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Alla scoperta delle qualità di un superfood chiamato alga spirulina

Dalla notte dei tempi, tra i super alimenti annoveriamo l’alga spirulina. Alga azzurra unicellulare, nonostante il suo colore verde, la spirulina è a tutti gli effetti un super alimento consigliato per tutti e indicato soprattutto per quella tipologia di persone che hanno una dieta povera di proteine. Il nome di questa microalga verde-azzurra lunga appena mezzo millimetro deriva dal latino e significa “piccola spirale”: fa riferimento alla sua struttura a forma di spirale. Può essere di grande aiuto nella dieta.

Le alghe verdi-azzurre sono sin dall’inizio della vita sulla Terra alla base di tutta la catena alimentare e forniscono da sempre l’intero corredo nutrizionale a tutti gli organismi viventi superiori. La spirulina  è conosciuta in tutto il mondo come una delle più ricche fonti alimentari della natura. Con il 60% di contenuto proteico, ad alto valore biologico, la spirulina è fonte più completa e digeribile di proteine di qualsiasi altro alimento naturale. Le proteine della spirulina sono estremamente facili da digerire e da assimilare.

Ti starai giustamente chiedendo: perché dovrei assumerla? Le pareti delle cellule di quest’alga sono formate da muco-proteine di facile digeribilità perché si dissolvono completamente nell’apparato digestivo. La spirulina è una fonte completa di proteine nobili vegetali perché contiene tutti gli aminoacidi essenziali e non essenziali in proporzione ottimale. In parole povere, l’alga è ricchissima di fitonutrienti importanti come la ficocianina, i polisaccaridi, i solfolipidi, carotenoidi, varie vitamine, compresa la B12, acidi grassi essenziali come l’acido gamma linolenico, sali minerali ed enzimi in forma biodisponibile. Insomma, un superfood chiamato spirulina.

Un Superfood ricco e bilanciato che la natura ci offre da più di tre miliardi di anni, con una concentrazione eccezionale di micronutrienti che non si è mai vita in nessun cibo, pianta, erba o cereale. La spirulina è ricchissima di proprietà e benefici e si può utilizzare per favorire il benessere dell’organismo, in particolare in alcune situazioni delicate o periodi particolari della propria vita. Ma cosa succede esattamente al nostro corpo assumendo ogni giorno il giusto quantitativo di spirulina?

La spirulina possiede molteplici proprietà nutrizionali e terapeutiche grazie alle sostanze in essa contenute. La qualità delle sue proteine è elevata. Questo parametro si valuta in base alla presenza di amminoacidi che non vengono prodotti dall’organismo e devono essere necessariamente introdotti con la dieta. La spirulina contiene tutti e otto gli amminoacidi essenziali: fenilalanina, isoleucina, leucina, lisina, metionina, treonina, triptofano, valina. Gli acidi grassi essenziali in essa contenuta sono gli omega 3 e omega 6, che contrastano i livelli di colesterolo e trigliceridi.

Proprietà nutrizionali e i benefici di questo integratore

Ma quali sono le proprietà nutrizionali dell’alga spirulina? Ci sono diversi carboidrati, tra cui il ramnosio e il glicogeno. Le vitamine A, D, K e vitamine del gruppo B, oltre a sali minerali come ferro, sodio, magnesio, manganese, calcio, iodio e potassio. La spirulina è un integratore alimentare per sportivi e per chi vuole tenere sotto controllo il proprio peso. Ha un bassissimo contenuto calorico. Le proteine e vitamine contenute nell’alga spirulina svolgono un’azione tonificante ed energizzante. Riduce il senso di fame grazie al contenuto di fenilalanina che agendo a livello del sistema nervoso induce il senso di sazietà.

Essendo un alimento completo, ricco di vitamine e sali minerali fornisce il giusto apporto nutrizionalie anche alle donne in gravidanza e in allattamento. Grazie alla presenza di betacarotene, acido ascorbico e tocoferolo che insieme svolgono un effetto sinergico contrastando i radicali liberi. Previene i danni dell’invecchiamento favorendo memoria e concentrazione. La presenza di acidi grassi essenziali della serie omega 3 e omega 6 possiede un ruolo determinante nella riduzione del rischio cardiovascolare. In particolare l’acido alfa-linoleico, è un potente fluidificante del sangue, svolge un’azione antiinfiammatoria e abbassa i livelli di colesterolo.

Devi sapere che l’utilizzo alimentare della spirulina è molto antico. Pare risalga al tempo dei romani che la destinavano all’alimentazione delle popolazioni africane (spirulina platensis). Quest’alga era presente anche nella dieta delle civiltà precolombiane (spirulina maxima). Questa tradizione venne riportata dal “conquistador” spagnolo Cortés che nei primi anni del 1500 assoggettò l’impero Atzeco. Oggi gli integratori a base di spirulina sono molto in voga tra gli sportivi e tra chi desidera raggiungere in fretta il proprio peso forma o cerca un’alternativa naturale agli integratori multivitaminici, minerali e ricostituenti di sintesi.

Nel primo caso viene sfruttato l’elevato contenuto di vitamine e minerali che fungono da cofattori enzimatici per sostenere la produzione energetica durante uno sforzo muscolare particolarmente intenso. Gli sportivi possono avvantaggiarsi anche dell’ottimo apporto vitaminico della spirulina e delle sue preziose proprietà antiossidanti: l’attività fisica, pur migliorando i sistemi endogeni di smaltimento, produce molti radicali liberi.

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L’elevatissimo contenuto proteico – parliamo di 65-70 grammi per 100 grammi di alimento, contro i 20-25 di un taglio di carne magra – la rende un alimento particolarmente utile e nutriente anche per la popolazione sedentaria. Il buon profilo amminoacidico, può rappresentare un valido aiuto per coprire il fabbisogno di amminoacidi essenziali nelle persone che seguono una dieta vegetariana stretta o vegana. La sua particolare parete cellulare, priva di cellulosa e di tipo mucoproteico, le conferisce inoltre una buona digeribilità. La spirulina sembra possedere anche un certo effetto sul controllo dell’appetito: assunta prima dei pasti, accelera la comparsa del senso di sazietà.

Riepilogando. Questo super alimento che viene dalle profondità oceaniche, rende il sistema immunitario più forte. Stimola le naturali difese del nostro corpo e per questo c’è chi la assume in periodi particolarmente critici dell’anno (ad esempio in autunno-inverno per evitare il più possibile raffreddore e influenza). Dà maggiore energia: grazie alla presenza di vitamine A, B, C, E e sali minerali importanti come ferro, calcio, magnesio e potassio, la spirulina è un vero e proprio integratore che fornisce il giusto carburante al nostro organismo per funzionare al meglio e sentirsi bene. Per questo è molto apprezzata anche dagli sportivi.

Aiuta chi soffre di anemia può trarre beneficio da un’assunzione regolare di spirulina in quanto quest’alga è ricca di ferro tra l’altro facilmente assimilabile dall’organismo. Spesso si consiglia l’uso di spirulina a vegetariani o vegani in quanto è un’alga particolarmente ricca di amminoacidi. Un’assunzione giornaliera assicura dunque una maggiore probabilità di raggiungere il fabbisogno proteico necessario all’organismo. tra le caratteristiche più apprezzate di questa alga vi è la sua capacità di depurare. Utilizzarla quotidianamente, quindi, ci assicura anche un buon effetto disintossicante sul corpo.

Grazie ai principi attivi contenuti, se usata nel modo giusto e con una certa costanza, è in grado di riportare nella norma i valori del colesterolo. Ricca di sostanze antiossidanti che contrastano l’azione dei radicali liberi. Utilizzarla ogni giorno consente quindi di veder migliorata la salute delle propria pelle. Anche se si soffre di problemi legati al ciclo mestruale, la spirulina può venire in aiuto visto che contribuisce a regolarizzarlo e ad alleviare eventuali dolori. Secondo la teoria dei cibi acidi e di quelli alcalini, la spirulina va inserita in questi ultimi e dunque può aiutare a ristabilire l’equilibrio e la salute generale del corpo.

Si trova comunemente in commercio sotto forma di polvere o integratore. A seconda dell’uso che se ne vuole fare è consigliabile una versione piuttosto che l’altra. Se ad esempio intendiamo aggiungerla alle nostre preparazioni culinarie possiamo scegliere la polvere, mentre se cerchiamo un effetto più incisivo, marcato e forte è sicuramente consigliato assumerne dosi più elevate attraverso un integratore specifico in compresse.

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È vero che lo Zenzero è la più antica droga dell’amore?

Lo zenzero, conosciuto per essere l’antica droga dell’amore, è una pianta che appartiene alla tradizione orientale da secoli. E’ uno stimolante generale conosciuto da molto tempo dalla farmacopea cinese per lottare contro l’affaticamento, l’astenia e l’impotenza.

È anche conosciuto per le sue proprietà stomachiche e quindi utilizzato nella digestione difficile ed in caso di aerofagia, ma anche nelle diete dimagranti. Infine, viene utilizzato in caso di nausea e nella prevenzione delle chinetosi. E’ indicato nella prevenzione del mal d’auto, mal di mare e molto altro. Ma anche nelle nausee da farmaci, da chemioterapici, antibiotici…

Stimola i normali movimenti dello stomaco e dell’intestino, esplicando anche un effetto antinausea e antivomito, probabilmente per l’azione a livello del sistema nervoso centrale sui recettori per la dopamina e la serotonina. Una volta assorbiti, i principi attivi dello zenzero presentano una buona attività antinfiammatoria e per questi motivo gli estratti della pianta sono stati recentemente utilizzati anche in preparati ad attività antireumatica, come le fibromiositi e osteoartriti.

Pianta erbacea perenne appartenente alle zingiberaceae e originaria dell’estremo oriente, ma da tempo largamente coltivata nella fascia tropicale e subtropicale. È dotata di un rizoma carnoso e ramificato in cui si concentrano i principi attivi. Le numerose molecole ad azione attiva dello zenzero sono responsabili delle sue innumerevoli proprietà benefiche.

Uno dei principi contenuti nello zenzero, cioè l’acido 6-gingesulfonico, ha un’attività antiulcera. Le proprietà antiossidanti e antinfiammatorie sono probabilmente dovute ai composti fenolici contenuti nella pianta. Tra le attività farmacologiche che sono state dimostrate, oltre a quelle sopra citate, ci sono attività antitumorali e antivirali.

Come si usa? Quale parte? In che dosaggi?

Innanzitutto va detto che lo zenzero compare negli scritti di Confucio e che per gli indiani e i cinesi è il viagra naturale. Le preparazioni derivate dalla radice sono generalmente sotto forma di estratti e tinture e possono essere acquistate in farmacia e nelle erboristerie. Lo zenzero può essere assunto anche in capsule, compresse o come infuso e tintura madre. E può anche essere masticata la radice fresca. Va sottolineato che l’estratto di zenzero può essere responsabile di fenomeni irritativi gastroduodenali. Può aumentare l’attività di anticoagulanti orali, dei farmaci antinfiammatori e degli antiaggreganti piastrinici.

Le reazioni allergiche allo zenzero in generale inducono eruzioni e, nei soggetti sensibili, lo zenzero può causare mal di stomaco, gonfiore, produzione di gas, specialmente se assunto sotto forma di polvere, ma sono rare. Lo zenzero fresco, se non ben masticato, può causare blocco intestinale, e gli individui che hanno manifestato ulcere, infiammazioni all’intestino, o blocchi intestinali, potrebbero reagire malamente a quantità considerevoli di zenzero fresco.

Lo zenzero è controindicato in gravidanza e durante l’allattamento. La posologia consigliata va da 0,5 a 2 grammi di estratto secco di radice, titolato in gliceroli minimo 4%, in dose unica o suddivisa durante il giorno. Come infuso o come decotto va usato alla dose che va da 0,25 a 1 grammo in 150 ml di acqua bollente per tre volte al giorno. Come tintura madre si va da 1,25 a 5 millilitri per tre volte al giorno di una tintura.

Se si usa un estratto fluido da 0,25 a 1 millilitro di un estratto. Gli inglesi amano creare una bevanda a base di tè verde, mango e zenzero, che serve a proteggere lo stomaco dall’acidità ed è una vera miniera di antiossidanti, sicuri alleati contro i radicali liberi e l’invecchiamento precoce. Per questa bevanda bisogna preparare due tazze di tè verde, che si lasciano raffreddare e si ripongono in frigorifero per circa mezz’ora. Dopodiché si frulla il mango precedentemente tagliato a pezzi, con un cucchiaio di zenzero tagliato fine o mezzo cucchiaino in polvere e si aggiungono le due tazze di tè. Per dolcificare, si usa un cucchiaino di miele.

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Studi recenti hanno riportato in auge la ricetta a base di aglio e limone. In questo caso, chi vuol optare per questo preparato deve avere a portata di mano 5 limoni interi da agricoltura biologica, 20 spicchi d’aglio e 1 litro e mezzo di acqua. Lavate i limoni in acqua calda e tagliateli a pezzettini senza togliere la buccia.

Acquistateli biologici, mi raccomando: la buccia degli agrumi ha ancora più benefici della polpa, ma se il frutto non è di coltivazione biologica potrebbe contenere tracce di pesticidi che comprometterebbero i risultati di questa cura. Sbucciate l’aglio e tagliatelo a metà. Mettere il tutto nel mixer o in frullatore e tritare fino ad ottenere una purea.

Scaldate 1 litro d’acqua, quindi versare la purea e fare bollire per pochi secondi mescolando bene. Lasciate riposare tre giorni in frigorifero. Trascorso il periodo di riposo, filtrate il contenuto dei tre flaconi con un colino o garza e poi rimettete il composto in frigorifero.

Dopo tre settimane, chi lo usa regolarmente sostiene di aver notato una rigenerazione del proprio corpo. I primi giorni assumete un cucchiaio di questo preparato mezzora prima dei tre pasti principali della giornata. Se il vostro corpo reagisce bene, senza effetti collaterali, aumentate la dose a due cucchiai di mezzora prima dei tre pasti principali della giornata.

Progressivamente, aumentate la dose fino ad arrivare a un massimo di 50 millilitri di preparato tre volte al giorno, ovvero 150 millilitri ogni giorno. Il trattamento dura quaranta giorni e potete realizzarlo una volta all’anno. L’odore dell’aglio non si sentirà grazie alla presenza del limone.

Gli effetti del mix aglio e limone serve a rimuovere il calcio e grassi dal corpo e dai vasi sanguigni, rinforzare il cuore, regolare la pressione, rimuovere il colesterolo in eccesso, rafforzare fegato e reni e la loro funzione depurativa, migliorare il sonno. Calcificazione e sintomi secondari, come disturbi della vista o problemi dell’udito, diminuiscono gradualmente.

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Ictus e infarti: un salvavita chiamato Picnogenolo

La medicina naturale ci offre tanto, tra cui un salvavita chiamato picnogenolo. Hai capito bene: contro ictus e infarti c’è un salvavita chiamato picnogenolo, non cardioaspirina. Della serie “a volte ritornano”, ogni tanto qualche studio rivela che l’aspirina può essere dannosa. In fondo, nulla di nuovo. Se ne parla almeno dal 1980.

L’aspirina è un farmaco utilizzato anche nella prevenzione degli ictus e degli attacchi cardiaci, perché, agendo su alcuni particolari enzimi, riesce ad evitare la formazione dei coaguli di sangue. Secondo una recente ricerca pubblicata sul Journal of the American College of Cardiology, l’organo ufficiale della più importante associazione di cardiologi statunitensi, e condotta dai ricercatori statunitensi del Baylor College of Medicine di Houston, il 10% delle persone che assumono regolarmente aspirina per prevenire ictus e attacchi cardiaci non ne avrebbe bisogno e i rischi correlati supererebbero i benefici.

Se da un lato il farmaco impedisce la formazione di trombi, dall’altro espone le persone a un rischio maggiore di emorragie. E così via, con tanti altri studi. Dicevo, in fondo nulla di nuovo. Perché comunque l’aspirina non è l’unico farmaco ad essere potenzialmente nocivo. Conoscete un antinfiammatorio o antidolorifico Fans che non abbia tutta una serie di effetti dannosi o collaterali sul nostro organismo? Io no. In ogni caso, bisogna anche vedere che uso se ne fa. Per questo ho esplicitamente parlato di “un salvavita chiamato picnogenolo”.

Se invece la domanda è: qual è l’alternativa ai farmaci Fans? Abbiamo già parlato dell’arnica e anche del ruolo che può svolgere la vitamina C, o meglio l’acido ascorbico. Vale la pena di parlare di un’altra sostanza che la natura ci mette a disposizione per curare i dolori più vari, anche cronici e degenerativi. E come nel caso dell’aspirina possiede un’efficacia superiore all’aspirina nell’inibire l’aggregazione piastrinica nei fumatori. Infatti, secondo uno studio condotto già nel 1999, il picnogenolo ha dimostrato di possedere un’efficacia superiore all’aspirina nell’inibire l’aggregazione piastrinica nei fumatori.

I dati dell’esperimento hanno dimostrato un’inibizione della reattività di aggregazione piastrinica dopo la somministrazione di 100 milligrammi picnogenolo in 22 accaniti fumatori tedeschi. Lo stesso risultato ottenuto somministrando 500 milligrammi di aspirina, ma con minori effetti collaterali. Alte dosi di picnogenolo, tipo 200 milligrammi, hanno dimostrato di mantenere l’efficacia fino a oltre 6 giorni. In questo caso, la sostanza naturale si è rivelata essere più efficace dell’aspirina nel ridurre l’aggregazione piastrinica. Più efficace, più a lungo, a minor dosi, senza il rischio di provocare i potenziali sanguinamenti causati dall’aspirina.

Esistono anche altri studi che dimostrano come il picnogenolo riduca il rischio di contrarre altre patologie, malattie e disturbi, il cui tratto comune è un livello inadeguato di antiossidanti. Il picnogenolo si è dimostrato utile contro le infiammazioni e contro i sintomi della menopausa. Una ricerca italiana, condotta dall’Università di Chieti e di Pescara e pubblicato su Panminerva Medica, suggerisce che l’integratore di picnogenolo rappresenta una base efficace come integratore alimentare quotidiano per le donne in menopausa, per alleviare i sintomi di questa particolare condizione.

Senza contare le proprietà la capacità di abbassare la pressione sanguigna, antinfiammatorie, antiaggreganti piastriniche e capillarotrope (preserva il collagene dei capillari sanguigni dall’azione lesiva dell’enzima elastasi)… Per chi no lo sapesse, il Picnogenolo è una miscela di sostanze antiossidanti estratta principalmente dalla corteccia dei Pino marittimo e dai semi di Vitis vinifera. I componenti più rappresentativi del picnogenolo sono le pro-antocianidine oligomeriche (80-85%), la catechina, la taxifolina e gli acidi fenolici. Queste sostanze sono presenti in concentrazioni significative anche nell’uva (semi e buccia), nel cacao, nel tè verde, nelle mele e nei mirtilli.

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Questi estratti sono quindi inclusi negli integratori destinati al trattamento di edemi, fragilità capillare, malattie cardiovascolari (aterosclerosi, cardiopatia ischemica e altre patologie), e nei disturbi della circolazione periferica, come l’insufficienza venosa e le sue manifestazioni (gambe stanche e pesanti, pruriti, gonfiori). Il picnogenolo, e più in generale gli estratti di mirtillo, sono utilizzati con successo anche nel trattamento della retinopatia diabetica ed è stato proposto anche nel trattamento del disordine di iperattività e deficit di attenzione nei bambini.

L’integrazione con picnogenolo può risultare utile anche nel trattamento dell’asma in età pediatrica. Migliorando le difese antiossidanti dell’organismo, il picnogenolo potrebbe essere utile anche nell’esaltare la prestazione atletica in discipline sportive di durata, come la corsa o il ciclismo, accelerando soprattutto la fase di recupero. I dosaggi d’assunzione proposti variano dai 60 ai 300 milligrammi al giorno, solitamente divisi in tre dosi da 100 milligrammi ciascuna. Anche nel caso del picnogenolo, nell’eventualità di un uso quotidiano, si consiglia di sospendere per una decina di giorni la somministrazione dopo un mese.

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