Come c'è arrivata la pizza a New York?

Come c’è arrivata la pizza a New York

La prima domanda che ti pongo è: ma come c’è arrivata la pizza a New York? E subito dopo ti chiedo, chi ce l’ha portata? Mi pare giusto ammetterti che amo la pizza, ma voglio che mi venga preparata “alla napoletana” – perché comunque a Napoli è nata la pizza – o che almeno gli assomigli molto. Essendo io una rara specie meticcia mischiata tra piranha e affamato cronico di pizza, poi anche giornalista curioso e da sempre aspirante blogger, stamattina mi sono posto questa domanda. Siccome a Torino piove e non c’è granché da fare ho iniziato la mia ricerca. Ti pareva? Ma chi vuoi che abbia portato la pizza a New York se non un napoletano di nome Gennaro?

Lo so. Vuoi subito sapere chi è, come si chiama, da quale zona di Napoli arrivava… O magari già lo sai. Ma io ti faccio un’altra domanda ancora prima di svelarti questa storia centenaria affascinante e dai contorni Tricolore. Se sei un “pizzaro” come me devi sapere anche questo. Do per scontato che tutti, e che quindi anche tu, sanno che la pizza è stata inventata nel giugno del 1889 dal cuoco Raffaele Esposito (santo subito!) per onorare la Regina d’Italia Margherita di Savoia (pizza Margherita), condita con pomodori, mozzarella e basilico, per rappresentare i colori della bandiera italiana. Quindi chiedo: perché pizza napoletana e non altro?

La risposta è multipla ma semplice. Si tratta di una pizza realizzata solo con acqua, sale, lievito madre e farina, ed è fatta lievitare per un minimo di otto ore. Il disco di pasta viene steso esclusivamente con le mani. Tale manipolazione determina lo spostamento dell’aria dal centro verso l’esterno del panetto che resta più gonfio ed in cottura forma il cornicione. I prodotti utilizzati devono essere preferibilmente di origine campana. Pomodoro pelato frantumato a mano e pomodoro fresco tagliato a spicchi, mozzarella di bufala a fettine o fior di latte a listelli. Il formaggio grattugiato si sparge sulla pizza con movimento rotatorio e uniforme, le foglie di basilico fresco sono poste sui condimenti e l’olio extra vergine di oliva viene aggiunto con movimento a spirale.

Come c'è arrivata la pizza a New York?

Una vista esterna del locale a New York.

Se stai pensando: “Quante menate, quante manfrine”. Ti dico subito che non siamo sullo stesso piano di idee, quindi tu continuerai a mangiare le tue pizze con lievito di birra e due ore di lievitazione e io mi godrò le mie pizze col cornicione, in attesa di andarmene a mangiare di nuovo una New York dai familiari di Gennaro. Tanto, prima o poi, ci devo tornare a New York. Al 32 di Spring Street, all’angolo di Mott Street, a Manhattan, New York City, c’è Lombardi’s Pizza. Non so se negli ultimi anni è cambiato qualcosa, se la qualità si è abbassata, di sicuro non poteva elevarsi visto che era già perfettamente perfetta. Scusate la cacofonia, ma rende l’idea.

Nel 1897, Gennaro Lombardi è un immigrato italiano trasferitosi da pochissimo negli Stati Uniti d’America. Lo conoscono già in molti perché ha inaugurato un negozio negli Usa, un piccolo panificio nella Little Italy di New York, dove insieme ad un suo dipendente, Antonio “Totonno” Pero, anche lui immigrato italiano, inizia a produrre “torte al pomodoro” da vendere ai clienti. La loro pizza diventa popolare e Lombardi non ci pensa due volte e in un Paese in cui da sempre vince la meritocrazia e non il lobbismo: apre la prima pizzeria americana. Tieniti forte. Siamo nel 1905 e si chiama semplicemente Lombardi.

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Pizza: da Napoli a New York, o viceversa?

Sebbene Gennaro fosse influenzato dalle “torte di Napoli”, è costretto ad adattare la pizza agli americani, ai loro standard e alle loro regole. Non è l’ennesimo artista che, pur di fare soldi a palate, rinuncia alla sua unicità. Anzi, crea il capolavoro. Ma prima di arrivarci ci impiegherà un po’. E sbaglierà anche, come tutti. Lombardi sostituisce i forni a legna e la mozzarella di bufala con forni a carbone e fior di latte, e così, per “colpa” sua, inizia l’evoluzione della “torta” americana. Nel 1924, “Totonno” lascia la pizzeria Lombardi e segue le linee metropolitane di New York in espansione fino a Coney Island, a Brooklyn. Lì aprirà Totonno, nel 1924.

Nel 1984, il figlio di Gennaro, George, chiude l’originale Lombardi, che riapre solo dieci anni dopo a un isolato di distanza, dove si trova attualmente, al numero 32 di Spring Street, gestito da Gennaro Lombardi III, nipote di Gennaro Lombardi, e dal suo amico di infanzia John Brescio. Purtroppo, questo cambiamento di ubicazione e una pausa di dieci anni non permettono alla “Lombardi’s Pizza di poter essere considerata la più antica pizzeria (ininterrotta) d’America, che risulta Papa’s Tomato Pies a Trenton, nel New Jersey, che però ha aperto nel 1912 e non si è mai fermata. Ma è certamente la prima pizzeria documentata dalla storia. Quella che inventò la pizza a New York.

Dunque, ecco com’è arrivata la pizza a New York. E i newyorkesi impazziscono per la pizza. Un amore nato, quindi, più di un secolo fa, quando questo giovane immigrato napoletano aprì la prima pizzeria nella capitale economica degli Usa. Il vizio del panettiere che ama preparare la pizza per i suoi connazionali dal forno a carbone della sua bottega, però, gli ha consentito di creare un impero economico che ancora oggi è gettonatissimo. Da allora, dopo più di cento anni di storia e un cambio di gestione, la pizzeria Lombardi è ancora lì, nel cuore di Little Italy. Ora il forno è di nuovo a carbone e la pizza non è la torta americana. Lì sventola ancora il tricolore col cornicione croccante.

Voglio regalarti un’altra curiosità. Una simpatica “chicca” sul comportamento tipico degli italiani del dopoguerra. Sì, perché solo nel dopoguerra la pizza arriva finalmente in Italia. “Come i blue jeans e il rock and roll, il resto del mondo, compresi gli italiani, ha preso in considerazione la pizza solo perché era americana”, ha raccontato il critico gastronomico John Mariani, autore di ” How Italian Food Conquered the World. Ed è vero. Inventata a Napoli per la regina, snobbata e ignorata dagli italiani, ma ripresa in considerazione perché adorata in America.

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