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I 3 funghi amici del sistema immunitario nella medicina cinese

Come già detto su questo blog, alcuni funghi sono veri e propri medicinali, oltre che organismi viventi unici. Sono chiamati decompositori e rappresentano l’ultimo tassello della catena alimentare che trasforma il materiale organico in nuove sostanze nutritive per le piante. Sono scientificamente classificati in un regno separato che include anche le muffe e i lieviti.

In Asia, soprattutto, i funghi medicinali sono impiegati con successo da millenni per la prevenzione e il trattamento di numerose patologie. Ad esempio, i miceti sono efficaci nella cura di malattie croniche ma trovano un ampio e interessante utilizzo a livello preventivo. Buona parte dei sistemi di cura tradizionali, soprattutto in Asia, si basano su un concetto estremamente naturale: è la prevenzione e la presa in carico quotidiana della propria salute a fare la differenza nella forza vitale di ogni individuo prima di raggiungere uno stato di alterazione fisiologica, ovvero la malattia.

I funghi agiscono nel mantenimento e nel riequilibrio del sistema immunitario e insieme ad uno stile di vita e ad una alimentazione corretti favoriscono longevità e felicità di corpo e spirito. L’utilizzo dei funghi per il benessere dell’organismo ha radici antiche che conducono alla Medicina Tradizionale Cinese, che li usa da secoli e che ha una ricca storia di miti e leggende indimostrabili, ma anche di una ricca farmacopea scientificamente dimostrata.

L’interesse verso questi organismi è cresciuto negli ultimi trent’anni anche in occidente dove è stato coniato il termine micoterapia per indicare la cura con l’utilizzo di funghi o sostanze derivanti. È a partire da nuovi stimoli in campo medico e scientifico che alcuni ceppi di miceti hanno iniziato a risvegliare un sempre maggiore interesse in ambito preventivo e terapeutico.

I funghi medicinali nel sistema immunitario

I funghi offrono innumerevoli benefici, primo tra tutti è lo straordinario supporto al sistema immunitario che permette di raggiungere, mantenere e ristabilire l’equilibrio ottimale o omeostasi corporea. I funghi svolgono attività adattogena o di modificazione della risposta biologica (biological response modifiers), sono cioè in grado di alterare la normale risposta immunitaria aumentando la capacità naturale del corpo di rispondere alle infezioni e alle malattie.

Tra i composti bioattivi che rendono i miceti così importanti nel mantenimento del benessere troviamo diversi tipi di polisaccaridi tra cui beta-glucani e triterpeni, da tempo oggetto di studio scientifico per le loro proprietà antibatteriche e antivirali. I polisaccaridi sono lunghe catene di zuccheri con all’interno numerose sezioni di ossigeno che una volta scomposti dall’organismo permettono alle molecole di ossigeno di essere riassorbite a livello cellulare.

Numerose patologie tra cui cancro, cardiopatie, disordini immunitari e diabete non sono in grado di sussistere in un ambiente ricco di ossigeno. I beta-glucani sono dei polisaccaridi con una caratteristica importante, stimolano il sistema immunitario rendendolo vigile e veloce nella risposta ad eventuali attacchi patogeni esterni (infezioni batteriche, fungine o virali), o interni (cellule neoplastiche).

Le molecole di triterpeni, invece, sono idrocarburi idrofobi ciclici. Hanno dimostrato una importante proprietà di bioattività, in particolare: antiossidante, epatoprotettiva, antiallergica e anti-ipertensiva, agiscono favorevolmente sulla riduzione del colesterolo e l’aggregazione piastrinica.

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I 3 funghi più usati in medicina cinese

Il Maitake (Grifola frondosa). Conosciuto come il fungo danzante probabilmente così chiamato perchè i suoi corpi fruttiferi assomigliano a degli uccelli. È un fungo medicinale utilizzato da secoli in medicina tradizionale cinese. Il Maitake gioca un ruolo importante nell’attività immunomodulante dell’organismo soprattutto nei processi infiammatori interferendo con la produzione di mediatori pro-infiammatori. Gli usi dell’estratto di questo fungo sono innumerevoli: è in grado di regolare il livello di glucosio nel sangue, la pressione sanguigna, il livello di insulina e la resistenza insulinica, i lipidi nel fegato, il colesterolo, i trigliceridi. Promettenti sono gli utilizzi nella medicina integrativa, in particolare per la prevenzione del cancro e il supporto dell’organismo durante il periodo di somministrazione delle cure antitumorali.

Il Cordyceps (Cordyceps sinensis). È un fungo medicinale raro che solo recentemente, grazie ai progressi tecnologici nella coltivazione è disponibile sul mercato e oggetto di studio per comprovare scientificamente le proprietà del micete considerato in Cina un fungo leggendario. Cordyceps agisce come immunomodulante e incrementa di quasi il 28% per cento i livelli di atp (adenosina trifosfato) nell’organismo.

L’atp costituisce la fonte di energia del corpo ed è essenziale per tutti i processi enzimatici. Questo fungo, inoltre, contiene la cordicepina, efficace contro tutti i tipi di batteri resistenti ai più comuni antibiotici e responsabile di azione antireplicativa diretta nei confronti dei virus, dei microorganismi e delle cellule tumorali.

Tutte queste proprietà rendono gli integratori a base di cordyceps efficaci per: incrementare l’immunità, la produzione di cellule-T e l’assorbimento dell’ossigeno; migliorare la funzione cardiaca; aumentare la resistenza fisica; promuovere la funzione sessuale; proteggere dai danni provocati dai radicali liberi.

Il Reishi (Ganoderma lucidum). Questo fungo, di cui abbiamo approfonditamente parlato qui, deve il suo nome al suo aspetto lucido ed è conosciuto come il fungo dell’immortalità. Non è completamente commestibile a causa del suo gusto amaro e della consistenza legnosa, per questo motivo è spesso utilizzato in polvere. Il gusto amaro è caratteristico degli acidi ganoderici, una classe di triterpeni ad alta ossigenazione di cui il Reishi è particolarmente ricco.

Queste molecole sono responsabili di numerose attività biologiche, incluse quelle antitumorali, anti ipertensive, immunomodulanti, anti-epatite B, antiossidanti e antimicrobiche. Il reishi è solitamente prescritto per il sostegno a lungo termine del sistema immunitario. I polisaccaridi contenuti in questo micete, infatti promuovono la risposta linfocitaria senza sovra stimolare il sistema immunitario, attivano i macrofagi e aumentano l’attività delle cellule nk (natural killer) cellule del sistema immunitario essenziali per riconoscere e distruggere cellule neoplastiche o infette da virus.

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Amara verità sul cloruro di magnesio: un minerale essenziale

Vuoi sapere di questa amara verità sul cloruro di magnesio? A livello di quantità, il magnesio è il quarto tra i minerali presenti nel nostro organismo. Il cloruro di magnesio risulta assolutamente essenziale per la nostra salute. La carenza causa problemi e malattie.

Per comprendere a fondo la sua importanza, dobbiamo tenere conto che quasi la metà del magnesio contenuto nel nostro corpo si trova nelle ossa, l’altra metà si trova nelle cellule che compongono i tessuti e gli organi e appena l’1% si trova nel sangue. Per questo motivo, il magnesio è necessario per trecentoventi reazioni biochimiche che avvengono nel nostro organismo.

Per fare alcuni esempi: rafforza il tessuto osseo, regola il battito cardiaco, mantiene sano il sistema immunitario, stimola la normale funzionalità muscolare e nervosa, contribuisce alla regolazione dei livelli di glucosio nel sangue, è coinvolto nel metabolismo dell’energia e nella sintesi delle proteine, normalizza la pressione sanguigna. Normalmente, il magnesio introdotto mediante alimentazione viene assorbito nell’intestino tenue ed eliminato attraverso i reni.

Assumere questo minerale, quindi, ci fa bene? Eccome se ci fa bene. Non a caso, in medicina generale, in naturopatia e in fitoterapia se ne fa largo uso. Ma ovviamente con buonsenso e dopo averne parlato preventivamente col proprio medico curante. Sia chiaro: c’è magnesio e magnesio… I più usati sono due: il cloruro di magnesio e il magnesio citrato. Il cloruro di magnesio è formato da una molecola di magnesio e due di cloro, insieme a sei molecole d’acqua. E’ altamente biodisponibile, quindi il corpo riesce ad assorbirne una grande quantità.

Il magnesio citrato in Italia si trova con il marchio registrato Magnesio Supremo ed è una tipologia con una buona biodisponibilità. Racchiude il 16% del magnesio elementare ed è assorbito meglio del magnesio ossido, quindi potrebbe essere adatto per alcalinizzare le urine e il corpo. In natura, esistono diversi tipi di magnesio. Il pidolato di magnesio è un sale organico in cui il magnesio è legato all’acido pidolico. Questa formulazione favorisce l’ingresso del minerale all’interno della cellula, garantendo un assorbimento veloce così da reintegrare rapidamente la concentrazione fisiologica di magnesio.

Il magnesio glicerofosfato, rispetto ad altre forme di magnesio, viene veicolato più facilmente a livello delle terminazioni nervose e nelle cellule del sistema nervoso, attraversando senza difficoltà le membrane cellulari ed entrando velocemente in quei processi che portano alla produzione di energia (ciclo di Krebs). Il bisglicinato di magnesio è una forma di magnesio chelato in cui il l’elemento è legato a due molecole di glicina.

Magnesio lattato o organico è adatto per nutrire la pelle in quanto contiene calcio e magnesio, possiede un’ottima assorbibilità, è adatto per i bruciori di stomaco e per i crampi muscolari. Il magnesio ossido ha una forte azione lassativa in quanto produce ossigeno a livello intestinale. Non consiglio di utilizzarlo come lassativo per lungo tempo, ma sicuramente è adatto a fare la pulizia intestinale.

Il magnesio carbonato ha una bassissima biodisponibilità per l’organismo umano, viene utilizzato prevalentemente come antiacido. C’è poi il magnesio solfato che viene chiamato anche “sale inglese” e viene utilizzato come purgante. Invece,  Il magnesio taurato è la migliore forma di magnesio per le persone con problemi cardiovascolari, poiché è noto per prevenire aritmie e proteggere il cuore dai danni causati dagli attacchi di cuore.

Il maltato di magnesio è la scelta perfetta per chi soffre di stanchezza, dal momento che l’acido malico è una componente essenziale di enzimi che svolgono un ruolo chiave nella produzione di energia. Infine, il magnesio citrato è l’integratore di magnesio più popolare, probabilmente perché ha un ottimo sapore, non ha un costo eccessivo ed è di facile assorbimento. Poiché l’acido citrico è un lassativo, il magnesio citrato è efficace soprattutto nei casi di stitichezza e depurazione intestinale.

Ma come possiamo fare ad accorgerci della eventuale carenza di questo importantissimo minerale? I primi sintomi della carenza di magnesio sono la nausea, la perdita di appetito, l’affaticamento e la debolezza cronica e il vomito. E la carenza di magnesio peggiora si può incorrere in sensazione di intorpidimento e pizzicore, crampi e contrazioni muscolari, convulsioni, modifiche della personalità (i cambiamenti improvvisi del comportamento possono essere causati dall’eccessiva attività elettrica del cervello), anomalie del battito cardiaco e spasmi coronarici.

Cloruro di magnesio: amaro ma indispensabile ed efficace

Gli integratori di questo minerale sono indicati per tutti coloro che fanno abuso di alcool (i livelli di magnesio rimangono bassi per una percentuale di persone alcoolizzate), ma anche per chi soffre di problemi cronici di malassorbimento (morbo di Crohn, celiachia, enterite regionale…). Premesso che sarebbe preferibile assumere questa sostanza attraverso una corretta dieta, va detto che il magnesio cloruro è il più biodigeribile dei diversi tipi di magnesio rintracciabili in natura, oppure sugli scaffali di farmacie (vere e proprie sedi per manager delle multinazionali del farmaco) ed erboristerie.

Aiuta a guarire dal becco di pappagallo, da problemi al nervo sciatico, da dolori e infiammazioni alla colonna vertebrale. Col tempo può alleviare anche dolori da calcificazioni. Funziona, ovviamente, per tutti i dolori causati da carenza di magnesio trascurata, fino all’artrosi. Il tutto in modo naturale, indolore, semplice ed estremamente economico. Una domanda frequente è: ci sono persone più esposte? La risposta è: certo che sì. Le persone che vivono in città e che hanno un’alimentazione disordinata con bassa qualità, cibi sofisticati e confezionati, sono le più esposte a questo tipo di silenziosa ma dannosa carenza.

Chi vive in campagna ne soffre di meno. Il cloruro di magnesio, come il magnesio in generale, non crea dipendenza, anche se alla sospensione se ne perdono in breve tempo i benefici. Non si potrà mai completamente sfuggire a tutte le malattie, ai dolori e al naturale decadimento dell’organismo, ma l’avanzare inesorabile del tempo sarà attenuato. Non si tratta di una medicina, bensì di un alimento senza alcuna contro indicazione. E’ compatibile con qualsiasi cura farmacologia in corso.

Le verdure a foglia verde, come gli spinaci, sono una buona fonte di magnesio. Il centro della molecola della clorofilla contiene questo minerale. Anche fagioli e piselli, alcuni tipi di frutta a guscio, i semi e i cereali integrali ne contengono quantità importanti: i cereali non integrali, invece, hanno un contenuto scarso, perché quando la farina bianca viene raffinata e trattata, la crusca e il germe (le parti ricche di magnesio) vengono rimosse. Il pane di farina integrale contiene più magnesio di quello prodotto con farina bianca raffinata. L’acqua del rubinetto può essere una buona fonte di magnesio, ma la quantità di minerale contenuta varia a seconda della sorgente.

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Per completezza di informazione va detto che il cloruro di magnesio ha numerosissime applicazioni. La più importante è come materiale di partenza per la produzione di magnesio metallico per via elettrolitica ad alta temperatura. E’ usato anche nella manifattura di tessuti, carta, materiali ignifughi e cementi. Mescolato con ossido di magnesio, forma il cemento magnesicico. Viene inoltre usato come agente flocculante nel trattamento delle acque.

Nell’industria alimentare è usato come regolatore di acidità, agente rassodante, esaltatore di sapidità e anti-agglomerante. Nell’Unione europea è l’additivo alimentare E511, senza limiti di utilizzo sia negli alimenti che nell’agricoltura biologica. Viene utilizzato anche nell’industria farmaceutica e cosmetica. Può essere utilizzato come coagulante nella preparazione del tofu. Sotto forma di integratore alimentare si trova in tutte le farmacie e costa intorno ad 1,30 euro per bustina da 33 grammi.

Come assumere il cloruro di magnesio? Si consiglia di sciogliere in una bottiglia di vetro (non di plastica) da 1 litro i 33 grammi di magnesio cloruro. Agitare il tutto e conservare in frigo (così da stemperare il sapore leggermente amarognolo). In genere, salvo differenti consigli, si assume l’equivalente di una tazza da caffè al mattino, a stomaco vuoto e badando bene di non consumare nulla nei 15 minuti successivi all’assunzione. Per periodi limitati si può arrivare ad assumere una dose al mattino e una alla sera, prima di andare a dormire, o tre dosi al giorno. Ecco l’amara verità sul cloruro di magnesio.

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Marijuana ad uso terapeutico: a cosa serve e cosa cura

Questa volta parliamo di marijuana ad uso terapeutico. Quanta ipocrisia c’è intorno a questa pianta, anche per l’uso terapeutico… Affrontare l’argomento crea imbarazzo in molte persone, stupore e preoccupazione in altre, fa addirittura saltare i nervi a politici, pseudo-tali e a tutto il mondo legato a potentati economici come produttori di carburanti, case farmaceutiche, costruttori di automobili e motociclette e di materiali edili. Questi sentimenti ostili si spiegano in un modo molto semplice: la marijuana e la canapa non sono brevettabili e sono a disposizione dell’umanità.

Sono del mondo, di cui solo la Madre Natura è titolare. Chiunque ne potrebbe disporre e, quindi, potrebbero guadagnarci un po’ tutti. Tutti tranne le multinazionali che senza scrupoli ci stanno educando a distruggere il pianeta in cui viviamo. Ci stanno trasformando in un pericoloso virus, che distrugge qualunque cosa tocchi. Ma si sa, la vita su questa terra è ciclica e grazie ad internet alcune informazioni si ottengono e anche più rapidamente prima.

Questo non indifferente fattore, la velocità con cui si scambiano informazioni e con cui ci si può parlare, causa anche la velocizzazione anche di alcuni cicli. Ecco, a volte ritornano e quindi non c’è da stupirsi se questa pianta tanto bistratta e su cui sono state raccontate ogni genere di storie, nel Terzo Millennio si sta prendendo importanti rivincite. Il mio non è un invito a fumarla, ma a non demonizzarla. Poi, ognuno è libero di pensarla come vuole, a condizione che quando si apre bocca si parli con cognizione di causa. E purtroppo, sulla marijuana ad uso terapeutico, spesso non si parla con cognizione di causa.

La legalizzazione della marijuana ha travolto gli Stati Uniti d’America, l’Uruguay (che ha introdotto l’uso ricreazionale e che grazie alla legalizzazione è riuscita a sconfiggere il narcotraffico e ad abbassare le tasse per i cittadini), ha arricchito per decenni e continua ad arricchire l’Olanda (che vorrebbe voltarle le spalle ma sa che non le conviene). Avrebbe potuto contribuire fortemente a risanare il debito pubblico italiano e invece ha fatto fare soldi a palate solo alle mafie… Nel mondo ormai si assiste ad una esplosione del mercato della cannabis e stanno aumentando anche le Spa e i centri wellness che usano il cannabidiolo per massaggi, oli , latte e succhi oltre che per meditazione, agopuntura, pilates e yoga.

Yoga? Sì, la pioniera dello yoga con cannabis si chiama Dee Dussault, che insegna Ganja Yoga a San Francisco. Pare funzioni e, infatti, poco dopo anche il 420 Fight Club di New York, a Washington Square, ha deciso di combinare le arti marziali con il consumo di cannabis per meditare. Il Los Angeles Times, invece, ha ribattezzato “l’Escoffier della marijuana” il fornaio del Love’s Oven di Denver, in Colorado: qui vengono sfornati biscottini salutari alla cannabis mentre, alla fine del 2015, grazie ai membri della famiglia di Bob Marley, arriva Marley Natural, semi di canapa e istruzioni su come si coltivano e si lavorano “nel rispetto della natura, responsabilità e umanità”.

Club e marijuana terapeutica: cosa si fa in Europa

E in Europa? Sono diversi i club della cannabis. Fra questi: Airam and La Maria di Barcellona, che offre ai soci anche massaggi, classi di yoga e Pilates, e Al Therme Laa Hotel & Spa, in Austria, dove i massaggi si fanno anche con olio di cannabis sativa. In Germania una importante sentenza, seppure scritta con molti “paletti”, ha iniziato col riconoscere gli importanti effetti curativi della marijuana. La corte amministrativa di Colonia, il 22 luglio 2014 ha riconosciuto per la prima volta il diritto dei malati cronici a coltivare cannabis per uso terapeutico. Parliamo solo di situazioni eccezionali. Il pronunciamento dei giudici, che hanno concesso l’autorizzazione per la coltivazione a uso terapeutico in tre casi, è in effetti limitato a situazioni eccezionali, con condizioni piuttosto restrittive.

Innanzitutto deve essere dimostrato che nessun altro antidolorifico abbia effetto sul paziente e poi può ricorrere alla coltivazione diretta solo chi non ha la facoltà di acquistare in farmacia prodotti con estratto di cannabis. Quindi, resta inalterato il divieto generale di piantare cannabis per i privati. In Spagna si assiste frequentemente a tentativi per nulla velati di legalizzazione, almeno all’interno di club in cui i soci possono coltivare e fumare. E mentre in Europa se ne parla e basta, con l’adesione di New York, nel 2015 sono 23 gli Stati americani che hanno legalizzato l’uso medico della marijuana.

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L’uso terapeutico dei cannabinoidi in Italia è pienamente legittimo in tutte le regioni, alcune però si fanno carico dei costi attraverso il Servizio Sanitario Regionale, sgravando il paziente dall’onere economico. Dal 2 maggio 2011 la Toscana va incontro ai pazienti che fanno richiesta di farmaci cannabinoidi, seguita dal Veneto che ha autorizzato la distribuzione gratuita di farmaci a preparati galenici, e dalla Liguria che nell’estate 2012 ha approvato una legge per l’erogazione di queste medicine per scopi terapeutici; le Marche, anche in Friuli Venezia Giulia in cui viene concessa a carico del Sistema Sanitario Regionale, e infine la Puglia, garantiscono il rimborso delle cure a base di derivati da cannabinoidi.

L’Abruzzo è diventata proprio in questi giorni la settima regione a prevedere la prescrizione dei cannabinoidi a fini terapeutici direttamente dai medici di base. E’ importante sapere che la questione dei farmaci derivati dalla cannabis è al centro di un dibattito che vede pareri contrastanti sul loro impiego. Chi osteggia la terapia, sia negli ambienti politici, ma anche nella società, ne mette in dubbio la validità scientifica, ed è preoccupato per un possibile dilagare delle droghe leggere. Tabù difficili da smuovere associano la cannabis a quella droga che, seppur definita “leggera”, condurrà inevitabilmente i suoi utilizzatori nella spirale della dipendenza da droghe pesanti.

A questo punto è doveroso essere rigorosi nella distinzione tra terapia e uso ricreativo della cannabis, perché sono i dosaggi impiegati a fare la differenza, non i principi attivi in sé. Tutto si riconduce ai problemi culturali, quindi? Forse. In Italia non c’è la cultura diffusa della cannabis terapeutica, e si avanza con passi incerti quando ci si interroga sugli effetti collaterali. In conseguenza di questo, la terapia con cannabinoidi viene utilizzata in alternativa ai cosiddetti farmaci “di prima scelta” quando questi ultimi non diano gli effetti attesi sui pazienti. Da anni si stanno facendo sempre più studi anche sulla cannabis usata a scopo terapeutico e farmaci a base di estratti di questa pianta sono usati per contrastare il dolore e gli spasmi muscolari nella sclerosi multipla e nella sclerosi laterale amiotrofica e contro il dolore cronico in generale.

Gli studi esistono anche su altre patologie: si va da ricerche sull’azione positiva della cannabis sui disturbi del sonno a valutazioni scientifiche sul ruolo della cannabis nel trattamento di alcune forme di cancro. Si sono valutati gli effetti anche sul mal di mare. Ma se l’uso terapeutico della cannabis trova sempre più conferme scientifiche, non mancano ostacoli pratici, soprattutto in Italia, dove i farmaci a base di cannabinoidi non sono prodotti e debbono essere importati, con costi e trafile burocratiche complesse. Inoltre, il quadro è disomogeneo e varia da regione a regione.

Per prima cosa è necessario far chiarezza: c’è una grossa differenza tra i principi attivi impiegati a scopo terapeutico, e quelli impiegati per uno ricreativo. Sono due i principi attivi della cannabis presi in causa: il Thc (delta 9-tetraidrocannabinolo), che se abusato provoca effetti psicotropi e può portare all’abuso della sostanza (ma che se dosato correttamente porta sollievo a diversi disturbi), e il cannabidiolo, il quale non causa psicotropia, dispone di rilevanti proprietà farmacologiche e antinfiammatorie, e che secondo dati clinici e sperimentali non produce rilevanti effetti collaterali.

Marijuana proprietà e benefici dei principi attivi

Entrambi i principi vengono quindi usati nelle terapie che coinvolgono la cannabis, ma il dosaggio del Thc è calibrato in modo che gli effetti psicotropi vengono controllati dal cannabidiolo conferendone maggiore tollerabilità. Il Thc, infatti, è efficacemente impiegato da diversi anni contro la nausea (come anti-emetico) e per stimolare l’appetito in pazienti che soffrono di disturbi alimentari, pazienti oncologici in cura chemioterapica, pazienti con Aids conclamata. Insomma, non fa poi così male la marijuana ad uso terapeutico.

Quindi combinando Thc e cannabidiolo con metodo scientifico si possono ottenere gli effetti terapeutici importanti. Come? I farmaci cannabinoidi agiscono sui recettori del cervello, combattono e prevengono le infiammazioni cerebrali. Nei recettori CB1 preservano le funzioni cognitive e ostacolano il rischio di eccitotossicità, nei CB2 tutelano il cervello dalla neuro infiammazione causata dall’accumulo di placca la quale porta morte cellulare.

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Le patologie su cui la somministrazione di farmaci di derivazione cannabinoide ha riportato miglioramenti sono numerose: pazienti colpiti dalla sclerosi multipla, da mielo-lesioni, dolori neuropatici, artrite reumatoide, Parkinson e pazienti oncologici provano sollievo a seguito dell’assunzione di questi farmaci.

I cannabinoidi inoltre vengono impiegati per il controllo della rigidità muscolare. E un recente studio ne ha messo in luce l’efficacia nella prevenzione e nel trattamento dell’Alzheimer (considerato da alcuni studiosi conseguenza di una neuro infiammazione cronica) e altre infiammazioni cerebrali.

Il farmaco viene importato sotto forma di infiorescenze (Bedrocan, usato anche per stimolare l’ appetito), o il Sativex che costa dai 35-40 euro per il primo dosaggio, e 740 euro per tre boccette. Il Sativex è uno spray orale, il cui principio attivo di base è derivato della cannabis, efficace per il dolore neuropatico.

Oggi si sta testando il Sativex attraverso studi clinici per il trattamento di una forma aggressiva di cancro al cervello, e si è rivelato più efficace del placebo per combattere il dolore, migliorare la qualità del sonno e di conseguenza alleviare anche la gravità della condizione clinica del paziente. Pur essendo ben tollerato però, non è stata raggiunta una rilevanza statistica sufficientemente alta, la cosiddetta “significatività statistica” valida per concludere i test. Insomma, sarebbe da sdoganare la marijuana ad uso terapeutico.

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