa. Lo studio di un cranio di “canide simile a un cane” ma non direttamente collegato al cane moderno, rinvenuto nei monti Altaj in Siberia, ha fatto supporre che le diverse razze canine moderne non abbiano un unico progenitore comune, ma discendano da diversi distinti processi di addomesticamento dei lupi in diverse aree del mondo.

I cani sono molto vari nelle loro caratteristiche biologiche, per la selezione operata dalla natura, per i diversi luoghi di provenienza, per le varie specie nate nel corso dei secoli, e soprattutto per via della selezione fatta dall’uomo. Questa varietà è tale da richiedere, secondo alcuni a divisione in sottospecie e morfologie. Il peso dell’adulto può variare da 700 grammi circa ai 111 chili. Ha un ciclo estrale che si ripete due volte l’anno – mentre il lupo ha un periodo d’estro l’anno – dovuta in parte alla selezione effettuata nei secoli dall’uomo per facilitare l’allevamento, in parte alla selezione naturale.

Tuttavia in cani particolarmente primitivi come il cane lupo cecoslovacco o il cane lupo di saarloos il “calore”, come nel lupo, avviene una volta l’anno e talora viene inibito da condizioni ambientali sfavorevoli, ad esempio conflitti sociali tra cani che convivono. Per tutte le razze il periodo di gestazione è di circa 62 giorni. Vengono alla luce da 1 a 10 piccoli, a seconda della taglia dell’animale. Notevoli sono i cambiamenti apportati nel corso dei secoli dalla selezione operata dall’uomo, sia come caratteristiche fisiche sia come caratteristiche di socializzazione. Notevole importanza è stata posta da sempre nell’educazione e nel comportamento del cane.

Solo un domesticamento naturale del lupo?

Il cane è prevalentemente un carnivoro e viene generalmente considerato onnivoro. I più recenti studi basati sulla genetica, supportati da ritrovamenti paleontologici, hanno portato a ritenere valido il riconoscimento del lupo grigio (canis lupus) come progenitore del cane domestico, riconosciuto come sottospecie (canis lupus familiaris). Ancora incerte sono le ipotesi sul processo di domesticazione.

Una delle più accreditate è la tesi quella dei coniugi Ray e Lorna Coppinger, biologi, che propongono la teoria di un domesticamento naturale del lupo, una selezione naturale di soggetti meno abili nella caccia, ma al contempo meno timorosi nei confronti dell’uomo, che avrebbero cominciato a seguire i primi gruppi di cacciatori nomadi, nutrendosi dei resti dei loro pasti, ma fornendo inconsapevolmente un prezioso servizio di “sentinelle”, stabilendosi in seguito nei pressi dei primi insediamenti, e dando il via ad una sorprendente coabitazione tra due specie di predatori, con reciproci vantaggi.

Alcuni di questi “cani selvatici” sarebbero poi stati avvicinati ed adottati nella comunità umana dando il via ad un perfetto esempio di coevoluzione. Quasi certamente, come dimostrato anche dagli studi di Dimitri Belayev, la naturale selezione basata sulle attitudini caratteriali al domesticamento ha provocato la comparsa di mutamenti fisici (dalla riduzione del volume cranico, all’accorciamento dei denti, ma anche la comparsa di caratteri quali le chiazze bianche sul mantello e le code arricciate.

In una ricerca pubblicata nel 2013 sulla rivista scientifica “Science”, alcuni ricercatori dell’Università di Turku in Finlandia hanno utilizzato il dna mitocondriale, comparando il genoma di 18 canidi preistorici europei e americani con uno spettro del genoma di cani e di lupi attuali. Le somiglianze risultanti dalla comparazione indicherebbero che filogenicamente tutti i cani moderni sono maggiormente simili ai cani europei, sia moderni che preistorici. Le analisi molecolari suggerirebbero come datazione che i primi casi di addomesticamento del cane dal lupo risalirebbero ad un periodo compreso tra il 18.800 e 32.100 anni fa, in popolazioni nomadi di cacciatori raccoglitori europee.

Questo studio contraddice la tesi secondo la quale le prime domesticazioni sarebbero avvenute in Asia in popolazioni stanziali. In Europa primo resto archeologico di cane è stato ritrovato in Belgio nella caverna di Goyet, nelle Ardenne, e risale a 31 mila anni fa. Scoperto nel 1870 si è ritenuto per molto tempo che fosse un lupo ma nel 2007 è stato ristudiato e ricatalogato. Inoltre, nei siti archeologici più antichi, numerosi sono i ritrovamenti di resti di cani, che testimoniano le prime differenze dall’antenato selvatico. La testimonianza più antica di un legame fra cani ed umani risale al Gravettiano (circa 28 mila anni fa) e sono le orme di un bambino e di un cane ritrovate presso la grotta di Chauvet, nel sud della Francia.

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La storia dei cani inizia 28 mila anni fa

Sono stati scoperti siti tombali risalenti allo stesso periodo (25 mila-28 mila anni fa) che dimostrano una sepoltura rituale di cani: introduzione di un osso di mammut nella bocca di uno dei tre cani ritrovati. Tuttavia, la prima testimonianza di un legame affettivo tra uomo e cane risale al più recente periodo natufiano (circa 12 mila anni fa) presso il sito di Ein Mallaha in Israele con una tomba che conserva i resti di un uomo anziano coricato su un fianco in posizione fetale che protende un braccio verso i resti di un cucciolo di cane.

Alla luce delle esperienze in cui si è tentato di addomesticare il lupo, va ricordato che si tratta di tentativi miseramente falliti, o di ibridazione dello stesso con i cani (gli unici tre tentativi riusciti sono il cane lupo cecoslovacco, il saarloos e il lupo italiano) sembra alquanto inverosimile che la prima differenziazione tra razze diverse sia da attribuire alle diverse sottospecie di lupo (che, secondo la tradizione, vennero addomesticate quasi contemporaneamente in diverse parti del mondo, in situazioni geografiche e climatiche altrettanto dissimili.

Appare più logico, invece, che le prime razze siano state selezionate in maniera molto più semplicemente empirica tramite l’accoppiamento di “cani pariah” con caratteristiche analoghe: ad esempio, i levrieri ancestrali possono essere stati il frutto di selezione fra cani snelli, veloci ed abili predatori, così come gli antenati del Basenji furono selezionati accoppiando cani di piccola taglia con gambe snelle particolarmente abili nel cacciare i topi.

Successivamente, i soggetti più dotati fisicamente e attitudinalmente per i diversi impieghi, furono selezionati con metodi sempre più efficaci: a quanto pare i primi ad effettuare un processo selettivo sistematico furono i romani intorno al III-IV secolo avanti Cristo. Può essere interessante osservare come le grandi variazioni morfologiche che hanno permesso al lupo di “trasformarsi” in alano, chihuahua oppure bassotto, si siano presentate nel corso dei secoli in forma involontaria, vere e proprie mutazioni spontanee che l’uomo ha successivamente saputo sfruttare. E’ il caso di bizzarrie genetiche, quali il nanismo acondroplasico, arti corti su corpi normali, utili in cani adibiti a seguire la selvaggina nel folto dei cespugli, o dentro le tane.

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