Nella sezione Cure Naturali avrai modo di scoprire quali sono e come vanno usati i più efficaci rimedi che la natura ci mette a disposizione per vivere in salute, per integrare vitamine e minerali, per curare o alleviare patologie, ma soprattutto per prevenire patologie croniche o acute

Marijuana ad uso terapeutico: a cosa serve e cosa cura

La legalizzazione della marijuana ha travolto gli Stati Uniti d’America, l’Uruguay (che ha introdotto l’uso ricreazionale e che grazie alla legalizzazione è riuscita a sconfiggere il narcotraffico e ad abbassare le tasse per i cittadini), ha arricchito per decenni e continua ad arricchire l’Olanda (che vorrebbe voltarle le spalle ma sa che non le conviene). Avrebbe potuto contribuire fortemente a risanare il debito pubblico italiano e invece ha fatto fare soldi a palate solo alle mafie… Nel mondo ormai si assiste ad una esplosione del mercato della cannabis e stanno aumentando anche le Spa e i centri wellness che usano il cannabidiolo per massaggi, oli , latte e succhi oltre che per meditazione, agopuntura, pilates e yoga.

Questa volta parliamo di marijuana ad uso terapeutico. Quanta ipocrisia c’è intorno a questa pianta, anche per l’uso terapeutico… Affrontare l’argomento crea imbarazzo in molte persone, stupore e preoccupazione in altre, fa addirittura saltare i nervi a politici, pseudo-tali e a tutto il mondo legato a potentati economici come produttori di carburanti, case farmaceutiche, costruttori di automobili e motociclette e di materiali edili. Questi sentimenti ostili si spiegano in un modo molto semplice: la marijuana e la canapa non sono brevettabili e sono a disposizione dell’umanità.

Sono del mondo, di cui solo la Madre Natura è titolare. Chiunque ne potrebbe disporre e, quindi, potrebbero guadagnarci un po’ tutti. Tutti tranne le multinazionali che senza scrupoli ci stanno educando a distruggere il pianeta in cui viviamo. Ci stanno trasformando in un pericoloso virus, che distrugge qualunque cosa tocchi. Ma si sa, la vita su questa terra è ciclica e grazie ad internet alcune informazioni si ottengono e anche più rapidamente prima.

Questo non indifferente fattore, la velocità con cui si scambiano informazioni e con cui ci si può parlare, causa anche la velocizzazione anche di alcuni cicli. Ecco, a volte ritornano e quindi non c’è da stupirsi se questa pianta tanto bistratta e su cui sono state raccontate ogni genere di storie, nel Terzo Millennio si sta prendendo importanti rivincite. Il mio non è un invito a fumarla, ma a non demonizzarla. Poi, ognuno è libero di pensarla come vuole, a condizione che quando si apre bocca si parli con cognizione di causa. E purtroppo, sulla marijuana ad uso terapeutico, spesso non si parla con cognizione di causa.

La legalizzazione della marijuana ha travolto gli Stati Uniti d’America, l’Uruguay (che ha introdotto l’uso ricreazionale e che grazie alla legalizzazione è riuscita a sconfiggere il narcotraffico e ad abbassare le tasse per i cittadini), ha arricchito per decenni e continua ad arricchire l’Olanda (che vorrebbe voltarle le spalle ma sa che non le conviene). Avrebbe potuto contribuire fortemente a risanare il debito pubblico italiano e invece ha fatto fare soldi a palate solo alle mafie… Nel mondo ormai si assiste ad una esplosione del mercato della cannabis e stanno aumentando anche le Spa e i centri wellness che usano il cannabidiolo per massaggi, oli , latte e succhi oltre che per meditazione, agopuntura, pilates e yoga.

Yoga? Sì, la pioniera dello yoga con cannabis si chiama Dee Dussault, che insegna Ganja Yoga a San Francisco. Pare funzioni e, infatti, poco dopo anche il 420 Fight Club di New York, a Washington Square, ha deciso di combinare le arti marziali con il consumo di cannabis per meditare. Il Los Angeles Times, invece, ha ribattezzato “l’Escoffier della marijuana” il fornaio del Love’s Oven di Denver, in Colorado: qui vengono sfornati biscottini salutari alla cannabis mentre, alla fine del 2015, grazie ai membri della famiglia di Bob Marley, arriva Marley Natural, semi di canapa e istruzioni su come si coltivano e si lavorano “nel rispetto della natura, responsabilità e umanità”.

Club e marijuana terapeutica: cosa si fa in Europa

E in Europa? Sono diversi i club della cannabis. Fra questi: Airam and La Maria di Barcellona, che offre ai soci anche massaggi, classi di yoga e Pilates, e Al Therme Laa Hotel & Spa, in Austria, dove i massaggi si fanno anche con olio di cannabis sativa. In Germania una importante sentenza, seppure scritta con molti “paletti”, ha iniziato col riconoscere gli importanti effetti curativi della marijuana. La corte amministrativa di Colonia, il 22 luglio 2014 ha riconosciuto per la prima volta il diritto dei malati cronici a coltivare cannabis per uso terapeutico. Parliamo solo di situazioni eccezionali. Il pronunciamento dei giudici, che hanno concesso l’autorizzazione per la coltivazione a uso terapeutico in tre casi, è in effetti limitato a situazioni eccezionali, con condizioni piuttosto restrittive.

Innanzitutto deve essere dimostrato che nessun altro antidolorifico abbia effetto sul paziente e poi può ricorrere alla coltivazione diretta solo chi non ha la facoltà di acquistare in farmacia prodotti con estratto di cannabis. Quindi, resta inalterato il divieto generale di piantare cannabis per i privati. In Spagna si assiste frequentemente a tentativi per nulla velati di legalizzazione, almeno all’interno di club in cui i soci possono coltivare e fumare. E mentre in Europa se ne parla e basta, con l’adesione di New York, nel 2015 sono 23 gli Stati americani che hanno legalizzato l’uso medico della marijuana.

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L’uso terapeutico dei cannabinoidi in Italia è pienamente legittimo in tutte le regioni, alcune però si fanno carico dei costi attraverso il Servizio Sanitario Regionale, sgravando il paziente dall’onere economico. Dal 2 maggio 2011 la Toscana va incontro ai pazienti che fanno richiesta di farmaci cannabinoidi, seguita dal Veneto che ha autorizzato la distribuzione gratuita di farmaci a preparati galenici, e dalla Liguria che nell’estate 2012 ha approvato una legge per l’erogazione di queste medicine per scopi terapeutici; le Marche, anche in Friuli Venezia Giulia in cui viene concessa a carico del Sistema Sanitario Regionale, e infine la Puglia, garantiscono il rimborso delle cure a base di derivati da cannabinoidi.

L’Abruzzo è diventata proprio in questi giorni la settima regione a prevedere la prescrizione dei cannabinoidi a fini terapeutici direttamente dai medici di base. E’ importante sapere che la questione dei farmaci derivati dalla cannabis è al centro di un dibattito che vede pareri contrastanti sul loro impiego. Chi osteggia la terapia, sia negli ambienti politici, ma anche nella società, ne mette in dubbio la validità scientifica, ed è preoccupato per un possibile dilagare delle droghe leggere. Tabù difficili da smuovere associano la cannabis a quella droga che, seppur definita “leggera”, condurrà inevitabilmente i suoi utilizzatori nella spirale della dipendenza da droghe pesanti.

A questo punto è doveroso essere rigorosi nella distinzione tra terapia e uso ricreativo della cannabis, perché sono i dosaggi impiegati a fare la differenza, non i principi attivi in sé. Tutto si riconduce ai problemi culturali, quindi? Forse. In Italia non c’è la cultura diffusa della cannabis terapeutica, e si avanza con passi incerti quando ci si interroga sugli effetti collaterali. In conseguenza di questo, la terapia con cannabinoidi viene utilizzata in alternativa ai cosiddetti farmaci “di prima scelta” quando questi ultimi non diano gli effetti attesi sui pazienti. Da anni si stanno facendo sempre più studi anche sulla cannabis usata a scopo terapeutico e farmaci a base di estratti di questa pianta sono usati per contrastare il dolore e gli spasmi muscolari nella sclerosi multipla e nella sclerosi laterale amiotrofica e contro il dolore cronico in generale.

Gli studi esistono anche su altre patologie: si va da ricerche sull’azione positiva della cannabis sui disturbi del sonno a valutazioni scientifiche sul ruolo della cannabis nel trattamento di alcune forme di cancro. Si sono valutati gli effetti anche sul mal di mare. Ma se l’uso terapeutico della cannabis trova sempre più conferme scientifiche, non mancano ostacoli pratici, soprattutto in Italia, dove i farmaci a base di cannabinoidi non sono prodotti e debbono essere importati, con costi e trafile burocratiche complesse. Inoltre, il quadro è disomogeneo e varia da regione a regione.

Per prima cosa è necessario far chiarezza: c’è una grossa differenza tra i principi attivi impiegati a scopo terapeutico, e quelli impiegati per uno ricreativo. Sono due i principi attivi della cannabis presi in causa: il Thc (delta 9-tetraidrocannabinolo), che se abusato provoca effetti psicotropi e può portare all’abuso della sostanza (ma che se dosato correttamente porta sollievo a diversi disturbi), e il cannabidiolo, il quale non causa psicotropia, dispone di rilevanti proprietà farmacologiche e antinfiammatorie, e che secondo dati clinici e sperimentali non produce rilevanti effetti collaterali.

Marijuana proprietà e benefici dei principi attivi

Entrambi i principi vengono quindi usati nelle terapie che coinvolgono la cannabis, ma il dosaggio del Thc è calibrato in modo che gli effetti psicotropi vengono controllati dal cannabidiolo conferendone maggiore tollerabilità. Il Thc, infatti, è efficacemente impiegato da diversi anni contro la nausea (come anti-emetico) e per stimolare l’appetito in pazienti che soffrono di disturbi alimentari, pazienti oncologici in cura chemioterapica, pazienti con Aids conclamata. Insomma, non fa poi così male la marijuana ad uso terapeutico.

Quindi combinando Thc e cannabidiolo con metodo scientifico si possono ottenere gli effetti terapeutici importanti. Come? I farmaci cannabinoidi agiscono sui recettori del cervello, combattono e prevengono le infiammazioni cerebrali. Nei recettori CB1 preservano le funzioni cognitive e ostacolano il rischio di eccitotossicità, nei CB2 tutelano il cervello dalla neuro infiammazione causata dall’accumulo di placca la quale porta morte cellulare.

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Le patologie su cui la somministrazione di farmaci di derivazione cannabinoide ha riportato miglioramenti sono numerose: pazienti colpiti dalla sclerosi multipla, da mielo-lesioni, dolori neuropatici, artrite reumatoide, Parkinson e pazienti oncologici provano sollievo a seguito dell’assunzione di questi farmaci.

I cannabinoidi inoltre vengono impiegati per il controllo della rigidità muscolare. E un recente studio ne ha messo in luce l’efficacia nella prevenzione e nel trattamento dell’Alzheimer (considerato da alcuni studiosi conseguenza di una neuro infiammazione cronica) e altre infiammazioni cerebrali.

Il farmaco viene importato sotto forma di infiorescenze (Bedrocan, usato anche per stimolare l’ appetito), o il Sativex che costa dai 35-40 euro per il primo dosaggio, e 740 euro per tre boccette. Il Sativex è uno spray orale, il cui principio attivo di base è derivato della cannabis, efficace per il dolore neuropatico.

Oggi si sta testando il Sativex attraverso studi clinici per il trattamento di una forma aggressiva di cancro al cervello, e si è rivelato più efficace del placebo per combattere il dolore, migliorare la qualità del sonno e di conseguenza alleviare anche la gravità della condizione clinica del paziente. Pur essendo ben tollerato però, non è stata raggiunta una rilevanza statistica sufficientemente alta, la cosiddetta “significatività statistica” valida per concludere i test. Insomma, sarebbe da sdoganare la marijuana ad uso terapeutico.

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Glucosamina questa sconosciuta per i nostri muscoli

La sua accettazione come terapia medica non è generale, è accettata principalmente dalla naturopatia e dalla fitoterapia, ma molti pazienti che l’hanno usata secondo gli schemi medici proposti individualmente anche per altre patologie tendineo-infiammatorie hanno riferito benefici. Il suo utilizzo sembra essere sicuro, ma a parere della comunità scientifica non c’è ancora prova evidente circa la sua efficacia. Altrettanto vero è che molti naturopati, osteopati e fisioterapisti consigliano di usare la glucosamina certi della sua efficacia.

Ad ascolatre cosa si dice in giro, viene da esclamare: glucosamina questa sconosciuta! Sopra i trentanni, lo stress quotidiano, gli eccessi alimentari, l’alcol, il caffè e quant’altro, si possono iniziare ad avvertire acciacchi di natura articolare. Ci sono tanto modi per contrastarli. Ovviamente, molto dipende dopo quanto tempo si interviene, se si fa prevenzione. La glucosamina, sia solfato sia vegetale, può essere un valido aiuto. Cominciamo col dire cos’è e a cosa serve, visto che non tutti lo sanno, ma che tutti hanno diritto ad essere informati. La glucosamina è uno zucchero, per la precisione è uno zucchero amminico, ed è uno dei principali precursori della sintesi delle proteine glicosilate e dei lipidi.

Si ricava, tramite l’idrolisi dei gusci dei crostacei, è venduta commercialmente (glucosamina solfato, glucosamina vegetale, glucosamina cloridrato) ed è uno dei maggior componenti del guscio dei crostacei e di altri artropodi, nei funghi e molti organismi superiori ed è uno dei più abbondanti monosaccaridi. È anche uno dei componenti del lipopolisaccaride dei batteri gram negativi. Siccome è un precursore dei glicosaminoglicani, che sono il principale componente della cartilagine articolare umana, la glucosamina supplementare dovrebbe (uso il condizionale perché ogni individuo reagisce in modo differente) aiutare a ricostruire la cartilagine e curare l’artrite. In genere, viene utilizzata come trattamento per l’osteoartrite.

La sua accettazione come terapia medica non è generale, è accettata principalmente dalla naturopatia e dalla fitoterapia, ma molti pazienti che l’hanno usata secondo gli schemi medici proposti individualmente anche per altre patologie tendineo-infiammatorie hanno riferito benefici. Il suo utilizzo sembra essere sicuro, ma a parere della comunità scientifica non c’è ancora prova evidente circa la sua efficacia. Altrettanto vero è che molti naturopati, osteopati e fisioterapisti consigliano di usare la glucosamina certi della sua efficacia.

Negli Stati Uniti non è stata approvata dalla Food and drug administration per l’uso medico nell’uomo, ma siccome è classificata come integratore alimentare, le prove di sicurezza ed efficacia non sono richieste, finché non è considerata come cura per il trattamento dell’osteoartrite. In Europa la glucosamina è approvata come farmaco ed è venduta nella forma di glucosamina solfato. Per fare un altro, ultimo, esempio: è usata anche largamente in medicina veterinaria come integratore. E io che penso? L’ho usata e ho riscontrato dei benefici, per questo ne parlo. Ho imparato a fidarmi dei medici in genere (si incontrano anche bravi professionisti…) solo diffidandone e studiando prima di incontrarli.

Il dosaggio tipico di glucosamina è di 1.500 milligrammi al giorno, che in genere vengono suddivisi in due compresse da 750 milligrammi o tre da 500 milligrammi ciascuna. Essa contiene un gruppo amminico che è caricato positivamente al pH fisiologico. L’anione incluso nel sale può variare. Le forme normalmente vendute sono glucosamina solfato, la glucosamina cloridrato e la glucosamina vegetale. La percentuale di principio attivo presente in 1.500 milligrammi di sale di glucosamina dipende da quale anione è presente e se sali aggiuntivi sono inclusi nel calcolo del produttore.

La glucosammina è spesso venduta in combinazione con altri supplementi come il solfato di condroitina e il metilsulfonilmetano, più conosciuto come Msm. Studi clinici sulla glucosamina hanno concluso che sembra essere sicura. Siccome è di solito derivata dai crostacei, chi è allergico dovrebbe evitarla. Per la verità, anche su questo aspetto, gli studiosi sono divisi: c’è anche chi sostiene che siccome glucosamina è derivata dai gusci degli animali, mentre l’allergene è nella loro carne, l’utilizzo è probabilmente sicuro anche per coloro che sono allergici ai crostacei. Non è così.

Le varie fonti di glucosamina alternative disponibili

Fonti alternative sono disponibili usando la fermentazione fungale del mais. Preoccupazione che, invece, appare più reale è che il supplemento di glucosamina potrebbe contribuire al diabete interferendo con la normale regolazione della sintesi di esosammina, ma parecchie ricerche non hanno evidenziato ciò. In Usa si stanno conducendo studi sull’impiego di glucosamina negli obesi, poiché essi possono essere particolarmente sensibili agli effetti sull’insulino-resistenza.

Nel caso specifico della glucosamina solfato, i prodotti in commercio sono tanti e, a dirla fino in fondo, i prezzi non sono per nulla economici. Fattore che lo accomuna agli altri rimedi naturali. Per fortuna, però, come nella maggior parte dei casi, c’è una soluzione più o meno a buon mercato e di qualità. Se con il consulto del medico si è deciso di intraprendere la strada della glucosamina solfato, si può chiedere direttamente al farmacista di fiducia di preparare le compresse. E se non avete un farmacista di fiducia, rivolgetevi pure ad una qualunque farmacia dotata di laboratorio, vi prepareranno le compresse da 750 milligrammi (in genere se ne assumono due al giorno).

La glucosamina solfato, o il solfato di glucosamina, è un integratore utile a favorire la funzionalità delle cartilagini, indicato per giovani e anziani e sportivi. Un po’ meno alle persone in sovrappeso. Si usa in genere per curare disturbi osteoarticolari, quali dolori alle ginocchia, mal di schiena, articolazioni rigide e doloranti, sono causati principalmente dal deterioramento della cartilagine. E poi c’è anche la glucosamina vegetale, una forma non derivata dagli animali né dai crostacei. Ogni produttore, in questo caso, vende un prodotto brevettato…

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Non va dimenticato che la cartilagine articolare è un tessuto connettivo di sostegno costituito da due fasi: una solida, costituita da condrociti, collagene, proteoglicani e acido ialuronico, e una liquida, costituita di acqua per circa il 70%, elettroliti e fluidi. I condrociti sono cellule che, oltre a produrre continuamente collagene e proteoglicani, producono anche gli enzimi, come l’elastasi e la ialuronidasi, che hanno il compito di favorire la degradazione del vecchio collagene e dei proteoglicani danneggiati. Non a caso, la glucosamina lavora molto bene con la condrotina.

Il tessuto cartilagineo è elastico e resistente alla pressione e alla trazione, ma con scarsissime capacità rigenerative. Quando, per i più svariati motivi, si esercita un sovraccarico sulle articolazioni, la cartilagine secerne liquido sinoviale dentro la capsula, che viene riassorbito dalla cartilagine quando la pressione si riduce. La cartilagine agisce da “cuscinetto” e favorisce lo scorrimento delle ossa, ma va incontro a un processo di demolizione e sostituzione: se l’equilibrio tra questi due processi viene a mancare, la demolizione avviene con rapidità maggiore rispetto alla sintesi di nuovo tessuto. E ovviamente, si avverte dolore e rigidità articolare. Di seguito ti mostro alcuni ottimi integratori di glucosamina o misti, ma sempre a base di glucosamina. Li ho selezionati per te e puoi decidere di acquistarli direttamente dal blog, in sicurezza e con la formula soddisfatti o rimborsati.

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Come disintossicarsi in appena 15 giorni con enterosgel

E’ un prodotto sicuro perché non viene assorbito dall’apparato digerente ed entro dodici ore è completamente eliminato dal corpo. Ci sono però delle avvertenze da rispettare: non mettere mai in frigorifero, finire sempre la confezione prima che si secchi, bere tanta acqua durante l’assunzione per il rischio di stitichezza nei primi giorni e per il rischio disidratazione nei periodi particolarmente caldi. Personalmente, lo uso su consiglio del un mio medico che è un esperto naturopata e conosce bene i protocolli d’uso, quelli che vanno oltre il bugiardino. I benefici iniziano a vedersi dopo una settimana dall’inizio della cura disintossicante.

La domanda ce la poniamo in tanti: come disintossicarsi in 15 giorni? In questo post ti parlo di un efficace, ma molto efficace, prodotto detossificante. Uno di quei rimedi che, con i livelli di stress odierni e con la cattiva alimentazione, oltre all’inquinamento che ci circonda, si rivela di sicuro aiuto. Aiuta a disintossicarsi completamente in appena quindici giorni. Uno di quei farmaci che non è un farmaco, ma quel che è più importante è che disintossica profondamente, non ha effetti collaterali e paradossalmente è venduto ad un prezzo ragionevole: poco meno di venti euro a tubetto (una cura impegnativa richiede al massimo tre tubetti). Si chiama Enterosgel e la sua storia è singolare.

Enterosgel è un supplemento a base di silicio organico che mira a rimuovere le sostanze tossiche dal corpo. Si trova facilmente in farmacia, senza ricetta. Realizzato da scienziati russi, per molti anni è stato utilizzato principalmente nell’esercito per disintossicare dalle radiazioni. E’ utilizzabile in diversi ambiti: dermatologia, gastroenterologia, ginecologia, epatologia, chirurgia, oncologia, psichiatria, odontoiatria, urologia. E’ adatto nei casi di allergie e per la disintossicazione del corpo, nelle cure dimagranti e nei trattamenti delle tossicodipendenze. Protegge l’organismo dagli effetti nocivi dell’alcool.

Enterosgel si presenta come un morbido gel incolore, inodore e insapore. Può essere assunto in due modi, ma sempre utilizzando un cucchiaino di plastica e mai di metallo: direttamente in bocca o facendolo sciogliere in 200 millilitri d’acqua, portata ad ebollizione e poi raffreddata. Si tratta di un gel che crea una struttura porosa molecolare (simile a una spugna), in grado di legare e rimuovere nel tratto digerente le sostanze tossiche, soprattutto medio-molecolari (composti tossici, prodotti di degradazione, colesterolo, prodotti tossici che danneggiano la mucosa dello stomaco e del tratto intestinale, allergeni, germi e virus). Ripristina la flora intestinale naturale, non si lega con oligoelementi ed altre sostanze utili e non ha effetti collaterali.

E’ un prodotto sicuro perché non viene assorbito dall’apparato digerente ed entro dodici ore è completamente eliminato dal corpo. Ci sono però delle avvertenze da rispettare: non mettere mai in frigorifero, finire sempre la confezione prima che si secchi, bere tanta acqua durante l’assunzione per il rischio di stitichezza nei primi giorni e per il rischio disidratazione nei periodi particolarmente caldi. Personalmente, lo uso su consiglio del un mio medico che è un esperto naturopata e conosce bene i protocolli d’uso, quelli che vanno oltre il bugiardino. I benefici iniziano a vedersi dopo una settimana dall’inizio della cura disintossicante.

Enterosgel è un dispositivo medico enteroadsorbente “selettivo” che ha origine nella lontana Unione Sovietica. E’ stato creato dal Ministero della Difesa sovietico all’epoca degli scenari di guerra nucleare-biologico-chimica Urss-Usa e successivamente convertito a uso medico civile. La nascita del prodotto risale alla fine del 1970, quando nei team dei ricercatori militari prese piede l’idea di sviluppare una nuova molecola a base di silicio in risposta ai diversi punti deboli propri degli enteroadsorbenti disponibili sul mercato a quel tempo. Il Ministero della Difesa dell’Urss, assegnatario dell’incarico di sviluppare la nuova molecola, avviò immediatamente la sperimentazione sui pazienti di quattro ospedali di stato – Tashkent, Kiev, Vilnius e Dushanbe – conducendo studi per il trattamento di epatite, infezioni intestinali, avvelenamento, complicanze postoperatorie e ustioni, testandolo su oltre cinquemila casi.

Successivamente, in occasione della guerra russo-afgana dal 1979 al 1989), Enterosegel si dimostra efficace. In particolare, in occasione del disastro radioattivo di Chernobyl del 1986 fu somministrato per due anni al personale militare impiegato nell’area del quarto reattore, con risultati terapeutici definiti “ottimi nel 75% dei casi e comunque soddisfacenti nel restante 25%”. Una testimonianza video dell’epoca racconta le prove sulle modalità di somministrazione di Enterosgel e testimonia la sua efficacia.

“L’applicazione preliminare e di prova diretta sulla pelle – ha dichiarato nella video-intervista il dottor Alexander Khovanov – evitava la contaminazione da parte dei nuclidi radioattivi, mentre la sua rimozione provocava il ritorno della radioattività ai livelli prossimi a quelli dell’ambiente circostante al reattore. Successivamente abbiamo iniziato a somministrare Enterosgel anche per via orale in quanto, dopo solo due giorni di permanenza nell’area critica, tutti i soldati avevano accumulato livelli preoccupanti di radionuclidi nell’intestino a causa dell’assunzione di alimenti contaminati. La somministrazione di Enterosgel tre volte al giorno per via orale portava ad una diminuzione dell’accumulo di nuclidi radioattivi al di sotto dei livelli stabiliti per le situazioni di emergenza”.

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Con la dissoluzione dell’Unione Sovietica e l’acquisizione dell’indipendenza delle varie repubbliche nel 1991, cadde il segreto di Stato e venne avviata la produzione industriale di Enterosgel. Guna, la più importante azienda italiana nel settore della produzione e distribuzione di medicinali omeopatici (ma questo non è un prodotto omeopatico, ne ha recentemente assunto l’esclusiva commerciale per l’Italia, e l’ha lanciato sul mercato nazionale come potente disintossicante gastro-intestinale.

Questo gel inodore e insapore, privo di glutine, aromi e conservanti, presenta una struttura globulare porosa a base di silicio, capace di agire a livello gastro-intestinale “legando” selettivamente le sostanze tossiche con un determinato peso molecolare (non lega sali minerali, elettroliti, proteine e immunoglobuline, mantenendo quindi il totale equilibro organico) e rimuovendole naturalmente entro dodici ore dall’assunzione del prodotto.

Inoltre, enterosgel migliora il profilo immunitario generale dell’organismo e il decorso di diversi disturbi, in particolare delle diarree, anche infettive, di disturbi gastro-intestinali in genere e di malattie allergiche, e riduce l’effetto negativo dell’alcol in caso di abuso di bevande alcoliche.

Recenti studi clinici hanno dimostrato i risultati positivi ottenuti nella gestione della disbiosi, nel trattamento dell’ulcera gastrica, della dermatite atopica e dell’allergia respiratoria. Gli esami microbiologici su pazienti trattati per disbiosi hanno evidenziato la normalizzazione del microbiota intestinale nel 100% dei casi dopo una terapia complessa a base di un mix di medicinali, incluso enterosgel.

In questi pazienti la funzionalità enterica è risultata più efficiente in presenza di enterosgel e a cinque giorni dall’intervento è stato registrato un incremento di tre volte del livello di sIgA. Per quanto riguarda il trattamento dell’ulcera gastrica l’effetto positivo del prodotto è stato riportato in studi condotti presso l’Istituto di Ricerca di Linfologia Clinica e Sperimentale SB Rams di Novosibirskm e in sperimentazioni cliniche effettuate presso la Facoltà di Medicina dell’Università Statale Bogomolets di Kiev.

Il gel in questione si è dimostrato efficace nel controllo dei sintomi infiammatori, nel miglioramento del microcircolo ematico e linfatico e nell’eradicazione dell’Helicobacter pylori (Hp). Il gruppo di pazienti trattato con Enterosgel ha evidenziato la scomparsa più rapida dei sintomi clinici, con tempi medi di cinque giorni, con miglioramento del 38% rispetto al gruppo di controllo.

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Inoltre la completa eradicazione di Hp è stata ottenuta nel 66,6% dei casi nel gruppo trattato con enterosgel, 3,3 volte maggiore rispetto al Gruppo di controllo. Nel trattamento della dermatite atopica dei bambini è stato evidenziato un’efficacia nell’87,5% dei casi contro il 64,5% del gruppo di controllo, con una remissione clinica completa del 62,5% dei casi, contro il 42,9% del gruppo di controllo. Anche il periodo di esacerbazione è stato inferiore: dodici giorni contro venti. Ovviamente, non è concepito per fare i miracoli. Se ti stai chiedendo dove trovarlo, al fondo dell’articolo te lo dico.

In che cosa può essere d’aiuto il prodotto enterosgel?

Perdita di peso: è noto che nelle cure dimagranti aumentano le quantità di sostanze tossiche e di prodotti di scarto del metabolismo. Questo può creare spiacevoli condizioni di nausea, che possono portare al fallimento nel processo di perdita di peso. E’ particolarmente adatto come supplemento, in quanto aiuta ad eliminare dal corpo sostanze dannose.

Dermatologia: varie sostanze contenute negli alimenti sono spesso la causa di molte malattie ed eruzioni cutanee allergiche della pelle. Nella dermatite atopica (eczema dei bambini, neurodermite) e psoriasi l’uso di Enterosgel aiuta a ridurre il prurito. Allevia anche altri sintomi di infiammazione. Si lega agli allergeni e pertanto il suo uso come supplemento di disintossicazione sembra essere molto utile in problematiche di tipo dermatologico e “pelle sporca”.

Antibiotici: gli antibiotici distruggono la normale flora intestinale e i batteri patogeni; quando questi muoiono si riversano sulle endotossine intestinali. Nel caso in cui le endotossine vengano assorbite nel sangue, l’effetto è deleterio per tutto l’organismo, complicando e prolungando il processo di guarigione. Pertanto va preso 2-3 ore dopo l’assunzione di antibiotici. Agisce come una spugna ed assorbe le endotossine nel sangue. L’organismo diventa “pulito”, non appesantito e la guarigione avviene più rapidamente.

Gastrite: è adatto a problemi di ulcera, perché crea condizioni sfavorevoli per la crescita del batterio helicobacter pylori, che contribuisce significativamente alla comparsa di questa malattia. Aiuta ad asportare le tossine, permettendo una più rapida guarigione delle pareti colpite. in tal caso si deve prendere 3 volte al giorno, 30 minuti prima di un pasto (almeno 2 ore prima o dopo i farmaci).

Ginecologia: è consigliato come coadiuvante nel trattamento di infezioni vaginali (batteriche, virali e dovute a funghi) lievi, acute e croniche.

Gravidanza: rimuove le sostanze tossiche dal corpo attraverso il tratto intestinale, riducendo così il carico del fegato e dei reni, non privando la madre e il feto di vitamine, fermenti digestivi, aminoacidi e immunoglobuline. Quindi si può usare sia in gravidanze normali che in quelle più complicate.

Alcool: Lega l’alcool nel tratto gastrointestinale e aiuta la sua eliminazione dal corpo. E’ utile in tutti i casi in cui sia necessario sbarazzarsi degli effetti nocivi dell’alcool. Ma non solo. Aiuta nel diabete di tipo 2: in questi casi si consiglia di utilizzarlo tre volte al giorno.

Helminthoses: Infezioni da vermi, ascaridi, tenie. Questo gel porta all’eliminazione delle sostanze tossiche dal corpo, distruggendo i parassiti nel tratto digestivo e determinando la loro espulsione dal corpo, riducendo l’affaticamento dell’organismo.

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Botte e contusioni: con l’arnica non ci penserai più

L’arnica è diventata così il rimedio naturale per eccellenza degli sportivi. Il nome del genere potrebbe derivare da una alterazione del tardo-latino ptàrmica, a sua volta derivato dal greco ptarmikos (starnutatorio) con allusione alle proprietà starnutatorie connesse con l’odore della pianta. Altri autori però preferiscono partire dalla parola greca arnakis (pelle di agnello) facendo riferimento alla delicata tessitura delle sue foglie.

Se mi capita una contrattura o un’infiammazione, personalmente non uso farmaci di sintesi. Uso l’arnica. Pomata. L’arnica, o arnica montana, è una efficacissima erba medicinale della famiglia delle asteraceae, ghiandolosa, perenne, a fusto eretto e mediamente robusto, alta tra i 20 e i 60 centimetri, dai grandi capolini di colore giallo aranciato con caratteristici petali “spettinati” e dal gradevole odore aromatico.

La uso da tanni e devo dire che per le sue proprietà antinfiammatorie e analgesiche, è uno dei rimedi naturali più efficaci contro dolori muscoloscheletrici, artrite e piccoli traumi. In farmacia sono disponibili tantissimi prodotti a base di questa erba officinale: pomate, creme, unguenti, tinture madri, in cui si ritrovano i principi attivi della pianta, estratti da radici e fiori.

L’utilizzo a scopo salutistico dell’arnica è antico, risale almeno al XVI secolo. Le proprietà antiflogistiche, antidolorifiche e antiecchimotiche dell’arnica ne hanno fatto nel tempo una delle soluzioni più conosciute e apprezzate in fitoterapia contro le conseguenze dei piccoli infortuni.

L’arnica è diventata così il rimedio naturale per eccellenza degli sportivi. Il nome del genere potrebbe derivare da una alterazione del tardo-latino ptàrmica, a sua volta derivato dal greco ptarmikos (starnutatorio) con allusione alle proprietà starnutatorie connesse con l’odore della pianta. Altri autori però preferiscono partire dalla parola greca arnakis (pelle di agnello) facendo riferimento alla delicata tessitura delle sue foglie.

Formidabile è il potere antinfiammatorio e analgesico che l’arnica esercita nei confronti dei traumi, in particolare a carico dei tessuti molli superficiali. A contatto con la zona colpita, favorisce il riassorbimento dell’edema e riduce velocemente il dolore e il livido. L’impiego di quest’erba officinale è quindi quanto mai utile in caso di contusioni, distorsioni, piccole fratture, ma anche contratture, slogature, crampi muscolari.

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Meno nota, ma per certi versi ancora più interessante, è la capacità dell’arnica di alleviare il dolore e contrastare i sintomi invalidanti di alcune forme di artrosi. Risale al 2007 uno studio pubblicato su “Rheumatology International” che ha dimostrato come in queste circostanze l’uso topico dell’arnica riscuota gli stessi benefici dell’ibuprofene, diffusissimo farmaco antinfiammatorio non steroideo.

Questa pianta è spesso utilizzata come rimedio nella fitoterapia, nell’omeopatia e soprattutto nell’omotossicologia (in abbinamento ad altre piane). Un’infusione di foglie viene utilizzata come trattamento, per uso esterno, di traumi e contusioni, ma non deve essere utilizzata sulle ferite. In forma di crema o di tintura diluita, è utilizzata nei dolori reumatici e per l’alopecia.

In omeopatia, l’Arnica è utilizzata per dolori muscolari e nella cura a lungo termine di traumi, per shock, contusioni, strappi, artrite e dolori influenzali. Nel Regno Unito l’agenzia Medicines and Healthcare products Regulatory Agency (Mhra) ha registrato per prima un medicinale a base di arnica denominato Artrogel. Nell’omotossicologia risulta molto efficace Arnica comp della Heel, sia sotto forma di crema sia sotto forma di compresse.

Tutta la pianta (fiori e rizoma) contiene un glucoside (l’arnicina dalla formula CxHxO4) che è simile, come azione, alla canfora. Produce due differenti olii essenziali, uno localizzato nei fiori e l’altro nei rizomi essiccati. Dalla pianta si può estrarre anche fitisterina, acido gallico e tannino.

Le radici al gusto sono molto amare. Epoche particolari di raccolta: le foglie e i fiori in estate, i rizomi in settembre-ottobre. Durante la fioritura, viene utilizzata tutta la pianta. Fate attenzione, è velenosa. Se ingerita, la tintura non diluita può provocare tachicardia, enterite e persino un collasso cardiocircolatorio. Per queste proprietà, un tempo questa pianta era utilizzata come veleno.

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Alla scoperta delle qualità di un superfood chiamato alga spirulina

Un Superfood ricco e bilanciato che la natura ci offre da più di tre miliardi di anni, con una concentrazione eccezionale di micronutrienti che non si è mai vita in nessun cibo, pianta, erba o cereale. L’alga spirulina è ricchissima di proprietà e benefici e si può utilizzare per favorire il benessere dell’organismo, in particolare in alcune situazioni delicate o periodi particolari della propria vita. Ma cosa succede esattamente al nostro corpo assumendo ogni giorno il giusto quantitativo di spirulina?

Dalla notte dei tempi, tra i super alimenti annoveriamo l’alga spirulina. Alga azzurra unicellulare, nonostante il suo colore verde, la spirulina è a tutti gli effetti un super alimento consigliato per tutti e indicato soprattutto per quella tipologia di persone che hanno una dieta povera di proteine. Il nome di questa microalga verde-azzurra lunga appena mezzo millimetro deriva dal latino e significa “piccola spirale”: fa riferimento alla sua struttura a forma di spirale. Può essere di grande aiuto nella dieta.

Le alghe verdi-azzurre sono sin dall’inizio della vita sulla Terra alla base di tutta la catena alimentare e forniscono da sempre l’intero corredo nutrizionale a tutti gli organismi viventi superiori. La spirulina  è conosciuta in tutto il mondo come una delle più ricche fonti alimentari della natura. Con il 60% di contenuto proteico, ad alto valore biologico, la spirulina è fonte più completa e digeribile di proteine di qualsiasi altro alimento naturale. Le proteine della spirulina sono estremamente facili da digerire e da assimilare.

Ti starai giustamente chiedendo: perché dovrei assumerla? Le pareti delle cellule di quest’alga sono formate da muco-proteine di facile digeribilità perché si dissolvono completamente nell’apparato digestivo. La spirulina è una fonte completa di proteine nobili vegetali perché contiene tutti gli aminoacidi essenziali e non essenziali in proporzione ottimale. In parole povere, l’alga è ricchissima di fitonutrienti importanti come la ficocianina, i polisaccaridi, i solfolipidi, carotenoidi, varie vitamine, compresa la B12, acidi grassi essenziali come l’acido gamma linolenico, sali minerali ed enzimi in forma biodisponibile. Insomma, un superfood chiamato spirulina.

Un Superfood ricco e bilanciato che la natura ci offre da più di tre miliardi di anni, con una concentrazione eccezionale di micronutrienti che non si è mai vita in nessun cibo, pianta, erba o cereale. La spirulina è ricchissima di proprietà e benefici e si può utilizzare per favorire il benessere dell’organismo, in particolare in alcune situazioni delicate o periodi particolari della propria vita. Ma cosa succede esattamente al nostro corpo assumendo ogni giorno il giusto quantitativo di spirulina?

La spirulina possiede molteplici proprietà nutrizionali e terapeutiche grazie alle sostanze in essa contenute. La qualità delle sue proteine è elevata. Questo parametro si valuta in base alla presenza di amminoacidi che non vengono prodotti dall’organismo e devono essere necessariamente introdotti con la dieta. La spirulina contiene tutti e otto gli amminoacidi essenziali: fenilalanina, isoleucina, leucina, lisina, metionina, treonina, triptofano, valina. Gli acidi grassi essenziali in essa contenuta sono gli omega 3 e omega 6, che contrastano i livelli di colesterolo e trigliceridi.

Proprietà nutrizionali e i benefici di questo integratore

Ma quali sono le proprietà nutrizionali dell’alga spirulina? Ci sono diversi carboidrati, tra cui il ramnosio e il glicogeno. Le vitamine A, D, K e vitamine del gruppo B, oltre a sali minerali come ferro, sodio, magnesio, manganese, calcio, iodio e potassio. La spirulina è un integratore alimentare per sportivi e per chi vuole tenere sotto controllo il proprio peso. Ha un bassissimo contenuto calorico. Le proteine e vitamine contenute nell’alga spirulina svolgono un’azione tonificante ed energizzante. Riduce il senso di fame grazie al contenuto di fenilalanina che agendo a livello del sistema nervoso induce il senso di sazietà.

Essendo un alimento completo, ricco di vitamine e sali minerali fornisce il giusto apporto nutrizionalie anche alle donne in gravidanza e in allattamento. Grazie alla presenza di betacarotene, acido ascorbico e tocoferolo che insieme svolgono un effetto sinergico contrastando i radicali liberi. Previene i danni dell’invecchiamento favorendo memoria e concentrazione. La presenza di acidi grassi essenziali della serie omega 3 e omega 6 possiede un ruolo determinante nella riduzione del rischio cardiovascolare. In particolare l’acido alfa-linoleico, è un potente fluidificante del sangue, svolge un’azione antiinfiammatoria e abbassa i livelli di colesterolo.

Devi sapere che l’utilizzo alimentare della spirulina è molto antico. Pare risalga al tempo dei romani che la destinavano all’alimentazione delle popolazioni africane (spirulina platensis). Quest’alga era presente anche nella dieta delle civiltà precolombiane (spirulina maxima). Questa tradizione venne riportata dal “conquistador” spagnolo Cortés che nei primi anni del 1500 assoggettò l’impero Atzeco. Oggi gli integratori a base di spirulina sono molto in voga tra gli sportivi e tra chi desidera raggiungere in fretta il proprio peso forma o cerca un’alternativa naturale agli integratori multivitaminici, minerali e ricostituenti di sintesi.

Nel primo caso viene sfruttato l’elevato contenuto di vitamine e minerali che fungono da cofattori enzimatici per sostenere la produzione energetica durante uno sforzo muscolare particolarmente intenso. Gli sportivi possono avvantaggiarsi anche dell’ottimo apporto vitaminico della spirulina e delle sue preziose proprietà antiossidanti: l’attività fisica, pur migliorando i sistemi endogeni di smaltimento, produce molti radicali liberi.

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L’elevatissimo contenuto proteico – parliamo di 65-70 grammi per 100 grammi di alimento, contro i 20-25 di un taglio di carne magra – la rende un alimento particolarmente utile e nutriente anche per la popolazione sedentaria. Il buon profilo amminoacidico, può rappresentare un valido aiuto per coprire il fabbisogno di amminoacidi essenziali nelle persone che seguono una dieta vegetariana stretta o vegana. La sua particolare parete cellulare, priva di cellulosa e di tipo mucoproteico, le conferisce inoltre una buona digeribilità. La spirulina sembra possedere anche un certo effetto sul controllo dell’appetito: assunta prima dei pasti, accelera la comparsa del senso di sazietà.

Riepilogando. Questo super alimento che viene dalle profondità oceaniche, rende il sistema immunitario più forte. Stimola le naturali difese del nostro corpo e per questo c’è chi la assume in periodi particolarmente critici dell’anno (ad esempio in autunno-inverno per evitare il più possibile raffreddore e influenza). Dà maggiore energia: grazie alla presenza di vitamine A, B, C, E e sali minerali importanti come ferro, calcio, magnesio e potassio, la spirulina è un vero e proprio integratore che fornisce il giusto carburante al nostro organismo per funzionare al meglio e sentirsi bene. Per questo è molto apprezzata anche dagli sportivi.

Aiuta chi soffre di anemia può trarre beneficio da un’assunzione regolare di spirulina in quanto quest’alga è ricca di ferro tra l’altro facilmente assimilabile dall’organismo. Spesso si consiglia l’uso di spirulina a vegetariani o vegani in quanto è un’alga particolarmente ricca di amminoacidi. Un’assunzione giornaliera assicura dunque una maggiore probabilità di raggiungere il fabbisogno proteico necessario all’organismo. tra le caratteristiche più apprezzate di questa alga vi è la sua capacità di depurare. Utilizzarla quotidianamente, quindi, ci assicura anche un buon effetto disintossicante sul corpo.

Grazie ai principi attivi contenuti, se usata nel modo giusto e con una certa costanza, è in grado di riportare nella norma i valori del colesterolo. Ricca di sostanze antiossidanti che contrastano l’azione dei radicali liberi. Utilizzarla ogni giorno consente quindi di veder migliorata la salute delle propria pelle. Anche se si soffre di problemi legati al ciclo mestruale, la spirulina può venire in aiuto visto che contribuisce a regolarizzarlo e ad alleviare eventuali dolori. Secondo la teoria dei cibi acidi e di quelli alcalini, la spirulina va inserita in questi ultimi e dunque può aiutare a ristabilire l’equilibrio e la salute generale del corpo.

Si trova comunemente in commercio sotto forma di polvere o integratore. A seconda dell’uso che se ne vuole fare è consigliabile una versione piuttosto che l’altra. Se ad esempio intendiamo aggiungerla alle nostre preparazioni culinarie possiamo scegliere la polvere, mentre se cerchiamo un effetto più incisivo, marcato e forte è sicuramente consigliato assumerne dosi più elevate attraverso un integratore specifico in compresse.

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