Il rosmarino è una pianta officinale e ha spiccate proprietà di supporto al fegato

L’amico del fegato: il rosmarino depura a fondo

Sgonfiare uno dei tuoi organi vitali e ripulirlo in pochi giorni e senza scarifici. Ti presento l’amico del fegato: il rosmarino. La vita contemporanea e i suoi ritmi ci impongono periodicamente di fare pulizia di scorie. Come si fa? C’è qualcuno che non conosce il rosmarino? Originario dell’Europa, Asia e Africa, è ora spontaneo nell’area mediterranea nelle zone litoranee, garighe, macchia mediterranea, dirupi sassosi e assolati dell’entroterra, dal livello del mare fino alla zona collinare, ma si è acclimatato anche nella zona dei laghi prealpini e nella Pianura Padana nei luoghi sassosi e collinari. È noto in Italia anche col nome volgare di Ramerino o Ramerrino.

Già solo come aroma utilizzato in cucina, è una pianta che da secoli accompagna i nostri piatti. Ma non è del suo impiego in cucina che vi volevo parlare. Questo arbusto appartenente alla famiglia delle Lamiaceae ha delle ottime proprietà medicinali, che erano già conosciute dai romani i quali, curiosamente, non usavano il rosmarino in cucina. La pianta nell’antica Roma serviva soprattutto per combattere mal di gola, mal di denti, distorsioni e slogature.

Si tratta di una pianta arbustiva che raggiunge altezze comprese tra i cinquanta centimetri e i tre metri, con radici profonde, fibrose e resistenti, ancoranti. Ha fusti legnosi di colore marrone chiaro, prostrati ascendenti o eretti, molto ramificati, i giovani rami pelosi di colore grigio-verde sono a sezione quadrangolare. Le foglie, persistenti e coriacee, in genere sono lunghe due–tre centimetri e larghe da uno a tre millimetri, sessili, opposte, lineari-lanceolate addensate numerosissime sui rametti.

Di colore verde cupo lucente sulla pagina superiore e biancastre su quella inferiore per la presenza di peluria bianca. Hanno i margini leggermente revoluti e sono ricche di ghiandole oleifere. Sono molto profumate. I fiori ermafroditi sono sessili e piccoli, riuniti in brevi grappoli all’ascella di foglie fiorifere sovrapposte, formanti lunghi spicastri allungati, bratteati e fogliosi, con fioritura da marzo ad ottobre, nelle posizioni più riparate ad intermittenza tutto l’anno.

Sono numerosi gli usi che si possono fare di questa pianta. In cucina o nell’industria degli insaccati è usata come aromatica. Ma è anche un’ottima pianta ornamentale. Il rosmarino, nell’industria cosmetica, è impiegato come shampoo per ravvivare il colore dei capelli o come astringente nelle lozioni, nelle pomate e linimenti per le proprietà toniche. In profumeria, l’olio essenziale delle foglie, viene utilizzato per la preparazione di colonie.

Si rivela un buon insettifugo o deodorante nelle abitazioni: basta bruciare i rametti secchi. Ma non solo. Le foglie, fresche o essiccate, e l’olio essenziale, la rendono una pianta medicinale, ottima per drenare il fegato e i reni e per contrastare infiammazioni dell’apparato digerente. Può essere assunto come decotto, tisana ed infuso a seconda del problema. Quando è interessato l’apparato digestivo è preferibile l’infuso. Aiuta la digestione e combatte i dolori di stomaco, in caso di gastrite lenisce il dolore e in caso di colite attenua la sensazione di vomito. La tisana è utile per combattere la stanchezza ed i dolori causati dai reumatismi. Il decotto aiuta in caso di mal di gola.

Il momento migliore per raccogliere le foglie è la primavera anche se il rosmarino è una pianta sempreverde. Si deve avere l’accortezza di raccogliere solo le foglie nuove, quelle più tenere. Per un decotto ne servono una cinquantina di grammi che vanno messi in un pentolino assieme a mezzo litro d’acqua. Dopo aver fatto bollire il liquido coprendolo per circa dieci minuti, lasciamo raffreddare il tutto, lo filtriamo ed otteniamo un decotto che assumeremo in quantità variabile fino ad un massimo di 1 litro al giorno, o una tazza quattro volte al giorno.

Il decotto, nella fitoterapia, è utile nel caso avessimo bisogno di depurare e disinfettare il fegato. In questo caso le quantità variano: si mettono 70-80 grammi di rosmarino in un litro d’acqua e se ne bevono due tazze ogni mattina a stomaco vuoto e due tazze al pomeriggio. E’ un valido aiuto per il nostro organismo dopo pasti abbondanti o pesanti, aiuta a disintossicare il fegato in maniera corretta e rapida. Grazie alla presenza di antiossidanti come i flavonoidi, il rosmarino riequilibra il fegato.

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La depurazione periodica del fegato è essenziale per il benessere quotidiano
La depurazione periodica del fegato è essenziale per il benessere quotidiano

Il rosmarino viene anche in aiuto di coloro che soffrono di alopecia, ovvero della caduta dei capelli. Il decotto contribuisce a superare lo stress che è una delle causa che porta a questa malattia e, nello stesso tempo, favorisce la ricrescita dei capelli stessi. Ovviamente il rosmarino è indicato per combattere a posteriori tutta questa serie di problemi e malattie ma è ancora più efficace nella prevenzione delle malattie stesse. Come in tutte le cose, però, gli eccessi non sono sempre positivi.

Assumere in quantità molto elevata il decotto di rosmarino può portare irritazioni ad intestino e stomaco ed anche può provocare la gastrite. Tra gli altri utilizzi, i rametti e le foglie raccolti da maggio a luglio e fatti seccare all’ombra hanno proprietà aromatiche, stimolanti l’appetito. Da alcuni viene consigliato per infezioni generiche come tosse o asma. Per uso esterno il macerato di vino applicato localmente è antireumatico. Mentre il macerato di alcool revulsivo, viene usato per frizioni anche del cuoio capelluto. Quelle che seguono sono delle offerte che potresti pensare di sfruttare se non hai la possibilità di usare un prodotto fresco e di ottima qualità per l’infuso o per il decotto. E poi ci sono altri prodotti derivati molto utili.

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