Articoli

Una medicina chiamata aloe vera

Immagino… Te ne avranno parlato in tanti di una medicina chiamata aloe vera. Avrai letto di quanto fa bene, di quanto aiuta l’intestino, eccetera, eccetera. Ma a proposito di intestino, comincio col dirti che se non assumi quella costituita da solo gel, ovvero dal liquido interno alla foglia, con l’assunzione quotidiana irriti l’intestino al posto di calmarlo. Proprio così. La migliore aloe vera in commercio è quella costituita da solo gel ovvero dal liquido interno alla foglia. La maggior parte dei prodotti in commercio invece contengono anche il succo della foglia che sebbene abbia delle proprietà lassative ed antidepressive, contiene aloina che è dimostrato che irrita l’intestino se assunto quotidianamente.

L’aloe vera è davvero una bevanda benefica per essere in salute pieni di energia e vitalità. Però, bisogna stare attenti. I prodotti in commercio non sono tutti uguali e con questo tipo di integratore alimentare non si scherza. Tra i consigli più utili, troviamo certamente quello della sospensione dell’assunzione del prodotto per una decina di giorni ogni trenta. Questa pianta è un concentrato di nutrienti. Contiene vitamine A, C ed E, B12, acido folico e colina. Contiene otto enzimi, inclusi aliiase, fosfatasi alcalina, amilasi, bradykinase, carbossipeptidasi, catalasi, cellulasi, lipasi e perossidasi. Minerali come calcio, rame, selenio, cromo, manganese, magnesio, potassio, sodio e zinco sono presenti nella pianta di aloe vera. E ancora: auxine e gibberelline che promuovono la guarigione delle ferite e hanno proprietà anti-infiammatorie.

Intanto va detto che lenisce eruzioni e irritazioni della pelle. Su questo ci sono numerosi riscontri che hanno dimostrato il ruolo della somministrazione topica di aloe vera su ferite, e studi sul trattamento di psoriasi, dermatiti, mucosite orale, ferite chirurgiche e come rimedio per ustioni. Il primo studio di questo tipo è stato fatto nel 1935. L’estratto di aloe vera fornisce un rapido sollievo dal prurito e bruciore associati a gravi dermatiti da radiazioni e per la rigenerazione della pelle. Nel 2009, una revisione sistematica riassume quaranta studi sull’aloe vera per scopi dermatologici.

I risultati suggeriscono che la somministrazione orale di aloe vera nei topi funziona efficacemente per curare ferite, può ridurre il numero e le dimensioni dei papillomi e ridurre l’incidenza di tumori di oltre il novanta per cento nel fegato, milza e midollo osseo. Gli studi hanno anche evidenziato che l’aloe vera tratta herpes genitale, psoriasi, dermatiti, congelamento, ustioni e infiammazioni. Può essere utilizzato in modo sicuro come antimicotico e come agente antimicrobico. Senza dimenticare l’effetto protettivo contro i danni da radiazioni alla pelle.

In molti si chiedono se è vero che aiuta a dimagrire. Aiuta, ma non fa dimagrire. Per dimagrire c’è bisogno di una dieta. A volte anche ferrea. Dalle mie ricerche viene fuori che nel 1959, la Food and Drug Administration ha approvato l’uso dell’unguento di aloe vera come farmaco per la guarigione di ustioni sulla pelle. Quando il gel di aloe vera è usato sulle ustioni incrementa la velocità di guarigione della pelle. Così come quando il gel viene applicato sulla zona colpita dall’herpes facilita il processo di guarigione. Il consumo orale è considerato sicuro.

Aloe vera concentrato di aminoacidi

È molto importante prendere in considerazione il fatto che l’aole vera è un concentrato di aminoacidi e le vitamine B, B2, B6 e C. E che, quindi, l’uso di questa pianta si rivela ottimo per trattare capelli secchi o contro il prurito del cuoio capelluto. Ha proprietà nutritive, e le tonnellate di vitamine e minerali che sono presenti nella pianta aiutano a mantenere i capelli forti e sani. Grazie alle proprietà antibatteriche e antifungine dell’aloe vera, aiuta anche con la forfora, e gli enzimi del gel possono liberare il cuoio capelluto dalle cellule morte e favorire la rigenerazione del tessuto cutaneo intorno ai follicoli dei capelli.

Tra le altre cose, restando in tema, l’aloe aiuta a fermare il prurito associato alla forfora o ad un cuoio capelluto secco. Shampoo e balsami pieni di sostanze chimiche che danneggiano i capelli e possono causare infiammazione e irritazioni della pelle. L’aggiunta di aloe vera è un modo efficace per mantenere il cuoio capelluto privo di batteri ed evitare fastidiose reazioni cutanee. E poi c’è il discorso dell’uso di questa pianta come lassativo: gli antrachinoni nel lattice creano un lassativo potente che aumenta il contenuto di acqua intestinale, stimola la secrezione di muco e aumenta la peristalsi intestinale.

Una delle conseguenze più dirette è che aiutare la digestione. Il succo normalizza l’equilibrio acido-alcalino, favorisce un miglior equilibrio del ph, riduce la formazione di lieviti, aiuta i batteri digestivi e regolarizza l’intestino. Riduce la flatulenza, la consistenza delle feci senza alterare l’urgenza e la frequenza delle stesse. Inoltre, viene impiegata per lenire e guarire le ulcere dello stomaco, a causa del suo contenuto di agenti antibatterici e di proprietà curative che possono ripristinare naturalmente il rivestimento dello stomaco. Gli enzimi, presenti nell’aloe, aiutano la digestione delle proteine e il loro smantellamento in aminoacidi. Quindi, per riepilogare: la pianta di aloe ci aiuta a scongiurare alcune malattie, uccidere i batteri patogeni e proteggere la funzione delle membrane cellulari.

E poi c’è lo zinco. E già, lo zinco, una componente chiave nella struttura di un gran numero di recettori di ormoni e proteine che contribuiscono alla buona salute, l’umore equilibrato e una corretta funzione immunitaria. Te la senti di non considerarla un valido supporto nella costruzione di un solido sistema immunitario? Non è una “pianta miracolosa”, ma sicuramente è un valido aiuto. Le infiammazioni sono all’origine di gran parte delle malattie. Ma con le vitamine e minerali che fornisce l’aloe si contrastano infiammazioni e radicali liberi. La vitamina A mantiene la salute degli occhi, la funzione neurologica e la salute della pelle. La vitamina C protegge l’organismo dalle malattie cardiovascolari, degli occhi e della pelle. E previene le rughe.

La vitamina E si rivela un potente antiossidante in grado di ripristinare i danni causati dai radicali liberi. Combatte le infiammazioni e aiuta in maniera naturale a rallentare l’invecchiamento cellulare. Proprietà che si rivelano utili anche quando si è esposti al fumo di sigaretta o ai raggi UV. L’aloe vera aiuta nella cura di acne ed eczemi e riduce l’infiammazione se applicato sulla pelle per via topica. Ma ora ti svelo un segreto che non immagini. Alcuni studi sull’uomo e sugli animali suggeriscono che il succo di questa pianta è in grado di alleviare l’iperglicemia cronica e interagire nel profilo lipidico.

PROMEMORIA > Potresti leggere altri approfondimenti nelle categorie salute e rimedi naturali

L’aloe di qualità è una vera medicina

Ovviamente, come dicevo all’inizio del post, non tutti i succhi aloe in commercio sono uguali. Il metodo di lavorazione di questa pianta ha una grande incidenza sul numero e sulla quantità degli ingredienti attivi in un prodotto a base di aloe vera. In genere la lavorazione prevede frantumazione, macinazione o pressatura di tutta la foglia per la produzione di succhi, seguita varie filtrazioni e stabilizzazioni. Purtroppo, spesso ne viene fuori un prodotto scadente, con basso contenuto di ingredienti attivi. L’estrazione del gel tramite trattamenti termici e l’utilizzo di svariati filtri riducono i benefici per la salute.

In ogni caso è facile trovare prodotti di aloe vera tra cui gel, lattice, succo di frutta ed estratti. Puoi anche coltivarti la tua pianta di aloe in casa. Se acquisti una pianta in vaso, mettila sul davanzale di una finestra esposta al sole. Sposta il vaso all’aperto nei mesi estivi. L’aloe è una pianta grassa, in grado di immagazzinare molta acqua nelle sue foglie, ma ricordati di bagnarla almeno due o tre volte al mese. Durante l’inverno la pianta di aloe diventa dormiente, e durante questo periodo devi innaffiare poco. Crescere la propria pianta è un modo semplice ed economico con cui sperimentare tutti questi incredibili benefici dell’aloe vera ogni giorno.

Ti starai chiedendo: come devo assumerla e quanto? Intanto, leggi sempre l’etichetta sui prodotti che acquisti e magari informa il medico. Per la stipsi prendi due cucchiai di gel di aloe vera due volte al giorno prima dei pasti. Per le ferite, psoriasi e altre infezioni della pelle, usa la crema gel di aloe vera tre volte al giorno. Per la placca dentale, usa un dentifricio a base di aloe vera o metti una puntina di gel di aloe vera sullo spazzolino. Per il colesterolo alto, prendi una capsula di aloe vera due volte al giorno per due mesi. Per infiammazioni intestinali, vanno bene tre cucchiai di gel due volte al giorno per quattro settimane. Per ustioni della pelle, utilizza un gel di aloe puro sulla zona bruciata fino a guarigione. Per cute secca o forfora, aggiungere un cucchiaino di crema gel di aloe allo shampoo.

Non tutto ciò che luccica è oro. Ti dicevo prima che bisogna fare attenzione con questo integratore, che può causare alcuni effetti collaterali come mal di stomaco e crampi. L’uso a lungo termine di grandi quantità di lattice di aloe può causare diarrea, problemi renali, sangue nelle urine, calo di potassio, debolezza muscolare, perdita di peso e problemi cardiaci. Non bisogna assumere aloe vera in gravidanza o allattamento e non bisogna somministrarla a bambini di età inferiore a dodici anni. Si rischiano dolori addominali, crampi e diarrea. Ma d’altra parte, bisogna stare attenti anche con i farmaci.

Come hai capito, l’aloe è un medicinale. Naturale sì, ma pur sempre medicinale. Questo è davvero importante che tu te lo scriva a caratteri cubitali nel cervello. Ricorda se usi l’aloe vera, la usi come anti-invecchiamento della pelle e dell’organismo in generale, antibiotico e antibatterico, per rafforzare il sistema immunitario, come antinfiammatorio, come depurante e disintossicante, come cicatrizzante, per regolare l’attività digestiva, per aiutare la cura dell’intestino e quella della pelle e dei capelli.

Consigliati da Amazon

Con l’arnica non ci pensi più

Se mi capita una contrattura o un’infiammazione, personalmente non uso farmaci di sintesi. Uso l’arnica. Pomata. L’Arnica, o Arnica montana, è una efficacissima erba medicinale della famiglia delle Asteraceae, ghiandolosa, perenne, a fusto eretto e mediamente robusto, alta tra i 20 e i 60 centimetri, dai grandi capolini di colore giallo aranciato con caratteristici petali “spettinati” e dal gradevole odore aromatico. La uso da tanni e devo dire che per le sue proprietà antinfiammatorie e analgesiche, è uno dei rimedi naturali più efficaci contro dolori muscoloscheletrici, artrite e piccoli traumi. In farmacia sono disponibili tantissimi prodotti a base di questa erba officinale: pomate, creme, unguenti, tinture madri, in cui si ritrovano i principi attivi della pianta, estratti da radici e fiori.

L’utilizzo a scopo salutistico dell’arnica è antico, risale almeno al XVI secolo. Le proprietà antiflogistiche, antidolorifiche e antiecchimotiche dell’arnica ne hanno fatto nel tempo una delle soluzioni più conosciute e apprezzate in fitoterapia contro le conseguenze dei piccoli infortuni. L’arnica è diventata così il rimedio naturale per eccellenza degli sportivi. Il nome del genere potrebbe derivare da una alterazione del tardo-latino ptàrmica, a sua volta derivato dal greco ptarmikos (starnutatorio) con allusione alle proprietà starnutatorie connesse con l’odore della pianta. Altri autori però preferiscono partire dalla parola greca arnakis (pelle di agnello) facendo riferimento alla delicata tessitura delle sue foglie.

Formidabile è il potere antinfiammatorio e analgesico che l’arnica esercita nei confronti dei traumi, in particolare a carico dei tessuti molli superficiali. A contatto con la zona colpita, favorisce il riassorbimento dell’edema e riduce velocemente il dolore e il livido. L’impiego di quest’erba officinale è quindi quanto mai utile in caso di contusioni, distorsioni, piccole fratture, ma anche contratture, slogature, crampi muscolari. Meno nota, ma per certi versi ancora più interessante, è la capacità dell’arnica di alleviare il dolore e contrastare i sintomi invalidanti di alcune forme di artrosi. Risale al 2007 uno studio pubblicato su “Rheumatology International” che ha dimostrato come in queste circostanze l’uso topico dell’arnica riscuota gli stessi benefici dell’ibuprofene, diffusissimo farmaco antinfiammatorio non steroideo.

Coltivatori, raccolgono le piante di arnica mature.

PROMEMORIA > Potresti leggere altri approfondimenti nelle categorie salute e rimedi naturali

Questa pianta è spesso utilizzata come rimedio nella fitoterapia, nell’omeopatia e soprattutto nell’omotossicologia (in abbinamento ad altre piane). Un’infusione di foglie viene utilizzata come trattamento, per uso esterno, di traumi e contusioni, ma non deve essere utilizzata sulle ferite. In forma di crema o di tintura diluita, è utilizzata nei dolori reumatici e per l’alopecia.

In omeopatia, l’Arnica è utilizzata per dolori muscolari e nella cura a lungo termine di traumi, per shock, contusioni, strappi, artrite e dolori influenzali. Nel Regno Unito l’agenzia Medicines and Healthcare products Regulatory Agency (Mhra) ha registrato per prima un medicinale a base di arnica denominato Artrogel. Nell’omotossicologia risulta molto efficace Arnica comp della Heel, sia sotto forma di crema sia sotto forma di compresse.

Tutta la pianta (fiori e rizoma) contiene un glucoside (l’arnicina dalla formula CxHxO4) che è simile, come azione, alla canfora. Produce due differenti olii essenziali, uno localizzato nei fiori e l’altro nei rizomi essiccati. Dalla pianta si può estrarre anche fitisterina, acido gallico e tannino. Le radici al gusto sono molto amare. Epoche particolari di raccolta: le foglie e i fiori in estate, i rizomi in settembre-ottobre. Durante la fioritura, viene utilizzata tutta la pianta. Fate attenzione, è velenosa. Se ingerita, la tintura non diluita può provocare tachicardia, enterite e persino un collasso cardiocircolatorio. Per queste proprietà, un tempo questa pianta era utilizzata come veleno.

Consigliati da Amazon

Glucosamina questa sconosciuta

Ad ascolatre cosa si dice in giro, viene da esclamare: glucosamina questa sconosciuta! Sopra i trentanni, lo stress quotidiano, gli eccessi alimentari, l’alcol, il caffè e quant’altro, si possono iniziare ad avvertire acciacchi di natura articolare. Ci sono tanto modi per contrastarli. Ovviamente, molto dipende dopo quanto tempo si interviene, se si fa prevenzione. La glucosamina, sia solfato sia vegetale, può essere un valido aiuto. Cominciamo col dire cos’è e a cosa serve, visto che non tutti lo sanno, ma che tutti hanno diritto ad essere informati. La glucosamina è uno zucchero, per la precisione è uno zucchero amminico, ed è uno dei principali precursori della sintesi delle proteine glicosilate e dei lipidi.

Si ricava, tramite l’idrolisi dei gusci dei crostacei, è venduta commercialmente (glucosamina solfato, glucosamina vegetale, glucosamina cloridrato) ed è uno dei maggior componenti del guscio dei crostacei e di altri artropodi, nei funghi e molti organismi superiori ed è uno dei più abbondanti monosaccaridi. È anche uno dei componenti del lipopolisaccaride dei batteri gram negativi. Siccome è un precursore dei glicosaminoglicani, che sono il principale componente della cartilagine articolare umana, la glucosamina supplementare dovrebbe (uso il condizionale perché ogni individuo reagisce in modo differente) aiutare a ricostruire la cartilagine e curare l’artrite. In genere, viene utilizzata come trattamento per l’osteoartrite.

La sua accettazione come terapia medica non è generale, è accettata principalmente dalla naturopatia e dalla fitoterapia, ma molti pazienti che l’hanno usata secondo gli schemi medici proposti individualmente anche per altre patologie tendineo-infiammatorie hanno riferito benefici. Il suo utilizzo sembra essere sicuro, ma a parere della comunità scientifica non c’è ancora prova evidente circa la sua efficacia. Altrettanto vero è che molti naturopati, osteopati e fisioterapisti consigliano di usare la glucosamina certi della sua efficacia.

Negli Stati Uniti non è stata approvata dalla Food and drug administration per l’uso medico nell’uomo, ma siccome è classificata come integratore alimentare, le prove di sicurezza ed efficacia non sono richieste, finché non è considerata come cura per il trattamento dell’osteoartrite. In Europa la glucosamina è approvata come farmaco ed è venduta nella forma di glucosamina solfato. Per fare un altro, ultimo, esempio: è usata anche largamente in medicina veterinaria come integratore. E io che penso? L’ho usata e ho riscontrato dei benefici, per questo ne parlo. Ho imparato a fidarmi dei medici in genere (si incontrano anche bravi professionisti…) solo diffidandone e studiando prima di incontrarli.

L’azione della glucosamina e lenta ma profonda.

Il dosaggio tipico di glucosamina è di 1.500 milligrammi al giorno, che in genere vengono suddivisi in due compresse da 750 milligrammi o tre da 500 milligrammi ciascuna. Essa contiene un gruppo amminico che è caricato positivamente al pH fisiologico. L’anione incluso nel sale può variare. Le forme normalmente vendute sono glucosamina solfato, la glucosamina cloridrato e la glucosamina vegetale. La percentuale di principio attivo presente in 1.500 milligrammi di sale di glucosamina dipende da quale anione è presente e se sali aggiuntivi sono inclusi nel calcolo del produttore.

La glucosammina è spesso venduta in combinazione con altri supplementi come il solfato di condroitina e il metilsulfonilmetano, più conosciuto come Msm. Studi clinici sulla glucosamina hanno concluso che sembra essere sicura. Siccome è di solito derivata dai crostacei, chi è allergico dovrebbe evitarla. Per la verità, anche su questo aspetto, gli studiosi sono divisi: c’è anche chi sostiene che siccome glucosamina è derivata dai gusci degli animali, mentre l’allergene è nella loro carne, l’utilizzo è probabilmente sicuro anche per coloro che sono allergici ai crostacei. Non è così.

Glucosamina e le fonti alternative

Fonti alternative sono disponibili usando la fermentazione fungale del mais. Preoccupazione che, invece, appare più reale è che il supplemento di glucosamina potrebbe contribuire al diabete interferendo con la normale regolazione della sintesi di esosammina, ma parecchie ricerche non hanno evidenziato ciò. In Usa si stanno conducendo studi sull’impiego di glucosamina negli obesi, poiché essi possono essere particolarmente sensibili agli effetti sull’insulino-resistenza.

Nel caso specifico della glucosamina solfato, i prodotti in commercio sono tanti e, a dirla fino in fondo, i prezzi non sono per nulla economici. Fattore che lo accomuna agli altri rimedi naturali. Per fortuna, però, come nella maggior parte dei casi, c’è una soluzione più o meno a buon mercato e di qualità. Se con il consulto del medico si è deciso di intraprendere la strada della glucosamina solfato, si può chiedere direttamente al farmacista di fiducia di preparare le compresse. E se non avete un farmacista di fiducia, rivolgetevi pure ad una qualunque farmacia dotata di laboratorio, vi prepareranno le compresse da 750 milligrammi (in genere se ne assumono due al giorno).

La glucosamina solfato, o il solfato di glucosamina, è un integratore utile a favorire la funzionalità delle cartilagini, indicato per giovani e anziani e sportivi. Un po’ meno alle persone in sovrappeso. Si usa in genere per curare disturbi osteoarticolari, quali dolori alle ginocchia, mal di schiena, articolazioni rigide e doloranti, sono causati principalmente dal deterioramento della cartilagine. E poi c’è anche la glucosamina vegetale, una forma non derivata dagli animali né dai crostacei. Ogni produttore, in questo caso, vende un prodotto brevettato…

PROMEMORIA > Potresti leggere altri approfondimenti nelle categorie salute e rimedi naturali

Non va dimenticato che la cartilagine articolare è un tessuto connettivo di sostegno costituito da due fasi: una solida, costituita da condrociti, collagene, proteoglicani e acido ialuronico, e una liquida, costituita di acqua per circa il 70%, elettroliti e fluidi. I condrociti sono cellule che, oltre a produrre continuamente collagene e proteoglicani, producono anche gli enzimi, come l’elastasi e la ialuronidasi, che hanno il compito di favorire la degradazione del vecchio collagene e dei proteoglicani danneggiati. Non a caso, la glucosamina lavora molto bene con la condrotina.

Il tessuto cartilagineo è elastico e resistente alla pressione e alla trazione, ma con scarsissime capacità rigenerative. Quando, per i più svariati motivi, si esercita un sovraccarico sulle articolazioni, la cartilagine secerne liquido sinoviale dentro la capsula, che viene riassorbito dalla cartilagine quando la pressione si riduce. La cartilagine agisce da “cuscinetto” e favorisce lo scorrimento delle ossa, ma va incontro a un processo di demolizione e sostituzione: se l’equilibrio tra questi due processi viene a mancare, la demolizione avviene con rapidità maggiore rispetto alla sintesi di nuovo tessuto. E ovviamente, si avverte dolore e rigidità articolare. Di seguito ti mostro alcuni ottimi integratori di glucosamina o misti, ma sempre a base di glucosamina. Li ho selezionati per te e puoi decidere di acquistarli direttamente dal blog, in sicurezza e con la formula soddisfatti o rimborsati.

Consigliati da Amazon