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Tarassaco: disintossicare fegato e reni

Lo uso per disintossicare fegato e reni. In genere una boccetta di tintura madre a mesi alterni. Come mi trovo? Ovviamente benissimo, la sento lavorare, sennò perché parlarvi di questa meravigliosa pianta comune: il tarassaco, taraxacum officinale. Una pianta a fiore che appartiene alla famiglia delle asteracee. L’epiteto specifico ne indica le virtù medicamentose, note fin dall’antichità e sfruttate con l’utilizzo delle sue radici e foglie. È comunemente conosciuto come “dente di leone”, “dente di cane”, soffione, cicoria selvatica, cicoria asinina, “grugno di porco”, “ingrassaporci”, “insalata di porci”, “pisciacane”, lappa, missinina, “piscialletto” o anche con lo storpiamento del nome in “tarassàco” al posto di “taràssaco”.

La pianta fresca di taraxacum contiene, oltre alla cellulosa, una serie di sostanze bioattive. Per questo è un gradito mangime industriale dei mammiferi. La foglia contiene: derivati di acido taraxinico (sesquiterpenlactone), triterpeni e steroidi, flavonoidi (glicosidi dell’apigenina e luteolina), vitamine (B1, B2, C, E). La radice è ricca di: sesquiterpenlactoni, acido taraxinico e taraxacolide, triterpeni e steroidi, taraxacosidi e acido linolico e linoleico. Il tarassaco viene usato sia dalla cucina sia dalla farmacopea popolare. La terapia a base di foglie o radici di tarassaco è chiamata “tarassacoterapia”. È una pianta di rilevante interesse anche in apicoltura, perché fornisce alle api sia polline sia nettare in quantità.

Le attività principali del tarassaco sono quella diuretica, coleretica, lassativa e antireumatica. Lo si impiega in linea di massima nel recupero della funzionalità epatica e biliare, dispepsia, inappetenza. Come depurativo generale, nella ritenzione idrica, dispepsia disturbi della pelle ed articolari. Insomma, è un grande amico del fegato e dei reni. E già che c’è aiuta l’intestino. Ma c’è anche chi lo usa come semplice integratore alimentare. Il tarassaco è la tipica pianta che mostra come sia labile il confine che separa l’alimento dalla pianta officinale. Le sue foglie sono tipicamente utilizzate in insalata specialmente in primavera.

Sono amare e mangiate come prima cosa a tavola stimolano e preparano una buona digestione. Il nome popolare “piscialetto” o in francese “pissenlit” allude chiaramente ad una delle proprietà più spiccate delle foglie, dovuta in buona parte all’elevato contenuto di potassio, ovvero quella diuretica. Tale proprietà è presente anche nella radice, sebbene in minor grado. Quest’ultima ha un effetto più spiccato sulla funzionalità epatica ed in generale sulla digestione, come riportato nella scheda. Tra le piante tradizionalmente utilizzate come depurativa può essere quella da scegliere in caso di disturbi reumatici o articolari. In effetti viene ancora oggi suggerita anche per questi disturbi sebbene solo come complemento a piante più specifiche.

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A proposito del fegato e, quindi, della radice. Il tarassaco stimola la funzionalità biliare, epatica e renale, cioè attiva gli organi emuntori, fegato, reni e pelle, adibiti alla trasformazione delle tossine, nella forma più adatta alla loro eliminazione, feci, urina, sudore. I principali componenti del suo fitocomplesso sono alcoli triterpenici (tarasserolo). Steroli, vitamine (A,B,C,D), inulina, principi amari (tarassacina), sali minerali che conferiscono alla pianta proprietà amaro-toniche e digestive.

Queste sostanze anche proprietà purificanti, antinfiammatorie e disintossicanti nei confronti del fegato: favoriscono l’eliminazione delle scorie – come zuccheri, trigliceridi, colesterolo e acidi urici – rendendo il tarassaco una pianta epatoprotettiva, indicata in caso di insufficienza epatica, itterizia e calcoli biliari. Stimola, inoltre, le secrezioni di tutte le ghiandole dell’apparato gastroenterico (saliva, succhi gastrici, pancreatici, intestinali) e la muscolatura dell’apparato digerente producendo un’azione lassativa secondaria.

Infine il tarassaco è in grado di riattivare la funzione immunologica e potenziare la risposta immunitaria del sistema linfatico. L’ossido nitrico in esso contenuto, infatti, è implicato nei processi di regolazione e difesa del sistema immunitario: agisce infatti come un messaggero intracellulare stimolando l’attività fagocitaria delle cellule.

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Depurarsi con il cardo mariano

Lo alterno al tarassaco per tenere puliti fegato e reni. Anche in questo caso uso le compresse. Il cardo mariano, silybum marianum, è una pianta erbacea annua appartenente alla famiglia delle composte tuboliflore. Si trova in particolar modo nell’Italia centrale e meridionale. E’ molto ricercata dai raccoglitori per le sue ottime qualità terapeutiche. Utilizzata come stimolante dell’attività gastrica e diuretica, è anche un buon febbrifugo.

Contiene una gran quantità di complessi di bioflavonoidi (fitoestrogeni) chiamati flavonolignani, e che comprendono principalmente la silibina insieme alla isosilibina, deidrosilibina, silidianina, silicristina… Questi fitoestrogeni, come quelli negli altri ingredienti di Wonderup, regolano la produzione ormonale femminile, il cui equilibrio è fondamentale per il benessere generale della donna. Il cardo mariano godeva un tempo di molta stima nella medicina popolare, stima che è andata via via sfumando ingiustificatamente.

La pianta, infatti è ricca di virtù terapeutiche che la rendono preziosa in particolare nelle disfunzioni epatiche. Ha infatti una lunga storia nella medicina popolare come tonico per il fegato. La silimarina contenuta nel cardo mariano ha dimostrato un effetto protettivo contro molti tipi di tossine chimiche, incluso l’alcool. Un estratto di cardo mariano è usato per migliorare la funzione epatica, proteggere contro i danni al fegato e accelerare la rigenerazione delle cellule epatiche danneggiate. Studi clinici hanno confermato l’utilità di estratti standardizzati di cardo mariano in casi di intossicazione del fegato, cirrosi, e altre malattie croniche del fegato relative all’abuso di alcool.

Gli estratti purificati di flavonolignani dai frutti del cardo mariano contengono principalmente silimarina, un composto isometrico di silibinina, ssosilibinina, silicristina e silidianina. La silimarina è usata per il trattamento del danno tossico al fegato, indotto da alcool, droghe o tossine ambientali, e per la terapia di supporto in infiammazioni croniche del fegato e nella cirrosi epatica. La silimarina e i suo isometro principale, la silibinina, hanno dimostrato di possedere proprietà antiossidanti prevenendo così la ossidazione dei lipidi e la distruzione delle membrane nelle celule. Inoltre, la biosintesi delle proteine e la rigenerazione delle cellule sono così accelerate nel fegato danneggiato, il che porta al ripristino delle funzioni epatiche.

A certe tossine velenose da funghi viene impedito l’accesso alle cellule del fegato da parte della silibinina grazie alla inibizione competitiva dei recettori alle membrane delle cellule. Il trattamento endovenoso con un derivato solubile della silibinina è attualmente un importante fattore salvavita nella terapia standard di casi di avvelenamento da Amanita phalloides. Infine, è stato dimostrato che la silimarina inibisce la produzione di lecotriene il che spiega il suo effetto antiinfiammatorio e la sua azione antibiotica. Test clinici confermano gli effetti positivi trovati negli studi sperimentali. Così, la silimarina è oggi non solo la miglior sostanza documentata per la terapia del fegato ma anche uno degli estratti vegetali più accuratamente ricercati e studiati con meccanismi di azione conosciuti.

Il cardo mariano aiuta il fegato

Riepilogando, il cardo mariano è tonico e rigenerante del fegato. Aiuta in problemi e ingrossamenti del fegato: malattie epatiche da alcolismo, da consumo di droghe, epatite cronica, cirrosi epatica, itterizia, sensibilità a sostanze chimiche, esposizione a tossine industriali, programmi di disintossicazione. Protegge il fegato da avvelenamento tossico da funghi velenosi. Rigenera i tessuti del fegato danneggiati dall’epatite, cirrosi, alcolismo, droghe, e tossine ambientali. Aiuta anche contro la fatica, la depressione e le allergie alimentari. Ma previene anche il danno dei radicali liberi alle cellule del fegato, previene la formazione di leucotriene e stimola la produzione di nuove cellule del fegato (sintesi proteica o produzione di proteine di cellule), accelerando il processo di rigenerazione.

La silibinina nel cardo mariano protegge il fegato da tossine ambientali che entrano nel corpo tramite il cibo, l’acqua, l’aria e la pelle. La silibinina non ha alcun effetto sul sistema enzimatico del fegato. E’ un antidoto all’avvelenamento, soprattutto da un fungo velenoso, l’amanita falloide. Se non bastasse è colagogo: agisce sul fegato e sui sistemi di disintossicazione grazie alla sua abilità di stimolare lo svuotamento della cistifellea e il flusso di bile nel duodeno. Agisce come antiossidante. Stimola la produzione di latte materno nelle puerpere, allevia i crampi e i dolori mestruali, cura i mal di testa associati al ciclo mestruale, riequilibra gli ormoni femminili, cura la pleurite ed è anche antiemorragico, depurativo e diuretico.

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Cosa aggiungere? Che può avere un blando effetto lassativo dovuto alla stimolazione della cistifellea, effetto che dura solo due o tre giorni e poi scompare. In passato era coltivato nei giardini perché era considerato un ottimo stimolatore del latte materno e si pensava avesse proprietà curative contro i morsi da serpente, o che portato intorno al collo proteggesse dai rettili. I frutti erano usati per curare l’idrofobia. Applicato esternamente, si diceva fosse benefico in casi di cancro. Invece, in cucina è un’erba da usare in insalate e come verdura cotta, ha un sapore simile agli spinaci.

I gambi possono essere mangiati e sono saporiti e nutrienti, le foglie tenere possono essere mangiate in insalata. Le cime fiorite erano in passato bollite e mangiate, come le punte di asparagi. Il cardo mariano è una pianta che è un vero dono della natura perché è sia cibo sia medicina. In primavera, i germogli possono essere bolliti e mangiati come cavoli e le foglie tenere possono essere aggiunte alle insalate. La pianta giovane e tenera in primavera è un potente purificatore del sangue.

I frutti sono stati usati per molti anni per una varietà di condizioni e malattie soprattutto del fegato. Tuttavia, l’uso medicinale della pianta fu interrotto all’inizio del ventesimo secolo. Sapete come mai si chiama così? Era usato dalle puerpere europee per aumentare il loro latte materno e si amava credere che le chiazze bianche sulle foglie rappresentassero gocce del latte della Vergine Maria cadute mentre allattava il bambin Gesù. Da qui il nome mariano.

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Le mille proprietà curative della zeolite

Tra le mille proprietà curative della zeolite c’è anche quella di disintossicarti, mentre arricchisce il tuo organismo con sostanze non “aggregate” in laboratorio e si promuove la guarigione delle mucose gastriche dello stomaco e dell’intestino, fondamentale quest’ultima per le nostre difese immunitarie e quindi per il nostro benessere generale. E magari contrastare pure i radicali liberi prodotti dallo stress ossidativo. Come fare? Con l’argilla si può. Anzi, con un particolare tipo di argilla si può. Si chiama argilla zeolite.

La marca produttrice è la Natura, di proprietà di… Madre Natura. I medici, anche quelli per così dire tradizionali, la conoscono bene e conoscono anche tutte le qualità possedute da questo minerale. Per chi ha necessità di integrare all’alimentazione quotidiana i sali minerali basici e contemporaneamente vorrebbe disintossicarsi rappresenta una fantastica alternativa: si assume una sostanza ricca di nutrienti naturali – così come la natura ce li fornisce, biodisponibili al 100% – che ha anche una forte azione chelante, disintossicante, capace com’è di catturare tossine e metalli pesanti, residui di vaccini e farmaci…

Anche per chi vorrebbe assumere qualcosa, ma si lascia scoraggiare dal numero a volte elevato di compresse e compressine che dovrebbe mandare giù, rappresenta una bella opportunità per iniziare a stare bene e ripulirsi. Vale la pena approfondire e scoprire le caratteristiche e le qualità di questo minerale che può essere tranquillamente assunto per via orale e che sempre più spesso viene anche usato dalla scienza veterinaria nella cura degli animali. Le zeoliti sono minerali di origine vulcanica che in genere si formano dall’incontro tra la lava incandescente e l’acqua del mare. Si presentano con una struttura microporosa, costituita da migliaia di piccoli canali in grado di legare rilevanti quantità di tossine e metalli pesanti dannosi alla nostra salute.

Basti pensare che i russi – che sono molto avanti nel campo della disintossicazione, basti pensare anche ad un altro importante dispositivo medico quale Enterosgel – sono stati fra i primi a sfruttare la capacità della zeolite di attrarre e trattenere gli ioni positivi, come i metalli pesanti e gli isotopi radioattivi: nel 1986, a Chernobyl, tonnellate di zeolite furono utilizzate per erigere barriere e per bonificare i terreni contaminati.

In quell’occasione, la clinoptilolite fu utilizzata anche per decontaminare le acque, e furono preparati biscotti e cioccolate alla zeolite da dare ai bambini colpiti dalle radiazioni per proteggerli dalle loro terribili conseguenze. La zeolite è anche in grado di ridurre i radicali liberi in eccesso, chiamato stress ossidativo, responsabili dell’insorgenza o dell’aggravamento di molte malattie come diabete, malattie cardiovascolari, tumori ed invecchiamento precoce. In Austria, il professor Wolfgang Toma, dell’Ospedale di Villach, utilizza la zeolite in oncologia allo scopo di ridurre gli effetti collaterali della chemioterapia tradizionale.

Zeolite usata come additivo alimentare

In Giappone le zeoliti sono state approvate come additivi alimentari fin dal 1996. Trentanove brevetti relativi all’applicazione delle zeoliti nell’uomo sono stati registrati in tutto il mondo dal 1986 al 2015. Esistono più di cento tipi diversi di zeolite, che possono essere raggruppate in quelle a struttura fibrosa, lamellare e cristallina sferica. Grazie alle sue particolari proprietà, la clinoptilolite, i cui cristalli hanno struttura lamellare, ha dimostrato negli anni di essere la più adatta per l’uso nella medicina umana e veterinaria. La clinoptilolite è una zeolite di origine naturale formata dalla conversione di materiali vulcanici vetrosi in struttura cristallina nelle acque dei laghi o dei mari milioni di anni fa ed è la più ricercata ed ampiamente utilizzata.

Quando i nostri corpi sono “occupati” da sostanze nocive i minerali essenziali benefici come magnesio, calcio, ferro, potassio provenienti dai cibi possono non raggiungere le loro destinazioni nell’organismo e, quindi, compaiono i sintomi di mancanza di sali minerali, importanti per il corretto funzionamento delle attività cellulari e soprattutto questi metalli pesanti, sostanze radioattive (presenti nell’aria o cibi a casa di disastri nucleari come Fukushima oppure dovuti alla presenza di scorie radioattive depositate nel sottosuolo), danneggiano il nostro intelligente e delicato equilibrio fisico.

La rigorosa struttura cristallina delle zeoliti è composta da minuscoli canali diretti in tutte le direzioni che hanno una carica negativa che consente l’assorbimento di numerose tossine (essendo caricate positivamente, vengono attirate dalla zeolite e intrappolate nei canali cristallini). La zeolite non viene assorbita e viene espulsa con le feci insieme a tutta la robaccia che ha incontrato nel suo percorso (lavora al pari di Enterosgel, ma impiega più tempo e rimineralizza).

Questa disintossicazione vale per le sostanze tossiche che si trovano già all’interno del corpo che vengono richiamate dentro il lume intestinale, come attirate da una calamita, con il risultato di una efficace disintossicazione sistemica. L’influenza sull’intero organismo deriva quindi dall’equilibrio esistente fra questo e l’intestino. A causa degli equilibri osmotici tra parete intestinale e il resto dell’organismo, più si sottraggono sostanze dall’intestino più l’organismo invia nel lume intestinale le stesse sostanze che ha accumulato a livello sistemico. La zeolite attraverso il richiamo nel lume gastro-intestinale sottrae dall’intero organismo sostanze tossiche di varia natura.

Queste sostanze sono presenti spesso nell’ambiente e possono venire a contatto con l’organismo diventando cause o concause di diverse disfunzioni fisiologiche, attraverso l’alterazione degli equilibri metabolici. Questo minerale, nel suo viaggio lungo il canale digestivo assorbe sostanze nocive come: metalli pesanti, radionuclidi, sostanze chimiche provenienti dai cibi e dalle medicine, virus, batteri, funghi e loro tossine, tossine fermentative che derivano da una alimentazione scorretta e da una flora batterica in disequilibrio ed eccessi di acidità nell’organismo.

Tra le mille proprietà, rilascia oligoelementi

La struttura molecolare della zeolite.

La zeolite rilascia nell’organismo degli oligoelementi e minerali di cui esso necessita. Il corpo cosi viene disintossicato, deacidificato, snellito e contemporaneamente rimineralizzato: i suoi depositi di minerali vengono di nuovo riempiti. La sua struttura cristallina contiene cationi calcio, magnesio, sodio, potassio… Fattore ancor più importante: il fegato e i reni vengono alleggeriti, perché molte tossine vengono già “afferrate” nel canale digestivo e non raggiungono quindi la circolazione.

Si possono notare anche benefici nel sonno. Per questo “alleggerimento” ringrazieranno anche i tessuti connettivi, che tradizionalmente sono dei depositi di scorie, e quindi anche le cellule. La zeolite stimola la funzione intestinale, pulisce l’intestino e di conseguenza la flora batterica e influenza positivamente l’aspetto della pelle e la tolleranza ai cibi.

Uno degli esempi di utilizzo della zeolite, che dà risultati immediatamente visibili, è quello negli sportivi, specialmente in quelli che fanno un’attività estenuante come la maratona o le gare di ciclismo. Durante una gara massacrante come una maratona, oltre alla produzione di acido lattico che disturba la prestazione, l’organismo produce anche ammoniaca, che è tossica per il cervello ed è responsabile di molte delle crisi di fatica che chi ha provato questi sport ben conosce.

L’uso della zeolite limita parecchio gli effetti negativi delle crisi di fatica riducendo la quantità di ammoniaca che intossica il cervello. Vi starete domandando se la zeolite è la panacea, il mitico farmaco universale ricercato fin dai tempi antichi. No. Ma siccome gli effetti di questa sostanza sono reali e non ci sono controindicazioni al suo uso, la zeolite può essere assunta da tutti perché rappresenta un ottimo fattore di prevenzione delle malattie. E si sa, prevenire è meglio che curare…

Questo minerale è altresì tra quegli elementi efficaci per combattere e neutralizzare i radicali liberi. Un’alimentazione sbagliata, una vita sedentaria, un’eccessiva esposizione al sole e agli agenti inquinanti e, soprattutto, il fumo di sigaretta, sono responsabili di questo eccesso che è chiamato, in linguaggio tecnico, stress ossidativo. Risulta essere cosi una sostanza sia detossificante che antiossidante, oltre che assorbente, che viene eliminata con le feci dopo aver svolto la sua azione nel tratto gastro-intestinale. La zeolite da noi ben poco nota e molto impiegata in Usa, Russia, Giappone, Cina.

Zeolite curativa a Chernobyl e Fukushima

Infatti è stata usata nei disastri nucleari di Chernobyl e Fukushima per la sua capacità di assorbire le sostanze radioattive: è stata usata quindi per purificare l’acqua inquinata e rimuovere la radiazione dai corpi della popolazione. In Russia viene anche inserita nei concimi per l’agricoltura e nei mangimi animali con lo scopo di rafforzare il sistema immunitario degli animali da allevamento, regolare il metabolismo, prevenire l’infezione gastro-intestinale.

Il risultato è una prole sana, una crescita sana, una buona salute generale. Essi hanno anche dimostrato in un gran numero di studi su animali un aumento della fertilità e la nascita di progenie sana. La zeolite contiene quasi tutti gli elementi della tavola periodica e quindi oltre ad espellere le tossine reintegra gli elementi essenziali per il nostro organismo attraverso un intelligente scambio ionico in cui fornisce ciò ci cui l’organismo è carente e toglie ciò che ha in eccesso apportando quindi notevoli e numerosi benefici.

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Le zeolite pronta per essere polverizzata.

Quali sono le proprietà della zeolite clinoptilolite? Principalmente quella di essere un “magnete” molto forte per i metalli pesanti e sostanze radioattive facilitando la loro rimozione dal corpo. Agisce come una spugna per le tossine, attirandole nei suoi numerosi canali e la rimozione dal corpo attraverso le feci.

Promuove il processo di disintossicazione a livello epatico. Migliora il sistema immunitario e la resistenza del corpo allo stress. Normalizza il metabolismo dei lipidi, proteine e carboidrati grazie alla sua proprietà catalitica. Stimola la funzione riproduttiva. Ottimizza il funzionamento del sistema endocrino.

Impedisce il restringimento dei vasi sanguigni. Promuove un aumento della superficie di reazioni biochimiche nell’intestino, migliorando così l’apporto di sostanze nutritive come vitamine, minerali e amminoacidi. Promuove la regolarità dei movimenti intestinali, contribuendo così al suo stato di salute generale. Aiuta a prevenire l’anemia. Promuove la rimozione dei radicali liberi dal corpo.

L’argilla che assorbe, deterge e rimineralizza

Agisce come un’assorbente e detergente per le cellule del corpo aiutando quindi a stabilire e mantenere la salute a livello cellulare. Aiuta a mantenere sane le membrane delle cellule, riducendo così la probabilità di formazioni tumorali maligni. La zeolite clinoptilolite applicata a topi e cani affetti da una varietà di tipi di tumore ha portato ad un miglioramento dello stato di salute generale, il prolungamento della durata della vita, e riduzione della dimensione dei tumori. L’applicazione locale di clinoptilolite al cancro della pelle di cani ha efficacemente ridotto la formazione e la crescita tumorale.

I prodotti composti di zeoliti, classificati come dispositivi medici, hanno la seguente classificazione codificata in Ue: “Sostanze ad uso orale adatte ad assorbire-chelare e rimuovere sostanze dannose e tossiche nel tratto gastro-intestinale (es. metalli pesanti, nitrosamine, ammonio, micotossine, cationi (radioattivi), pesticidi) riducendone l’assorbimento nel corpo”. Funzionano anche come antiossidanti catturando radicali liberi e riducendo la formazione di ros (reactive oxygen species). Di conseguenza l’utilizzo della zeolite risulta particolarmente adatta in presenza di fattori di inquinamento ambientale come polveri sottili, smog, stress elevato ed in tutte le patologie correlate con aumento di sostanze tossiche e radicali liberi.

Qualora vi sia un eccesso di ioni ammonio nell’organismo, la sua azione si manifesta in breve tempo incrementando la capacità di concentrazione dell’individuo. La riduzione di ioni ammonio, insieme a quella dei metalli pesanti, tossine e radicali liberi agevola il ripristino delle funzionalità dell’intero organismo.

La zeolite non ha controindicazioni di alcun genere, non ci sono problemi di troppa o troppa poca assunzione. Una buona dose giornaliera sarebbe quella di un paio di cucchiaini da caffè al giorno, circa tre-quattro grammi. Se assunta per due mesi consecutivi permette di instaurare una sorta di ciclo di disintossicazione. La zeolite va messa in poca acqua e bevuta, se rimane della polvere sul fondo va messa altra acqua per bere il residuo rimasto. E’ consigliabile assumerla ad almeno 30 minuti lontano dai pasti.

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