Pronto? Sto facendo la Tac al Cardarelli

Pronto? Sto facendo la Tac al Cardarelli

Arriva in pronto soccorso con un forte mal di testa, viene mandata a fare una Tac d’urgenza, nonostante il regolamento lo vieti espressamente introduce il telefono nell’apparecchiatura e risponde anche ad una telefonata: “Pronto? Sto facendo la Tac al Cardarelli”. Una bufala? Per nulla. Una storia al limite del paradosso e del tragicomico. Ignoranza? Dipendenza?

Specchio del tempo. Succede all’Ospedale Cardarelli di Napoli, dove i medici mandano la signora di cui non vengono rese note le generalità (altrimenti bisognerebbe assegnarle un oscar!) in neuroradiologia per effettuare la Tac d’urgenza. I tecnici addetti la sistemano davanti all’apparecchiatura per l’esame e, proprio mentre stanno per scattare la foto, vedono la sagoma del teschio della donna con un cellulare all’orecchio. La foto viene scattata e l’immagine mostra chiaramente la scena. Paradossale? No, pazzesca.

Davanti alla vicenda, non si sa se ridere o piangere. Non si potrebbe fare, ma siamo in Italia. Sì, non a Napoli. In Italia. Perché Napoli non è diversa da Torino o da Milano. I medici del Cardarelli di Napoli, nosocomio partenopeo tra i più importanti d’Italia, riprendono la signora facendole notare che il regolamento vieta espressamente ai pazienti di portare lo smartphone e altri oggetti metallici con sé quando effettuano degli esami, e l’immagine scattata dai tecnici parla chiaro.

Non era mai successo prima d’ora. Infatti, la foto finisce in internet e diventa virale. L’esame, senza smartphone, poi, è stato effettuato regolarmente e per fortuna non sono state riscontrate patologie. Ma quello che è successo, per dirla con le parole del primario, il professor Mario Muto, “è paradossale. Eppure è accaduto davvero. La signora stava parlando al telefono durante la Tac”.

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La donna, poi, si è scusata: “L’avevo portato con me per sbaglio”. La realtà è evidente e sotto gli occhi di tutti. Direi che è innegabile: allo smartphone non si rinuncia mai, neanche se ci si sottopone ad una Tac. Secondo me è questo quello a cui deve aver pensato la signora che oggi, in preda a fortissimi dolori da emicrania, si è sottoposta con urgenza alla Tac neuroradiologica nell’ospedale di Napoli ed è riuscita a non dimenticare di portare con sé il telefonino, l’unico oggetto che nessuno di noi vuol vedere quando ha il mal di testa.

La donna, eludendo le norme che impongono di non tenere oggetti metallici durante l’esame, non ha rinunciato a usare lo smartphone. Dimenticanza o dipendenza da cellulare? Ormai è sempre più difficile fare a meno dello smartphone. Lo utilizziamo in ogni fase della nostra vita. Quando c’è da attendere per il passaggio dell’autobus, prima di andare a dormire ed è la prima cosa che guardiamo la mattina.

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