Mutuando il significato del termine ad un vocabolario qualsiasi verrà fuori che “con il termine salute si intende una condizione di elevato benessere psicofisico e sociale. Viene spesso indicata come il contrario dello stato di malattia”. Una breve frase che ci dice subito come le malattie influenzino le nostre vite. Benvenuto o benvenuta nell’ampia selezione in cui tratto i perché delle problematiche comuni e frequenti, ma anche particolari integratori naturali che ci aiutano a prenderci cura di noi, con benefici per l’umore e per il fisico. Troverai approfondimenti e consigli, su come riuscire a mantenere o a riacquistare la tua forma e il tuo benessere attraverso i rimedi che Madre Natura ci mette a disposizione e che le lobby del farmaco temono per via della non brevettabilità dei prodotti naturali. In questi approfondimenti ti parlo di come curarti al naturale, evitando eventuali controindicazioni. Che aspetti? Prova i prodotti più efficaci per risolvere tante patologie. Scopri attraverso questa sezione come guarire in modo efficace e possibilmente senza farmaci. Al termine di ogni post, sotto la voce “prodotti consigliati”, vengono proposti i migliori rimedi selezionati appositamente per te. Puoi acquistarli direttamente dal blog al miglior prezzo e con le garanzie e la formula soddisfatti o rimborsati offerta da Amazon.

Dalla Torino dei misteri che aleggia tra leggende ed esoterismo, viene fuori la storia di un rimedio universale, la cui ricetta è da secoli tenuta segreta nelle stanze della Regia Farmacia di Torino, quella di via XX Settembre. Mi riferisco al quasi sacro balsamo di Gerusalemme, definito da tutti coloro che lo usano una vera e propria panacea per tutti i mali. La ricetta ha un’origine molto antica, che affonda le sue radici nella leggenda. La storia narra di un chierico al seguito di una crociata in Terrasanta, che si imbatte nella formula di un già antico e collaudato rimedio in grado di curare tutti i mali.

Siamo nel 1719, nella farmacia dei francescani gerosolimitani nel centro storico Gerusalemme. Lì, il monaco Antonio Menzani da Cuna idea un balsamo che farà parlare di lui per secoli. Questa ricetta torna in Europa con il chierico sopravvissuto alla crociata, per la precisione in Francia e inizia ad usare la ricetta, che approda velocemente anche alla corte dei Savoia, a Torino. Nel 1824, il farmacista Schiapparelli ricava dalla formula un elisir dall’aroma speciale, molto apprezzato dagli intellettuali della Torino risorgimentale che iniziano a sorseggiarlo spesso nelle sale ottocentesche della Regia Farmacia. Ancora preparato seguendo l’antica e segreta ricetta, il balsamo di Gerusalemme offre un’esperienza che attraversa i secoli e oggi si propone come uno dei tesori torinesi. Un tesoro per la salute.

Negli ultimi anni, la storia delle scienze e, in particolare, quella della medicina hanno suscitato una crescente attenzione. La nostra attenzione si concentra, in questo caso, sull’attività svolta dall’infermeria dei francescani di Gerusalemme. L’attività fitoterapica e farmaceutica dei francescani gerosolimitani è famosa per diverse soluzioni, ma soprattutto per il cosiddetto balsamo di Gerusalemme. Questo medicamento composto principalmente da boswellia sacra, un genere di pianta impiegata nella produzione di incenso, mirra, aloe e lentisco, lavorati secondo una precisa preparazione, venne ideato da padre Antonio Menzani da Cuna, vissuto tra il 1650 e il 1729, e rimase per circa due secoli un rimedio contro varie malattie, tanto in Medio Oriente quanto in Europa.

Alla pratica medica e farmacologica si affiancava, ovviamente, una raccolta libraria che forniva gli strumenti per l’esercizio delle cure e l’assistenza ai malati. Una raccolta che restava vicino agli strumenti del mestiere: ne sono testimoni un volume del 1833, gravemente danneggiato da esalazioni acide che, con ogni probabilità, si sono sviluppate nel laboratorio farmaceutico dei frati e alcune note scritte a mano, apposte su altri volumi. Altro esempio interessante, a dimostrazione del fatto che questi libri erano oggetti d’uso quotidiano, è un esemplare del 1645: tra le sue pagine si sono conservate alcune foglie essiccate di diverse piante, che corrispondono a quelle descritte dall’autore del trattato.

Di quella biblioteca medica resta traccia nella raccolta di argomento farmaceutico e medicinale conservata presso la Biblioteca Generale della Custodia di Terra Santa a Gerusalemme. Tornando al balsamo di Gerusalemme e alla sua storia, non si può non partire dal 10 marzo 1824, quando Giovan Battista Schiapparelli, acquista da Giovanni Brero, la Farmacia collegiata di Piazza San Giovanni, a Torino, che nel tempo diventerà la Regia Farmacia XX Settembre, posta quasi di fronte al Duomo. Un simbolo per Torino. La nuova Farmacia Schiapparelli, grazie a preparazioni galeniche particolari, diventa il punto di partenza per molti produttori di farmaci.

Poi, arriva il balsamo di Gerusalemme e la farmacia diventa famosa, diventa un appuntamento irrinunciabile per molti cittadini e piemontesi (perché vengono anche da lontano per acquistarlo) che vogliono solo il balsamo di Gerusalemme, venduto come un tonico digestivo dalla natura misteriosa e naturalmente dalla composizione segreta. Il suo profumo è floreale ed è famoso (sono molte le ordinazioni che si ricevono anche dall’estero) per curare ogni tipo di malattia. La farmacia, che risale al 1500, conserva ancora gli arredi dell’epoca, in noce e ricco di quadri in cui sono raffigurati gli stemmi di casa Savoia.

Alla fine dell’Ottocento la Regia Farmacia Schiapparelli, aveva progressivamente allargato la sua produzione, che ad esempio comprendeva la preparazione del ”Gengivario della Regina Clotilde”, oltre alla vendita di prodotti importati, uno fra tutti l’olio di merluzzo norvegese. Nei decenni seguenti la vocazione galenica della farmacia di via XX settembre è proseguita, tanto che ancora oggi è tra le poche realtà torinesi a preparare farmaci naturali in un moderno e grande laboratorio. Perché ho parlato di esoterismo all’inizio del post? Perché questa e altre preparazioni arrivavano in Occidente per via delle crociate. Gli “elisir” orientali, venivano importati, come nuova concezione di realtà curativa.

A metà tra il liquore e l’idea di un farmaco miracoloso, il balsamo di Gerusalemme potrebbe essere una variante dell’aliksir, che in arabo significa addirittura Pietra Filosofale, mentre in piemontese indica bevande curative ricavate da un paziente lavoro tra alambicchi e distillatori. Riguardo al balsamo va detto che esistono ancora due manoscritti riguardo la sua misteriosa preparazione. Sono datati diversamente, ma con la stessa calligrafia. Li ha scritti Pietro Andreis di Savigliano, centro del cuneese, che faceva il liquorista-pasticcere e conservava un quaderno del 1881, arrivato indenne ad oggi.

Le ricette fornite, appunto modificate nel tempo, sono due e hanno poche differenze come ingredienti. Nella prima ricetta c’è la triacha, la valeriana, l’angelica, il rabarbaro, la noce moscata e l’immancabile aloe succotrina (che è l’aloe vera), ginepro pesto, la buccia di quattro limoni e di quattro aranci, venti chinotti e un po’ di acqua di rose. Nella seconda ricetta viene aggiunta la mirra, il rabarbaro, la china, la radice di angelica e l’agarico bianco. Entrambe le preparazioni vanno lasciate in infusione per quindici giorni nell’alcol etilico e poi devono essere filtrate.

È nel 2005 che i ricercatori israeliani dell’Università di Gerusalemme, lavorando sulla chimica delle piante medicinali, decidono di scoprire che cosa si nasconda nei registri della farmacia del convento di San Salvatore, una delle più belle del mondo cristiano e tra le più antiche della città. E in un grimorio trovano una formula a base di quattro ingredienti – mirra, incenso (boswellia), aloe (aloe vera) e lentisco (pistacchio) – che attira la loro attenzione. Si tratta proprio del medicamento chiamato balsamo di Gerusalemme, ampiamente noto e utilizzato da più di due secoli, impiegato come una panacea contro varie malattie tanto in Medio Oriente quanto in Europa e dalla fama inalterata sino alla fine del 1900.

Incuriositi, i ricercatori decidono di replicare la formula secondo la ricetta e studiarla con i moderni metodi di indagine scientifica. Scoprono e confermano le proprietà antinfiammatorie, antimicrobiche e antiossidante. Tutti i test dimostrano infatti un effetto positivo del balsamo Gerusalemme, e i risultati scientifici vengono pubblicati dalla rivista Journal of Ethnopharmacology. Il balsamo di Gerusalemme può essere utile ed efficace in tanti problemi, anche cronici: della pelle, in caso di ustioni superficiali, punture d’insetto, micosi interdigitali o labiali, infiammazioni delle gengive, labbra secche, ma anche come coadiuvante per dolori muscolari e articolari.

La mirra sin dai tempi antichi è usata per le sue proprietà conservanti, antinfiammatorie e antisettiche. Incenso è il nome genericamente attribuito alle oleoresine, la più importante delle quali è la boswellia sacra. Le proprietà terapeutiche dell’incenso sono molte: è un antinfiammatorio naturale, è espettorante e balsamico, possiede ottime proprietà antimicrobiche e agisce sulle vie respiratorie, possiede proprietà astringenti e antiemorragiche, vanta un’azione benefica nei confronti dell’epidermide, agendo come antisettico ed è particolarmente utile per contrastare l’invecchiamento.

Quante volte ti capitano indolenzimenti da allenamento errato? Affaticamento che si accumula dopo qualche mese di ginnastica, dolori muscolari che bloccano i movimenti, comprese le possibili microfratture, tendiniti e infiammazioni varie, torcicollo compreso: ne nasce una vera propria “crisi da palestra” e il desiderio di mantenersi in forma per tutto l’anno può passare. Dopo le prime lezioni, l’indolenzimento dei muscoli può essere così fastidioso da fare rinunciare alla pratica sportiva regolare. Si chiamano dolori articolari e muscolari da sport.

Cominciamo col dire che lo sport fa bene. Mantiene elastici, tonici e in forma, ma se non lo si pratica con criterio, può anche provocare danni, specie alle articolazioni. Infatti, l’attività sportiva riduce il rischio cardiovascolare, il peso in eccesso, lo stress e non solo, ma a condizione di sceglierlo e praticarlo tenendo conto delle proprie possibilità, del livello di preparazione atletica e dell’età. Altrimenti, anche per i più allenati può aumentare il rischio di infiammazioni e tendiniti. I frequenti saltelli sullo step o le pedalate durante lo spinning, alla lunga possono provocare disturbi. L’attività sportiva fatta da chi è generalmente sedentario, da chi non svolge attività da molti mesi o da chi non è più giovanissimo, va fatta iniziando con alcuni piccoli accorgimenti.

Quello dei dolori articolari legati allo sport, è un problema comune negli sportivi. Il rapporto tra articolazioni e sport è infatti molto più stretto di quanto si possa immaginare. Una pratica sportiva fatta con costanza e senza “carichi” eccessivi aiuta le nostre articolazioni. Al contrario, sforzi troppo intensi e ripetuti possono creare traumi articolari e provocare fastidi anche cronici. È il caso ad esempio degli sport più dinamici e da performance come calcio, il tennis o il basket, che andrebbero scelti e praticati con attenzione. Infatti, se per certi aspetti può essere vero che la vita inizia a quarant’anni, nel caso dell’attività fisica, non è esattamente così e non tenerne conto significa esporsi a danni quasi certi a livello articolare e muscolare.

Neppure i più giovani, d’altro canto, possono ritenersi completamente al riparo da strappi, contusioni o distorsioni accidentali né da più subdole ma altrettanto dolorose infiammazioni da sovraccarico. Basta un movimento brusco, un piede in fallo, uno scontro con un compagno o l’insana voglia di strafare per accelerare i tempi dell’allenamento e raggiungere obiettivi inarrivabili. Per trarre dall’attività fisica tutti i possibili benefici senza correre inutili rischi bastano un po’ di cautela e buon senso. Quando, invece, ormai il danno è fatto, esistono accorgimenti pratici e preparati antinfiammatori topici che aiutano a evitare eccessive sofferenze. Ma andiamo per gradi…

I dolori muscolari successivi alla corsa hanno in genere cause e modalità di comparsa diverse. Però, è importante capirne le cause per dimensionare correttamente l’allenamento. C’è il dolore da sforzo, che si verifica durante la prova e riguarda uno o più muscoli. Le cause possono essere un accumulo di acido lattico o l’esaurimento delle scorte energetiche, se è generalizzato alle gambe. C’è il dolore successivo all’allenamento, che compare dopo circa ventiquattro ore dallo sforzo e in genere può protrarsi fino a tre-quattro giorni.

C’è poi la tendinite, che è un processo infiammatorio di uno o più tendini, le robuste strutture anatomiche che connettono i muscoli alle ossa. È solitamente causata da traumi o da un uso intensivo, più raramente da infezioni o malattie autoimmuni, per esempio l’artrite reumatoide. La tendinite si verifica più frequentemente alle spalle, ai gomiti, alle ginocchia, ai polsi e alle caviglie. Può verificarsi all’inserzione del tendine sull’osso, oppure in un punto qualsiasi del decorso del tendine. E può interessare anche la guaina che lo riveste e in questo caso si parla di tenosinovite.

Spesso la tendinite necessita soltanto di un adeguato periodo di riposo per guarire. Il sintomo principale è il dolore nella zona colpita, che può essere accompagnato da gonfiore, più o meno evidente, e aumenta con il movimento. La tendinite può essere legata all’uso eccessivo del tendine, per esempio negli sport che richiedono movimenti ampi e ripetitivi degli arti o in determinate professioni, per esempio suonatori di alcuni strumenti musicali. L’età è un altro fattore di rischio, in quanto con il passare degli anni muscoli e tendini perdono in parte la loro elasticità.

Per non affaticare eccessivamente i nostri muscoli è opportuno effettuare alcuni esercizi specifici per rinforzare alcuni importanti gruppi muscolari, che tuteleranno lo scheletro ed i tendini dagli incidenti più diffusi nelle palestre. È necessario quindi rinforzare la colonna lombo-sacrale, con esercizi di stretching, rotazioni del busto, addominali e lombari. Poi rinforzare le ginocchia, con esercizi stabilizzatori, allenando i muscoli estensori e flessori del ginocchio. Così come i glutei e le spalle stesse.

Ovviamente, esistono molti rimedi naturali per prevenire e curare le patologie di cui abbiamo appena parlato. Quali sono? Le ciliegie, oltre ad essere buone e succose, contengono gli antociani che combattono i radicali liberi prodotti dal corpo dopo l’attività funzionando come agenti antinfiammatori: questo frutto così dolce aumenta l’afflusso del sangue ai muscoli, contrastando quindi i dolori muscolari da sport.

PROMEMORIA > Se hai trovato interessante questo post, potresti voler leggere qualche altro approfondimento sul tema della salute o sui rimedi naturali.

Se non dormi bene, i livelli di cortisolo, l’ormone che può ritardare la ripresa dopo un allenamento, salgono. Per migliorare la qualità del sonno scollegati da qualsiasi dispositivo tecnologico e allontanati dalla cosiddetta luce azzurra che soffoca la melatonina. Non farti mancare le proteine attraverso altri alimenti. Quindi, non solo barrette solubili. Il corpo ha bisogno di magnesio per contrarre i muscoli. Includi nella tua dieta alimenti ricchi di questo minerale.

Lo stretching deve essere mirato: dopo un allenamento, non dedicarti solo allo stretching passivo. La nostra mobilità non è più quella che avevamo da bambini, ecco perché occorre concentrarsi su ogni articolazione del corpo, facendola lavorare, e dedicando a ciascuna il tempo necessario per il defaticamento. La crioterapia, aiuta a riparare eventuali lacerazioni muscolari in caso di allenamenti frequenti. Forse non ci possiamo permettere di riempire ogni giorno la vasca da bagno con del ghiaccio, ma l’acqua fredda costringe i vasi sanguigni, stimolando l’eliminazione di sostanze di scarto, come ad esempio l’acido lattico, presenti nel corpo, e allevia l’intorpidimento muscolare.

Assumi quotidianamente, o almeno nei giorni in cui ti alleni, un cucchiaio di curcuma, in modo da ridurre l’intorpidimento muscolare e il senso di fatica. Basta aggiungerla ai tuoi piatti preferiti o scioglierla in un bicchiere di acqua. Assumi fluidi in modo corretto evita gli infortuni e ti aiuta ad allenarti al meglio. La disidratazione può causare crampi, giramenti di testa, rallenta l’eliminazione dell’acido lattico e rischi di sentirti dolorante. Non dimenticare la vitamina C, o il ginseng, oppure il gingko biloba, ma anche la glucosamina, la condrotina e l’msm. Le creme o i gel a base di radici, fiori e spezie officinali antiossidanti – i più utilizzati sono l’aloe vera, l’arnica montana, l’artiglio del diavolo, la boswellia e l’imperatoria – sono ottimi per alleviare i dolori muscolari da sport.

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Parliamo di una reazione tanto diffusa: orticaria e pomfi. L’orticaria è un’eruzione cutanea, localizzata o generalizzata, caratterizzata dalla comparsa di pomfi – rilievi della pelle che possono presentarsi con un’ampia variabilità di forme, rotondeggianti, ovali o irregolari, di dimensioni che vanno dal puntiforme ad alcuni centimetri di diametro, di colore bianco, rosa o rosso – e dalla presenza di prurito solitamente molto intenso. I pomfi, in genere, scompaiono rapidamente e senza lasciare traccia. Sono più o meno pruriginosi.

Hai capito bene. Le chiazze gonfie, che compaiono soprattutto in estate e sono piuttosto diffuse e frequenti tra i bambini, non hanno bisogno di un trattamento specifico, perché il più delle volte l’eruzione si risolve spontaneamente e in pochi giorni. Esiste una vasta letteratura scientifica che collega un’allergia a farmaci o ad alimenti all’orticaria, ma non è sempre così. Considera che l’orticaria è molto frequente e nella maggior parte dei casi si risolve rapidamente e senza alcun tipo di conseguenza. Sono numerosi i fattori che possono provocarla.

Come accennavo poco prima, nella stragrande maggiorana dei casi, è data da allergie o intolleranze ad alimenti come crostacei, alcuni pesci, fragole, noci, uova, latte, pomodori, cioccolato, nocciole, additivi e coloranti contenuti nei cibi e molto altro. In linea di massima i cibi cotti inducono meno l’insorgenza dell’orticaria rispetto a quelli crudi.

Oltre ai cibi, possono causare orticaria i farmaci come determinati antibiotici, alcuni antinfiammatori e antidolorifici, il contatto con alcuni tessuti, l’inalazione di polveri e pollini, ma anche fattori psicologici come tensione emotiva e stress, stimoli fisici come il caldo, il freddo, il sole, l’affaticamento fisico, l’associazione con infezioni batteriche, virali, micotiche e parassitarie o la correlazione con alcune patologie preesistenti di natura ad esempio endocrina e autoimmunitaria.

È una vera e propria patologia cutanea: infatti si manifesta con un evidente sfogo caratterizzato da pomfi rosati o rossi a livello epidermico molto pruriginosi. Vere e proprie lesioni della pelle che possono rimanere circoscritte in una determinata zona o diffondersi su tutto il corpo e che si sviluppano tipicamente a livello soltanto superficiale. Può capitare, però, che le macchie vadano associate a reazioni edematose degli strati più profondi della cute e del sottocute: angioedema.

Per individuare la causa scatenante dell’orticaria con certezza scientifica è necessario sottoporre la persona colpita dal sintomo (perché, sia chiaro, l’orticaria non è una malattia, bensì solo un sintomo) dalla manifestazione cutanea ad accurati esami di laboratorio e strumentali. Può accadere che non si riesca comunque a risalire alla vera eziologia del disturbo ed in questo caso l’orticaria viene definita “idiopatica”. Sì, in medicina c’è sempre un nome per tutto

Bisogna sempre distinguere tra orticaria acuta e cronica. Nell’orticaria acuta gli episodi durano meno di sei settimane e la causa va ricercata in un’infezione di tipo virale o batterico, contratta anche un paio di settimane prima della comparsa degli sfoghi. L’eruzione cutanea, insomma, si verifica rapidamente, diventa più grave dopo otto-dodici ore e poi si risolve spontaneamente entro un giorno al massimo due.

Di orticaria cronica, invece, si parla quando l’eruzione persiste per un tempo superiore e dipende raramente da una causa allergica. Può capitare anche che i test allergologici evidenzino degli anticorpi prodotti dallo stesso organismo contro i suoi componenti: si tratta in questi casi di una patologia di tipo autoimmunitario, che potrebbe nascondere la presenza di altre malattie di origine autoimmune, come la celiachia.

Quante tipologie di orticaria sono state classificate? Almeno cinque. C’è l’orticaria dermografica che provoca molto prurito e il grattarsi provoca l’ulteriore comparsa di pomfi: inizia improvvisamente ed è una forma di orticaria cronica. C’è l’orticaria colinergica, dovuta a un’eccessiva sudorazione, all’applicazione di medicazioni occlusive, a bagni caldi, a febbre o anche a un momento di ansia o di concentrazione.

Esiste l’orticaria-angioedema da freddo, provocata dalla reazione della pelle a una ridotta temperatura ambientale. L’orticaria da contatto, la “risposta” al contatto di una determinata sostanza con la pelle e può essere di origine allergica o non allergica, come la reazione urticante ad alcune piante o animali o farmaci, e l’orticaria vasculitica, associata all’infiammazione dei vasi sanguigni.

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Ma quali sono i rimedi più consigliati per trattare l’orticaria? Naturalmente quando si riesce ad identificare la causa di questa reazione dermatologica, la terapia si basa essenzialmente sull’eliminazione dell’agente scatenante. Quando, invece, ci si trova di fronte ad un’orticaria idiopatica e non è possibile ricorrere ad un trattamento mirato (perché sostanzialmente si brancola nel buio) il paziente deve essere curato con una terapia che risulti efficace nell’alleviare il prurito intenso e fastidioso.

Nella maggioranza dei casi, l’orticaria regredisce spontaneamente, senza bisogno di cure con farmaci. Ci sono casi, tuttavia, in cui la dermatosi può essere più violenta e generare invalidanti attacchi di prurito. Si consiglia di non grattarsi mai, perché sfregando viene favorita la sintesi di istamina, responsabile dei pomfi. Può capitare, inoltre, che in alcuni casi il medico suggerisca una terapia antistaminica o addirittura con cortisonici.

Ci sono tuttavia rimedi naturali efficaci che consentono di alleggerire di molto i sintomi di un’orticaria, soprattutto quando questa è in forma lieve. Tra questi: annoveriamo i bagni di acqua calda o fredda, con bicarbonato di sodio e farina di avena (se non si dispone della farina, va bene anche solo il bicarbonato di sodio), l’aloe vera (il cui gel allevia l’infiammazione e attenua il senso di prurito), gli oli essenziali di lavanda, di camomilla, di sandalo o di melissa, e la vitamina C (un lavaggio con acido ascorbico e bicarbonato di sodio ha un effetto antistaminico, ma anche la normale assunzione ha quasi lo stesso effetto).

In questi casi, si rivelano ottime anche la calendula e il biancospino, grazie alla quercitina, oltre alle radici di liquirizia, zenzero e curcumina. Invece, quando è lo stress la causa dell’orticaria, potresti prendere in considerazione anche l’idea di regalarti momenti di relax con dello yoga o percorsi di respirazione e meditazione. L’alimentazione resta uno degli aspetti più importanti nel caso di orticaria, per cui è bene individuare quanto prima l’alimento al quale si è intolleranti se non allergici, così da poter varia opportunamente la propria dieta.

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