Nella sezione Attualità di MC Blog, attraverso reportage, racconti, interviste, inchieste e quant’altro ti racconto, nel bene o nel male, aspetti curiosi e particolari del nostro tempo. Tanti spaccati della società contemporanea, fatti di tendenze sociali, avvenimenti, scoperte e molto altro

Truffa su PayPal: occhio al cambio password

Le truffe “spilla-contante” online si fanno sempre più subdole e minacciose, arrivando a colpire anche PayPal che fino a poco tempo fa restava un baluardo per i pagamenti sicuri nel web. Da 24 ore circa si è diffusa la notizia di un nuovo attacco. Una nuova ondata di mail phishing, che hanno già fatto migliaia di vittime, ma questa volta la truffa non corre per mail bensì su PayPal, marchio di proprietà della PayPal Holdings Inc, una società americana che dal 1999 (all’epoca si chiamava Confinity) offre “servizi di pagamento digitale e di trasferimento di denaro tramite Internet”.

Se è vero che ogni giorno, Google e Polizia Postale in primis, si dedicano sempre più a rendere il web un posto meno insicuro, è altrettanto vero che la professione del truffatore evolve anche sotto il profilo tecnologico, si complica, ma permette ai malintenzionati di mettere a segno colpi più fruttuosi, meno rischiosi di uno scippo o di una rapina a mano armata e anche decisamente più anonimi (per quanto la parola anonimo possa andar d’accordo con un web in cui è prassi fare operazioni in chiaro, ossia non criptate).

Nei mesi scorsi, la Polizia Postale ha diffuso allerte e ha raccolto denunce e testimonianze da vari clienti di operatori telefonici come Tim, Wind, Tre e Vodafone, vittime dell’indimenticato Sim Swap Scam (conti correnti svuotati tramite la scheda telefonica), poi è toccato ai correntisti di Unicredit, BNL e Intesa Sanpaolo attraverso un’ondata di phishing. I cyber criminali trovano sempre nuove prede. E così, visto che gli operatori telefonici e gli istituti di credito sono corsi ai ripari, alzando notevolmente i sistemi di sicurezza, adesso sono stati presi di mira i clienti di PayPal.

Scopriamo la nuova truffa su PayPal

PayPal consente di aprire un conto corrente con pochi click, si collega alla carta di credito o al conto corrente bancario e risulta subito attivo. Registrarsi è gratuito e immediato, le garanzie post-acquisto sono notevoli ed effettuare pagamenti, spostare denaro, o fare acquisti risulta decisamente semplice. Per questo, ogni giorno è usato da milioni di persone. La chiave del suo successo sono le vendite protette. Il problema sta nella facilità con cui si accede a PayPal: una mail e una password. Magari una di quelle maledette password che s’inventano per evitare di dimenticarsela: Nome1234.

La nostra mail è ovunque, anche sui social network, e chiunque può averla. Da lì ad indovinare una password il passo non è breve, ma neppure così lungo. E a ben vedere, il fattore di protezione è rimasto solo uno e non appare invalicabile. Tramite la mail scarichiamo ogni giorno sul computer e sugli smartphone (il vero tallone di Achille nel web) di tutto e di più. Basta un semplice spyware o un malware per far sì che al truffatore vengano comunicate tutte le nostre password. E il gioco è fatto. Anzi la truffa è servita, senza il bisogno di conoscere nome, cognome e orari della vittima. Come detto, a trasferire i soldi disponibili è un attimo.

Ma in questa nuova truffa c’è qualcosa di particolare e soprattutto non ci sono file da scaricare. Dal 15 settembre 2019 e non si sa per quanto tempo, “gli utenti riceveranno delle mail che con ogni probabilità supereranno i filtri anti-phishing. Non viene richiesto denaro. La mail sembra arrivare in tutto e per tutto da PayPal (ma non è così) e vi si trova un testo che avvisa l’utente di un pagamento anomalo sul proprio account PayPal e l’invito a modificare con urgenza e per ragioni di estrema sicurezza la propria password. Il consiglio è quello di effettuare la modifica attraverso un link fittizio grazie al quale i cyber criminali ruberanno i dati sensibili del malcapitato.

Come difendersi dai cybercriminali

È possibile difendersi dai cyber criminali? E come? Claudio Carusi, titolare della Link Point di San Marino, da oltre 20 anni si occupa di siti internet, forum e blog, e si occupa soprattutto di sicurezza informatica e di conseguenza della sicurezza dei suoi clienti e del loro portafoglio. L’imprenditore bolzanino spiega che è fondamentale tenere “la soglia di attenzione alta e la massima diffidenza restano due costanti, se è vero il principio che fidarsi è bene e non fidarsi è meglio. E poi, backup questo sconosciuto: fare sempre una copia dei dati che non si possono perdere e conservarla in un posto sicuro, come un hard disk esterno”.

Un buon antivirus può essere utile? “Serve, ma non per salvarsi da questa truffa che è priva di allegati. Conviene sempre prediligere antivirus che danno ottimi risultati nei test, come ad esempio e non in ordine di importanza Kapersky, Avast, Avira, Norton, AVG, Malwarebytes, eccetera. E magari prediligere la versione a pagamento che è completa. Io consiglierei un antivirus a pagamento e un anti malware gratuito. Ma il consiglio più importante è quello di attivare un filtro anti-phishing che rilevi le email sospette”.

Non tutti sanno come attivare un filtro anti-phishing, per cui Carusi precisa: “Questi filtri sono spesso contenuti negli antivirus, ma conviene attivarli anche sul browser che si usa per collegarsi ad internet e per navigare mediante apposite estensioni. Le estensioni in questione, che altro non sono che dei programmi, sono contenute nell’antivirus e, solitamente, all’installazione viene chiesto se si vuole aggiungere. Incomprensibilmente, molte persone non attivano questo filtro. Le motivazioni sono le più svariate: la paura di “appesantire” o rallentare il programma di navigazione, la distrazione, l’ignoranza”.

Un altro consiglio è quello di “rimuovere tutti i plugin installati sul browser, perché rappresentano una porta sempre aperta per cyber criminali, hacker e cacciatori di identità – prosegue Carusi -. Se per caso, l’antivirus installato non avesse un filtro anti-phishing, può risultare utile installare Web Of Trust, un programma disponibile per Internet Explorer, Firefox, Opera, Safari e Google Chrome”.

E già che ci siamo, Carusi lancia un’altra allerta: “Dal 9 settembre stiamo ricevendo diverse mail uguali con richiesta d’offerta in italiano. L’invito è quello di aprire il file allegato che è un documento .doc compresso in R11 (rar). Non apritelo, la scansione ci dà come risultato “malware”. Il fenomeno è nuovo e abbiamo inviato il file per farli analizzare. Nel frattempo diffidate anche degli annunci di compravendita: lì si annidano i truffatori professionisti”.

Scopri come difenderti al meglio dai cybercriminali

100 domande (con o senza trappola) che una donna può fare al primo incontro

Come si suol dire, parliamoci da uomo ad uomo. L’hai conosciuta da poco, ha accettato di uscire con te, di lei non sai nulla, ma stai comunque pensando ad una pizza (per semplificare le cose), sperando che non sia intollerante al lievito, e poi un film al cinema.

Occhio, che stai pensando a tutto, ma proprio a tutto, tranne che ad un aspetto fondamentale. In auto, in pizzeria (tranne che alla cassa), sul tragitto che vi porterà al cinema e poi sulla strada che va a casa, lei ti farà domande. Tante, ben dosate, ma ritmiche.

Ma quali domande ti farà? Considera che una donna intelligente e mediamente abile potrebbe arrivare a scoprire la tua vita in quattro ore circa trascorse con te. Una donna discreta ma curiosa potrebbe farti anche più di 100 domande (con o senza trappola) al primo incontro.

Le 100 domande più frequenti al primo incontro

  1. Quali sono i tuoi obiettivi nella vita?
  2. Sei rimasto amico con le tue ex?
  3. Hai mai avuto amicizie esclusivamente per secondi fini?
  4. A cosa stai pensando in questo momento?
  5. Chi è il tuo scrittore/cantante/attore preferito?
  6. Come e perché la tua ultima relazione è finita?
  7. Hai mai tradito qualcuno? Chi e quando?
  8. Chi è la persona più importante nella tua vita?
  9. Qual è il tuo ricordo più prezioso?
  10. Qual è la cosa che ti piace di più di me?
  11. Qual è la cosa che odi di più in me?
  12. Avevi un amico immaginario da piccolo?
  13. Credi nell’amore?
  14. Sei religioso?
  15. Cosa cerchi nell’ipotetica donna della tua vita?
  16. Qual è il tuo film preferito di sempre?
  17. Commedia romantica vs horror: quale film vedresti più volentieri insieme a me?
  18. Qual è il posto che vorresti visitare più di tutti al mondo?
  19. Descrivi la tua figuraccia più imbarazzante di sempre.
  20. Qual è la tua fantasia più strana?
  21. Saresti uscito lo stesso con me se io avessi avuto 5 anni più di te?
  22. Qual è l’ingrediente più importante in una relazione secondo te?
  23. Sei romantico? O solo un rubacuori?
  24. Cosa ti infastidisce di più in assoluto?
  25. Sei geloso e possessivo di carattere?
  26. Hai mai fatto uso di droghe?
  27. Qual è stata la tua prima impressione su di me?
  28. Come reagiresti se ti dicessi che ho intenzione di passare un periodo di astinenza?
  29. Pensi che sposarsi significhi guadagnare di più per la famiglia oppure passare più tempo di qualità con i suoi membri?
  30. Quale profumo ti ricorda me?
  31. Hai mai fatto esperimenti particolari con la tua sessualità?
  32. Ti sei mai svegliato una mattina pentendoti di quel che hai fatto durante la notte?
  33. Vuoi figli? Quanti?
  34. Qual è la parte del mio corpo che ami di più?
  35. Hai mai avuto un sogno ricorrente?
  36. Dove ti vedi fra cinque anni?
  37. Hai mai picchiato una donna? Lo faresti?
  38. Hai mai sentito il bisogno di imparare a gestire la tua rabbia?
  39. Quanto è importante la competizione per te?
  40. Vorresti essere il mio cavaliere se io fossi una damigella in pericolo?
  41. Sei superstizioso? Su cosa?
  42. Come descriveresti la vita perfetta?
  43. Se io fossi molto in confidenza con un tuo amico, ti sentiresti insicuro?
  44. Se il genio della lampada potesse regalarti una nuova abilità, cosa vorresti essere capace di fare?
  45. Immagina di essere un attore famoso. In quale film vorresti recitare?
  46. Chi ami di più, tua madre o tuo padre?
  47. Se potessi avere un superpotere, quale sarebbe?
  48. Cosa preferisci? Soldi, potere o fama?
  49. Cosa ami di più del tuo migliore amico?
  50. Mamma o papà: a chi vorresti assomigliare di più?
  51. Hai dei soprannomi/nickname? C’è una storia dietro?
  52. Qual è stato il tuo peggior appuntamento?
  53. Descrivimi in una sola frase.
  54. Se potessi scegliere fra me e una donna più bella, chi sceglieresti e in base a cosa?
  55. Secondo te, le misure contano?
  56. Cosa ne pensi del sesso ogni giorno?
  57. Una cosa che odi di te?
  58. Qual è la tua opinione sul matrimonio?
  59. Credi nei fenomeni paranormali?
  60. Se fossi su un’isola deserta e potessi portare con te solo una persona, chi porteresti? Perché?
  61. Pensi che sia una bella cosa che una donna chieda la mano a un uomo?
  62. A chi sei più vicino? A tua madre o a tuo padre? Perché?
  63. Se il genio di prima ti proponesse di esprimere i classici tre desideri, cosa chiederesti?
  64. Sei dipendente da qualcosa?
  65. Credi nei fantasmi?
  66. Hai paura dei fantasmi?
  67. Se avessi la possibilità di cambiare qualcosa di te, cosa cambieresti?
  68. Qual è il lavoro dei tuoi sogni?
  69. Qual è la cosa più avventurosa che hai fatto nella vita?
  70. Qual è la cosa più costosa che ti sei comprato?
  71. Qual è la cosa più costosa che hai comprato per qualcun altro?
  72. Se vincessi la lotteria che faresti con tutti quei soldi?
  73. Se la tua casa andasse a fuoco e tu potessi portar via solo una cosa, cosa sarebbe?
  74. Chi è il tuo modello di comportamento?
  75. Ti piacciono i bambini?
  76. Hai mai detto “ti amo” senza pensarlo veramente?
  77. Hai mai guidato ubriaco?
  78. Qual è stata la festa più pazza a cui hai preso parte?
  79. Ti piacciono i miei amici?
  80. Credi nei progetti per salvare il pianeta?
  81. Hai mai sognato di vincere il Nobel? Se sì, per cosa?
  82. Qual è la prima parola che ti viene in mente se ti chiedo di descrivermi?
  83. Qual è la prima parola che ti viene in mente se ti chiedo di descriverti?
  84. Quale animale vorresti essere?
  85. Qual è il tuo cartone animato preferito?
  86. Quanto è speciale per te il ricordo del tuo primo amore?
  87. Ti piace ubriacarti?
  88. Quando cominci a bere?
  89. Hai mai rubato qualcosa?
  90. Qual è la cosa più pazza che hai osato fare nella tua vita?
  91. Quanti anni avevi quando hai iniziato a uscire con le ragazze?
  92. Ti piacerebbe avere un cane? Che nome gli daresti? Oppure preferiresti un altro animale domestico?
  93. Se una gran figa venisse da te mentre ci sono io, tu come reagiresti?
  94. Chi è stato il mito della tua infanzia?
  95. Quando hai avuto la tua prima cotta?
  96. Qual è la cosa più carina che hai fatto per un tuo amico?
  97. Quanti soldi speri di poter avere un giorno?
  98. Che macchina vorresti avere?
  99. Quanto spesso dici bugie?
  100. Chi è la tua star preferita?

Posta del Cuore: quando gli adulti non sono capaci di un sorriso

Non ho mai pensato al mio blog come alla Posta del Cuore, però tra decine di e-mail che stavo leggendo, questa richiesta di aiuto mi è sembrata bellissima. Non solo e non tanto per la sua dolcezza e purezza, perché quando ero ragazzo leggevo Cioè (e se sono sopravvissuto a quella posta del cuore…), ma perché la domanda me l’ha posta un diversamente giovane di circa 30 anni, bloccato dalla timidezza di essere in vacanza in famiglia.

L’età di Mattia e la scusa della timidezza, dietro la quale si cela probabilmente un problema simbiotico con uno o con entrambi i genitori, portano sotto gli occhi un fenomeno in realtà noto: quello degli adulti che non sono capaci di un sorriso, che non sono in grado di esprimere un’emozione, figurarsi un sentimento… E non è questione di essere o non essere impacciati.

Quello che scrivo è una mia personale idea, che ho maturato dopo essermi scritto più messaggi con Mattia e dopo avergli, ovviamente, chiesto il permesso di pubblicare la sua mail, la mia risposta (il consiglio che ho pensato di dargli) e alcune mie considerazioni in base ad altre cose che ci siamo scritti.

Come dico nel titolo, quando gli adulti non sono capaci di un sorriso vuol dire che siamo davanti ad un problema generato da problemi familiari e da problemi creati da una società che cambia molto velocemente soprattutto grazie all’utilizzo, a volte smodato, della tecnologia. Una società che ha ritmi che molti non hanno e che oggi, spesso, si trovano più indietro. Più soli. Più in difficoltà.

Da Mattia S.

Ciao Marco, seguo il tuo blog con interesse. Visto che ti occupi di tendenze e di sociale e che sembri mostrare una certa sensibilità, avrei bisogno di aiuto per un problema di cuore. Puoi risolveremo? In pratica, ho preso una cotta pazzesca per la cameriera dell’hotel dove ero in vacanza al mare, a parte qualche battuta e piccole cose, non siamo mai entrati in confidenza. Poi abbiamo iniziato a seguirci su Instagram… Io ho una voglia disperata di scriverle, di avere un contatto con lei, di vedere com’è, cosa fa, come sta. Non so davvero cosa scriverle per non cadere nel banale o imbarazzarla, voglio incuriosirla e spingerla ad avere voglia di cercarmi. Cosa si fa in questi casi?

Ciao Mattia,

non ti nascondo che mi sono trovato in difficoltà a risponderti, per il semplice fatto che non conoscendo nessuno dei due ed essendo una domanda parecchio soggettiva, non sapevo come regolarmi.

Perciò ho deciso di optare per la sincerità e la schiettezza. Insomma, è inutile girarci intorno. Ti dico cosa farei io, senza stare a contartela su cosa avrei invece fatto in vacanza.

Ho un unico consiglio: rischia!

Cavolo, devi mandarle un messaggio, neppure fosse una proposta di matrimonio.

Capisco che è al primo approccio vorresti colpirla, fare subito centro, ma non la conosci, non sai cosa le piace, non sai cosa pensa. Al contrario, la devi conoscere.

Non riporre la tua fiducia nel conquistarla con un messaggio. Non con il primo. Certo, magari hai ragione a non volerti limitare ad un “Hey”, ma che ne dici di un “Ti sei già dimenticata di me? Perché io non ci sono riuscito”?

Conosci il suo profilo Instagram, dai un’occhiata, guarda cosa pubblica e prova a capire cosa le piace e se magari piace anche a te, così da poter attaccare bottone.

Nikolaj Dzhurmongaliev: il russo che mangiava uomini

Nikolaj Dzhurmongaliev nasce come Nikolaj Dzhumagaliev nel 1952 nella zona di Alma-Ata, in Kazakistan. È noto anche come Metal Fang ed è uno dei peggiori assassini dell’area sovietica, insieme ad Andrej Chikatilo e Gennadij Michasevič. Fino al 1989, anno della caduta del Muro di Berlino, lo stato kazako appartiene all’Urss e non è uno stato a sé. Il padre è kazako e la madre è russa. Non si conosce nulla della sua infanzia. È accusato di aver commesso circa cinquanta omicidi a sfondo cannibalistico.

Nel corso degli anni perde alcuni denti dell’arcata anteriore e se ne fece impiantare alcuni finti in metallo bianco: da qui gli deriva il soprannome Metal Fang. Nikolaj Dzhurmongaliev presta il servizio militare e viaggia in Europa e nelle zone del Circolo Polare Artico. I colleghi lo conoscono come una persona educata, solitaria, accompagnato da una calma insolita. Ha una buona parlantina e cura molto il suo aspetto esteriore ed il suo vestiario. In poche parole, è un gentiluomo. Ma se viene provocato, è in grado di sferrare colpi molto violenti. Sottolinea sempre la sua superiorità agli altri facendosi chiamare “il discendente del Gengis Khan”.

Compie il suo primo omicidio nel 1970 Nikolaj Dzhurmongaliev: smembra una vittima e ne butta i pezzi in un barile. L’anno dopo compie il secondo omicidio: la vittima sta tornando a casa dopo le preghiere serali e viene trovata morta con dei grossi tagli sul corpo. Lo arrestano e trascorre solo un anno in cella. La polizia è al corrente solo del secondo omicidio. L’esame di un istituto psichiatrico lo descrive come uno schizofrenico ed un folle.

Dopo la scarcerazione, Nikolaj Dzhurmongaliev inizia a lavorare come operaio. Tutti gli altri omicidi partirono dal 1980 e terminano al suo arresto, che avviene un anno dopo. La zona colpita è la Repubblica del Kirghizistan. Le sue vittime sono donne che vengono avvicinate in un parco locale quando fa buio. Le stupra e le uccide con un’ascia o un coltello, che porta sempre con sé. Sceglie le sue vittime per bellezza.

Il cadavere poi viene macellato e alcune parti le mette in un sacco per portarsele a casa. Ci cucina dei piatti etnici che mangia, oppure che offre agli amici durante alcune cene che organizza con un’alta frequenza. Pare che il fatto di vedere delle persone ignare che mangiano la carne umana lo eccita sessualmente. Nikolaj Dzhurmongaliev uccide perché detesta le donne e le prostitute. Non si conosce il movente del suo cannibalismo.

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Alcuni documenti ufficiali descrivono in modo abbastanza preciso un suo delitto. In quest’occasione, si nasconde dietro a delle rocce in attesa che qualcuno gli passi vicino. Trovata la vittima ideale, salta fuori e la uccide con una coltellata sul collo. Dopo che ne beve il sangue la porta in una discarica e, lontano da occhi indiscreti, fa sesso con il cadavere. Quando finisce, smembra il corpo in vari pezzi. Una parte li seppellisce.

L’altra parte la portò con sé per cucinarla. Nel 1981 due ubriachi, che il Nikolaj Dzhurmongaliev invita in casa con la promessa di dargli da mangiare, trovano nel frigorifero la testa decapitata di una donna ed il suo intestino. Scappano dalla casa e allertano la polizia, che lo arresta il giorno successivo. Durante il processo vengono accertati sette dei quarantasette omicidi di cui è incriminato e dei cento di cui è fortemente sospettato. Viene confinato in un istituto mentale a Tashkent. Dopo alcuni anni, una visita medica conferma che il suo stato mentale sta migliorando costantemente.

Non rappresenterebbe più un pericolo per la società. Può essere trasferito in un altro istituto. Non essendo più un pericolo, non gli viene affiancata alcuna scorta. Nel 1989, proprio durante il trasferimento, scappa dalla custodia, composta unicamente da un infermiere. Nell’agosto del 1991 viene nuovamente arrestato a seguito della segnalazione di una donna che lo riconosce a Fergana, in Uzbekistan. Dopo qualche anno di istituto mentale in Uzbekistan, torna in libertà nel mese di gennaio del 1994. Vive con i parenti da qualche parte nell’Europa orientale.

Storie di Serial Killer è una collana di libri. Dai un’occhiata ai titoli: Le Serial Killer: Donne che uccidono per passione di Marco Cariati e Assassini Seriali: i più spietati di Primo Di Marco.

Mostro di Firenze, 30 anni dopo riemerge proiettile dai reperti

Mostro di Firenze, 30 anni dopo riemerge proiettile dai reperti: e così se da un lato, adesso, i carabinieri sperano che in questo strano ritrovamento ci sia almeno una risposta alle tante domande del caso, dall’altro si infittisce sempre più il mistero che aleggia intorno al Mostro o ai Mostri di Firenze.

Quella del 18 agosto 2019 è una data storica, ma forse anche un po’ imbarazzante: i carabinieri del Ros, che indagano sui delitti del Mostro di Firenze senza sosta da decenni e brancolando sempre nel buio più totale di uno dei grandi misteri italiani, sono emozionati. Sono contenti perché hanno scoperto che il loro ritrovamento era impresso nel filmato con cui, il 23 dicembre del 2015.

Praticamente, a guardare bene il filmato si notava appena il rinvenimento “storico”: un proiettile, sparato dalla calibro 22 dell’assassino, è andato a vuoto, che si è conficcato in un cuscino della tenda di Nadine Mauriot e Jean Michel Kraveichvili, le ultime due vittime del Mostro di Firenze del 1985.

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I reperti dei delitti del serial killer si trovavano nel palazzo di giustizia di Firenze. I carabinieri hanno praticamente rimontato tutta la tenda, come da filmato in loro possesso per cercare altre eventuali tracce biologiche da analizzare. Su un cuscino c’era ancora il segno di un proiettile entrato, ma mai uscito.

Dopo aver palpato il cuscino e aver capito che dentro c’era ancora qualcosa, armati di bisturi e pinzetta da chirurgo, gli investigatori aprono il cuscino e ritrovano il proiettile del Mostro di Firenze, che è lì da 30 anni. Ora c’è la speranza che quel nuovo reperto possa dare preziose indicazioni balistiche o genetiche. C’è la quasi certezza che i segni sul nuovo proiettile siano compatibili con la Beretta del Mostro di Firenze, quella mai ritrovata fino ad oggi.

Storie di Serial Killer è una collana di libri. Dai un’occhiata ai titoli: Le Serial Killer: Donne che uccidono per passione di Marco Cariati e Assassini Seriali: i più spietati di Primo Di Marco.