Diete: salute e stili di vita nella storia

Diete: salute e stili di vita nella storia

Un’alimentazione varia ed equilibrata è alla base di una vita in salute. Un’alimentazione inadeguata, infatti, oltre a incidere sul benessere psico-fisico, rappresenta uno dei principali fattori di rischio per l’insorgenza di numerose malattie croniche. Innegabile il fatto che l’alimentazione faccia parte delle tendenze sociali, sia di quella parte di società definita “salutista” sia di chi alla dieta non pensa proprio.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, circa un terzo delle malattie cardiovascolari e dei tumori potrebbero essere evitati grazie a una equilibrata e sana alimentazione. L’organismo umano ha bisogno di tutti i tipi di nutrienti per funzionare correttamente. Alcuni sono essenziali a sopperire il bisogno di energia, altri ad alimentare il continuo ricambio di cellule e altri elementi del corpo, altri a rendere possibili i processi fisiologici, altri ancora hanno funzioni protettive.

Diete, cibi e salute

Quello che è certo è che la salute di ciascuno di noi può dipendere in gran parte da un’alimentazione corretta e bilanciata. L’obiettivo da raggiungere è quello di individuare il collegamento fra cibi e patologie, scoprendo in che modo gli alimenti possano prevenirle o favorirle. Intanto, come regola generale, bisogna dire no al cibo spazzatura: gli alimenti ricchi di grassi saturi e di zuccheri raffinati ad alto indice glicemico accrescono il rischio di malattie cardiovascolari e metaboliche, nonché la comparsa di alcuni tipi di tumori.

E poi, ma non ultima raccomandazione per importanza, si consigliano cotture semplici, per mantenere le proprietà degli alimenti. Altrimenti, cosa mangiamo? Le cotture a temperature molto elevate, come quelle alla griglia e le fritture, possono rilasciare sostanze cancerogene. Le verdure sono da preferire crude o cotte al vapore.

Storia delle diete

La prima formula di uno specifico regime di vita, seguito per cura o per igiene, avendo attenzione a certe regole e alla qualità dei cibi assunti, la suggerì nel 668 avanti Cristo il duecentometrista Charmis di Sparta. Dopo una vittoria alla ventottesima edizione delle Olimpiadi, l’atleta dichiarò di essersi nutrito durante gli allenamenti unicamente di formaggio, noci e fichi secchi.

Oltre un secolo dopo, nel 532 avanti Cristo, Pitagora propose il vitto pitagorico raccomandato per avere il fisico efficiente. Platone nemico di ogni eccesso diceva che le diete non servivano a prolungare la vita all’infinito, ma a essere felici e in possesso del giusto equilibrio psicofisico, che non dipendeva da una dieta ossessiva, bensì dal risultato di un circolo virtuoso.

Ippocrate e le cure

Un concetto di dieta più preciso lo introdusse Ippocrate nel Quinto secolo avanti Cristo, con l’opera “Sul regime di vita”. Secondo lui si doveva considerare la medicina parte della dietetica perché dare a ciascuno il cibo che serviva. Dopo la caduta dell’Impero Romano si ritrovano tracce della dieta nell’undicesimo secolo, quando dal mondo arabo arrivò in Europa la prima tabella dietologica di pronta consultazione.

Il trattato Taqwim al-sihha, tradotto in latino “Tacuinum Sanitatis”: era un regime medico in forma tabellare che identificava i cibi, le bevande, gli ambienti e le attività, tra cui respirazione, esercizio e di riposo, necessari per una vita sana. a tenere in equilibrio corpo e anima era il primo e indispensabile presupposto di ogni cura.

Cos’è l’immunonutrizione

Quello dell’immunonutrizione è un campo di studi recente, che negli ultimi anni si sta diffondendo anche in Italia. Si tratta di una scienza che ha l’obiettivo di fornire indicazioni alimentari per curarsi con il cibo in modo attivo e preventivo, sostenendo e potenziando il sistema immunitario. Si sa che il cibo ha un impatto decisivo sulle difese dell’organismo.

Tutti gli alimenti che assumiamo causano una reazione immunitaria e ormai sono molte le ricerche in questo senso. Dal punto di vista tecnico, questa scienza indica i principi nutritivi per favorire la diminuzione dello stato infiammatorio, favorendo l’azione del sistema immunitario. L’immunonutrizione può essere applicata in diverse condizioni cliniche, in forme acute o croniche, per via orale, per mezzo di un sondino naso-gastrico o per via endovenosa.

Gli immunonutrienti

L’immunonutrizione utilizza, in particolare, determinate molecole per curarsi con il cibo: l-arginina, amminoacido essenziale contenuto nelle carne, nella frutta secca e nei legumi; l-glutammina, amminoacido condizionatamente essenziale, presente nel siero del latte e nelle proteine dei cereali; taurina, amminoacido condizionatamente essenziale, contenuto nelle uova, nella carne, nel pesce e nel latte; acidi grassi omega 3, che in natura si trovano nei semi di lino e in alcuni pesci, come il salmone; nucleotidi, potenti stimolanti del sistema immunitario presenti nei lieviti; tocoferoli-vitamina E, potenti antiossidanti presenti nei semi e negli oli; inulina e frutto-oligosaccaridi, fibra alimentare idrosolubile, contenuti nelle verdure, nei tuberi e nelle radici.

La macrobiotica

Il Tao, il bene e il male, Yin e Yang, l’acido e l’alcalino.

Se quello dell’immuno nutrizione è un campo di studio nuovo, quello della macrobiotica ha radici decisamente più profonde. Infatti, la macrobiotica è una pratica alimentare che si vuole basata sull’equilibrio tra le forze antagoniste e complementari che, secondo le antiche teorie filosofiche cinesi, governerebbero l’universo.

Da tale interpretazione deriva uno specifico stile di vita, volto, secondo i suoi sostenitori, ad una maggiore “armonia con il cosmo”. Particolare rilievo assumono in tal senso le diete alimentari conseguenti, che hanno acquisito una certa popolarità anche per i loro presunti effetti benefici.

Questione di filosofia

George Ohsawa, che è lo pseudonimo di Nyoiti Sakurazawa, descrive la macrobiotica come “la pratica di una concezione dialettica dell’universo, antica di cinquemila anni e che mostra la via della felicità attraverso la salute”, rifacendosi agli antichi Maestri cinesi Lao-Tsu, Song-Tsu e Confucio, ma anche a quelli indiani Buddha, Mahavira e Nagarjuna ed altri, fra i quali Gesù Cristo.

La chiave per il raggiungimento della salute fisica, mentale e spirituale è la ricerca, nel proprio stile di vita, dell’equilibrio, secondo i princìpi dello Yin e dello Yang (definiti, dallo stesso Ohsawa, “gli occhiali magici”). Queste forze antagoniste e complementari costituiscono il Principio Unico. La salute e quindi la malattia sono conseguenze della condotta dell’individuo, che rispetta, o vìola, l’ordine dell’universo.

Diete e salute

Uno studio del 2006, “Adjuvant diet to improve hormonal and metabolic factors affecting breast cancer prognosis” evidenzia che la dieta macrobiotica, per la composizione ricca di fibra dietetica e povera di grassi saturi potrebbe incidere sullo squilibrio metabolico e endocrinologo indotto dalla alimentazione occidentale, riducendo questo fattore di rischio per lo sviluppo di tumori.

Ipotizza che la dieta macrobiotica, sulla base di prove indirette e per la sua similarità con le raccomandazioni dietetiche normalmente già consigliate per la prevenzione di patologie croniche, potrebbe implicare un ridotto rischio di prevalenza di cancro. La ricerca conclude che il ruolo della dieta macrobiotica nella prevenzione del cancro e la sopravvivenza a tale patologia non è stato studiato in modo adeguato per giustificare scientificamente la raccomandazione che la macrobiotica possa essere utilizzata nella cura del cancro.

Cosa si mangia

In generale, sono alimenti macrobiotici i cereali completi non raffinati (come riso integrale, grano saraceno, miglio, orzo, mais, segale, avena, segale), alcune verdure, come carote, rape, cavoli, cipolle, radici e le alghe. Le verdure dovrebbero costituire un quarto dell’alimentazione, ma si devono evitare asparagi, finocchi, spinaci, melanzane, pomodori, patate e zucchine. Tra le bevande, sono consigliati tè cinese o giapponese, infusi di cicoria e di radici.

Particolare attenzione è dedicata al metodo di cottura: è preferita quella a vapore, soprattutto per le verdure. a dieta macrobiotica non permette di mangiare carne (ad eccezione di selvaggina, volatili, pesci e molluschi), salumi, uova, latticini, burro e margarina. E ancora, sono vietati: cibi in scatola o congelati, farina e riso raffinati, cibi con additivi; dolcificanti come miele, zucchero e saccarina. Niente cioccolata, caffè, aceto, frutta e succhi tropicali, bibite con soda e bevande alcoliche. Non vanno mai usate spezie e sale comune, ma solo sale marino allo stato naturale.

Dieta mediterranea

Altra dieta di lunga tradizione, in cui non ci si nega quasi nulla, è quella mediterranea. Questa dieta riduce in maniera sostanziale il rischio di infarto e di ictus e i suoi benefici sono confermati da molti studi, tra cui quelli condotti dall’Irccs Neuromed di Pozzilli, in provincia di Isernia, su un campione di 25 mila persone residenti in Molise e reclutate grazie al Progetto Moli-sani.

Il problema è che in Italia, la povertà esclude le fasce di popolazione a basso reddito dalla possibilità di usufruire di un’alimentazione corretta e bilanciata, con tutte le conseguenze a lungo termine che si possono immaginare. La dieta mediterranea fa bene, quindi, solo a chi può permettersela. È ispirata ai modelli alimentari diffusi in alcuni paesi del bacino mediterraneo, come l’Italia, la Spagna, la Grecia e il Marocco, negli anni Cinquanta del Ventesimo secolo.

Caratteristiche principali

Ma quali sono le principali caratteristiche della dieta mediterranea? Sono: abbondanti alimenti di origine vegetale, come frutta, verdura, ortaggi, pane e cereali soprattutto integrali, patate, fagioli e altri legumi, noci, semi, freschi, al naturale, di stagione, di origine locale. E poi, frutta fresca come dessert giornaliero, dolci contenenti zuccheri raffinati o miele poche volte la settimana, olio di oliva come principale fonte di grassi, latticini dando la precedenza a formaggi e yogurt consumati giornalmente in modesta quantità.

Ma anche pesce e pollame consumato in quantità moderata, da zero a quattro uova la settimana, carni rosse in modesta quantità, vino consumato in quantità modesta e generalmente durante il pasto. Questa dieta ha un contenuto basso in grassi saturi (inferiore al 7-8%), ed un contenuto totale di grassi da meno del 25% a meno del 35% a seconda delle zone. Inoltre originariamente era associata a regolare attività fisica lavorativa, ad esempio nei campi o in casa.

Essere vegetariani

Le diete vegetariane sono dei modelli dietetici basati totalmente o in larga prevalenza su alimenti provenienti dal regno vegetale. Gli alimenti provenienti dal regno animale sono assenti o marginali e, in questo secondo caso, non comprendono mai la carne, che viene esclusa in ogni caso. Sebbene ispirate da principi diversi le diete vegetariane hanno tutte in comune il non violare l’integrità fisica e il non causare la morte degli animali.

Tra le diete vegetariane sono compresi diversi modelli alimentari, quelli principalmente studiati si differenziano per il grado di esclusione dei cibi animali e sono la dieta latto-ovo-vegetariana, la dieta latto-vegetariana e la dieta vegana o vegetaliana. Coloro che seguono questo tipo di diete sono classificati comunemente come vegetariani, anche se all’interno di tale gruppo gli individui sono distinti in base al tipo specifico di dieta seguita, latto-ovo-vegetariani, latto-vegetariani e vegetaliani o vegani.

Frutta, verdura e…

Le diete vegetariane sono basate su cereali, legumi, verdura e frutta (sia fresca che secca) e, in misura ridotta, comprendono latte, latticini e uova per coloro che ne fanno uso. Molti prodotti comunemente usati in una dieta vegetariana sono normalmente diffusi in tutto il mondo, mentre altri prodotti, non indispensabili ai fini dell’equilibrio della dieta ma comunque solitamente usati nella preparazione dei pasti vegetariani, sono normalmente assenti in una classica dieta occidentale e appartengono ad altre tradizioni quali quelle dei paesi asiatici, mediorientali, centro e sud americani o dell’area mediterranea. Prodotti a base vegetale quali ad esempio hamburger, yogurt o latti vegetali possono essere usati in sostituzione dei corrispettivi prodotti con carne, latte e uova.

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Il veganesimo

Le diete vegane sono dei modelli dietetici basati su alimenti provenienti esclusivamente dal regno vegetale. Questa tipologia di diete escludono dall’alimentazione la carne di qualsiasi animale e tutti i prodotti di origine animale e quindi rientrano, come casi particolari, nelle diete vegetariane.

Oltre alla dieta vegana classica, basata su cereali, legumi, verdura e frutta e tipicamente adottata come pratica alimentare nel veganismo etico, si possono considerare diete vegane anche altre diete che, sebbene differiscano sostanzialmente da una dieta vegana classica sia nei principi alimentari sia nel tipo di alimenti consumati, non comprendono il consumo di alcun ingrediente di origine animale, quali quelle praticate, ad esempio, nel crudismo vegano, nel fruttarismo o nell’ehretismo.

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Diete dei centenari

Le diete di cui abbiamo parlato sono solo alcune tra principali, certamente le più note oggi in Italia. In tante parti del mondo mangiano bene e si curano con il cibo, ma non danno un nome alla loro dieta. Ad esempio, gli abitanti di Okinawa sono i più longevi del mondo: i centenari sono in media cinquantaquattro ogni centomila persone, il triplo rispetto a Stati Uniti e Italia.

La loro dieta giornaliera è fatta di zuppa di miso, tofu e alghe marine, verdure raccolte nell’orto di casa, patata dolce. Le principali fonti di proteine sono legumi, soia, tofu e miso. Il consumo di pesce è limitato a una o due volte a settimana e la carne viene mangiata raramente durante l’anno. Gli abitanti di Okinawa passano molto tempo all’aria aperta, camminando e lavorando nei campi.

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