Molotov, storia di terrorismo immaginario

Cosa hanno in comune l’inchiesta giornalistica su una piazza, un’indagine su una molotov abbandonata davanti alla questura e le intromissioni della politica e dei poteri forti sulla libertà di stampa? È l’estate del 2012 quando Margherita, una giornalista professionista, viene indagata dalla Digos. Prima per un procurato allarme al Comune di cui scrive cronache quotidiane, poi per una molotov indirizzata alla Questura.

In pochi giorni, Margherita, da indagatrice si ritrova indagata, con tanto di prelievo di impronte, interrogatori e analisi del Dna. Un vortice che cambia la sua vita e inevitabilmente anche la sua visione delle cose. Una tra le tante storie vere di libertà di stampa negate in questo Paese, dove il potere spesso si muove nell’ombra e si tutela mettendo il bavaglio.

In questo libro, l’autrice, Rosamaria Aquino, racconta se stessa e una spiacevole vicenda che l’ha pesantemente condizionata, al punto da costringerla a cambiare città, e l’ha professionalmente menomata, per poi farla rinascere dalle sue stesse ceneri e farla tornare più forte di prima. “Molotov, storia di terrorismo immaginario” non è un romanzo. È una presa diretta. Una giornalista giovane e in gamba. Retta, seria. Ama il suo lavoro malgrado mille problemi – precariato su tutti – sempre alla ricerca della verità. Considera l’informazione obbiettiva un dovere assoluto.

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Indaga, denuncia, lotta. Viene apprezzata finché non porta alla luce una disonestà dilagante, marcia, profonda. A questo punto diviene scomoda. Bastano false prove ed omertà per farla precipitare in un incubo. Diventa l’imputata, il capro espiatorio di un sistema corrotto alle fondamenta. Deve di nuovo lottare, questa volta per se stessa.

Molte opere trattano argomenti simili. Questa si distingue per uno stile rapido, senza fronzoli, quasi una sequenza di fotogrammi autobiografici espressi con l’esasperazione di chi sente la propria coscienza calpestata, per aver tentato – per dirla alla Marco Tullio Giordana – di “lasciare il mondo un po’ migliore di come lo ha trovato”. Il libro è edito da Bao Pubblishing.

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