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Alla scoperta dei funghi shiitake

Probabilmente lo conoscerai anche tu, ma sotto il nome di shiitake. Il lentinula edodes è un fungo di origine asiatica appartenente alla varietà dei funghi basidiomicete della famiglia omphalotaceae. È molto diffuso in Cina e in Giappone, ma anche in Corea. Attualmente è il secondo fungo commestibile più consumato al mondo. Cresce in autunno e in primavera su tronchi di latifoglie. Il primo riferimento al consumo dello shiitake in Giappone risale al 199 dopo Cristo, mentre i primi scritti della cultura del fungo possono essere attribuiti al cinese Wú Sangong, vissuto tra il 1130 e il 1208.

È nutritivo, ricco di proteine, vitamina D e B e contiene tutti gli amminoacidi essenziali, oltre a sostanze che favoriscono il controllo della pressione arteriosa, la riduzione del livello di colesterolo, il rafforzamento del sistema immunitario e pure l’inibizione dello sviluppo di tumori, virus e batteri. Sugli effetti anti-cancro di una particolare sostanza isolata dal fungo sono in corso studi clinici molto interessanti, mentre altre ricerche hanno dimostrato che il lentinula edodes stimola il sistema immunitario, possiede proprietà antibatteriche, possiede proprietà antivirali (anche anti-Hiv e anti-Hsv-1), contiene l’inibitore della proteasi, riduce l’aggregazione delle piastrine. Il tutto grazie al cosiddetto active hexose correlated compound (Ahcc) – isolato dal fungo – che possiede attività antiossidante ed è metabolizzato attraverso un percorso specifico.

Diverse ricerche hanno dimostrato che Ahcc può incrementare la resistenza ai patogeni, produce effetti anti-cancro e incrementa la funzione immunitaria. Il lentinano, anch’esso isolato dallo Shiitake, è un altro agente anti-tumorale, usato per via endovenosa in alcuni Paesi. Conosciuti anche come funghi cinesi o funghi giapponesi, ai funghi shiitake non vengono solo attribuite proprietà stimolanti delle difese immunitarie dell’organismo e attività batterica e antivirale, ma vengono associate anche proprietà epatoprotettive (protettrici del fegato). Questi funghi sarebbero anche in grado di contribuire ad abbassare il colesterolo e a contrastare la carie e l’arteriosclerosi.

Il fungo shiitake, insieme al reishi, viene inserito tra “i funghi guaritori” nel libro scritto da Georges Halpern, “I funghi che guariscono”, scienziato impegnato nella ricerca relativa alle proprietà curative dei funghi. Inoltre, i funghi shiitake fanno da supporto alla flora batterica intestinale. L’utilizzo più comune per i funghi shiitake riguarda l’alimentazione: sono un ingrediente tipico della cucina cinese, giapponese e macrobiotica. Vengono utilizzati soprattutto per la preparazione delle zuppe, ma possono essere impiegati anche in primi piatti, in abbinamento al riso, oppure come contorno o come condimento per altre pietanze. In genere sono disponibili per l’acquisto sotto forma essiccata soprattutto nei negozi di prodotti biologici.

Il loro utilizzo per cucinare richiede di lasciarli in ammollo fino a quando si saranno ammorbiditi per poi passare alla cottura e alla preparazione della ricetta prescelta. L’impiego di questi funghi va ormai oltre la cucina. Insieme ad altri funghi considerati medicinali, come il reishi, vengono utilizzati per la realizzazione di integratori. Non ci sono particolari controindicazioni nell’assunzione di questo fungo, tranne se si è allergici. Il suo nome deriva dall’unione delle due parole giapponesi shii (che significa quercia) e take (che vuol dire fungo), perché come accennato prima cresce spontaneamente sui tronchi di questi alberi. Si tratta di una delle specie più coltivate al mondo, prodotta in maniera controllata in ambienti in cui l’umidità, la temperatura, la luce e la ventilazione sono costanti.

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L’effetto medicinale del fungo shiitake

Da qualche tempo la sua coltura si sta diffondendo anche in Europa, ma è reperibile più facilmente nei negozi di prodotti biologici o dal mio blog in forma secca. Ad oggi la Cina è la più grande esportatrice di funghi shiitake. Quando acquisti gli shiitake, verifica la provenienza. La struttura spugnosa tende a impregnarsi delle sostanze presenti nel terreno e nell’aria come pesticidi, polveri e metalli pesanti. L’etichetta deve indicare il luogo di origine, gli esami microbiologici effettuati e, se essiccati, l’assenza di solventi. Alcune sue componenti sono risultate efficaci nel trattamento di alcuni tumori, come leucemie e cancro al seno, nella riduzione dei livelli di colesterolo nel sangue, nella stimolazione del sistema immunitario e in particolare contro i virus.

Alcuni suoi fitoestratti, inoltre, sono impiegati nell’industria cosmetica per la realizzazione di creme dall’effetto antietà. Per non rovinare il fungo quando lo si usa, devi passarlo velocemente sotto l’acqua fresca e asciugarlo tamponando delicatamente. Per reidratare i funghi secchi, devi immergerli in acqua da venti minuti a un’ora, eliminare l’acqua in eccesso, rimuovere il gambo e usarli per il brodo o per un sughetto. Oppure, puoi preparare gli shiitake in insalata, alla brace, con gli spiedini, oppure ancora in tempura di verdure. Il sapore delicato e leggero rende questo fungo un ingrediente perfetto nella preparazione di molte ricette, come zuppe asiatiche ma anche condimenti e primi.

Quindi, riepilogando: si può coltivare e mangiare o sotto forma di funghi secchi o di integratore alimentare. Ricco di vitamina D e vitamine del gruppo B, questo piccolo fungo è ricco di proprietà antivirali, antibatteriche, antifungine, antitumorali e antietà. Aiuta a controllare il livello di zuccheri nel sangue e riduce efficacemente le situazioni infiammatorie all’interno dell’organismo. È ricco di componenti chimiche che proteggono il nostro Dna dai danni ossidativi. In particolare, il lentinano, un polisaccaride antitumorale, guarisce il danno ai cromosomi causato dai trattamenti chemioterapici. L’eritadenina invece si ritiene abbia un effetto ipocolesterolemizzante e supporti quindi la salute cardiovascolare. Studi dimostrano che l’integrazione di eritadenina diminuisce in modo significativo la concentrazione di colesterolo nel sangue.

Tra le altre cose, per molti secoli è stato un importante fonte di cibo e grazie ai suoi benefici sulla salute viene da sempre considerato in erboristeria un fungo medicinale. Hanno la capacità di sostenere il nostro sistema immunitario fornendo una serie di importanti vitamine, minerali ed enzimi. Uno studio del 2015 ha valutato un campione di soggetti tra i ventuno e i quaratuno anni per determinare se i funghi shiitake possono incrementare la funzionalità del sistema immunitario umano. I risultati suggerirono che consumare shiitake migliora la funzionalità delle cellule e l’immunità intestinale e riduce notevolmente gli stati infiammatori. Hanno dei composti sterolici che interferiscono con la produzione di colesterolo nel fegato e contengono potenti fitonutrienti che aiutano le cellule a non attaccarsi alle pareti dei vasi sanguigni evitando accumuli e placche.

Uno studio del 2011 ha testato le proprietà antimicrobiche degli shiitake su pazienti affetti da gengivite. L’efficaca del fungo è stata comparata a quella di colluttori a base di clorexidina. All’interno del cavo orale ci sono 8 organismi chiave, che sono stati studiati prima e dopo il trattamento. I risultati indicano che i funghi shiitake abbassano il numero degli organismi patogeni senza compromettere quelli utili. Alcune componenti di questo fungo riducono i livelli di grassi nel sangue: l’eritadenina e i betaglucani, fibre alimentari solubili che ritroviamo anche nell’orzo, nella segale e nell’avena. Studi scientifici riportano che i betaglucani aumentano il senso di sazietà, riducendo cosi l’assunzione di cibo. Ritardano quindi l’assorbimento dei nutrienti e riducono i livelli di lipidi nel sangue.

Quando si assume selenio insieme alla vitamina A ed E, si riduce sensibilmente la formazione di acne e la conseguente formazione di cicatrici. Inoltre, lo zinco presente promuove la funzione immunitaria e riduce gli accumuli di diidrotestosterone o Dht, un metabolita biologicamente attivo dell’ormone testosterone, formato anzitutto nella prostata, nei testicoli, nei follicoli dei capelli e nelle ghiandole surrenali. Gli shiitake forniscono una discreta quantità di una vitamina essenziale come la D, che è cruciale sia per la salute delle ossa, sia per la riduzione del rischio di infarti, diabete, malattie autoimmuni e alcuni tipi di cancro, oltre che per l’assorbimento e la metabolizzazione di calcio e fosforo. Ovviamente, è anche un’ottima fonte di vitamina B che aiuta a supportare la funzione adrenalinica e trasforma i nutrienti del cibo in energia disponibile.

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Una medicina chiamata aloe vera

Immagino… Te ne avranno parlato in tanti di una medicina chiamata aloe vera. Avrai letto di quanto fa bene, di quanto aiuta l’intestino, eccetera, eccetera. Ma a proposito di intestino, comincio col dirti che se non assumi quella costituita da solo gel, ovvero dal liquido interno alla foglia, con l’assunzione quotidiana irriti l’intestino al posto di calmarlo. Proprio così. La migliore aloe vera in commercio è quella costituita da solo gel ovvero dal liquido interno alla foglia. La maggior parte dei prodotti in commercio invece contengono anche il succo della foglia che sebbene abbia delle proprietà lassative ed antidepressive, contiene aloina che è dimostrato che irrita l’intestino se assunto quotidianamente.

L’aloe vera è davvero una bevanda benefica per essere in salute pieni di energia e vitalità. Però, bisogna stare attenti. I prodotti in commercio non sono tutti uguali e con questo tipo di integratore alimentare non si scherza. Tra i consigli più utili, troviamo certamente quello della sospensione dell’assunzione del prodotto per una decina di giorni ogni trenta. Questa pianta è un concentrato di nutrienti. Contiene vitamine A, C ed E, B12, acido folico e colina. Contiene otto enzimi, inclusi aliiase, fosfatasi alcalina, amilasi, bradykinase, carbossipeptidasi, catalasi, cellulasi, lipasi e perossidasi. Minerali come calcio, rame, selenio, cromo, manganese, magnesio, potassio, sodio e zinco sono presenti nella pianta di aloe vera. E ancora: auxine e gibberelline che promuovono la guarigione delle ferite e hanno proprietà anti-infiammatorie.

Intanto va detto che lenisce eruzioni e irritazioni della pelle. Su questo ci sono numerosi riscontri che hanno dimostrato il ruolo della somministrazione topica di aloe vera su ferite, e studi sul trattamento di psoriasi, dermatiti, mucosite orale, ferite chirurgiche e come rimedio per ustioni. Il primo studio di questo tipo è stato fatto nel 1935. L’estratto di aloe vera fornisce un rapido sollievo dal prurito e bruciore associati a gravi dermatiti da radiazioni e per la rigenerazione della pelle. Nel 2009, una revisione sistematica riassume quaranta studi sull’aloe vera per scopi dermatologici.

I risultati suggeriscono che la somministrazione orale di aloe vera nei topi funziona efficacemente per curare ferite, può ridurre il numero e le dimensioni dei papillomi e ridurre l’incidenza di tumori di oltre il novanta per cento nel fegato, milza e midollo osseo. Gli studi hanno anche evidenziato che l’aloe vera tratta herpes genitale, psoriasi, dermatiti, congelamento, ustioni e infiammazioni. Può essere utilizzato in modo sicuro come antimicotico e come agente antimicrobico. Senza dimenticare l’effetto protettivo contro i danni da radiazioni alla pelle.

In molti si chiedono se è vero che aiuta a dimagrire. Aiuta, ma non fa dimagrire. Per dimagrire c’è bisogno di una dieta. A volte anche ferrea. Dalle mie ricerche viene fuori che nel 1959, la Food and Drug Administration ha approvato l’uso dell’unguento di aloe vera come farmaco per la guarigione di ustioni sulla pelle. Quando il gel di aloe vera è usato sulle ustioni incrementa la velocità di guarigione della pelle. Così come quando il gel viene applicato sulla zona colpita dall’herpes facilita il processo di guarigione. Il consumo orale è considerato sicuro.

Aloe vera concentrato di aminoacidi

È molto importante prendere in considerazione il fatto che l’aole vera è un concentrato di aminoacidi e le vitamine B, B2, B6 e C. E che, quindi, l’uso di questa pianta si rivela ottimo per trattare capelli secchi o contro il prurito del cuoio capelluto. Ha proprietà nutritive, e le tonnellate di vitamine e minerali che sono presenti nella pianta aiutano a mantenere i capelli forti e sani. Grazie alle proprietà antibatteriche e antifungine dell’aloe vera, aiuta anche con la forfora, e gli enzimi del gel possono liberare il cuoio capelluto dalle cellule morte e favorire la rigenerazione del tessuto cutaneo intorno ai follicoli dei capelli.

Tra le altre cose, restando in tema, l’aloe aiuta a fermare il prurito associato alla forfora o ad un cuoio capelluto secco. Shampoo e balsami pieni di sostanze chimiche che danneggiano i capelli e possono causare infiammazione e irritazioni della pelle. L’aggiunta di aloe vera è un modo efficace per mantenere il cuoio capelluto privo di batteri ed evitare fastidiose reazioni cutanee. E poi c’è il discorso dell’uso di questa pianta come lassativo: gli antrachinoni nel lattice creano un lassativo potente che aumenta il contenuto di acqua intestinale, stimola la secrezione di muco e aumenta la peristalsi intestinale.

Una delle conseguenze più dirette è che aiutare la digestione. Il succo normalizza l’equilibrio acido-alcalino, favorisce un miglior equilibrio del ph, riduce la formazione di lieviti, aiuta i batteri digestivi e regolarizza l’intestino. Riduce la flatulenza, la consistenza delle feci senza alterare l’urgenza e la frequenza delle stesse. Inoltre, viene impiegata per lenire e guarire le ulcere dello stomaco, a causa del suo contenuto di agenti antibatterici e di proprietà curative che possono ripristinare naturalmente il rivestimento dello stomaco. Gli enzimi, presenti nell’aloe, aiutano la digestione delle proteine e il loro smantellamento in aminoacidi. Quindi, per riepilogare: la pianta di aloe ci aiuta a scongiurare alcune malattie, uccidere i batteri patogeni e proteggere la funzione delle membrane cellulari.

E poi c’è lo zinco. E già, lo zinco, una componente chiave nella struttura di un gran numero di recettori di ormoni e proteine che contribuiscono alla buona salute, l’umore equilibrato e una corretta funzione immunitaria. Te la senti di non considerarla un valido supporto nella costruzione di un solido sistema immunitario? Non è una “pianta miracolosa”, ma sicuramente è un valido aiuto. Le infiammazioni sono all’origine di gran parte delle malattie. Ma con le vitamine e minerali che fornisce l’aloe si contrastano infiammazioni e radicali liberi. La vitamina A mantiene la salute degli occhi, la funzione neurologica e la salute della pelle. La vitamina C protegge l’organismo dalle malattie cardiovascolari, degli occhi e della pelle. E previene le rughe.

La vitamina E si rivela un potente antiossidante in grado di ripristinare i danni causati dai radicali liberi. Combatte le infiammazioni e aiuta in maniera naturale a rallentare l’invecchiamento cellulare. Proprietà che si rivelano utili anche quando si è esposti al fumo di sigaretta o ai raggi UV. L’aloe vera aiuta nella cura di acne ed eczemi e riduce l’infiammazione se applicato sulla pelle per via topica. Ma ora ti svelo un segreto che non immagini. Alcuni studi sull’uomo e sugli animali suggeriscono che il succo di questa pianta è in grado di alleviare l’iperglicemia cronica e interagire nel profilo lipidico.

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L’aloe di qualità è una vera medicina

Ovviamente, come dicevo all’inizio del post, non tutti i succhi aloe in commercio sono uguali. Il metodo di lavorazione di questa pianta ha una grande incidenza sul numero e sulla quantità degli ingredienti attivi in un prodotto a base di aloe vera. In genere la lavorazione prevede frantumazione, macinazione o pressatura di tutta la foglia per la produzione di succhi, seguita varie filtrazioni e stabilizzazioni. Purtroppo, spesso ne viene fuori un prodotto scadente, con basso contenuto di ingredienti attivi. L’estrazione del gel tramite trattamenti termici e l’utilizzo di svariati filtri riducono i benefici per la salute.

In ogni caso è facile trovare prodotti di aloe vera tra cui gel, lattice, succo di frutta ed estratti. Puoi anche coltivarti la tua pianta di aloe in casa. Se acquisti una pianta in vaso, mettila sul davanzale di una finestra esposta al sole. Sposta il vaso all’aperto nei mesi estivi. L’aloe è una pianta grassa, in grado di immagazzinare molta acqua nelle sue foglie, ma ricordati di bagnarla almeno due o tre volte al mese. Durante l’inverno la pianta di aloe diventa dormiente, e durante questo periodo devi innaffiare poco. Crescere la propria pianta è un modo semplice ed economico con cui sperimentare tutti questi incredibili benefici dell’aloe vera ogni giorno.

Ti starai chiedendo: come devo assumerla e quanto? Intanto, leggi sempre l’etichetta sui prodotti che acquisti e magari informa il medico. Per la stipsi prendi due cucchiai di gel di aloe vera due volte al giorno prima dei pasti. Per le ferite, psoriasi e altre infezioni della pelle, usa la crema gel di aloe vera tre volte al giorno. Per la placca dentale, usa un dentifricio a base di aloe vera o metti una puntina di gel di aloe vera sullo spazzolino. Per il colesterolo alto, prendi una capsula di aloe vera due volte al giorno per due mesi. Per infiammazioni intestinali, vanno bene tre cucchiai di gel due volte al giorno per quattro settimane. Per ustioni della pelle, utilizza un gel di aloe puro sulla zona bruciata fino a guarigione. Per cute secca o forfora, aggiungere un cucchiaino di crema gel di aloe allo shampoo.

Non tutto ciò che luccica è oro. Ti dicevo prima che bisogna fare attenzione con questo integratore, che può causare alcuni effetti collaterali come mal di stomaco e crampi. L’uso a lungo termine di grandi quantità di lattice di aloe può causare diarrea, problemi renali, sangue nelle urine, calo di potassio, debolezza muscolare, perdita di peso e problemi cardiaci. Non bisogna assumere aloe vera in gravidanza o allattamento e non bisogna somministrarla a bambini di età inferiore a dodici anni. Si rischiano dolori addominali, crampi e diarrea. Ma d’altra parte, bisogna stare attenti anche con i farmaci.

Come hai capito, l’aloe è un medicinale. Naturale sì, ma pur sempre medicinale. Questo è davvero importante che tu te lo scriva a caratteri cubitali nel cervello. Ricorda se usi l’aloe vera, la usi come anti-invecchiamento della pelle e dell’organismo in generale, antibiotico e antibatterico, per rafforzare il sistema immunitario, come antinfiammatorio, come depurante e disintossicante, come cicatrizzante, per regolare l’attività digestiva, per aiutare la cura dell’intestino e quella della pelle e dei capelli.

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Reishi, il fungo amico della vita

Non posso dirti che allunga la vita, come fanno in tanti, per un semplice e per nulla banale motivo: nessuno potrà mai saperlo con certezza. Ma questo, considerate le sue proprietà nutrienti e i risultati degli studi della medicina cinese (che a me pare funzionare un po’ meglio della nostra), non mi impedisce di dire che il reishi è il fungo amico della vita. Potente integratore, ottimo antinfiammatorio, efficacissimo detossificante. Ecco, a me basta questo. Mi basta sapere che mi aiuta a vivere meglio. Non mi importa sapere se mi farà vivere di più. Come farebbe mai a proteggermi da una macchina che mi investe o da un fulmine che mi colpisce?

Universalmente conosciuto anche come ganoderma lucidum o ling zhi, in Cina, il reishi è un fungo parassita che cresce solitario sulle superfici delle cortecce di quercia o castagno. Per lo più in primavera. È diffuso in tutta l’Asia orientale, dalla Cina, al Vietnam, alla Corea, fino in Giappone, in diverse varietà, che si differenziano per il colore, rosso o nero, e per la forma, che può a sua volta cambiare a seconda delle condizioni di accrescimento, temperatura, umidità, concentrazione di anidride carbonica.

Il reishi, che deve il nome al suo aspetto lucido, è una specie molto comune. Dalle proprietà analgesiche e antinfiammatorie, oltre che immunostimolante, è noto anche come il fungo dell’immortalità. I suoi principi attivi sono polisaccaridi (β-glucani), acidi ganoderici, cumarina, ling zhi-8 (LZ-8), mannitolo, alcaloidi. Il ganoderma reishi è uno dei rimedi più antichi conosciuti dalla medicina tradizionale cinese: resoconti della Dinastia Han fanno infatti risalire l’uso di questa sostanza officinale a più di 2000 anni fa.

Si tratta di un vero e proprio superfood: il ganoderma reishi è un concentrato di sostanze attive, fra le quali figurano i β-glucani la cui azione spiccatamente adattogena ci permette di affrontare meglio gli stress della vita quotidiana, le malattie e gli stati di convalescenza, grazie anche alle loro proprietà immunostimolanti. Questi polisaccaridi hanno un’azione riconosciuta come antiossidanti, antinfiammatori e potrebbero aiutare in alcune patologie oncologiche o prevenire l’insorgenza dei tumori anche se ancora la sua efficacia non è stata del tutto dimostrata.

Un altro gruppo di sostanze contenute nel ganoderma reishi sono i ling zhi-8 (LZ-8), in grado di ridurre i livelli di colesterolo ematico, modulare la risposta immunitaria ed il rilascio eccessivo di istamina nei soggetti allergici, e normalizzare la pressione arteriosa specialmente nei soggetti ipertesi. Ha effetto antistaminico e cortison-like, espettorante e antitussivo. È da sempre utilizzato come tonico cardiaco, migliora il metabolismo del muscolo cardiaco regolando la pressione sanguigna.

Il reishi e gli efficaci acidi ganoderici

Gli acidi ganoderici infine, che appartengono al gruppo chimico dei triterpeni, hanno mostrato una potente azione epatoprotettrice e stimolante della funzionalità epatica, che unita a quella degli altri antiossidanti permette un’efficace depurazione e disintossicazione dell’organismo dalle sostanze inquinanti che lo danneggiano, giustificando quindi i claims che riconoscono il ganoderma come un potente rimedio anti-invecchiamento.

Questo fungo ha circa centocinquanta proprietà poichè è ricco di polisaccardi, peptidi, proteine e rientra tra i cibi antitumorali perchè contiene germanio organico dalle note proprietà anti-cancro. Inoltre il Ganoderma contiene l’acido ganoderico che diminuisce l’istamina, ecco dunque la sua potente azione antiallergica. Non in ultimo l’acido pantotenico contenuto lavora sul sistema nervoso nutrendolo ed equilibrandolo.

Il reishi migliora anche il livello di stress, agendo sul sistema nervoso e liberandoci dalla stanchezza e dalla debolezza. Ha caratteristiche antitumorali in quanto contiene sostanze antiossidanti quali la vitamina C, D e B, oltre al già citato minerale antitumorale, il germanio. Ha effetto anti-ipertensivo e antitrombotico poiché riequilibra la pressione e agisce fluidificando il sangue. Dicevo che il reishi ha proprietà epatoprotettive con attività di detossificazione; è dimostrata la sua capacità di sostenere e rigenerare la cellula epatica. È molto utilizzato per supportare il trattamento di epatopatie croniche di varia origine, come l’epatite, ma anche in caso di malattie degenerative del fegato (carcinoma).

L’assunzione costante del reishi regolarizza la produzione di succhi gastrici e, con il tempo, migliora anche la peristalsi intestinale, divenendo utile nella cura di stispi e colon spastico. Questo grazie al collegamento esistente tra sistema nervoso e tutto l’apparato digerente. L’effetto di questo fungo sulla capacità di gestione dello stress pare migliorare la somatizzazione gastroenterica di alcuni soggetti molto sensibili. Ma quando usarlo? In caso di stanchezza, insonnia, astenia, confusione mentale, palpitazioni, malattie degenerative e anche neurodegenerative (morbo di Parkinson), stress, ansia, asma e allergia.

Ecco come si presenta in natura il reishi rosso.

Ecco come si presenta in natura il reishi rosso.

Ha un sapore amaro, un effetto rinfrescante e agisce sui meridiani del cuore, milza, stomaco, fegato e polmoni. I suoi colori principali sono il rosso, il nero e il bianco, le sue principali stagioni sono la primavera e l’estate. Agisce sulle logge acqua, fuoco e legno, ha proprietà di tonificazione sul quoziente intellettivo, nutre il sangue e calma la mente. Il reishi ha la caratteristica di centratura dei due emisferi cerebrali, migliora la memoria e la capacità di osservazione e decisione, e apporta lucidità mentale.

Dunque, riepilogando. È utile come anti-invecchiamento, sistema immunitario, convalescenza dopo malattie prolungate, stati di stress, affaticamento, infiammazioni, reazioni allergiche, patologie epatiche, intossicazioni, patologie cardiovascolari, ipertensione, ipercolesterolemie. All’inizio del post parlavamo di reishi nero. Chiamato yung gee o fungo linghzi, che tradotto significa letteralmente “potenza spirituale”. Anche questo, come molti altri funghi medicinali cinesi, contiene un complesso di carboidrati (polisaccaridi), accompagnati da proteine e amino acidi.

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Fungo medicinale: c’è anche il reishi nero

Sono proprio queste sostanze che racchiudono le potenti proprietà terapeutiche di questo fungo, anche se, in accordo con la tradizionale medicina cinese, bisogna ricordare che nessuno dei componenti attivi del ganoderma preso in isolamento, può produrre gli stessi benefici riscontrati dopo il suo consumo allo stato integrale. E anche il reishi nero da secoli è utilizzato come rimedio per ristabilire equilibrio e come supporto per sostenere il cuore, rivitalizzare il corpo e tranquillizzare lo spirito. Un notevole numero di studi condotti nel corso degli ultimi trenta anni in Giappone, Cina, America e Regno Unito ha evidenziato che il consumo di ganoderma è legato al trattamento d’innumerevoli malattie, disturbi e patologie, dall’asma alle ulcere o alle infiammazioni renali. Pare sia in grado di dare una mano anche nei casi di aids.

In molti test di laboratorio in vitro, l’estratto di ganoderma lucido, indipendentemente che sia rosso o nero, sembra inibire la proliferazione di innumerevoli cellule tumorali e svolge un’attività citotossica. Inoltre, sembra inibire la crescita dei vasi sanguigni che sostengono la crescita e lo sviluppo dei tumori, che in medichese si chiama angiogenesi. Il governo giapponese l’ha per questi motivi riconosciuto come uno tra i trattamenti anti-cancro ufficiali. Tornando al reishi nero, si è potuto notare una forte stimolazione dell’organismo nel reagire e combattere allergie e infiammazioni, infezioni virali come l’influenza, e condizioni respiratorie come bronchiti e asma. Inoltre il ganoderma è estremamente efficace nell’inibire l’attività del virus dell’herpes simplex.

L’integratore di reishi viene consigliato al mattino per poter iniziare la giornata con un adattogeno multifunzionale, a stomaco vuoto o magari con l’aggiunta di vitamina C per aiutare l’assorbimento dei principi attivi e darne miglior assorbimento, con abbondante acqua naturale a temperatura ambiente che non altera le proprietà ma anzi agevola la filtrazione renale. In condizioni normali si dovrebbero avvertire i primi miglioramenti entro due settimane dall’inizio dell’assunzione.

Purtroppo, però, troppo poco si parla di micoterapia e degli effetti benefici che i funghi medicinali hanno sul nostro organismo. Dunque, prima di chiudere l’argomento sul fungo reishi, a meno che tu non abbia domande da porre, nella discussione, vorrei spendere due parole sulla micoterapia, che come saprai è il trattamento curativo a base di funghi medicinali che agisce su molti distretti del nostro corpo, in maniera profonda, con effetti curativi strabilianti. Quando si parla di rimedi naturali, soprattutto in base alle leggi vigenti in Italia, non ci si può sbilanciare eccessivamente definendo un rimedio curativo. Ciò che cura in Italia è il farmaco allopatico (dal greco pharmakon che significa veleno) mentre i rimedi naturali sono considerati “integratori” che supportano lo stile di vita.

Però, mi sento di affermare con certezza che ci sono rimedi ed estratti che hanno un’azione altamente curativa sul nostro organismo, ottenendo risultati davvero eccellenti. I funghi medicinali rientrano in quella categoria di rimedi considerati panacee per il corpo. La cosa importante da sapere, e questo vale per qualunque fungo, è che devono essere di coltivazione biologica, non devono provenire da coltivazioni forzate che utilizzano fertilizzanti, il terreno su cui crescono non deve essere contaminato, la concentrazione di principio attivo all’interno del prodotto è molto importante.

A proposito di coltivazione e terreni. Sai che puoi coltivarlo facilmente anche tu? Il ganoderma è molto semplice da coltivare anche a livello domestico. Infatti, si sta diffondendo anche in Europa la coltivazione di questo fungo, che cresce dentro bottiglie di vetro o contenitori in plastica su un substrato a base di pezzi di corteccia e tronco, paglia o truciolato di legno. Nell’antichità gli imperatori della Cina finanziarono titaniche operazioni di ricerca per rifornire la dinastia regnante di reishi, considerato fungo dell’immortalità in tutte le leggende orientali.

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