Dolori mestruali pre e post ciclo

Dolori mestruali pre e post ciclo

Questo è dedicato alle donne, in particolare alle tante donne che seguono il blog: dolori mestruali pre e post ciclo. A differenza dei maschi, loro hanno un appuntamento mensile a cui rinuncerebbero volentieri, ma dal quale non è possibile scappare. Per loro, ogni mese coincide con un nuovo ciclo e l’inizio di questo nuovo ciclo coincide con il primo giorno delle mestruazioni, che consiste nell’eliminazione della cellula uovo non fecondata, insieme al flusso del sangue e alle secrezioni mucose provenienti dallo sfaldamento e dall’espulsione del tessuto che riveste l’interno della cavità uterina (si chiama endometrio).

In assenza di flusso mestruale si parla di amenorrea, che può essere sintomo di una malattia o di cattive abitudini di vita. Nei casi in cui si manifesta un’assenza prolungata del ciclo mestruale, quindi, è opportuno rivolgersi al ginecologo che, solo dopo avere identificato la causa che ne ha determinato la comparsa, si potrà procedere al trattamento più idoneo. Tra i disturbi legati al ciclo mestruale, si ricordano la sindrome premestruale e la dismenorrea. La prima è un complesso di disturbi, tra cui dolori, malessere, instabilità emotiva, irritabilità e depressione – che precedono di alcuni giorni l’arrivo della mestruazione e che migliorano o scompaiono con il suo inizio.

La dismenorrea, invece, è il ciclo mestruale doloroso e può essere primaria o secondaria a seconda della causa che l’ha provocata. Infine è da ricordare l’endometriosi, una malattia caratterizzata dalla presenza di endometrio al di fuori dell’utero, in sedi anomale, per esempio le ovaie e le tube. La malattia può essere asintomatica o presentarsi con sintomi quali: dolore prima e durante la mestruazione, dolore pelvico cronico, dolore durante e dopo i rapporti sessuali, flusso mestruale alterato o particolarmente abbondante.

Approfondiamo l’argomento, che dici? Ne vale la pena? Anche sì. Seguimi. A partire dalla pubertà e fino alla menopausa, la donna in condizioni normali produce una cellula uovo matura ogni mese. Contemporaneamente, il suo corpo subisce una serie di cambiamenti in preparazione ad un’eventuale gravidanza. Se in quel mese la donna non rimane incinta, il suo apparato riproduttivo ritorna al punto di partenza e il ciclo inizia da capo. Ciascuna fase all’interno di questo schema ripetitivo è determinata dall’attività degli ormoni secreti dall’ipotalamo, dall’ipofisi e dalle ovaie.

Ogni mese, l’inizio del ciclo coincide con il primo giorno della mestruazione, che consiste nell’eliminazione della cellula uovo non fecondata insieme al flusso ematico e alle secrezioni mucose provenienti dallo sfaldamento e dall’espulsione dell’endometrio in assenza di fecondazione. Come ultimo giorno del ciclo si considera il giorno precedente l’inizio della mestruazione successiva. Nella maggior parte delle donne, la mestruazione ha una durata variabile dai due ai sette giorni, mentre la durata media del ciclo mestruale è di circa ventotto giorni.

Ciclo mestruale: la prima volta

Nella maggior parte delle donne la prima mestruazione si verifica nell’età compresa tra i dieci e i quattordici anni. Quando la prima mestruazione compare prima dei nove anni si parla di pubertà precoce, mentre quando compare tra i sedici e i diciotto anni si parla di ritardo puberale o menarca ritardato. La mancata comparsa della mestruazione oltre i diciotto anni di età viene definita amenorrea primaria. Cos’è l’amenorrea? Sui dizionari scientifici, il termine amenorrea definisce l’assenza di flusso mestruale, che può essere anche di natura fisiologica: sono quattro, infatti, i differenti periodi della vita di una donna che sono “naturalmente” caratterizzati dall’assenza fisiologica di flusso (la pre-pubertà, la gravidanza, l’allattamento e la post-menopausa).

La cessazione del ciclo mestruale, al di fuori delle fasi appena elencate, può essere sia sintomo di una possibile condizione patologica sia conseguenza di cattive abitudini di vita. Quindi, l’amenorrea può essere di due tipi: primaria quando interessa una ragazza che raggiunti i diciotto anni non ha ancora avuto la sua prima mestruazione (menarca) e secondaria quando si verifica l’assenza di mestruazioni (per un periodo di almeno tre mesi) in una donna che ha avuto un periodo di cicli spontanei regolari.

La causa più frequente di amenorrea primaria è la pubertà ritardata che può avere un’origine ormonale o genetica; in alcuni casi, inoltre, tale condizione può essere la conseguenza della presenza di malformazioni congenite degli organi genitali. L’amenorrea secondaria, che interessa un numero maggiore di donne, può essere riconducibile a molteplici cause che includono: malattie endocrine (per esempio, alterazioni dell’ipofisi o della tiroide), alcuni tumori, malattie genetiche o dell’apparato riproduttivo, malnutrizione o disturbi del comportamento alimentare, traumi, interventi chirurgici, malattie psichiatriche, assunzione di alcuni farmaci (per esempio tranquillanti e antidepressivi), stress emotivo, un intenso esercizio fisico.

In alcuni casi diagnosticare la causa che ha determinato la condizione di amenorrea può essere difficoltoso e richiedere del tempo. Il medico, infatti, dopo avere ricostruito l’anamnesi individuale e familiare della paziente, ed eseguito l’esame obiettivo, può ritenere necessario procedere con ulteriori approfondimenti attraverso esami del sangue, radiografie, ecografie e indagini genetiche. Identificata con certezza la causa dell’amenorrea sarà possibile affrontare il problema, scegliendo la modalità più idonea per la specifica paziente – tramite la somministrazione di un trattamento farmacologico, attraverso un intervento chirurgico, oppure guidando la donna verso uno stile di vita più salutare.

C’è poi anche la sindrome premestruale, o disforia, con cui fino ad ora non abbiamo fatto i conti. È un complesso di disturbi che precedono di alcuni giorni l’arrivo della mestruazione e che migliorano o scompaiono con il suo inizio. Mentre alcune donne, prima del ciclo mestruale, non presentano alcun disturbo rilevante, per molte di loro questo appuntamento mensile rappresenta un vero problema, caratterizzato da: dolori, malessere, instabilità emotiva, irritabilità, depressione. A questi sintomi si aggiungono le difficoltà nelle relazioni interpersonali, per esempio un atteggiamento aggressivo con i propri familiari, litigi continui con il partner, essere impossibilitati a recarsi sul posto di lavoro, a causa delle accentuate variazioni del tono dell’umore.

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Dolore e sindrome premestruale

La sindrome premestruale colpisce molte donne in età fertile, interessando soprattutto le fasce culturali medio-alte, probabilmente perché più attente al proprio benessere. Generalmente, la sindrome è più accentuata nei dieci giorni che precedono il ciclo mestruale, tende a peggiorare con il passare dei giorni, per scomparire gradualmente nel momento in cui arriva la mestruazione. Può durare dai dieci ai quattordici giorni, vale a dire, per chi ha cicli molto regolari di 28 giorni, dal sedicesimo giorno fino all’arrivo del ciclo mestruale: un periodo molto lungo, durante il quale la donna può manifestare anche un grande appetito.

Molti sono i sintomi che si manifestano subito dopo l’ovulazione e variano da donna a donna: comparsa di foruncoli, irritabilità, vampate di calore, variazioni del tono dell’umore, sensazione di gonfiore, crisi di pianto immotivate, difficoltà di concentrazione, ritenzione idrica con conseguente aumento di peso, depressione, mal di testa, dolore al seno, dolori pelvici, aggressività, ansia, stanchezza, modificazioni dell’appetito, perdita della libido. Le cause all’origine dei sintomi premestruali non sono del tutto note: una parte della responsabilità nella comparsa dei disturbi è probabilmente da imputare ad una variazione dell’equilibrio ormonale, ma sembra ipotizzabile che la sindrome premestruale sia il risultato dell’azione di fattori diversi.

Prima del ciclo si verifica un meccanismo per cui si manifesta una maggiore tolleranza all’introduzione degli zuccheri, un processo che fa aumentare la voglia di dolci: da qui possono nascere dei sensi di colpa da parte della donna. E ancora, la mancanza della vitamina B6, che produce di serotonina, incaricata al controllo del sonno, allo stato dell’umore, al comportamento sessuale e alla fame, che spesso si riscontra nella donna prima della mestruazione, pare spieghi la comparsa di un disturbo come la depressione.

Non esistono test di laboratorio che permettano di diagnosticare la sindrome premestruale; la formulazione della diagnosi si basa, infatti, sulla scadenza mensile della comparsa dei sintomi. Sicuramente fa bene ridurre il consumo di alcol, caffeina e tabacco, nonché diminuire il consumo di sale per limitare la ritenzione di acqua. Il trattamento della sindrome premestruale presenta delle difficoltà. Con la somministrazione della pillola anticoncezionale, per esempio, la sindrome diventa più tollerabile. I migliori metodi restano quelli naturali a base di lo stretching, yoga o attività fisica. Anche i sali di magnesio, utilizzati durante i giorni critici della sindrome, ne attenuano la sintomatologia, grazie al loro intervento su alcune reazioni enzimatiche a livello cerebrale.

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2 commenti
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  2. Francesca Spizzo
    Francesca Spizzo dice:

    Ecco finalmente qualcuno che spiega le cose per bene e con la dovuta precisione.
    Mi sono iscritta alla newsletter, così non perdo i prossimi post!

    Rispondi

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