Radice di valeriana

La radice di valeriana come calmante

La valeriana officinalis è una pianta a fiore appartenente alla famiglia delle valerianacee. La sua radice viene utilizzata soprattutto in fitoterapia e in farmacologia, come calmante naturale. Il nome botanico si deduce dal latino valere, ovvero crescere in modo rigoroso, sano, oppure anche star bene, in merito alle sue proprietà calmanti. Pianta erbacea e perenne, con breve rizoma stolonifero, fusto eretto e solcato in superficie da scanalature, radici fibrose emananti uno sgradevole e penetrante odore, in condizioni ottimali può raggiungere altezze di circa un metro e mezzo.

I fiori della pianta sono leggermente profumati, si trovano riuniti a formare un particolare tipo di infiorescenza detta corimbo. Sono ermafroditi, con calice ridotto e corolla a cinque petali, tubolare e dal colore rosa chiaro. La valeriana predilige gli ambienti freschi e umidi (mesofita) e cresce ai margini dei boschi e nei prati ombrosi fino a una altitudine di mille e quattrocento metri. Tutte le specie di valeriana contengono: olii essenziali (esteri dell’acido valerianico, acido valerenico, cariofillene, terpinolene, valerenolo, valerenale e composti diterpenici noti col nome di iridoidi), alcuni alcaloidi (valerina, actinidina, catinina e alfa-pirrilchetone) e dei flavonoidi (linarina, 6-metilapigenina ed esperidina). Si usa la radice della pianta che, però, ha un odore sgradevole.

Possiede proprietà sedative e calmanti e favorisce il sonno. Il meccanismo d’azione dei suoi costituenti è abbastanza ben conosciuto. Si deve agli esteri degli acidi valerianici e agli iridoidi l’inibire l’enzima animale acido gamma-aminobutirrico transaminasi, preposto alla degradazione metabolica del neurotrasmettitore gamma-aminobutirrato, denominati anche Gaba. Questo mediatore chimico è notoriamente associato a fenomeni neuronali di tipo inibitorio ed è responsabile anche dell’induzione del sonno nell’uomo. Studi più recenti hanno evidenziato che anche alcuni degli alcaloidi possono avere una influenza più o meno diretta sul metabolismo del Gaba, ma il loro meccanismo è ancora poco chiaro.

Pare che alcuni dei terpeni e dei flavonoidi possano fare da agonisti con i recettori dell’adenosina (quelli inibiti dalla caffeina) ed essere in parte responsabili dell’azione ipno-inducente, spasmolitica a livello intestinale e riducente sulla pressione arteriosa. “I medicinali a base di radice di valeriana contengono la radice della pianta della valeriana. La valeriana è una pianta perenne che si trova in tutta Europa e nell’Asia settentrionale. La pianta è coltivata e raccolta per ottenere la radice essiccata destinata a uso medico. Questi medicinali sono disponibili in varie forme da assumere oralmente, quali tisane, capsule e gocce”, sostiene il Comitato per i Medicinali a Base di Piante dell’Agenzia Europea delle Medicine.

Questi rimedi universalmente riconosciuti “sono ottenuti da vari preparati vegetali quali gli estratti preparati con etanolo che si ricavano mettendo la radice della pianta a contatto con l’etanolo (alcol) quale solvente di estrazione. I preparati ottenuti dalla radice di valeriana sono disponibili anche in combinazione con altre sostanze vegetali che presentano effetti analoghi. Gli estratti preparati con etanolo sono usati per alleviare lievi tensioni nervose e disturbi del sonno. Altri preparati a base di radice di valeriana sono usati tradizionalmente per alleviare lievi sintomi di stress mentale e favorire il sonno. Le presenti indicazioni d’uso si basano esclusivamente sull’uso tradizionale”.

Medicinale a base di radice valeriana

L’Hmpc spiega di essere giunto a queste conclusioni dopo aver valutato i dati bibliografici “disponibili su preparati a base di radice di valeriana. Studi, clinici e non, sono stati realizzati principalmente partendo da estratti preparati con etanolo, mentre l’utilizzo degli altri preparati è giustificato dal loro uso tradizionale come medicinali di origine vegetale. Molti prodotti tradizionali di origine vegetale non sono stati sottoposti a un esame completo con gli attuali metodi scientifici. La normativa farmaceutica comunitaria fornisce l’opportunità di registrare ufficialmente i medicinali tradizionali di origine vegetale, in base al loro uso tradizionale, se possono essere utilizzati in tutta sicurezza senza l’intervento di un medico per quanto concerne diagnosi, trattamento e follow-up”.

Ma come si usano i medicinali a base di valeriana? Il Comitato per i Medicinali a Base di Piante rende noto che: Innanzitutto possono essere usati a partire dall’età di 12 anni. Non si consiglia l’impiego di medicinali a base di radice di valeriana nei bambini al di sotto dei 12 anni di età, in quanto non ci sono informazioni sufficienti sulla sicurezza del prodotto per questa fascia d’età. Il dosaggio e la frequenza di somministrazione dei medicinali a base di radice di valeriana dipendono dallo scopo per cui vengono usati e dalla formulazione del medicinale in questione. Per istruzioni dettagliate si rimanda al foglio illustrativo che accompagna ogni singolo prodotto. Se i preparati a base di valeriana sono assunti per alleviare lievi tensioni nervose o stress, generalmente sono assunti fino a tre volte al giorno”.

Nei preparati contenenti radice di valeriana sono stati individuati molti componenti e non è possibile definire con precisione l’azione di ciascun componente. Si ritiene che i componenti dei medicinali contenenti preparati a base di radice di valeriana funzionino agendo su diversi recettori presenti nel cervello. Tuttavia gli studi sui componenti isolati di tali medicinali non hanno potuto spiegare in modo esaustivo l’attività dei medicinali. Pertanto si ritiene che diversi componenti dei preparati agiscano insieme per produrre i loro effetti. Gli studi sopra descritti sono stati condotti su modelli sperimentali, pertanto non si dispone di informazioni su come i medicinali contenenti radice di valeriana interagiscono con l’organismo umano”.

Sono disponibili un corpus considerevole di prove sull’uso di medicinali contenenti estratti essiccati di radice di valeriana preparati con etanolo per alleviare lievi tensioni nervose e disturbi del sonno, nonché numerosi studi, di cui alcuni hanno misurato l’attività cerebrale mediante elettroencefalogrammi. In realtà, esistono pochi studi sulla sicurezza dei preparati a base radice di valeriana, ma dall’esperienza pluriennale del loro uso nell’uomo risultano sicuri. L’impiego di lunga data per più di trent’anni e i limitati studi sperimentali rendono plausibile l’uso tradizionale per alleviare lievi sintomi di stress mentale e favorire il sonno. Non è stato condotto alcuno studio sugli effetti della radice di valeriana sulla riproduzione, sui geni o sullo sviluppo del cancro”.

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Generalmente, questi rimedi sono ben tollerati. Gli effetti indesiderati più frequenti causati dalla valeriana colpiscono lo stomaco e l’intestino e sono, ad esempio, nausea e crampi addominali”. Questi medicinali non devono essere utilizzati in soggetti che potrebbero essere ipersensibili (allergici) alla radice di valeriana”. Il loro uso non è raccomandato in associazione con altri sedativi in quanto non si possono escludere interazioni con altri medicinali”. Anche un estratto della monografia della Commissione E del Ministero della Sanità tedesco ricaviamo che le indicazioni terapeutiche sono relative a stati di agitazione, difficoltà di origine nervosa nell’addormentarsi”.

Come si usa la valeriana? Se la si assume come infuso sono sufficienti due-tre grammi per tazza da una a più volte al giorno. Se si usa la tintura, allora meglio usare da mezzo a un cucchiaino più volte al giorno. Nel caso in cui si predilige l’estratto, si può arrivare ad usare tra i due e i tre grammi da una a più volte al giorno. In pillole, sono sufficienti tre capsule al giorno (in genere ogni capsula contiene 2 grammi circa). Può essere usata anche come preparato da bagno. In fitoterapia viene utilizzata la tintura, talvolta abbinata a quella di altre erbe sedative, quali melissa o luppolo. In dosi modeste, sotto le quantità indicate nella posologia, il rimedio può avere un effetto paradossale perché diventa un eccitante.

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