Articoli

Olio di tea tree, tutti gli usi

Da sempre utilizzato per il trattamento delle infezioni batteriche della pelle e delle ferite, l’olio di tea tree, derivato dalla melaleuca alternifolia, una pianta originaria dell’Australia, ha veramente tante applicazioni: è uno degli oli più versatili e naturali che si possano trovare in commercio. La principale ragione delle sue proprietà curative è rappresentata dai terpenoidi, potenti sostanze chimiche organiche.

E’ bene chiarire una cosa: l’olio può essere applicato puro su una piccola parte del nostro corpo, ad esempio su un brufolo, ma in caso di pelle sensibile o superfici più estese, è sempre meglio diluirlo con dell’olio vettore, dopo essersi consultati con il proprio medico. Inoltre, puro non va mai ingerito. Esistono delle diluizioni che possono essere bevute, ma parliamo di due o tre gocce diluite in un po’ d’acqua.

Quindi, cominciamo con il chiarire che cos’è un olio essenziale. L’olio essenziale è una sostanza chimicamente complessa, costituita da una miscela di terpeni, fenoli, alcoli, aldeidi, chetoni, esteri ed eteri. Gli oli essenziali sono prodotti dal metabolismo di una pianta aromatica ed estratti con diverse metodiche, principalmente per distillazione in corrente di vapore come nel caso del tea tree oil. Ha proprietà diverse che dipendono dalla specie dalla quale viene ricavato.

Altro aspetto molto importante: quando un olio essenziale è usato per scopi salutistici si parla di aromaterapia. Gli oli essenziali usati per uso interno devono essere etichettati con la dicitura “di grado alimentare”, “per alimenti”, “per uso interno” o simile. Un olio essenziale non accompagnato da dicitura analoghe, è considerato solo per uso esterno. Antibiotico, in aromaterapia, uno dei più potenti, in virtù dell’azione antibatterica, antivirale e antifungina ad ampio spettro.

Per uso interno solitamente si usano due gocce in un cucchiaino di miele è indicato in caso di infezioni delle vie respiratorie, che provocano faringiti e tonsilliti, febbre, bronchiti, raffreddore, mal di gola, cistite, candidosi e herpes. Per uso topico, è impiegato come antifungino contro funghi della pelle e micosi delle unghie, come antivirale su herpes, porri e verruche, infine come antibiotico su piaghe infette, ferite, ustioni e piorrea. Ma non solo. Vediamo insieme le modalità d’uso per ogni disturbo… Ma vediamo nel dettaglio gli usi che si possono fare di questo olio. Ne ho contati quarantatré.

PROMEMORIA > Potresti leggere altri approfondimenti nelle categorie salute e rimedi naturali

Abrasioni e tagli

Di fondamentale importanza pulire bene l’area. Quindi, applicare qualche goccia di olio sulla zona interessata. Se è richiesto un bendaggio, versare alcune gocce di olio sul cotone o sul pezzo di garza.

Acne

L’olio è da applicare bene sui brufoli con un tampone di cotone. Poi va lasciato agire per un paio d’ore. Se la pelle si secca, allora vuol dire che bisogna diluirlo con olio vettore.

Afte

Per curare le fastidiose afte, bisogna applicare una o due gocce di olio sulla zona infetta con un batuffolo di cotone. Poi, lasciare asciugare.

Alito cattivo

Per migliorare l’alito, mescolare una goccia di olio con un po’ d’acqua ed effettuate gargarismi. Non ingoiare la soluzione. Altrimenti usare la soluzione di olio di tea tree al 38% massimo.

Allergie

In questi casi delicati è consigliato effettuare un bel massaggio su petto, addome e punti riflessi dei piedi con qualche goccia di olio diluito con un altro lio vettore.

Antipulci per cani

Versare qualche goccia di olio diluito sul collare a cadenza settimanale. Usare sempre olio a bassa concentrazione e ben diluito. Da non mettere mai a contatto diretto con la pelle. E soprattutto da non usare sui gatti.

Artrite

Per alleviare i dolori artritici si possono effettuare dei massaggi locali utilizzando 20 gocce di olio diluito.

Asma bronchiale

L’olio di tea tree si rivela molto utile anche per curare l’asma bronchiale. In questo caso, aggiungere qualche goccia nell’acqua bollente per effettuare dei suffumigi.

Biancheria

La cosa ideale è quella di versare due cucchiaini di olio al bucato. In questo modo si aiuta a prevenire la muffa.

Bolle della pelle

Quando sulla pelle vi nascono delle bolle, per qualunque motivo, applicate una o due gocce di olio direttamente sulla bolla.

Bruciature leggere

Dopo aver lavato la zona scottata, attendere qualche minuto prima di aggiungere una miscela di cinque gocce di olio con un cucchiaino di miele grezzo.

Calli e duroni

Massaggiare due volte al giorno la zona interessata dal callo o dal durone con cinque gocce di olio mescolate in un cucchiaio di olio vettore.

Collutorio

Aggiungere acqua purificata con qualche goccia di olio di tea tree. Ovviamente, la soluzione pura, che è l’ideale, non è da ingoiare mai, altrimenti si può optare per la soluzine diluita al 38%, ma l’effetto è più blando.

Contusioni

Nel caso di contusioni, anche molto dolorose, applicare un impacco freddo sulla zona dolorante e, in un secondo momento, trattare come indicato per l’artrite.

Deodorante

Per profumare gli ambienti, aggiungere qualche goccia di olio essenziale al diffusore o su batuffoli di cotone da conservare in alcuni sacchettini.

Dermatite

Per curare la dermatite diluire dieci gocce di olio in un cucchiaio di olio vettore e massaggiate due volte al giorno la parte interessata.

Eczemi

Contro gli antipaticissimi eczemi, aggiungere dieci gocce di olio in un cucchiaio di olio di semi o di cocco e massaggiate le zone interessate. Ripetere più volte al giorno.

Forfora

Se avete problemi di forfora, versare dieci gocce di olio nella bottiglia dello shampoo e, dopo aver agitato bene, procedere al lavaggio dei capelli.

Formiche

L’olio di tea tree è molto efficace anche contro le formiche, a cui non piace affatto l’odore. Per tenerle lontane bastano poche gocce sulla porta.

Gotta

Nel caso in cui si è colpiti dalla gotta, per alleviare i fastidi aggiungere dieci gocce di olio a due cucchiai di olio vettore e massaggiare più volte al giorno.

Herpes labiale

Tra i tanti impieghi che stiamo scoprendo, c’è anche quello contro l’herpes labiale. Chi non ne ha mai avuto uno? E chi non lo odia ancora oggi? Dosare una o due gocce di olio su un batuffolo di cotone e applicare.

Infezioni batteriche

Contro infezioni batteriche di lieve entità, risulta utile massaggiare l’olio sulla zona interessata e aggiungere alcune gocce nell’acqua della vostra vasca da bagno.

Infezioni vaginali

Nel caso di infezioni vaginali esterne, diluire qualche goccia all’acqua con cui vi lavate. In caso di irritazione smettere di usare l’olio e lavare la zona con sola acqua calda.

Malattie virali

Per evitare il contaggio di malattie virali, diffondere l’olio di tea tree in tutta la casa. In alternativa, inalare i vapori.

Infiammazioni muscolari

Nel caso di infiammazioni muscolari, è decisamente semplice la procedura antinfiammatoria: massaggiare le zone infiammate con qualche goccia di olio puro mescolato a pochissimo olio vettore.

Labbra screpolate

Quando le labbra si stanno spaccando, aggiungere una goccia di olio al balsamo per le labbra o all’olio di cocco.

Morsi di pulce

Nell’eventualità in cui si viene morsi da una pulce, piuttosto che andare nel panico, applicare una goccia di olio direttamente sul morso del parassita.

Muffa

Per un efficace contrasto alla muffa, combinare due cucchiaini di olio con due tazze di acqua per il trattamento di muffe e funghi. Spruzzare la superficie colpita e lasciare asciugare.

Orticaria

Contro l’orticaria, aggiungere dieci gocce di olio a quattro cucchiai di amamelide e poi applicare sulla zona con un batuffolo di cotone.

Peli incarniti

L’olio di tea tree contrasta anche i peli incarniti. Basta mettere due gocce di olio sul pelo e ripetere ogni due ore l’operazione o fino a quando l’infezione va via.

Pelle secca

In caso di pelle secca, applicare cinque gocce di olio di tea tree a un cucchiaio di olio di mandorle dolci e massaggiare.

Pidocchi

Dosare venti gocce di olio a due cucchiai di shampoo. Massaggiare il cuoio capelluto e i capelli e lasciare in posa per 10 minuti. Ripetere tre o quattro volte al giorno, fino alla scomparsa delle uova.

Piede d’atleta

Pulire i piedi accuratamente, quindi applicare un leggero strato di olio di tea tree sulla zona interessata più volte al giorno, fino a quando i segni dell’infezione non saranno scomparsi.

Psoriasi

Diluire dieci gocce in un cucchiaio di olio vettore e massaggiare dolcemente con i polpastrelli le zone colpite. Ripetere due o tre volte al giorno.

Punture di zanzara

Per fare passare il fastidioso prurito da morso di zanzara, al posto di grattare, si rivela efficace applicare una goccia di olio direttamente sulle punture.

Sciatica

In aiuto della sciatica, per alleviare i fastidi, versare dieci gocce in un cucchiaio di olio vettore e massaggiare la zona interessata. Ripetere più volte al giorno.

Sinusite

Per risolvere i fastidi dati dalla sinusite, si possono fare dei suffumigi con l’olio puro, oppure si può bere qualche goccia, due o tre, di olio diluito al 38%.

Sistema immunitario

Per aiutare il sistema immunitario, più che altro per stimolarlo, spruzzare un po’ di olio di tea tree in tutta la casa regolarmente e massaggiare le piante dei piedi.

Spazzolino da denti

L’olio di tea tree può essere usato anche per pulire lo spazzolino da denti. Dosare qualche goccia di olio sullo spazzolino una o due volte alla settimana per uccidere i batteri.

Spray anti-insetti

Versare quindici gocce in un quarto di tazza di acqua, mescolate in un contenitore munito di spruzzino e utilizzare sul corpo come repellente per insetti.

Tonsillite

Versare qualche goccia di olio di tea tree nell’acqua caldissima. Mettere un asciugamano sulla testa e respirare. Potete fare anche dei gargarismi senza ingoiare la soluzione. Contemporaneamente si può bere dell’acqua con due o tre gocce di olio diluito al massimo al 38%.

Tosse

Contro la tosse, come detto per la tonsillite, creare dei suffumigi con acqua bollente e dieci gocce di olio. Coprire la testa e respirare. Contemporaneamente bere dell’acqua contenente due o tre gocce di olio diluito al massimo al 38%.

Verruche

Infine, per liberarsi delle fastidiosissime verruche, applicare l’olio non diluito sulla zona colpita. Ripetere mattina e sera, fino a quando la verruca comincia ad andare via. Diluire.

Consigliati da Amazon

Melatonina sì, ma con moderazione

Ognuno di noi, quotidianamente, produce melatonina. Solo che con il passare del tempo se ne produce sempre meno. Ed ecco il ruolo chiave dell’integrazione di melatonina nell’organismo. Dormire bene, riposare meglio e non saccheggiare le risorse di questo prezioso “ormone-che-non-è-un-ormone”. Questa sostanza è secreta principalmente dall’epifisi, ghiandola pineale, e si rivela essenziale al nostro organismo. In alcuni Stati e a dosaggi farmacologici di almeno tre grammi a dose viene utilizzata con successo per combattere alcuni tipi di tumori. Al pari della chemioterapia. O in abbinamento. Ma come al solito, andiamo per gradi.

Comincio col dirti che te ne parlo perché, a mio modesto parere, le sue potenzialità sono in assoluto sottovalutate e ancora, ahimè, poco conosciute. Altro equivoco di comodo che va chiarito è che non si tratta di un vero e proprio ormone, perché continua ad essere presente nel nostro organismo anche in assenza della ghiandola pineale, per esempio in seguito a un’asportazione chirurgica. La melatonina viene prodotta all’interno della scatola cranica in base all’alternanza luce-buio e la sua secrezione influenza il ritmo sonno-veglia e di conseguenza una sua carenza può portare all’insonnia. Non è un ipnotico vero e proprio come i classici sonniferi ma solo una sostanza ipno-favorente.

Tutti i medici la considerano ormai da anni una sostanza naturale e, quindi, sicura tanto da poterla dare anche ai bambini per aiutarli a dormire. Integratore e farmaco, se il dosaggio supera i due milligrammi, utilizzato sempre più spesso per risolvere i problemi d’insonnia, che colpiscono oltre nove milioni di italiani e che sono in aumento anche nell’età pediatrica. Farmacologicamente si chiama “N-acetil-5-metossitriptammina” e agisce sull’ipotalamo regolando, appunto, il ciclo sonno-veglia. Oltre che negli esseri umani, è prodotta anche da animali, piante (ma si chiama fitomelatonina) e microorganismi.

Al buio viene rilasciata e crea una sorta di rilassamento e favorisce lo scivolamento verso il sonno. La melatonina è coinvolta nel meccanismo che consente ad alcuni anfibi e rettili di cambiare il colore della propria pelle e la sua storia ci racconta che fu scoperta in relazione a questo suo ruolo biologico. Già nel 1917, due ricercatori, McCord e Allen, notano che l’estratto delle ghiandole pineali delle mucche schiariva la pelle delle rane. La sostanza fu isolata nel 1958 dall’urina di topo, da un professore di dermatologia, Aaron Lerner, dell’Università Yale, in ricerche spinte dall’aspettativa che la sostanza presente nella ghiandola pineale potesse essere utile nel trattamento di affezioni della pelle.

Verso la metà degli anni Settanta del secolo scorso, viene dimostrato che la produzione di melatonina da parte della ghiandola pineale umana segue un ritmo circadiano. Nel caso tu non lo sapessi, in cronobiologia e in cronopsicologia, il ritmo circadiano è un ritmo caratterizzato da un periodo di circa ventiquattro ore. Il termine “circadiano”, coniato da Franz Halberg, viene dal latino “circa diem” e significa appunto “intorno al giorno”. La scoperta delle proprietà antiossidanti della melatonina è del 1993. Il primo brevetto per il suo impiego a basse dosi nel trattamento dell’insonnia fu accordato a Richard Wurtman del Mit nel 1995.

La melatonina regola il ciclo sonno-veglia

In quello stesso periodo la melatonina inizia ad apparire sulla stampa, soprattutto su quella a diffusione non settoriale, come possibile trattamento per varie malattie. Ad esempio, viene usata principalmente per combattere il jet lag, nelle persone costrette a turni di notte e per stabilire il ciclo sonno-veglia nei soggetti non vedenti. Ma non solo. La melatonina, inoltre, viene usata per curare: insonnia in genere, sindrome della fase del sonno ritardata (Dsps), insonnia connessa alla sindrome da deficit di attenzione e iperattività (Adhd), insonnia causata dai betabloccanti, problemi del sonno nei bambini affetti da disturbi dello sviluppo come autismo, paralisi cerebrale, ritardo mentale.

Inoltre, è usata per chi soffre del disturbo comportamentale del sonno in fase Rem, ovvero persone che durante la fase più profonda del sonno quando in genere siamo come paralizzati si muovono come se mettessero in scena il sogno”. Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica “Current opinion in pulmonary medicine” ha dimostrato che alcuni trattamenti per l’insonnia, tra cui la melatonina, possono migliorare considerevolmente la qualità di vita oltre che il sonno dei pazienti affetti da broncopneumopatia cronica ostruttiva. È anche prescritta come aiuto per il sonno nelle persone che smettono di assumere le benzodiazepine, usate come sonniferi o come ansiolitici, e per diminuire i sintomi dell’astinenza quando si smette di fumare.

Viene usata anche per numerose altre condizioni indipendenti dal ritmo sonno veglia, tra cui i tumori, ma in questi casi si va al di là degli utilizzi con riscontri concreti in letteratura scientifica. La melatonina viene sintetizzata in assenza di luce dalla ghiandola pineale poco dopo la comparsa dell’oscurità, le sue concentrazioni nel sangue aumentano rapidamente e raggiungono il massimo tra le due e le quattro di notte per poi ridursi gradualmente all’approssimarsi del mattino. L’esposizione alla luce, soprattutto alla lunghezza d’onda blu tra 460 e 480 nm, inibisce la produzione della melatonina in misura dose-dipendente. È pertanto utilizzata per il trattamento a breve termine dell’insonnia al di sopra dei cinquantacinque anni d’età.

Nei neonati i livelli di melatonina si regolarizzano verso il terzo mese, con i picchi di concentrazione compresi tra la mezzanotte e le otto del mattino. Interessante notare come con l’adolescenza il rilascio notturno tenda a ritardare, causando difficoltà di addormentamento alla sera e risvegli ritardati alla mattina. La produzione andrà poi a diminuire con l’età, probabilmente una delle ragioni alla base dell’aumento di frequenza dell’insonnia nel paziente anziano. Si sa con certezza che l’ormone gioca un ruolo di rilievo anche nella gestione del sistema immunitario. L’effetto antinfiammatorio è quello meglio documentato.

La sostanza viene spesso introdotta in integratori formulati per donne con ovaio policistico o con problemi di fertilità, in quanto esiste uno studio che sembra dimostrare un possibile effetto di abbassamento dell’Fsh. Parliamo anche dei dosaggi. Nel caso di formulazioni a rilascio immediato è possibile rilevare l’aumento e il picco delle concentrazioni nel sangue in circa un’ora. Sono tuttavia disponibili sul mercato anche formulazioni a rilascio prolungato in grado di permettere un assorbimento distribuito sul circa dieci ore, in grado così di mimare l’andamento fisiologico di secrezione dell’ormone.

PROMEMORIA > Potresti leggere altri approfondimenti nelle categorie salute e rimedi naturali

Eccesso di melatonina ed effetti collaterali

Parliamo di effetti collaterali. Si è portati a pensare, erroneamente, che gli effetti collaterali della melatonina siano nulli. Ma non è assolutamente vero. Innanzitutto, va detto che derivano da un uso inappropriato della sostanza: negli anni, vari culturisti professionisti e svariate riviste d’informazione sportiva hanno affermato la possibilità, con il sostegno di alcuni studi scientifici, che dosi giornaliere comprese fra mezzo e tre milligrammi, assunte circa trenta minuti prima dell’allenamento, aumentino i livelli di ormone della crescita, senza dare effetti collaterali, che di solito vengono riconosciuti in irritabilità e sonnolenza.

La melatonina diminuisce la sintesi di testosterone e quindi la libido. Più precisamente, inibisce la secrezione dell’ormone luteinizzante, che stimola nel maschio l’attività endocrina delle cellule interstiziali del testicolo con produzione di testosterone e di sperma, e nella femmina l’ovulazione e la conversione del follicolo ovarico in corpo luteo. Dunque, ci possono essere degli effetti collaterali tra cui mal di testa, vertigini e sonnolenza durante il giorno, che potrebbero rappresentare un rischio per chi svolge dei lavori che richiedono un’attenzione costante come i conducenti dei mezzi pubblici o i medici.

La melatonina potrebbe anche interferire con la pressione sanguigna, il diabete e aumentare il rischio di coagulazione del sangue, quindi non dovrebbe essere utilizzata da persone che già assumono altri farmaci che influenzano questa funzione o da persone con questo tipo di disturbi. Può causare tachicardia e sarebbe meglio non usarla in chi soffre di disturbi dell’umore perché in alcuni soggetti potrebbe favorire uno stato depressivo mentre in altri ansia o irrequietezza. Tra gli effetti collaterali un po’ meno frequenti della melatonina ci sono i disturbi del movimento, l’ipertensione, la riduzione della salivazione, la debolezza, infiammazioni della pelle. A volte si possono verificare anche reazioni allergiche o pseudo tali, un aumento del desiderio sessuale, variazioni dell’umore, svenimenti, valori del sangue alterati e crampi notturni.

Secondo molti medici, dovrebbero evitare integratori di melatonina coloro che soffrono di insufficienza epatica, le donne in gravidanza o allattamento e coloro che sono affetti da allergie croniche o malattie immunitarie. Assunta per periodi prolungati, la melatonina può avere un effetto depressivo nei soggetti predisposti, può inibire l’ovulazione proprio a causa della soppressione del rilascio di Gnrh. Con una circolare del Ministero della Salute, titolata “Rivalutazione degli apporti ammessi di melatonina negli integratori alimentari”, è stato ridotto l’apporto massimo giornaliero consentito per la melatonina negli integratori alimentari, portandolo da cinque a un milligrammo.

La domanda finale, potrebbe essere: quale melatonina? La melatonina si trova anche in alcuni alimenti come orzo, olive e noci, ma viene “prescritta” come integratore reperibile in farmacia o in erboristeria sotto forma di compresse, sciroppi, tisane o, ultimo arrivato, spray. Si può acquistare in farmacia ed è disponibile in due versioni: quella da un milligrammo (prodotto da banco) e quella da due (farmaco da prescrivere). Sempre meglio prediligere quella pura, cioè non associata ad altri principi come vitamine o estratti vegetali. La melatonina è stata usata, in Italia, per curare il cancro ed era alla base del “metodo Di Bella” (di seguito puoi leggere la relazione originale), seguito poi dal “metodo Pantellini”.

STORIA DELLA MELATONINA

Consigliati da Amazon

Alla scoperta dei funghi shiitake

Probabilmente lo conoscerai anche tu, ma sotto il nome di shiitake. Il lentinula edodes è un fungo di origine asiatica appartenente alla varietà dei funghi basidiomicete della famiglia omphalotaceae. È molto diffuso in Cina e in Giappone, ma anche in Corea. Attualmente è il secondo fungo commestibile più consumato al mondo. Cresce in autunno e in primavera su tronchi di latifoglie. Il primo riferimento al consumo dello shiitake in Giappone risale al 199 dopo Cristo, mentre i primi scritti della cultura del fungo possono essere attribuiti al cinese Wú Sangong, vissuto tra il 1130 e il 1208.

È nutritivo, ricco di proteine, vitamina D e B e contiene tutti gli amminoacidi essenziali, oltre a sostanze che favoriscono il controllo della pressione arteriosa, la riduzione del livello di colesterolo, il rafforzamento del sistema immunitario e pure l’inibizione dello sviluppo di tumori, virus e batteri. Sugli effetti anti-cancro di una particolare sostanza isolata dal fungo sono in corso studi clinici molto interessanti, mentre altre ricerche hanno dimostrato che il lentinula edodes stimola il sistema immunitario, possiede proprietà antibatteriche, possiede proprietà antivirali (anche anti-Hiv e anti-Hsv-1), contiene l’inibitore della proteasi, riduce l’aggregazione delle piastrine. Il tutto grazie al cosiddetto active hexose correlated compound (Ahcc) – isolato dal fungo – che possiede attività antiossidante ed è metabolizzato attraverso un percorso specifico.

Diverse ricerche hanno dimostrato che Ahcc può incrementare la resistenza ai patogeni, produce effetti anti-cancro e incrementa la funzione immunitaria. Il lentinano, anch’esso isolato dallo Shiitake, è un altro agente anti-tumorale, usato per via endovenosa in alcuni Paesi. Conosciuti anche come funghi cinesi o funghi giapponesi, ai funghi shiitake non vengono solo attribuite proprietà stimolanti delle difese immunitarie dell’organismo e attività batterica e antivirale, ma vengono associate anche proprietà epatoprotettive (protettrici del fegato). Questi funghi sarebbero anche in grado di contribuire ad abbassare il colesterolo e a contrastare la carie e l’arteriosclerosi.

Il fungo shiitake, insieme al reishi, viene inserito tra “i funghi guaritori” nel libro scritto da Georges Halpern, “I funghi che guariscono”, scienziato impegnato nella ricerca relativa alle proprietà curative dei funghi. Inoltre, i funghi shiitake fanno da supporto alla flora batterica intestinale. L’utilizzo più comune per i funghi shiitake riguarda l’alimentazione: sono un ingrediente tipico della cucina cinese, giapponese e macrobiotica. Vengono utilizzati soprattutto per la preparazione delle zuppe, ma possono essere impiegati anche in primi piatti, in abbinamento al riso, oppure come contorno o come condimento per altre pietanze. In genere sono disponibili per l’acquisto sotto forma essiccata soprattutto nei negozi di prodotti biologici.

Il loro utilizzo per cucinare richiede di lasciarli in ammollo fino a quando si saranno ammorbiditi per poi passare alla cottura e alla preparazione della ricetta prescelta. L’impiego di questi funghi va ormai oltre la cucina. Insieme ad altri funghi considerati medicinali, come il reishi, vengono utilizzati per la realizzazione di integratori. Non ci sono particolari controindicazioni nell’assunzione di questo fungo, tranne se si è allergici. Il suo nome deriva dall’unione delle due parole giapponesi shii (che significa quercia) e take (che vuol dire fungo), perché come accennato prima cresce spontaneamente sui tronchi di questi alberi. Si tratta di una delle specie più coltivate al mondo, prodotta in maniera controllata in ambienti in cui l’umidità, la temperatura, la luce e la ventilazione sono costanti.

PROMEMORIA > Potresti leggere altri approfondimenti nelle categorie salute e rimedi naturali

L’effetto medicinale del fungo shiitake

Da qualche tempo la sua coltura si sta diffondendo anche in Europa, ma è reperibile più facilmente nei negozi di prodotti biologici o dal mio blog in forma secca. Ad oggi la Cina è la più grande esportatrice di funghi shiitake. Quando acquisti gli shiitake, verifica la provenienza. La struttura spugnosa tende a impregnarsi delle sostanze presenti nel terreno e nell’aria come pesticidi, polveri e metalli pesanti. L’etichetta deve indicare il luogo di origine, gli esami microbiologici effettuati e, se essiccati, l’assenza di solventi. Alcune sue componenti sono risultate efficaci nel trattamento di alcuni tumori, come leucemie e cancro al seno, nella riduzione dei livelli di colesterolo nel sangue, nella stimolazione del sistema immunitario e in particolare contro i virus.

Alcuni suoi fitoestratti, inoltre, sono impiegati nell’industria cosmetica per la realizzazione di creme dall’effetto antietà. Per non rovinare il fungo quando lo si usa, devi passarlo velocemente sotto l’acqua fresca e asciugarlo tamponando delicatamente. Per reidratare i funghi secchi, devi immergerli in acqua da venti minuti a un’ora, eliminare l’acqua in eccesso, rimuovere il gambo e usarli per il brodo o per un sughetto. Oppure, puoi preparare gli shiitake in insalata, alla brace, con gli spiedini, oppure ancora in tempura di verdure. Il sapore delicato e leggero rende questo fungo un ingrediente perfetto nella preparazione di molte ricette, come zuppe asiatiche ma anche condimenti e primi.

Quindi, riepilogando: si può coltivare e mangiare o sotto forma di funghi secchi o di integratore alimentare. Ricco di vitamina D e vitamine del gruppo B, questo piccolo fungo è ricco di proprietà antivirali, antibatteriche, antifungine, antitumorali e antietà. Aiuta a controllare il livello di zuccheri nel sangue e riduce efficacemente le situazioni infiammatorie all’interno dell’organismo. È ricco di componenti chimiche che proteggono il nostro Dna dai danni ossidativi. In particolare, il lentinano, un polisaccaride antitumorale, guarisce il danno ai cromosomi causato dai trattamenti chemioterapici. L’eritadenina invece si ritiene abbia un effetto ipocolesterolemizzante e supporti quindi la salute cardiovascolare. Studi dimostrano che l’integrazione di eritadenina diminuisce in modo significativo la concentrazione di colesterolo nel sangue.

Tra le altre cose, per molti secoli è stato un importante fonte di cibo e grazie ai suoi benefici sulla salute viene da sempre considerato in erboristeria un fungo medicinale. Hanno la capacità di sostenere il nostro sistema immunitario fornendo una serie di importanti vitamine, minerali ed enzimi. Uno studio del 2015 ha valutato un campione di soggetti tra i ventuno e i quaratuno anni per determinare se i funghi shiitake possono incrementare la funzionalità del sistema immunitario umano. I risultati suggerirono che consumare shiitake migliora la funzionalità delle cellule e l’immunità intestinale e riduce notevolmente gli stati infiammatori. Hanno dei composti sterolici che interferiscono con la produzione di colesterolo nel fegato e contengono potenti fitonutrienti che aiutano le cellule a non attaccarsi alle pareti dei vasi sanguigni evitando accumuli e placche.

Uno studio del 2011 ha testato le proprietà antimicrobiche degli shiitake su pazienti affetti da gengivite. L’efficaca del fungo è stata comparata a quella di colluttori a base di clorexidina. All’interno del cavo orale ci sono 8 organismi chiave, che sono stati studiati prima e dopo il trattamento. I risultati indicano che i funghi shiitake abbassano il numero degli organismi patogeni senza compromettere quelli utili. Alcune componenti di questo fungo riducono i livelli di grassi nel sangue: l’eritadenina e i betaglucani, fibre alimentari solubili che ritroviamo anche nell’orzo, nella segale e nell’avena. Studi scientifici riportano che i betaglucani aumentano il senso di sazietà, riducendo cosi l’assunzione di cibo. Ritardano quindi l’assorbimento dei nutrienti e riducono i livelli di lipidi nel sangue.

Quando si assume selenio insieme alla vitamina A ed E, si riduce sensibilmente la formazione di acne e la conseguente formazione di cicatrici. Inoltre, lo zinco presente promuove la funzione immunitaria e riduce gli accumuli di diidrotestosterone o Dht, un metabolita biologicamente attivo dell’ormone testosterone, formato anzitutto nella prostata, nei testicoli, nei follicoli dei capelli e nelle ghiandole surrenali. Gli shiitake forniscono una discreta quantità di una vitamina essenziale come la D, che è cruciale sia per la salute delle ossa, sia per la riduzione del rischio di infarti, diabete, malattie autoimmuni e alcuni tipi di cancro, oltre che per l’assorbimento e la metabolizzazione di calcio e fosforo. Ovviamente, è anche un’ottima fonte di vitamina B che aiuta a supportare la funzione adrenalinica e trasforma i nutrienti del cibo in energia disponibile.

Consigliati da Amazon