Orticaria e pomfi, cosa sono e cosa fare

Orticaria e pomfi, cosa sono e cosa fare

Parliamo di una reazione tanto diffusa: orticaria e pomfi. L’orticaria è un’eruzione cutanea, localizzata o generalizzata, caratterizzata dalla comparsa di pomfi – rilievi della pelle che possono presentarsi con un’ampia variabilità di forme, rotondeggianti, ovali o irregolari, di dimensioni che vanno dal puntiforme ad alcuni centimetri di diametro, di colore bianco, rosa o rosso – e dalla presenza di prurito solitamente molto intenso. I pomfi, in genere, scompaiono rapidamente e senza lasciare traccia. Sono più o meno pruriginosi.

Hai capito bene. Le chiazze gonfie, che compaiono soprattutto in estate e sono piuttosto diffuse e frequenti tra i bambini, non hanno bisogno di un trattamento specifico, perché il più delle volte l’eruzione si risolve spontaneamente e in pochi giorni. Esiste una vasta letteratura scientifica che collega un’allergia a farmaci o ad alimenti all’orticaria, ma non è sempre così. Considera che l’orticaria è molto frequente e nella maggior parte dei casi si risolve rapidamente e senza alcun tipo di conseguenza. Sono numerosi i fattori che possono provocarla.

Come accennavo poco prima, nella stragrande maggiorana dei casi, è data da allergie o intolleranze ad alimenti come crostacei, alcuni pesci, fragole, noci, uova, latte, pomodori, cioccolato, nocciole, additivi e coloranti contenuti nei cibi e molto altro. In linea di massima i cibi cotti inducono meno l’insorgenza dell’orticaria rispetto a quelli crudi.

Oltre ai cibi, possono causare orticaria i farmaci come determinati antibiotici, alcuni antinfiammatori e antidolorifici, il contatto con alcuni tessuti, l’inalazione di polveri e pollini, ma anche fattori psicologici come tensione emotiva e stress, stimoli fisici come il caldo, il freddo, il sole, l’affaticamento fisico, l’associazione con infezioni batteriche, virali, micotiche e parassitarie o la correlazione con alcune patologie preesistenti di natura ad esempio endocrina e autoimmunitaria.

È una vera e propria patologia cutanea: infatti si manifesta con un evidente sfogo caratterizzato da pomfi rosati o rossi a livello epidermico molto pruriginosi. Vere e proprie lesioni della pelle che possono rimanere circoscritte in una determinata zona o diffondersi su tutto il corpo e che si sviluppano tipicamente a livello soltanto superficiale. Può capitare, però, che le macchie vadano associate a reazioni edematose degli strati più profondi della cute e del sottocute: angioedema.

Cosa fare in caso di orticaria

Per individuare la causa scatenante dell’orticaria con certezza scientifica è necessario sottoporre la persona colpita dal sintomo (perché, sia chiaro, l’orticaria non è una malattia, bensì solo un sintomo) dalla manifestazione cutanea ad accurati esami di laboratorio e strumentali. Può accadere che non si riesca comunque a risalire alla vera eziologia del disturbo ed in questo caso l’orticaria viene definita “idiopatica”. Sì, in medicina c’è sempre un nome per tutto

Bisogna sempre distinguere tra orticaria acuta e cronica. Nell’orticaria acuta gli episodi durano meno di sei settimane e la causa va ricercata in un’infezione di tipo virale o batterico, contratta anche un paio di settimane prima della comparsa degli sfoghi. L’eruzione cutanea, insomma, si verifica rapidamente, diventa più grave dopo otto-dodici ore e poi si risolve spontaneamente entro un giorno al massimo due.

Di orticaria cronica, invece, si parla quando l’eruzione persiste per un tempo superiore e dipende raramente da una causa allergica. Può capitare anche che i test allergologici evidenzino degli anticorpi prodotti dallo stesso organismo contro i suoi componenti: si tratta in questi casi di una patologia di tipo autoimmunitario, che potrebbe nascondere la presenza di altre malattie di origine autoimmune, come la celiachia.

Quante tipologie di orticaria sono state classificate? Almeno cinque. C’è l’orticaria dermografica che provoca molto prurito e il grattarsi provoca l’ulteriore comparsa di pomfi: inizia improvvisamente ed è una forma di orticaria cronica. C’è l’orticaria colinergica, dovuta a un’eccessiva sudorazione, all’applicazione di medicazioni occlusive, a bagni caldi, a febbre o anche a un momento di ansia o di concentrazione.

Esiste l’orticaria-angioedema da freddo, provocata dalla reazione della pelle a una ridotta temperatura ambientale. L’orticaria da contatto, la “risposta” al contatto di una determinata sostanza con la pelle e può essere di origine allergica o non allergica, come la reazione urticante ad alcune piante o animali o farmaci, e l’orticaria vasculitica, associata all’infiammazione dei vasi sanguigni.

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Eliminare l’agente scatenante

Ma quali sono i rimedi più consigliati per trattare l’orticaria? Naturalmente quando si riesce ad identificare la causa di questa reazione dermatologica, la terapia si basa essenzialmente sull’eliminazione dell’agente scatenante. Quando, invece, ci si trova di fronte ad un’orticaria idiopatica e non è possibile ricorrere ad un trattamento mirato (perché sostanzialmente si brancola nel buio) il paziente deve essere curato con una terapia che risulti efficace nell’alleviare il prurito intenso e fastidioso.

Nella maggioranza dei casi, l’orticaria regredisce spontaneamente, senza bisogno di cure con farmaci. Ci sono casi, tuttavia, in cui la dermatosi può essere più violenta e generare invalidanti attacchi di prurito. Si consiglia di non grattarsi mai, perché sfregando viene favorita la sintesi di istamina, responsabile dei pomfi. Può capitare, inoltre, che in alcuni casi il medico suggerisca una terapia antistaminica o addirittura con cortisonici.

Ci sono tuttavia rimedi naturali efficaci che consentono di alleggerire di molto i sintomi di un’orticaria, soprattutto quando questa è in forma lieve. Tra questi: annoveriamo i bagni di acqua calda o fredda, con bicarbonato di sodio e farina di avena (se non si dispone della farina, va bene anche solo il bicarbonato di sodio), l’aloe vera (il cui gel allevia l’infiammazione e attenua il senso di prurito), gli oli essenziali di lavanda, di camomilla, di sandalo o di melissa, e la vitamina C (un lavaggio con acido ascorbico e bicarbonato di sodio ha un effetto antistaminico, ma anche la normale assunzione ha quasi lo stesso effetto).

In questi casi, si rivelano ottime anche la calendula e il biancospino, grazie alla quercitina, oltre alle radici di liquirizia, zenzero e curcumina. Invece, quando è lo stress la causa dell’orticaria, potresti prendere in considerazione anche l’idea di regalarti momenti di relax con dello yoga o percorsi di respirazione e meditazione. L’alimentazione resta uno degli aspetti più importanti nel caso di orticaria, per cui è bene individuare quanto prima l’alimento al quale si è intolleranti se non allergici, così da poter varia opportunamente la propria dieta.

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