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Olio di tea tree, tutti gli usi

Da sempre utilizzato per il trattamento delle infezioni batteriche della pelle e delle ferite, l’olio di tea tree, derivato dalla melaleuca alternifolia, una pianta originaria dell’Australia, ha veramente tante applicazioni: è uno degli oli più versatili e naturali che si possano trovare in commercio. La principale ragione delle sue proprietà curative è rappresentata dai terpenoidi, potenti sostanze chimiche organiche.

E’ bene chiarire una cosa: l’olio può essere applicato puro su una piccola parte del nostro corpo, ad esempio su un brufolo, ma in caso di pelle sensibile o superfici più estese, è sempre meglio diluirlo con dell’olio vettore, dopo essersi consultati con il proprio medico. Inoltre, puro non va mai ingerito. Esistono delle diluizioni che possono essere bevute, ma parliamo di due o tre gocce diluite in un po’ d’acqua.

Quindi, cominciamo con il chiarire che cos’è un olio essenziale. L’olio essenziale è una sostanza chimicamente complessa, costituita da una miscela di terpeni, fenoli, alcoli, aldeidi, chetoni, esteri ed eteri. Gli oli essenziali sono prodotti dal metabolismo di una pianta aromatica ed estratti con diverse metodiche, principalmente per distillazione in corrente di vapore come nel caso del tea tree oil. Ha proprietà diverse che dipendono dalla specie dalla quale viene ricavato.

Altro aspetto molto importante: quando un olio essenziale è usato per scopi salutistici si parla di aromaterapia. Gli oli essenziali usati per uso interno devono essere etichettati con la dicitura “di grado alimentare”, “per alimenti”, “per uso interno” o simile. Un olio essenziale non accompagnato da dicitura analoghe, è considerato solo per uso esterno. Antibiotico, in aromaterapia, uno dei più potenti, in virtù dell’azione antibatterica, antivirale e antifungina ad ampio spettro.

Per uso interno solitamente si usano due gocce in un cucchiaino di miele è indicato in caso di infezioni delle vie respiratorie, che provocano faringiti e tonsilliti, febbre, bronchiti, raffreddore, mal di gola, cistite, candidosi e herpes. Per uso topico, è impiegato come antifungino contro funghi della pelle e micosi delle unghie, come antivirale su herpes, porri e verruche, infine come antibiotico su piaghe infette, ferite, ustioni e piorrea. Ma non solo. Vediamo insieme le modalità d’uso per ogni disturbo… Ma vediamo nel dettaglio gli usi che si possono fare di questo olio. Ne ho contati quarantatré.

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Abrasioni e tagli

Di fondamentale importanza pulire bene l’area. Quindi, applicare qualche goccia di olio sulla zona interessata. Se è richiesto un bendaggio, versare alcune gocce di olio sul cotone o sul pezzo di garza.

Acne

L’olio è da applicare bene sui brufoli con un tampone di cotone. Poi va lasciato agire per un paio d’ore. Se la pelle si secca, allora vuol dire che bisogna diluirlo con olio vettore.

Afte

Per curare le fastidiose afte, bisogna applicare una o due gocce di olio sulla zona infetta con un batuffolo di cotone. Poi, lasciare asciugare.

Alito cattivo

Per migliorare l’alito, mescolare una goccia di olio con un po’ d’acqua ed effettuate gargarismi. Non ingoiare la soluzione. Altrimenti usare la soluzione di olio di tea tree al 38% massimo.

Allergie

In questi casi delicati è consigliato effettuare un bel massaggio su petto, addome e punti riflessi dei piedi con qualche goccia di olio diluito con un altro lio vettore.

Antipulci per cani

Versare qualche goccia di olio diluito sul collare a cadenza settimanale. Usare sempre olio a bassa concentrazione e ben diluito. Da non mettere mai a contatto diretto con la pelle. E soprattutto da non usare sui gatti.

Artrite

Per alleviare i dolori artritici si possono effettuare dei massaggi locali utilizzando 20 gocce di olio diluito.

Asma bronchiale

L’olio di tea tree si rivela molto utile anche per curare l’asma bronchiale. In questo caso, aggiungere qualche goccia nell’acqua bollente per effettuare dei suffumigi.

Biancheria

La cosa ideale è quella di versare due cucchiaini di olio al bucato. In questo modo si aiuta a prevenire la muffa.

Bolle della pelle

Quando sulla pelle vi nascono delle bolle, per qualunque motivo, applicate una o due gocce di olio direttamente sulla bolla.

Bruciature leggere

Dopo aver lavato la zona scottata, attendere qualche minuto prima di aggiungere una miscela di cinque gocce di olio con un cucchiaino di miele grezzo.

Calli e duroni

Massaggiare due volte al giorno la zona interessata dal callo o dal durone con cinque gocce di olio mescolate in un cucchiaio di olio vettore.

Collutorio

Aggiungere acqua purificata con qualche goccia di olio di tea tree. Ovviamente, la soluzione pura, che è l’ideale, non è da ingoiare mai, altrimenti si può optare per la soluzine diluita al 38%, ma l’effetto è più blando.

Contusioni

Nel caso di contusioni, anche molto dolorose, applicare un impacco freddo sulla zona dolorante e, in un secondo momento, trattare come indicato per l’artrite.

Deodorante

Per profumare gli ambienti, aggiungere qualche goccia di olio essenziale al diffusore o su batuffoli di cotone da conservare in alcuni sacchettini.

Dermatite

Per curare la dermatite diluire dieci gocce di olio in un cucchiaio di olio vettore e massaggiate due volte al giorno la parte interessata.

Eczemi

Contro gli antipaticissimi eczemi, aggiungere dieci gocce di olio in un cucchiaio di olio di semi o di cocco e massaggiate le zone interessate. Ripetere più volte al giorno.

Forfora

Se avete problemi di forfora, versare dieci gocce di olio nella bottiglia dello shampoo e, dopo aver agitato bene, procedere al lavaggio dei capelli.

Formiche

L’olio di tea tree è molto efficace anche contro le formiche, a cui non piace affatto l’odore. Per tenerle lontane bastano poche gocce sulla porta.

Gotta

Nel caso in cui si è colpiti dalla gotta, per alleviare i fastidi aggiungere dieci gocce di olio a due cucchiai di olio vettore e massaggiare più volte al giorno.

Herpes labiale

Tra i tanti impieghi che stiamo scoprendo, c’è anche quello contro l’herpes labiale. Chi non ne ha mai avuto uno? E chi non lo odia ancora oggi? Dosare una o due gocce di olio su un batuffolo di cotone e applicare.

Infezioni batteriche

Contro infezioni batteriche di lieve entità, risulta utile massaggiare l’olio sulla zona interessata e aggiungere alcune gocce nell’acqua della vostra vasca da bagno.

Infezioni vaginali

Nel caso di infezioni vaginali esterne, diluire qualche goccia all’acqua con cui vi lavate. In caso di irritazione smettere di usare l’olio e lavare la zona con sola acqua calda.

Malattie virali

Per evitare il contaggio di malattie virali, diffondere l’olio di tea tree in tutta la casa. In alternativa, inalare i vapori.

Infiammazioni muscolari

Nel caso di infiammazioni muscolari, è decisamente semplice la procedura antinfiammatoria: massaggiare le zone infiammate con qualche goccia di olio puro mescolato a pochissimo olio vettore.

Labbra screpolate

Quando le labbra si stanno spaccando, aggiungere una goccia di olio al balsamo per le labbra o all’olio di cocco.

Morsi di pulce

Nell’eventualità in cui si viene morsi da una pulce, piuttosto che andare nel panico, applicare una goccia di olio direttamente sul morso del parassita.

Muffa

Per un efficace contrasto alla muffa, combinare due cucchiaini di olio con due tazze di acqua per il trattamento di muffe e funghi. Spruzzare la superficie colpita e lasciare asciugare.

Orticaria

Contro l’orticaria, aggiungere dieci gocce di olio a quattro cucchiai di amamelide e poi applicare sulla zona con un batuffolo di cotone.

Peli incarniti

L’olio di tea tree contrasta anche i peli incarniti. Basta mettere due gocce di olio sul pelo e ripetere ogni due ore l’operazione o fino a quando l’infezione va via.

Pelle secca

In caso di pelle secca, applicare cinque gocce di olio di tea tree a un cucchiaio di olio di mandorle dolci e massaggiare.

Pidocchi

Dosare venti gocce di olio a due cucchiai di shampoo. Massaggiare il cuoio capelluto e i capelli e lasciare in posa per 10 minuti. Ripetere tre o quattro volte al giorno, fino alla scomparsa delle uova.

Piede d’atleta

Pulire i piedi accuratamente, quindi applicare un leggero strato di olio di tea tree sulla zona interessata più volte al giorno, fino a quando i segni dell’infezione non saranno scomparsi.

Psoriasi

Diluire dieci gocce in un cucchiaio di olio vettore e massaggiare dolcemente con i polpastrelli le zone colpite. Ripetere due o tre volte al giorno.

Punture di zanzara

Per fare passare il fastidioso prurito da morso di zanzara, al posto di grattare, si rivela efficace applicare una goccia di olio direttamente sulle punture.

Sciatica

In aiuto della sciatica, per alleviare i fastidi, versare dieci gocce in un cucchiaio di olio vettore e massaggiare la zona interessata. Ripetere più volte al giorno.

Sinusite

Per risolvere i fastidi dati dalla sinusite, si possono fare dei suffumigi con l’olio puro, oppure si può bere qualche goccia, due o tre, di olio diluito al 38%.

Sistema immunitario

Per aiutare il sistema immunitario, più che altro per stimolarlo, spruzzare un po’ di olio di tea tree in tutta la casa regolarmente e massaggiare le piante dei piedi.

Spazzolino da denti

L’olio di tea tree può essere usato anche per pulire lo spazzolino da denti. Dosare qualche goccia di olio sullo spazzolino una o due volte alla settimana per uccidere i batteri.

Spray anti-insetti

Versare quindici gocce in un quarto di tazza di acqua, mescolate in un contenitore munito di spruzzino e utilizzare sul corpo come repellente per insetti.

Tonsillite

Versare qualche goccia di olio di tea tree nell’acqua caldissima. Mettere un asciugamano sulla testa e respirare. Potete fare anche dei gargarismi senza ingoiare la soluzione. Contemporaneamente si può bere dell’acqua con due o tre gocce di olio diluito al massimo al 38%.

Tosse

Contro la tosse, come detto per la tonsillite, creare dei suffumigi con acqua bollente e dieci gocce di olio. Coprire la testa e respirare. Contemporaneamente bere dell’acqua contenente due o tre gocce di olio diluito al massimo al 38%.

Verruche

Infine, per liberarsi delle fastidiosissime verruche, applicare l’olio non diluito sulla zona colpita. Ripetere mattina e sera, fino a quando la verruca comincia ad andare via. Diluire.

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Gli antibiotici naturali più efficaci

Quali sono gli antibiotici naturali più efficaci per stimolare alla reazione il sistema immunitario? Se ne parla in inverno per necessità ma in realtà quello dell’antibiotico naturale dovrebbe essere un argomento da inserire nell’educazione alimentare perché, a differenza di quello usato dalla medicina allopatica, che spazza via quasi tutto (purtroppo), la natura ci mette a disposizione “medicinali” che fanno effetto a condizione che li si assuma con regolarità.

Per dirla con le parole di Ippocrate, che purtroppo la cultura del trash ha messo un po’ da parte, con le conseguenze disastrose che sono sotto gli occhi di tutti: Fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo. Per stare bene bisogna prendersi cura di sé stessi. Essere attenti a quello che mangiamo. Noi siamo quello che mangiamo. Ho pensato una mini-guida ai dieci antibiotici naturali più efficaci, parlo ovviamente solo di prodotti che sperimento con successo su me stesso, traendone oggettivo benessere fisico. E’ importante ricordare che l’antibiotico tradizionale non è da evitare a tutti i costi, ma da ridurre al minimo. L’esposizione ad antibiotici chimici fa tabula rasa anche dei batteri buoni.

A ciò, bisogna aggiungere che nell’ultimo secolo si è verificata una massiccia somministrazione di farmaci agli animali da allevamento, che poi finiscono nella nostra pancia. Ecco spiegato come mai si sono venuti a creare virus sempre più resistenti e corpi sempre più deboli. E’ fondamentale riportare in equilibrio il nostro corpo e il nostro sistema immunitario. Come faccio spesso in questi casi, seleziono per te i migliori prodotti sul mercato. Ma ricorda: i miei sono solo consigli. Ecco i 10 antibiotici naturali più efficaci.

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Miele biologico grezzo

Nella cultura egizia il miele era una medicina e lo è ancora oggi in quella cinese. Ovviamente, sarebbe ideale il miele biologico e grezzo. E’ un sedativo per la tosse, è un antibiotico, è un antinfiammatorio, è un antiossidante e cura l’acne. Ma non solo. Il principale vantaggio del miele è rappresentato dal fatto che già in natura il miele si presenta predigerito e dunque non richiede da parte dell’organismo umano che lo assume nessuno sforzo per la sua assimilazione.

Ci troviamo di fronte ad un prodotto che si presenta ricco di monosaccaridi in misura del’80% del suo contenuto e con un carico di saccarosio pari al 10% ed acqua in egual misura. Nella costituzione del miele ritroviamo anche tracce di proteine quali albumina, globulina, amminoacidi, importanti sali minerali quali, calcio, potassio, sodio, zinco cui si aggiungono vitamine quali quelli del Gruppo B, C, E e K, quest’ultima nota come sostanza antiemorragica.

Sempre nel miele v’è presenza anche di acidi organici e inorganici ed altri componenti naturali. I ricercatori dell’Università Salve Regina a Newport, Rode Island, hanno ribadito che il miele grezzo è uno dei migliori antibiotici naturali che si possa avere. La proprietà unica del miele risiede nella sua capacità di combattere le infezioni su più livelli, rendendo più difficile ai batteri di sviluppare resistenza. Il miele utilizza una combinazione di armi tra cui polifenoli, perossido di idrogeno e un effetto osmotico.

Estratto di curcuma

La curcuma è usata nella medicina ayurvedica e cinese da migliaia di anni per trattare una vasta gamma di infezioni. Le qualità antibatteriche e antinfiammatorie sono note per essere altamente efficaci nel trattamento di infezioni batteriche. Può anche essere utilizzato topicamente per le lesioni della pelle. Una delle proprietà più sorprendenti della curcuma è l’effetto antitumorale. Questa pianta contrasta l’insorgere della leucemia e di ben otto tipi di tumore che colpiscono colon, prostata, bocca, polmoni, fegato, pelle, reni e mammelle.

La validità di questa teoria che viene tramandata da secoli dalla tradizione popolare è confermata da nuove teorie mediche e da un dato reale: in India e più in generale in Asia (il continente dove si consuma più curcuma in assoluto), l’incidenza dei tumori è molto più bassa rispetto al resto del mondo. La curcuma ha notevoli proprietà cicatrizzanti, l’applicazione dei rizomi di curcuma su ferite, scottature, punture d’insetto e dermatiti dona sollievo immediato e velocizza il processo di guarigione.

Per quanto riguarda le più importanti proprietà farmacologiche, vanno sicuramente menzionate quelle coleretiche-colagoghe, che favoriscono la produzione della bile e il suo naturale deflusso nell’intestino. Il consumo di curcuma migliora il funzionamento di stomaco e intestino e per di più aiuta a combattere il colesterolo, poiché facilita lo smaltimento dei grassi in eccesso. Questa erba è inoltre un vero toccasana per tutte quelle persone che hanno problemi di dispepsia (digestione), ma anche di meteorismo e flatulenza.

Spicchio di aglio

Questo condimento gustoso è utilizzato per scopi medicinali in tutto il mondo da migliaia di anni. Basti pensare a quando lo si strofina per pochi secondi su una puntura di zanzara o su un morso di ragno. Si ha un immediato effetto benefico. Nel 1700 veniva usato per scongiurare la peste. Possiede un potente antibiotico, antivirale e antimicotico. L’aglio ha molte qualità, tra cui senza dubbio spicca quella di antibatterico naturale.

L’azione antibatterica di questa pianta può rivelarsi utile nel trattamento delle ulcere come anche di raffreddore e tosse. I suoi utilizzi “interni” non si esauriscono però qui, considerata la sua azione di controllo della pressione arteriosa, il suo effetto anticoagulante e vasodilatatore, oltre alla sua nota capacità di intervenire in caso di diarrea. Questo in quanto agisce non soltanto da antibatterico naturale, senza intaccare la flora intestinale, ma agisce anche nel favorire il ripristino del normale equilibrio di quest’ultima.

Favorisce l’aggregazione delle molecole di alcuni metalli pesanti come mercurio e cadmio favorendone così l’espulsione da parte dell’organismo. Molti anche i suoi possibili utilizzi cutanei o relativi al cavo orale, come ad esempio nel caso di afte, herpes, acne e mal d’orecchio. Un’altra possibile applicazione di questa pianta riguarda ad esempio i casi di mal di denti. Se poi si è un po’ più esperti e si sa preparare l’antica ricetta tibetana…

Radice di echinacea

Questo composto è stato usato per trattare l’invecchiamento e un’ampia varietà di infezioni da secoli. Era tradizionalmente usato per trattare ferite aperte, così come la setticemia, difterite e altre malattie correlate a batteri. Oggi è usato principalmente per il trattamento di raffreddore e influenza. Le principali indicazioni cliniche e proprietà della pianta di echinacea sparigica riguardano, per via interna, il suo impiego nella profilassi e nel trattamento delle malattie da raffreddamento e per via esterna, l’utilizzo come topico nelle affezioni cutanee e di tipo infiammatorio e nelle ferite torpide in cui è necessario attivare la rigenerazione tissutale e ridurre i rischi di infezione.

I costituenti principali sono: derivati dell’acido caffeico (0,3-1,7% echinacoside, cinarina, acido cicorico praticamente assente e acido clorogenico), 0,1 % di olio essenziale, polisaccaridi, alcammidi (echinaceina, isobutilamidi ac. polieninici e polienici), flavonoidi (luteolina, kaemferolo, quercetina, apigenina), poliine e tracce di alcaloidi pirrolozidinici. La composizione della radice d’echinacea è molto complessa. Sono state identificate numerose sostanze attive come l’echinacoside, glucoside dotato di un marcato effetto antibiotico contro vari batteri, degli oli essenziali formati da più di 20 componenti, ad azione immunostimolante. Sono presenti inoltre dei poliacetileni i quali esplicano un importante effetto battericida e fungicida.

Estratto di foglia di ulivo

Una serie di studi hanno rivelato ciò che era già chiaro nelle antiche culture, che infusi di foglie di ulivo possono avere proprietà salutari straordinarie. Il potere delle foglie nasce dalle proprietà fitochimiche possedute dalla pianta, utili a proteggerla dalle malattie e dai parassiti. Uno di questi importanti fitochimici presenti nelle foglie di olivo si chiama oleuropeina ed è il principio attivo maggiormente responsabile degli effetti benefici sulla salute dell’uomo. Questa sostanza è stata utilizzata per un certo numero di secoli per combattere le infezioni batteriche e attualmente utilizzata anche per combattere le infezioni Mrsa in alcuni ospedali europei.

Fornisce supporto al sistema immunitario, mentre lotta contro le infezioni resistenti agli antibiotici. E’ anticancro, previene l’osteoporosi, è antivirale, antibatterica, antiossidante, antinfiammatoria, combatte l’ipertensione arteriosa e rafforza il sistema immunitario. Preparare l’infuso è facile. Utilizzate 150 foglie fresche di ulivo per ogni litro di acqua (se si utilizzano le foglie secche, riducete la quantità di un terzo). Pulire bene le foglie accuratamente lasciandole in acqua e bicarbonato per alcuni minuti, poi lavarle abbondantemente. Mettere le foglie in acqua e portare ad ebollizione, dopo abbassare la fiamma e fare sobbollire ancora per 15 minuti. Trasferire l’estratto (solo l’infuso) in bottiglie di vetro e conservate in frigorifero. Un cucchiaino tre volte al giorno, durante i pasti.

Olio essenziale di origano

Questo è un olio essenziale noto per la sua capacità di uccidere i batteri, nonché controllare le infezioni da stafilococco come Mrsa. Contiene antiossidante, antisettico, antivirale, antimicotico, antinfiammatorio, antiparassitario e proprietà antidolorifiche. Nel 2001, Science Daily ha riferito su uno studio Georgetown University che ha trovato che le proprietà germicida dell’olio di origano erano quasi efficace come la maggior parte degli antibiotici. L’olio essenziale di origano è un rimedio naturale davvero prezioso per prendersi cura della propria salute. Ha numerose proprietà benefiche che lo vedono impiegato soprattutto per la cura dei disturbi respiratori, a partire dal comune raffreddore.

Una delle sostanze benefiche contenute nell’olio essenziale di origano è il carvacrolo, che sarebbe utile per contrastare la diffusione di diversi virus e batteri. In caso di particolari problemi di salute o di assunzione di farmaci, o per qualsiasi dubbio sull’utilizzo dell’olio essenziale di origano, chiedete maggiori informazioni al vostro erborista di fiducia. Ecco alcuni dei possibili usi dell’olio essenziale di origano: per disturbi dolorosi che possono comprendere l’artrite, la sindrome del tunnel carpale, l’indolenzimento muscolare e i reumatismi, diluite due o tre gocce di olio essenziale di origano in una piccola quantità di olio vegetale di base e massaggiate di tanto in tanto l’area interessata dal problema.

Estratto di goldenseal

L’uso di goldenseal (hydrastis canadensis), un’erba che appartiene alla famiglia delle Ranunculaceae, in medicina naturale ha una lunga storia. Una storia che rintraccia le proprie radici nei nativi americani, quelli che c’erano ben prima della scoperta dell’America fatta da Cristoforo Colombo il 12 ottobre 1492. E’ molto utile per i disturbi del fegato, per problemi agli occhi, disturbi della pelle, disturbi digestivi e diarrea, per curare la rinite allergica… I coloni europei impararono la ricetta farmacologica usata dagli Irochesi e da altre tribù native del centro America e sperimentarono anche altri utilizzi del rizoma giallo (altro nome dell’antica pianta).

Goldenseal è una delle erbe più popolari vendute sul mercato americano e ha recentemente guadagnato una reputazione di erba potenziatrice del sistema immunitario e come antibiotico. Gli indiani d’America impiegavano goldenseal come farmaco per le condizioni infiammatorie dell’apparato respiratorio, digerente e per l’infiammazione del tratto genito-urinario indotta da allergia o infezione. Alcuni studi hanno suggerito che la berberina, uno degli ingredienti attivi in goldenseal, ha proprietà antisettiche, può aumentare la sensibilità all’insulina nella malattia insulino-resistente, inibendo l’Alzheimer, e riducendo i livelli di colesterolo e trigliceridi. Secondo il Centro Nazionale per la medicina complementare e alternativa (Nccam) le preparazioni a base di erbe idraste contengono solo una piccola quantità di berberina.

Tea tree oil

E’ noto anche come olio essenziale di melaleuca. E’ un olio molto potente ed essenziale che ha dimostrato di essere efficace nell’uccisione Mrsa antibiotico-resistente sulla pelle. Una nota importante: olio dell’albero del tè terapeutico deve essere utilizzato solo per lo scopo curativo. L’albero cresce spontaneamente in Australia, in particolare nella zona del Nuovo Galles del Sud, a ridosso di ruscelli e paludi. L’olio essenziale lo si estrae dalla lavorazione delle foglie della pianta. È un prodotto utile sia per la cosmesi, che per la salute della casa, ma anche come antisettico e antibatterico. Il suo utilizzo esterno può debellare molti virus, batteri e funghi favorendo il nostro benessere.

Possiede un potere balsamico, cicatrizzante, espettorante, fungicida e immunostimolante. Rientra tra quegli oli che possiedono un valore riequilibrante in aromaterapia, sia dal punto di vista fisico che psichico. Lo si può reperire in erboristeria o nei negozi dedicati ai prodotti naturali per il nostro benessere, ma è indispensabile che sia puro e proveniente da coltivazione biologica. In questo modo si avrà la certezza di un prodotto salutare, privo di pesticidi e sostanze chimiche. Alcuni impieghi del Tea Tree Oil vedono la sua diffusione nell’aria, ad esempio in caso di riniti, bronchiti, raffreddore, febbre e tosse. Tra le dieci e le venti gocce in una ciotola di acqua calda possono liberare e disinfettare le vie respiratorie.

Argilla pascalite

Pascalite è un tipo di argilla bentonite che si trova nelle montagne del Wyoming. Possiede poteri di guarigione notevoli sia all’esterno del nostro corpo (maschere facciali, sanare ferite, ustioni…) sia all’interno (fegato, stomaco, reni, intestino…). Quando viene utilizzata per via topica si osserva una forte capacità di sanare le ferite infette in breve tempo, ore o giorni. Il primo uso documentato di Pascalite risale ai primi anni Trenta del Novecento, quando un cacciatore di nome Emile Pascal, dopo aver sistemato le sue trappole per animali nei pressi di un lago di montagna, tenne quell’argilla sugli arti feriti. Pascal notò un miglioramento quasi immediato dello stato della pelle e delle articolazioni.

Così continuò a sperimentare la sostanza e scoprì un numero vasto di usi: ustioni, piccole ferite, infezioni, disintossicazione da metalli pesanti, droghe… Si usa su animali e persone. La bentonite, montmorillonite e la pascalite sono dei tipi di argilla che attirano le tossine presenti nel corpo. Una volta ingerite aiutano ad alleviare il dolore e l’infezione. Attirando le tossine a sé, le porta fuori dal corpo quando sarà smaltita. Questo avviene per mezzo di una carica ionica negativa della creta, mentre le sostanze nocive come i metalli pesanti e radicali liberi hanno una carica ionica positiva e sono quindi attratti dall’argilla. Una volta che le tossine si sono attaccate ad essa, vengono assorbite ed eliminate dal corpo.

Acido linoleico coniugato: nutriente e portentoso?

Che l’acido linoleico coniugato (cla) possa proteggere da alcuni tipi di cancro e dalle malattie cardiache è allettante, ma i risultati delle ricerche svolte fino ad oggi, seppure incoraggianti, sono ancora lontani dall’essere definitivi. La domanda che mi pongo è l’acido linoleico coniugato è certamente nutriente e portentoso? Ancora non si sa. Si tratta di componenti naturali degli alimenti di origine animale e derivano dall’acido linoleico. Sono contenuti nel grasso del latte, nei prodotti lattiero caseari e nelle carni degli animali ruminanti. Si sta recentemente assistendo ad un crescente interesse sul contenuto degli acidi linoleici coniugati nell’alimentazione, come conseguenza del fatto che, studi effettuati soprattutto sugli animali, ne hanno messo in evidenza i possibili benefici per la salute.

Dal momento che oggigiorno tra i consigli da seguire per una corretta alimentazione vi è quello di ridurre i grassi animali, ci si chiede cosa potrebbe comportare la possibile diminuzione degli acidi linoleici coniugati nella propria dieta e quali possano essere le conseguenze perla salute. Alcune ricerche hanno analizzato gli effetti degli acidi linoleici coniugati rispetto a diverse patologie, tra cui il cancro, le malattie cardiache, il diabete ed è stata studiata la loro capacità di controllo del peso corporeo. I risultati in tutti questi ambiti, tuttavia, sono molto lontani dall’essere conclusivi. Le prime ricerche eseguite su cavie animali dimostrarono che gli acidi linoleici coniugati potevano inibire la formazione e lo sviluppo del cancro.

Alcune evidenze dimostrano che questi acidi possono contribuire a proteggerci da alcuni tipi di cancro. La maggior parte dei risultati riguardanti gli effetti degli acidi linoleici coniugati sul cancro della mammella, della pelle, del fegato e del colon, proviene da studi effettuati su tessuti animali e umani. Benché il numero di studi clinici eseguiti sia limitato, ricerche recenti hanno riscontrato che un basso rischio di cancro alla mammella è associato all’assunzione di grandi quantità di acidi linoleici coniugati, ad un elevato consumo di formaggio e ad alti livelli di acidi linoleici coniugati nel sangue. Queste associazioni, tuttavia, non spiegano i rapporti di causa-effetto e pertanto sono necessari ulteriori studi sull’uomo per verificare la validità di questi promettenti risultati.

Uno dei maggiori fattori di rischio per l’insorgenza di cardiopatia coronarica è il livello anomalo di grassi nel sangue e specialmente quello del colesterolo Ldl (lipoproteine a bassa densità) detto anche “colesterolo cattivo”. La ricerca sui potenziali effetti benefici degli acidi linoleici coniugati è stata alimentata dai risultati ottenuti con cavie animali, ma il numero limitato di studi effettuati sull’uomo non ha ancora fornito dimostrazioniconcrete degli effetti benefici sui grassi del sangue e sull’aterosclerosi (indurimento delle arterie).

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Acido linoleico coniugato e diabete

In Europa, l’incidenza del diabete di tipo II (il diabete normalmente associato al sovrappeso) sta aumentando drammaticamente. Esistono alcune prove del fatto che gli acidi linoleici coniugati hanno la capacità di normalizzare il metabolismo del glucosio. Anche se è ancora lontana dal fornire risultati conclusivi, la ricerca in questo ambito è auspicabile. È stato dimostrato che gli acidi linoleici coniugati possono alterare la composizione dell’organismo nei topi ancora in fase di crescita, causando un maggiore dispendio di energie, un incremento della massa muscolare e una riduzione del grasso corporeo. Effetti di questo genere non sono stati riscontrati negli studi sull’uomo e, pertanto, è necessario proseguire la ricerca in questo senso.

Il termine acido linoleico coniugato o CLA (dall’inglese conjugated linoleic acid) si riferisce a un gruppo di isomeri posizionali e geometrici dell’acido linoleico (18:2Δ9c,15c), caratterizzati dalla presenza di due doppi legami coniugati, cioè legami contigui non separati da gruppi metilenici (-CH2-) come nell’acido linoleico. Gli isomeri posizionali identificati finora sono quelli con i doppi legami nelle posizioni 7/9, 8/10, 9/11, 10/12, 11/13 e 12/14. Per ogni isomero posizionale sono possibili 4 paia di isomeri geometrici (cis, cis; trans, cis; cis, trans; trans, trans). Quindi, il termine CLA include un totale di 24 isomeri posizionali e geometrici dell’acido linoleico.

Questi acidi grassi furono individuati per la prima volta da Pariza (1979). In uno studio sulle componenti cancerogene della carne bovina sottoposta a cottura alla griglia, egli notò che, a differenza di altri acidi grassi trans nocivi per la salute umana, questi acidi grassi dienoici trans, derivati dall’acido linoleico, mostravano proprietà anti-cancerogene. Successivamente fu identificato l’isomero cis9,trans11 come il principale isomero nel grasso dei ruminanti, rappresentando dal 75 al 90 per cento del totale dei cla (Pariza and Hargraves, 1985). Per questo isomero venne proposto il nome di acido rumenico (18:2Δ9c,11t) data la sua presenza rilevante nei ruminanti. Nel 2004, uno dei ricercatori notava che la letteratura scientifica sull’acido linoleico coniugato stava crescendo in modo fenomenale.

Dove trovare gli acidi linoleici coniugati? Gli acidi linoleici coniugati si trovano negli alimenti grassi derivanti da animali ruminanti, come il latte intero, i prodotti lattiero-caseari e le carni grasse. Il contenuto di acidi linoleici coniugati di questi alimenti può essere incrementato, aumentando il quantitativo di oli vegetali con elevati valori di acidi linoleici (come gli oli di semi di girasole e di soia) nel mangime delle mucche. È stato dimostrato, per esempio, che ciò aumenta i livelli degli acidi linoleici coniugati nel latte. Inoltre, tenere le mucche a pascolo accresce il contenuto di acidi linoleici coniugati nel latte, specialmente quando l’erba è ad uno stadio iniziale di crescita.