La dieta povera di grassi e il fattore IG

In che modo può aiutarci una dieta povera di grassi? In un contesto globale in cui i livelli di obesità sono in continuo aumento, è essenziale che la comunicazione sanitaria pubblica intesa a contrastare questo grave problema sia davvero efficiente. Uniti in un importante progetto comune, cinque centri di ricerca europei hanno recentemente condotto una ricerca per stabilire se le attuali raccomandazioni che consigliano di seguire una dieta povera di grassi abbiano conseguito un’effettiva diminuzione di peso in un contesto normale di vita.

Gli attuali tentativi per affrontare il problema dell’obesità si sono incentrati sulla riduzione dei grassi contenuti nella dieta. Infatti, le diete ricche di grassi hanno un alto contenuto energetico ed è più facile eccedere nell’assorbimento di calorie. Ad ogni modo, vi sono comunque alcune contraddizioni nella valutazione dell’importanza dei grassi e per molti continua ad essere argomento di dibattito l’efficacia o meno di una dieta povera di grassi nella prevenzione e cura dell’obesità. Inoltre, alcuni studi clinici dimostrano che le diete povere di grassi provocano un calo del colesterolo HDL (il colesterolo cosiddetto “buono”) ed un aumento dei trigliceridi, entrambi fattori di rischio per le malattie cardiache; altre ricerche, invece, hanno dimostrato un miglioramento del profilo lipidico.

Allo scopo di studiare da vicino questi problemi attraverso una simulazione applicata alla vita reale, è stato creato lo studio Carmen (Carbohydrate Ratio Management in European National diets). Per la realizzazione di questo studio, alcuni centri di ricerca in Olanda, Danimarca, Inghilterra, Germania e Spagna hanno reclutato per ciascun Paese un gruppo di ottanta uomini e donne sovrappeso. Per questa ricerca è stato sperimentato un approccio innovativo più realistico che ha permesso comunque il preciso monitoraggio delle quantità di ciboassunte dai partecipanti. Ciascun centro ha creato al suo interno un piccolo negozio alimentare in cui erano presenti una selezione di 100-150 alimenti per i quali era nota la composizione nutrizionale.

Le scelte alimentari di ciascuno sono state seguite e registrate attraverso un lettore di codici a barre ed alle persone non fu imposto alcun limite riguardo alla quantità di cibo da consumare. Gli alimenti che non venivano forniti dal negozio sperimentale, come il pane, la frutta, la verdura e la carne, venivano acquistati in normali supermercati e registrati ad intervalli regolari. Durante un periodo iniziale di assestamento, della durata di cinque settimane, tutti si abituarono al laboratorio e consumarono alimenti il cui livello di grassi era tipico di ogni Paese d’origine. Gli individui vennero poi divisi a caso in tre gruppi: un gruppo di controllo che continuò a seguire un dieta con un normale contenuto di grassi, un gruppo che seguì una dieta povera di grassi ma ricca di zuccheri e un gruppo che seguì una dieta povera di grassi ma ricca di amidi.

Un totale di trecentosedici persone hanno seguito questa dieta fino al termine del ciclo di studio durato sei mesi. Le persone che seguirono sia la dieta ricca di zuccheri sia quella ricca di amidi ridussero il loro livello di grassi rispettivamente del 10 e dell’8%. In tutti e due i gruppi, la densità energetica della dieta subì un forte calo. Il gruppo che seguiva la dieta povera di grassi ma ricca di amidi perse 1,8 kg di peso e il gruppo povero di grassi e ricco di zuccheri perse 0,9 chili, mentre il gruppo di controllo aumentò di 0,8 chili. I primi due gruppi hanno avuto una perdita significativa di grassi, rispettivamente di 1,8 e 1,3 chili. È interessante notare che non sono state rilevate, tra i diversi gruppi, significative differenze nei livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue.

La ricerca Carmen dimostrò che le persone moderatamente sovrappeso che mangiavano fino a soddisfare il loro appetito e conducevano una vita normale erano in grado di perdere peso seguendo una dieta povera di grassi e ricca di amidi o povera di grassi e ricca di zuccheri senza effetti negativi nel livello di grassi nel sangue. La perdita di peso registrata durante questo studio fu modesta, ma se consideriamo il contesto dell’intera popolazione ciò potrebbe significare una consistente diminuzione del numero di persone obese, che corrono un rischio più elevato di ammalarsi. Il Professor Saris dell’istituto di Ricerca Tossicologica e della Nutrizione di Maastricht (Olanda), coordinatore del progetto di Carmen, ritiene che l’effetto più significativo nella riduzione dell’assorbimento dei grassi consista più nel prevenire l’aumento di peso che nella perdita drastica di peso. In ogni caso, le attuali raccomandazioni sanitarie, che consigliano di ridurre l’apporto di grassi nella dieta, sono più vicine ad aiutare, piuttosto che contrastare, gli sforzi per il mantenimento di una buona forma fisica.

Dieta e fattore IG: cos’è l’indice glicemico

L’indice glicemico (IG) ha di recente catturato l’attenzione del pubblico e i valori di IG hanno cominciato a comparire sulle confezioni degli alimenti. Ma di che cosa si tratta e come può essere utile nella vita quotidiana? Il concetto di IG è stato originariamente sviluppato negli anni Ottanta, quando ci si rese conto che diversi alimenti contenenti la stessa quantità di carboidrati non avevano lo stesso effetto sui livelli di zucchero nel sangue. Per esempio, 30 grammi di carboidrati come il pane potrebbero avere effetti diversi da 30 grammi di carboidrati come frutti o pasta. L’IG è un modo di classificare i cibi contenenti carboidrati in base a quanto alzano i livelli di zucchero nel sangue dopo averli mangiati.

Sono classificati in una scala da 0 a 100, considerando 100 la risposta ad un alimento di riferimento, come il glucosio o il pane bianco. Allo stesso livello di carboidrati, gli alimenti con IG alto provocano marcate fluttuazioni nei livelli di zucchero nel sangue, mentre quelli con IG basso producono aumenti minori dei livelli di zucchero. Che Cosa Influenza l’ig? Per molti anni gli scienziati hanno creduto che i carboidrati amidacei fossero digeriti e assorbiti lentamente, mentre gli zuccheri fossero digeriti e assorbiti velocemente – ma questo non è vero! Le bevande analcoliche e il purè di patate, per esempio, hanno un IG simile. Quindi, qual è il punto? Lo stato fisico di un cibo, il modo in cui viene prodotto, il tipo di fibra, il tipo di amido, il tipo di zucchero e il modo in cui viene cucinato, tutto questo ha un impatto sull’IG finale di un alimento.

In generale, la struttura del cibo ha la stessa importanza del tipo di carboidrati che contiene. Ad esempio, i cereali integrali sono relativamente resistenti alla digestione, ma una volta macinati e cotti diventano facili da digerire. Questo è il motivo per cui sia il pane bianco che il pane integrale liscio hanno un IG alto, mentre il pane multicereali ha un IG medio. Alcuni alimenti come l’avena, le mele e i fagioli contengono fibre solubili, che si gonfiano e rallentano il passaggio del cibo nel tubo digerente. Questi cibi hanno un IG basso. Anche il tipo di zucchero è rilevante; il glucosio ha il massimo impatto sullo zucchero nel sangue, seguito dal saccarosio.

In pratica, la maggior parte degli alimenti contenenti carboidrati non vengono consumati da soli ma come parte di uno spuntino o di un pasto, e questo ha un impatto sul profilo glicemico del sangue. Ad esempio il pane può essere mangiato con burro o olio, e le patate con carne o vegetali. L’aggiunta di cibi ricchi di grassi e proteine rallenta significativamente la digestione del pasto e riduce l’IG generale. Come Applicare L’ig Per Migliorare La Salute?Conoscere l’IG dei cibi può essere utile per i diabetici, che hanno bisogno di gestire i loro livelli di zucchero nel sangue. Includere nella dieta cibi con un IG basso può aiutarli a distribuire il rilascio del glucosio nel sangue in modo più uniforme durante la giornata.

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Il concetto di IG può anche essere applicato in ambito sportivo: i cibi con IG basso possono aiutare a migliorare la resistenza, mentre cibi e bevande ad alto IG rinforzano il rifornimento di glicogeno nei muscoli dopo l’esercizio fisico. Dati recenti dimostrano che le diete con un IG generale basso possono essere utili nella prevenzione del diabete di Tipo 2 e delle coronaropatie, probabilmente perché diminuiscono la richiesta di insulina e migliorano il profilo del colesterolo nel sangue. Le ricerche si stanno inoltre indirizzando verso l’utilizzo dell’IG in relazione all’obesità, ed è stato suggerito che le diete a basso IG potrebbero aiutare le persone a perdere peso in quanto creano una sensazione di sazietà.

Tuttavia, non è chiaro se questi effetti siano dovuti a ll’IG o ad altri aspetti correlati dei cibi a basso IG: per determinarlo sono necessari studi approfonditi a lungo termine. L’IG non è l’unico fattore che determina fino a che punto mangiare un determinato alimento aumenti i livelli di zucchero nel sangue. Se si mangiano quantità simili di due cibi con lo stesso IG (cavolo navone e brioche), si ottengono minori aumenti di zuccheri nel sangue con l’alimento che ha un contenuto inferiore di carboidrati (cioè il cavolo navone). Inoltre, se si mangiano due cibi con lo stesso IG (brioche e couscous), la porzione abituale di uno di essi potrebbe essere più piccola e gli zuccheri nel sangue salirebbero quindi di meno.

Questo è il motivo per cui è stato introdotto il concetto di Carico Glicemico (CG). Si basa sul concetto di IG per fornire una misura della risposta glicemica totale ad un cibo o ad un pasto (CG = IG/100 x grammi di carboidrati per porzione). In pratica, significa che si possono confrontare direttamente gli effetti sui livelli di zucchero nel sangue di due cibi pesando il CG di una porzione di ciascuno di essi.La tabella qui sotto mostra che, per un IG simile, una porzione di cibi diversi può generare CG molto differenti.

Dieta: il ruolo protettivo dei cereali integrali

Gli alimenti a base di cereali integrali sono una componente essenziale dell’alimentazione quotidiana in tutta Europa e costituiscono una delle principali fonti alimentari di carboidrati, fibre e proteine. Il cereale di maggior consumo nella dieta degli Europei è rappresentato dal frumento e in genere viene utilizzata solo la parte interna dei chicchi, nella forma della farina bianca raffinata, per i prodotti da forno come pane, torte, pasta, cereali da colazione e altri. Tuttavia, questa abitudine di consumo deve essere urgente rivalutata alla luce dei più recenti risultati epidemiologici, che dimostrano chiaramente il ruolo protettivo degli alimenti a base di cereali integrali nei confronti di diverse malattie, come le malattie cardiovascolari (mcv), certi tipi di cancro e il diabete di Tipo 2.

Il consumo di cereali integrali è stato anche associato ad un peso corporeo inferiore nelle donne di mezza età in confronto a quelle che consumano alimenti a base dice reali più raffinati. In Europa i cereali più importanti sono i chicchi di frumento, riso, mais, avena, segale e orzo, tutti della famiglia delle graminacee. Tutti i cereali hanno una struttura simile, suddivisa in tre parti: l’endosperma interno amidaceo, il germe o embrione e la crusca esterna, che forma uno strato protettivo intorno al chicco. La fibra alimentare (di tipo solubile o insolubile, a seconda del cereale) è stata a lungo considerata la componente dei cereali integrali più utile per proteggere la salute.

Tuttavia, oggi sempre più dati dimostrano che ci sono altre sostanze nei cereali integrali che hanno effetti benefici sulla salute, come la vitamina E e diverse vitamine del gruppo B, numerosi minerali come ferro, magnesio, zinco e selenio e vari composti fitochimici protettivi. Questa moltitudine di sostanze nutrienti e utili alla salute possono agire sinergicamente e il “pacchetto completo” può quindi esercitare un maggior beneficio sulla salute di quello che si potrebbe ottenere dalla somma delle singole componenti. I criteri di scelta alimentare menzionati solitamente dai consumatori europei sono il gusto, la salute, la comodità e il prezzo. I prodotti a base di cereali offrono già una vasta scelta e ricoprono vari ruoli nella cultura alimentare delle diverse parti d’Europa.

Cereali integrali, un meritato successo

Anche se gusto e salute sono spesso considerati fattori opposti nelle scelte alimentari, oggi i consumatori possono scegliere alimenti salutari a base di cereali integrali da una vasta gamma di opzioni gustose. Ultimamente i cereali integrali stanno ricevendo il ben meritato riconoscimento. Per esempio, gli scienziati europei stanno collaborando ad un nuovo progetto chiamato Healthgrain, finanziato dalla Commissione Europea all’interno del Sesto Programma Quadro, il cui obiettivo è migliorare e rinforzare il valore nutrizionale e i benefici per la salute dei cereali e di utilizzare meglio i cereali integrali negli alimenti moderni.

Il progetto Healthgrain è partito nel 2005 e studierà le aspettative dei consumatori e le qualità organolettiche degli alimenti bioattivi a base di cereali, svilupperà nuove tecnologie per rendere possibile la produzione di alimenti che contengano le componenti dei cereali utili alla salute come le fibre alimentari, gli oligosaccaridi e i fitochimici alimentari come fitoestrogeni (lignani), polifenoli e antiossidanti, dimostrerà l’importanza di questi composti per la salute, specialmentenel controllo dei livelli di zucchero nel sangue e nel metabolismo dell’insulina. Esiste inoltre un esteso programma di diffusione dei risultati ottenuti per comunicare i benefici dei cereali integrali all’industria alimentare europea e ai professionisti della salute.

Questi studi scientifici inoltre supporteranno nel Regno Unito, in Svezia e negli Stati Uniti gli “health claims” che riconosceranno l’importanza degli alimenti a base di cereali integrali nel ridurre il rischio di malattie coronariche e di alcuni tipi di cancro. Gli effetti fisiologici dei cereali integrali e il loro ruolo nel migliorare la salute sono ad oggi ancora compresi solo in parte. I nuovi studi in corso in Europa saranno utili per identificare le componenti rilevanti e i meccanismi biologici che stanno dietro ai benefici per la salute fin qui osservati. Anche se la fibra alimentare non è una sostanza “nutriente”, rappresenta comunque un’importante componente delle nostre diete. La ragione principale per cui la fibra è così importante è il fatto che non viene assorbita.

La fibra alimentare o “crusca” è costituita dalle parti commestibili dei vegetali, che non possono essere digerite nell’intestino tenue e transitano integre nell’intestino crasso. Esse includono i polisaccaridi non amilacei (ad esempio cellulosa, emicellulosa, gomme, pectine), gli oligosaccaridi (ad esempiol’inulina), la lignina ed altre sostanze vegetali associate (ad esempio cere, suberina). Il termine fibra alimentare comprende anche un tipo di amido noto come “resistente” (reperibile nei legumi, in semi e granaglie parzialmente macinati, in certi cereali per la prima colazione) perché non viene digerito nel tenue e giunge inalterato nell’intestino crasso.

Queste fibre si reperiscono in frutta (pere, fragole, more, lamponi, uva passa, aranci), verdura (cavoletti di Bruxelles, carciofo, cipolla, aglio, mais, piselli, fagioli verdi, broccoli), legumi (lenticchie, ceci, fagioli) e granaglie (crusca di avena o di altri cereali, pani integrali e semintegrali). A seconda della loro solubilità si distinguono spesso le fibre alimentari in solubili e insolubili. Ambedue i tipi si trovano in proporzioni differenti negli alimenti che le contengono. Buone fonti di fibre solubili sono l’avena, l’orzo, la frutta, la verdura ed i legumi (fagioli, lenticchie, ceci). I cereali integrali ed il pane integrale sono fonti ricche di fibra insolubile.

Le fibre ingerite giungono all’intestino crasso, dove sono parzialmente o completamente fermentate dai batteri intestinali. Durante il processo di fermentazione si formano vari sottoprodotti, acidi grassi a catena corta e gas. È l’azione combinata del processo di fermentazione e dei sottoprodotti che contribuisce agli effetti benefici delle fibre sulla salute. I principali effetti fisiologici attribuiti alle fibre alimentari riguardano:

Funzione intestinale

In particolare, le fibre insolubili aiutano a prevenire la costipazione grazie all’aumento della massa fecale ed alla diminuzione del transito intestinale. Questo effetto è incrementato se l’ingestione di fibre è accompagnata da un’aumentata introduzione di acqua. Gli acidi grassi a catena corta, prodotti quando le fibre sono fermentate dai batteri intestinali, sono un’importante fonte di energia per le cellule del colon e potrebbero inibire la proliferazione di cellule tumorali intestinali. Migliorando la funzione intestinale, le fibre possono ridurre il rischio di malattie quali la diverticolosi o le emorroidi e potrebbero avere un effetto protettivo sul cancro intestinale.

Livelli ematici di glucosio

Le fibre solubili possono rallentare la digestione e l’assorbimento dei carboidrati e quindi ridurre il picco glicemico postprandiale e la risposta insulinica. Questo può essere utile ai soggetti diabetici per migliorare il controllo dei loro livelli di glucosio nel sangue.

Colesterolo ematico

I risultati di studi epidemiologici identificano un altro ruolo delle fibre alimentari nella prevenzione delle coronaropatie cardiache grazie al miglioramento dei livelli lipidici nel sangue. Studi clinici confermano i risultati di tali studi epidemiologici. Fibre viscose come la pectina, la crusca di riso o di avena diminuiscono sia i livelli di colesterolo totale che quelli del cosiddetto colesterolo cattivo (LDL o lipoproteina a bassa densità). Allo stesso tempo le ricerche continuano a mostrare che le diete ad alto contenuto di miscele di fibre alimentari proteggono anche dalle coronaropatie cardiache.

Altri effetti

Anche se la prevenzione della costipazione, il miglioramento dei livelli di glucosio e quelli dei lipidi nel sangue sono gli effetti predominanti di una dieta ricca di fibre, ci sono altri benefici degni di nota. Ad esempio, poiché le fibre aumentano la massa di cibo ingerita senza aggiungere calorie, ciò può portare ad un effetto di sazietà e, diminuendo l’appetito, essere d’aiuto nel controllo del peso. Per poter ottenere tutti questi benefici delle fibre alimentari è importante variare la loro fonte nell’alimentazione. Diete a base di frutta, verdura, lenticchie/fagioli e cereali integrali non solo forniscono fibre ma anche altri nutrienti e componenti alimentari essenziali per una buona salute.

Cereali: il ruolo protettivo nella dieta

I cereali integrali come il riso scuro, il grano integrale, l’avena e la segale integrali non solo hanno un ottimo sapore, ma offrono anche potenziali benefici per la salute, come la riduzione del rischio di malattie cardiache e di alcuni tipi di tumore. Recenti studi epidemiologici su larga scala hanno dimostrato che il consumo costante di cereali integrali può ridurre fino del 30% il rischio di cardiopatie coronariche e di alcuni tipi di tumore. Non sorprende quindi che la conclusione di un simposio internazionale sugli alimenti integrali e la salute, tenuto in Finlandia nel giugno del 2001, sia stata che il consumo di maggiori quantitativi di alimenti integrali potrebbe migliorare la salute.

I cereali come il grano, il riso, il mais, l’avena e la segale sono stati per secoli l’elemento base della dieta alimentare. Dalla pasta in Italia al “pudding” (farinata d’avena) in Scozia, la varietà di alimenti a base di cereali consumati nel mondo è a dir poco incredibile. Tuttavia, la maggior parte dei cereali consumati viene raffinata. Questo significa che, durante la lavorazione, vengono eliminate le parti esterne del cereale (il germe e la crusca), lasciando solo l’endosperma ricco di amido, che viene macinato per produrre farine bianche. La macinazione e la raffinazione causano la perdita di molti nutrienti e di altre sostanze protettive presenti in maggiori quantità nel germe e nella crusca.

I nutrienti presenti nei cereali integrali sono la vitamina E, il complesso di vitamine B, i minerali quali il selenio, lo zinco, il rame, il magnesio e il fosforo. Oltre a queste vitamine e minerali, i cereali contengono proteine, carboidrati complessi e sostanze protettive come alcuni fitoestrogeni (che hanno dimostrato proprietà protettive nei confronti dei tumori e delle malattie cardiache). Sembra che tutti questi nutrienti si uniscano sinergicamente come un “pacchetto” a beneficio della salute e a protezione dalle malattie. Protezione contro i tumori e le malattie cardiache. La vera forza dei cereali integrali, tuttavia, sta nei loro potenziali effetti protettivi contro le cardiopatie coronariche e alcuni tipi di tumore.

Nell’ambito di uno studio prospettico condotto su oltre 34.000 donne tra i 55 e i 69 anni, in Iowa (Usa), i soggetti che hanno dichiarato di mangiare almeno una porzione di cereali integrali al giorno correvano un rischio sostanzialmente minore di morire a causa di cardiopatie coronariche di quelli che non ne mangiavano quasi per niente. Ulteriori dati forniti dal “Nurses’ Health Study” hanno dimostrato che le donne che mangiavano circa 2,7 porzioni di alimenti integrali al giorno riducevano del 30% il rischio di soffrire di cardiopatie coronariche contro quelle che ne mangiavano solo 0,13 porzioni al giorno. Inoltre, il consumo costante di alimenti integrali sembra anche ridurre il rischio di infarto e di diabete di Tipo II.

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Dieta: come proteggersi dal tumore

Gli effetti protettivi dei cereali integrali si estendono ai tumori, in particolare al cancro al colon. I cereali integrali sono fonti ricche di carboidrati fermentabili che vengono trasformati dalla flora intestinale in acidi grassi a corta catena. Questi acidi possono ridurre l’attività di alcuni dei fattori che provocano il cancro. Le fibre integrali, inoltre, aumentano il volume delle feci e si legano ai carcinogeni, che possono essere velocemente rimossi dall’intestino prima di causare problemi. I cereali integrali sembrano offrire molti benefici per la salute, ma non è consigliabile esagerare nel consumo, specialmente se crudi, come nel caso della crusca non raffinata. Questo perché la fibra, di solito rimossa durante la macinazione, contiene una sostanza detta fitato. È dimostrato che i fitati riducono l’utilizzo e l’assorbimento da parte del corpo di numerosi minerali tra cui il calcio e lo zinco.

Gli enzimi contenuti nel lievito (usato per fare il pane) distruggono la maggior parte dei fitati, così come accade anche attraverso i metodi di lavorazione degli alimenti che richiedono calore, come la lavorazione dei cereali da colazione a base di crusca. Per la maggior parte delle persone, la quantità di fitati presenti nella propria alimentazione non causa problemi, mentre coloro che assumono grandissime quantità di cereali integrali potrebbero avere bisogno di un integratore di minerali. Gli “health claims” (o rivendicazioni salutistiche) sono tutti i messaggi che affermano, suggeriscono o implicano una relazione tra un alimento, o un suo componente, e la salute.

Negli Stati Uniti, la Food and Drug Administration (Fda) ha autorizzato un health claim che riconosce l’importanza degli alimenti integrali e di altri alimenti vegetali nella riduzione delle cardiopatie coronariche e di alcuni tipi di tumore. L’health claim può essere riportato sulle confezioni degli alimenti integrali e nella pubblicità dedicata ad essi. Inoltre, la Fda ha autorizzato degli health claims speciali per l’avena e i suoi derivati. Gli alimenti costituiti da cereali integrali (come pane, cereali da colazione, riso e cracker integrali) sono poco presenti nell’alimentazione della maggioranza dei paesi occidentali. Un maggior consumo di questi alimenti sarebbe una strategia alimentare sensata e prudente diretta a tutta la popolazione. Migliorare la salute e ridurre il rischio di certe malattie può essere tanto semplice quanto mangiare una tazza di cereali integrali da colazione e scegliere di consumare pane, riso e pasta integrali.

Olio di tea tree, tutti gli usi

Da sempre utilizzato per il trattamento delle infezioni batteriche della pelle e delle ferite, l’olio di tea tree, derivato dalla melaleuca alternifolia, una pianta originaria dell’Australia, ha veramente tante applicazioni: è uno degli oli più versatili e naturali che si possano trovare in commercio. La principale ragione delle sue proprietà curative è rappresentata dai terpenoidi, potenti sostanze chimiche organiche.

E’ bene chiarire una cosa: l’olio può essere applicato puro su una piccola parte del nostro corpo, ad esempio su un brufolo, ma in caso di pelle sensibile o superfici più estese, è sempre meglio diluirlo con dell’olio vettore, dopo essersi consultati con il proprio medico. Inoltre, puro non va mai ingerito. Esistono delle diluizioni che possono essere bevute, ma parliamo di due o tre gocce diluite in un po’ d’acqua.

Quindi, cominciamo con il chiarire che cos’è un olio essenziale. L’olio essenziale è una sostanza chimicamente complessa, costituita da una miscela di terpeni, fenoli, alcoli, aldeidi, chetoni, esteri ed eteri. Gli oli essenziali sono prodotti dal metabolismo di una pianta aromatica ed estratti con diverse metodiche, principalmente per distillazione in corrente di vapore come nel caso del tea tree oil. Ha proprietà diverse che dipendono dalla specie dalla quale viene ricavato.

Altro aspetto molto importante: quando un olio essenziale è usato per scopi salutistici si parla di aromaterapia. Gli oli essenziali usati per uso interno devono essere etichettati con la dicitura “di grado alimentare”, “per alimenti”, “per uso interno” o simile. Un olio essenziale non accompagnato da dicitura analoghe, è considerato solo per uso esterno. Antibiotico, in aromaterapia, uno dei più potenti, in virtù dell’azione antibatterica, antivirale e antifungina ad ampio spettro.

Per uso interno solitamente si usano due gocce in un cucchiaino di miele è indicato in caso di infezioni delle vie respiratorie, che provocano faringiti e tonsilliti, febbre, bronchiti, raffreddore, mal di gola, cistite, candidosi e herpes. Per uso topico, è impiegato come antifungino contro funghi della pelle e micosi delle unghie, come antivirale su herpes, porri e verruche, infine come antibiotico su piaghe infette, ferite, ustioni e piorrea. Ma non solo. Vediamo insieme le modalità d’uso per ogni disturbo… Ma vediamo nel dettaglio gli usi che si possono fare di questo olio. Ne ho contati quarantatré.

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Abrasioni e tagli

Di fondamentale importanza pulire bene l’area. Quindi, applicare qualche goccia di olio sulla zona interessata. Se è richiesto un bendaggio, versare alcune gocce di olio sul cotone o sul pezzo di garza.

Acne

L’olio è da applicare bene sui brufoli con un tampone di cotone. Poi va lasciato agire per un paio d’ore. Se la pelle si secca, allora vuol dire che bisogna diluirlo con olio vettore.

Afte

Per curare le fastidiose afte, bisogna applicare una o due gocce di olio sulla zona infetta con un batuffolo di cotone. Poi, lasciare asciugare.

Alito cattivo

Per migliorare l’alito, mescolare una goccia di olio con un po’ d’acqua ed effettuate gargarismi. Non ingoiare la soluzione. Altrimenti usare la soluzione di olio di tea tree al 38% massimo.

Allergie

In questi casi delicati è consigliato effettuare un bel massaggio su petto, addome e punti riflessi dei piedi con qualche goccia di olio diluito con un altro lio vettore.

Antipulci per cani

Versare qualche goccia di olio diluito sul collare a cadenza settimanale. Usare sempre olio a bassa concentrazione e ben diluito. Da non mettere mai a contatto diretto con la pelle. E soprattutto da non usare sui gatti.

Artrite

Per alleviare i dolori artritici si possono effettuare dei massaggi locali utilizzando 20 gocce di olio diluito.

Asma bronchiale

L’olio di tea tree si rivela molto utile anche per curare l’asma bronchiale. In questo caso, aggiungere qualche goccia nell’acqua bollente per effettuare dei suffumigi.

Biancheria

La cosa ideale è quella di versare due cucchiaini di olio al bucato. In questo modo si aiuta a prevenire la muffa.

Bolle della pelle

Quando sulla pelle vi nascono delle bolle, per qualunque motivo, applicate una o due gocce di olio direttamente sulla bolla.

Bruciature leggere

Dopo aver lavato la zona scottata, attendere qualche minuto prima di aggiungere una miscela di cinque gocce di olio con un cucchiaino di miele grezzo.

Calli e duroni

Massaggiare due volte al giorno la zona interessata dal callo o dal durone con cinque gocce di olio mescolate in un cucchiaio di olio vettore.

Collutorio

Aggiungere acqua purificata con qualche goccia di olio di tea tree. Ovviamente, la soluzione pura, che è l’ideale, non è da ingoiare mai, altrimenti si può optare per la soluzine diluita al 38%, ma l’effetto è più blando.

Contusioni

Nel caso di contusioni, anche molto dolorose, applicare un impacco freddo sulla zona dolorante e, in un secondo momento, trattare come indicato per l’artrite.

Deodorante

Per profumare gli ambienti, aggiungere qualche goccia di olio essenziale al diffusore o su batuffoli di cotone da conservare in alcuni sacchettini.

Dermatite

Per curare la dermatite diluire dieci gocce di olio in un cucchiaio di olio vettore e massaggiate due volte al giorno la parte interessata.

Eczemi

Contro gli antipaticissimi eczemi, aggiungere dieci gocce di olio in un cucchiaio di olio di semi o di cocco e massaggiate le zone interessate. Ripetere più volte al giorno.

Forfora

Se avete problemi di forfora, versare dieci gocce di olio nella bottiglia dello shampoo e, dopo aver agitato bene, procedere al lavaggio dei capelli.

Formiche

L’olio di tea tree è molto efficace anche contro le formiche, a cui non piace affatto l’odore. Per tenerle lontane bastano poche gocce sulla porta.

Gotta

Nel caso in cui si è colpiti dalla gotta, per alleviare i fastidi aggiungere dieci gocce di olio a due cucchiai di olio vettore e massaggiare più volte al giorno.

Herpes labiale

Tra i tanti impieghi che stiamo scoprendo, c’è anche quello contro l’herpes labiale. Chi non ne ha mai avuto uno? E chi non lo odia ancora oggi? Dosare una o due gocce di olio su un batuffolo di cotone e applicare.

Infezioni batteriche

Contro infezioni batteriche di lieve entità, risulta utile massaggiare l’olio sulla zona interessata e aggiungere alcune gocce nell’acqua della vostra vasca da bagno.

Infezioni vaginali

Nel caso di infezioni vaginali esterne, diluire qualche goccia all’acqua con cui vi lavate. In caso di irritazione smettere di usare l’olio e lavare la zona con sola acqua calda.

Malattie virali

Per evitare il contaggio di malattie virali, diffondere l’olio di tea tree in tutta la casa. In alternativa, inalare i vapori.

Infiammazioni muscolari

Nel caso di infiammazioni muscolari, è decisamente semplice la procedura antinfiammatoria: massaggiare le zone infiammate con qualche goccia di olio puro mescolato a pochissimo olio vettore.

Labbra screpolate

Quando le labbra si stanno spaccando, aggiungere una goccia di olio al balsamo per le labbra o all’olio di cocco.

Morsi di pulce

Nell’eventualità in cui si viene morsi da una pulce, piuttosto che andare nel panico, applicare una goccia di olio direttamente sul morso del parassita.

Muffa

Per un efficace contrasto alla muffa, combinare due cucchiaini di olio con due tazze di acqua per il trattamento di muffe e funghi. Spruzzare la superficie colpita e lasciare asciugare.

Orticaria

Contro l’orticaria, aggiungere dieci gocce di olio a quattro cucchiai di amamelide e poi applicare sulla zona con un batuffolo di cotone.

Peli incarniti

L’olio di tea tree contrasta anche i peli incarniti. Basta mettere due gocce di olio sul pelo e ripetere ogni due ore l’operazione o fino a quando l’infezione va via.

Pelle secca

In caso di pelle secca, applicare cinque gocce di olio di tea tree a un cucchiaio di olio di mandorle dolci e massaggiare.

Pidocchi

Dosare venti gocce di olio a due cucchiai di shampoo. Massaggiare il cuoio capelluto e i capelli e lasciare in posa per 10 minuti. Ripetere tre o quattro volte al giorno, fino alla scomparsa delle uova.

Piede d’atleta

Pulire i piedi accuratamente, quindi applicare un leggero strato di olio di tea tree sulla zona interessata più volte al giorno, fino a quando i segni dell’infezione non saranno scomparsi.

Psoriasi

Diluire dieci gocce in un cucchiaio di olio vettore e massaggiare dolcemente con i polpastrelli le zone colpite. Ripetere due o tre volte al giorno.

Punture di zanzara

Per fare passare il fastidioso prurito da morso di zanzara, al posto di grattare, si rivela efficace applicare una goccia di olio direttamente sulle punture.

Sciatica

In aiuto della sciatica, per alleviare i fastidi, versare dieci gocce in un cucchiaio di olio vettore e massaggiare la zona interessata. Ripetere più volte al giorno.

Sinusite

Per risolvere i fastidi dati dalla sinusite, si possono fare dei suffumigi con l’olio puro, oppure si può bere qualche goccia, due o tre, di olio diluito al 38%.

Sistema immunitario

Per aiutare il sistema immunitario, più che altro per stimolarlo, spruzzare un po’ di olio di tea tree in tutta la casa regolarmente e massaggiare le piante dei piedi.

Spazzolino da denti

L’olio di tea tree può essere usato anche per pulire lo spazzolino da denti. Dosare qualche goccia di olio sullo spazzolino una o due volte alla settimana per uccidere i batteri.

Spray anti-insetti

Versare quindici gocce in un quarto di tazza di acqua, mescolate in un contenitore munito di spruzzino e utilizzare sul corpo come repellente per insetti.

Tonsillite

Versare qualche goccia di olio di tea tree nell’acqua caldissima. Mettere un asciugamano sulla testa e respirare. Potete fare anche dei gargarismi senza ingoiare la soluzione. Contemporaneamente si può bere dell’acqua con due o tre gocce di olio diluito al massimo al 38%.

Tosse

Contro la tosse, come detto per la tonsillite, creare dei suffumigi con acqua bollente e dieci gocce di olio. Coprire la testa e respirare. Contemporaneamente bere dell’acqua contenente due o tre gocce di olio diluito al massimo al 38%.

Verruche

Infine, per liberarsi delle fastidiosissime verruche, applicare l’olio non diluito sulla zona colpita. Ripetere mattina e sera, fino a quando la verruca comincia ad andare via. Diluire.

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