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Come disintossicarsi in appena 15 giorni con enterosgel

La domanda ce la poniamo in tanti: come disintossicarsi in 15 giorni? In questo post ti parlo di un efficace, ma molto efficace, prodotto detossificante. Uno di quei rimedi che, con i livelli di stress odierni e con la cattiva alimentazione, oltre all’inquinamento che ci circonda, si rivela di sicuro aiuto. Aiuta a disintossicarsi completamente in appena quindici giorni. Uno di quei farmaci che non è un farmaco, ma quel che è più importante è che disintossica profondamente, non ha effetti collaterali e paradossalmente è venduto ad un prezzo ragionevole: poco meno di venti euro a tubetto (una cura impegnativa richiede al massimo tre tubetti). Si chiama Enterosgel e la sua storia è singolare.

Enterosgel è un supplemento a base di silicio organico che mira a rimuovere le sostanze tossiche dal corpo. Si trova facilmente in farmacia, senza ricetta. Realizzato da scienziati russi, per molti anni è stato utilizzato principalmente nell’esercito per disintossicare dalle radiazioni. E’ utilizzabile in diversi ambiti: dermatologia, gastroenterologia, ginecologia, epatologia, chirurgia, oncologia, psichiatria, odontoiatria, urologia. E’ adatto nei casi di allergie e per la disintossicazione del corpo, nelle cure dimagranti e nei trattamenti delle tossicodipendenze. Protegge l’organismo dagli effetti nocivi dell’alcool.

Enterosgel si presenta come un morbido gel incolore, inodore e insapore. Può essere assunto in due modi, ma sempre utilizzando un cucchiaino di plastica e mai di metallo: direttamente in bocca o facendolo sciogliere in 200 millilitri d’acqua, portata ad ebollizione e poi raffreddata. Si tratta di un gel che crea una struttura porosa molecolare (simile a una spugna), in grado di legare e rimuovere nel tratto digerente le sostanze tossiche, soprattutto medio-molecolari (composti tossici, prodotti di degradazione, colesterolo, prodotti tossici che danneggiano la mucosa dello stomaco e del tratto intestinale, allergeni, germi e virus). Ripristina la flora intestinale naturale, non si lega con oligoelementi ed altre sostanze utili e non ha effetti collaterali.

E’ un prodotto sicuro perché non viene assorbito dall’apparato digerente ed entro dodici ore è completamente eliminato dal corpo. Ci sono però delle avvertenze da rispettare: non mettere mai in frigorifero, finire sempre la confezione prima che si secchi, bere tanta acqua durante l’assunzione per il rischio di stitichezza nei primi giorni e per il rischio disidratazione nei periodi particolarmente caldi. Personalmente, lo uso su consiglio del un mio medico che è un esperto naturopata e conosce bene i protocolli d’uso, quelli che vanno oltre il bugiardino. I benefici iniziano a vedersi dopo una settimana dall’inizio della cura disintossicante.

Enterosgel è un dispositivo medico enteroadsorbente “selettivo” che ha origine nella lontana Unione Sovietica. E’ stato creato dal Ministero della Difesa sovietico all’epoca degli scenari di guerra nucleare-biologico-chimica Urss-Usa e successivamente convertito a uso medico civile. La nascita del prodotto risale alla fine del 1970, quando nei team dei ricercatori militari prese piede l’idea di sviluppare una nuova molecola a base di silicio in risposta ai diversi punti deboli propri degli enteroadsorbenti disponibili sul mercato a quel tempo. Il Ministero della Difesa dell’Urss, assegnatario dell’incarico di sviluppare la nuova molecola, avviò immediatamente la sperimentazione sui pazienti di quattro ospedali di stato – Tashkent, Kiev, Vilnius e Dushanbe – conducendo studi per il trattamento di epatite, infezioni intestinali, avvelenamento, complicanze postoperatorie e ustioni, testandolo su oltre cinquemila casi.

Successivamente, in occasione della guerra russo-afgana dal 1979 al 1989), Enterosegel si dimostra efficace. In particolare, in occasione del disastro radioattivo di Chernobyl del 1986 fu somministrato per due anni al personale militare impiegato nell’area del quarto reattore, con risultati terapeutici definiti “ottimi nel 75% dei casi e comunque soddisfacenti nel restante 25%”. Una testimonianza video dell’epoca racconta le prove sulle modalità di somministrazione di Enterosgel e testimonia la sua efficacia.

“L’applicazione preliminare e di prova diretta sulla pelle – ha dichiarato nella video-intervista il dottor Alexander Khovanov – evitava la contaminazione da parte dei nuclidi radioattivi, mentre la sua rimozione provocava il ritorno della radioattività ai livelli prossimi a quelli dell’ambiente circostante al reattore. Successivamente abbiamo iniziato a somministrare Enterosgel anche per via orale in quanto, dopo solo due giorni di permanenza nell’area critica, tutti i soldati avevano accumulato livelli preoccupanti di radionuclidi nell’intestino a causa dell’assunzione di alimenti contaminati. La somministrazione di Enterosgel tre volte al giorno per via orale portava ad una diminuzione dell’accumulo di nuclidi radioattivi al di sotto dei livelli stabiliti per le situazioni di emergenza”.

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Con la dissoluzione dell’Unione Sovietica e l’acquisizione dell’indipendenza delle varie repubbliche nel 1991, cadde il segreto di Stato e venne avviata la produzione industriale di Enterosgel. Guna, la più importante azienda italiana nel settore della produzione e distribuzione di medicinali omeopatici (ma questo non è un prodotto omeopatico, ne ha recentemente assunto l’esclusiva commerciale per l’Italia, e l’ha lanciato sul mercato nazionale come potente disintossicante gastro-intestinale.

Questo gel inodore e insapore, privo di glutine, aromi e conservanti, presenta una struttura globulare porosa a base di silicio, capace di agire a livello gastro-intestinale “legando” selettivamente le sostanze tossiche con un determinato peso molecolare (non lega sali minerali, elettroliti, proteine e immunoglobuline, mantenendo quindi il totale equilibro organico) e rimuovendole naturalmente entro dodici ore dall’assunzione del prodotto.

Inoltre, enterosgel migliora il profilo immunitario generale dell’organismo e il decorso di diversi disturbi, in particolare delle diarree, anche infettive, di disturbi gastro-intestinali in genere e di malattie allergiche, e riduce l’effetto negativo dell’alcol in caso di abuso di bevande alcoliche.

I risultati degli studi su enterosgel.
I risultati degli studi su enterosgel.

Recenti studi clinici hanno dimostrato i risultati positivi ottenuti nella gestione della disbiosi, nel trattamento dell’ulcera gastrica, della dermatite atopica e dell’allergia respiratoria. Gli esami microbiologici su pazienti trattati per disbiosi hanno evidenziato la normalizzazione del microbiota intestinale nel 100% dei casi dopo una terapia complessa a base di un mix di medicinali, incluso enterosgel.

In questi pazienti la funzionalità enterica è risultata più efficiente in presenza di enterosgel e a cinque giorni dall’intervento è stato registrato un incremento di tre volte del livello di sIgA. Per quanto riguarda il trattamento dell’ulcera gastrica l’effetto positivo del prodotto è stato riportato in studi condotti presso l’Istituto di Ricerca di Linfologia Clinica e Sperimentale SB Rams di Novosibirskm e in sperimentazioni cliniche effettuate presso la Facoltà di Medicina dell’Università Statale Bogomolets di Kiev.

Il gel in questione si è dimostrato efficace nel controllo dei sintomi infiammatori, nel miglioramento del microcircolo ematico e linfatico e nell’eradicazione dell’Helicobacter pylori (Hp). Il gruppo di pazienti trattato con Enterosgel ha evidenziato la scomparsa più rapida dei sintomi clinici, con tempi medi di cinque giorni, con miglioramento del 38% rispetto al gruppo di controllo.

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Inoltre la completa eradicazione di Hp è stata ottenuta nel 66,6% dei casi nel gruppo trattato con enterosgel, 3,3 volte maggiore rispetto al Gruppo di controllo. Nel trattamento della dermatite atopica dei bambini è stato evidenziato un’efficacia nell’87,5% dei casi contro il 64,5% del gruppo di controllo, con una remissione clinica completa del 62,5% dei casi, contro il 42,9% del gruppo di controllo. Anche il periodo di esacerbazione è stato inferiore: dodici giorni contro venti. Ovviamente, non è concepito per fare i miracoli. Se ti stai chiedendo dove trovarlo, al fondo dell’articolo te lo dico.

In che cosa può essere d’aiuto il prodotto enterosgel?

Perdita di peso: è noto che nelle cure dimagranti aumentano le quantità di sostanze tossiche e di prodotti di scarto del metabolismo. Questo può creare spiacevoli condizioni di nausea, che possono portare al fallimento nel processo di perdita di peso. E’ particolarmente adatto come supplemento, in quanto aiuta ad eliminare dal corpo sostanze dannose.

Dermatologia: varie sostanze contenute negli alimenti sono spesso la causa di molte malattie ed eruzioni cutanee allergiche della pelle. Nella dermatite atopica (eczema dei bambini, neurodermite) e psoriasi l’uso di Enterosgel aiuta a ridurre il prurito. Allevia anche altri sintomi di infiammazione. Si lega agli allergeni e pertanto il suo uso come supplemento di disintossicazione sembra essere molto utile in problematiche di tipo dermatologico e “pelle sporca”.

Antibiotici: gli antibiotici distruggono la normale flora intestinale e i batteri patogeni; quando questi muoiono si riversano sulle endotossine intestinali. Nel caso in cui le endotossine vengano assorbite nel sangue, l’effetto è deleterio per tutto l’organismo, complicando e prolungando il processo di guarigione. Pertanto va preso 2-3 ore dopo l’assunzione di antibiotici. Agisce come una spugna ed assorbe le endotossine nel sangue. L’organismo diventa “pulito”, non appesantito e la guarigione avviene più rapidamente.

Gastrite: è adatto a problemi di ulcera, perché crea condizioni sfavorevoli per la crescita del batterio helicobacter pylori, che contribuisce significativamente alla comparsa di questa malattia. Aiuta ad asportare le tossine, permettendo una più rapida guarigione delle pareti colpite. in tal caso si deve prendere 3 volte al giorno, 30 minuti prima di un pasto (almeno 2 ore prima o dopo i farmaci).

Ginecologia: è consigliato come coadiuvante nel trattamento di infezioni vaginali (batteriche, virali e dovute a funghi) lievi, acute e croniche.

Gravidanza: rimuove le sostanze tossiche dal corpo attraverso il tratto intestinale, riducendo così il carico del fegato e dei reni, non privando la madre e il feto di vitamine, fermenti digestivi, aminoacidi e immunoglobuline. Quindi si può usare sia in gravidanze normali che in quelle più complicate.

Alcool: Lega l’alcool nel tratto gastrointestinale e aiuta la sua eliminazione dal corpo. E’ utile in tutti i casi in cui sia necessario sbarazzarsi degli effetti nocivi dell’alcool. Ma non solo. Aiuta nel diabete di tipo 2: in questi casi si consiglia di utilizzarlo tre volte al giorno.

Helminthoses: Infezioni da vermi, ascaridi, tenie. Questo gel porta all’eliminazione delle sostanze tossiche dal corpo, distruggendo i parassiti nel tratto digestivo e determinando la loro espulsione dal corpo, riducendo l’affaticamento dell’organismo.

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Aiuta il tuo fisico e il tuo cervello usando il ginseng

Estate o inverno che sia, poco importa, è sempre importante aiutare fisico e cervello col ginseng. Intanto non stupirti se ti dico che quello che tu assumi come ginseng si chiama panax ed è un genere di undici specie di piante a crescita lenta della famiglia delle araliaceae.

Si chiama panax perché deriva dal latino panacis e a sua volta dal greco pan (tutto) akèia (cura). Quindi, ora che hai compreso da dove deriva anche la parola panacea, cioè rimedio a tutti i mali, vedrò di chiarirti perché a questa pianta è stato assegnato un nome tanto importante. Premetto che la ricerca e gli studi scientifici su tutto ciò che è naturale arrivano sempre troppo tardi rispetto all’esperienza secolare della medicina cinese.

Però, restando in tema di studi e di ricerca scientifica ti cito uno studio del 2002 effettuato dalla Southern Illinois University School of Medicine e pubblicato negli annali della New York Academy of Sciences. Mica pizza e fichi. Comunque, questo studio ha scoperto che negli animali da laboratorio, entrambe le forme asiatica e americana del ginseng migliorano addirittura la libido e le prestazioni sessuali.

“Questi effetti possono non essere dovuti a cambiamenti nella secrezione ormonale, ma ad una azione diretta da parte dei componenti del ginseng sul sistema nervoso centrale e sui tessuti gonadici. Negli uomini, il ginseng può facilitare l’erezione del pene”, riposta testualmente lo studio.

Il ginseng risulta contenere fitoestrogeni. In alcuni altri studi, è stato dimostrato che il ginseng può avere effetti stimolanti sull’ipofisi, una ghiandola endocrina situata alla base del cranio (nella fossa ipofisaria della sella turcica dell’osso sfenoide), per aumentare la secrezione delle gonadotropine.

Per aumentare cosa? Le gonadotropine sono una famiglia di tre ormoni: Fsh o ormone follicolo-stimolante, Lh ormone luteinizzante, Hcg gonadotropina corionica. Un altro studio ha trovato che nei topi giovani, accelera lo sviluppo degli organi riproduttivi, mentre in topi adulti di sesso maschile, stimola la produzione di sperma, e allunga il periodo di estro in topi di sesso femminile. Ti starai domandando: e sulle persone?

Mettiti comodo o comoda, uno studio del 2012 pubblicato da American Society of Clinical Oncology riferisce che il ginseng Panax quinquefolius, quindi la varietà americana, sperimentato su pazienti affetti da tumore, riduce notevolmente la spossatezza data dalla malattia.

Ma tanti altri studi riferiscono la stessa cosa anche per quanto riguarda il ginseng asiatico. Infatti, nella medicina cinese, la droga ricavata da queste piante, costituita dalle radici, ha alle spalle una tradizione millenaria, fatta dei più svariati impieghi terapeutici. In origine, il ginseng veniva usato soprattutto contro l’invecchiamento, i disturbi gastrointestinali e come preparato afrodisiaco e rivitalizzante. Poi, la straordinaria fama di droga-panacea ha saggiamente consigliato di estendere i suoi usi a molti altri disturbi.

Dicevo all’inizio che è un genere di undici piante. Le più note e impiegate a scopo terapeutico, classificate per luogo di origine, quelle asiatiche, quelle americane e quelle siberiane. Le piante asiatiche sono: panax ginseng coltivato in Cina, panax schinseng o ginseng cinese, panax pseudo-ginseng che cresce in Nepal e nell’Imalaia orientale, panax notoginseng coltivato in Cina, panax japonicus e panax vietnamensis.

La piante americane si chiama, invece, panax quinquefolius ed è equivalente al ginseng asiatico per impieghi, aspetto e composizione. Infine, c’è quella siberiana, che si chiama eleutherococcus senticosus, differente per costituzione chimica e simile per proprietà terapeutiche.

Il ginseng ha la forma del corpo umano

C’è una curiosità legata alla coltivazione del ginseng direttamente correlata con le sue proprietà: la pianta è coltivata per produrre radici di che somigliano al corpo umano e ad alcuni suoi organi, con ramificazioni che sembrano suggerire la forma degli arti, della testa e degli attributi sessuali dei due sessi. Gli agricoltori che riescono a riprodurre nel miglior modo queste forme riescono a spuntare alla vendita prezzi di tutto rispetto.

Ora che abbiamo chiarito questo aspetto, che come comprenderai diventa essenziale per una buona conoscenza della pianta, e di conseguenza per un corretto uso, approfondiamo le virtù del ginseng, che sono attribuibili a diversi componenti presenti nelle sue radici. La medicina cinese considera la pianta un elisir di giovinezza, che possiede tutte le virtù terapeutiche, preventive, curative ed energetiche.

Infatti, sentirsi sempre stanchi, alzarsi con la sensazione che il giorno sia inaffrontabile, portarsi avanti in modo fiacco per tutto l’arco della giornata ed arrivare sfiniti al letto, rifiutare inviti, sentirsi avviliti per questo stato di perenne carenza energetica, possono essere dei segnali importanti che suggeriscono vivamente l’utilizzo di questa meravigliosa pianta.

E considera che la sensazione di stanchezza generale si accompagna spesso anche accelerazione del battito cardiaco, disturbi del sonno, dolori muscolari, ulcera dello stomaco, diarrea, crampi allo stomaco, colite, malfunzionamento della tiroide, difficoltà ad esprimere anche concetti che si possiedono, sensazione di noia nei confronti di ogni situazione, frequente bisogno di urinare, cambio della voce, iperattività, confusione mentale, irritabilità, abbassamento delle difese immunitarie.

Oltre ad un buon contenuto in vitamine, olio essenziale e polisaccaridi (panaxani), non si può dimenticare la presenza di saponine triterpeniche, chiamate ginsenosidi, che sono proprio i principi attivi principali della droga che si ricava dalla pianta. Quindi, il ginseng ha proprietà toniche e adattagone, perché favorisce la capacità dell’organismo di adattarsi allo stress rafforzando il sistema immunitario, endocrino e nervoso e migliorando le capacità fisiche e mentali.

Per essere ancor più precisi, dalle ricerche sul ginseng, eseguite maggiormente in Oriente sono emersi elementi che ne hanno proposto l’utilizzo nel trattamento di diverse malattie, tra cui il diabete mellito di tipo II, l’ipotensione, la gastrite, l’insonnia, l’affaticamento e l’eccesso di stress. Ma non solo.

Agli estratti di ginseng sono stati attribuiti anche effetti antiossidanti, antipiretici, ipocolesterolemizzanti, probiotici, radioprotettivi, anticancerogeni, antinfiammatori, migliorativi della memoria e capaci di ridurre i sintomi della menopausa. La sua proprietà stimolante agisce su tutti i sistemi grazie alla sua abilità di aumentare temporaneamente la funzione e l’attività in modo rapido con un conseguente miglioramento dei riflessi, accelerazione alla risposta nervosa, riduzione dell’affaticamento mentale e potenziamento la resistenza fisica, e della memoria, rendendolo indicato per chi studia o ha un’intensa attività sportiva.

Ti stai ancora chiedendo se è vera la storia dell’effetto afrodisiaco del ginseng? Sì, è vera. Questo effetto del ginseng è legato alla sua capacità di aumentare il rilascio di ossido nitrico dalle cellule endoteliali dei corpi cavernosi del pene. La conseguente vasodilatazione permette di ottenere un’erezione più vigorosa.

Già che te ne sto parlando, ti rivelo una curiosità appresa tramite ricerche effettuate sugli studi condotti in Oriente proprio relativamente a questo effetto. Sai qual è il ginseng più afrodisiaco? Quello rosso, la cui colorazione è dovuta, semplicemente, al trattamento della radice con vapore a 130 gradi centigradi per circa tre ore, e successiva essiccazione.

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Ginseng rosso per supportare la sessualità

Il ginseng rosso coreano si è dimostrato in grado di supportare l’attività sessuale maschile, specie in materia di disfunzioni erettili. La diminuzione dello stress nervoso e l’induzione alla produzione di endorfine e serotonina provocano un senso di piacere e possono indurre una stimolazione del desiderio sessuale e un miglioramento nella capacità di raggiungere l’orgasmo.

Disturbi come la disfunzione erettile e l’anorgasmia, sono strettamente collegati col livello di stress nervoso di un uomo: un uomo stressato tende a perdere energie, un calo di energie spesso si riflette in un calo di desiderio sessuale, il calo di desiderio spesso induce sfiducia in sé stessi e senso di inadeguatezza, che a loro volta agiscono a livello fisico riducendo la capacità di mantenere l’erezione o di raggiungere l’orgasmo. In questo caso, il ginseng rosso coreano può essere un valido aiuto per spezzare il circolo vizioso.

Bisogna comunque fare attenzione all’uso che si fa di questo integratore alimentare, a prescindere dal tipo di ginseng che si sceglie. Non tutti possono assumerlo. Il suo impiego, ad esempio, è assolutamente controindicato in caso di ipertensione, tachicardia palpitazioni, insonnia, ansia tremori, mal di testa e convulsioni, in presenza di gravi malattie psichiatriche, in gravidanza e allattamento.

Inoltre, sono state segnalate interazioni con farmaci anticoagulanti e con un principio presente in alcuni psicofarmaci (fenelzina), con medicinali ipoglicemizzanti e con l’insulina. Se non soffri di queste patologie, allora è consigliato che tu ne assuma non meno di 200 milligrammi al giorno di estratto secco (per assumerne di più meglio parlare con un medico competente) o da 0,5 a 2 grammi di radice secca.

Il consumo ginseng è considerato sicuro e l’incidenza degli effetti avversi sembra essere inferiore quando viene utilizzato nel breve termine. Maggiori preoccupazioni riguardano il consumo sistematico, che può causare effetti collaterali di tipo nervoso e digestivo.

Gli effetti collaterali legati all’ingestione del ginseng si correlano prevalentemente all’assunzione di dosi equivalenti a 15 grammi di estratto secco, per intenderci. Resta importante prestare attenzione all’utilizzo contemporaneo di ginseng con farmaci quali fenelzina, warfarin, gleevec, lamictal, ipoglicemizzanti orali, insulina iniettabile, digossina, ormoni e caffeina o altre sostanze stimolanti del sistema nervoso centrale.

Infine, per completezza d’informazione, ti devo parlare del ashwagandha, chiamato anche withania somnifera, o più amichevolmente ginseng indiano. Questo cosiddetto ginseng indiano appartiene alla stessa famiglia dei più famigliari pomodori, melanzane o della patata e presenta delle caratteristiche bacche rosse. Le proprietà di questa pianta sono molte e sono date da specifiche sostanze al suo interno che le conferiscono proprietà immunostimolanti, antimicrobiche, antinfiammatorie e antidolorifiche.

Un’altra importante caratteristica è quella riguardante l’attività adattogena che esercita sull’organismo. Funge da antidepressivo naturale senza gli effetti collaterali che questo tipo di farmaci implica. È stato infatti condotto uno studio a riguardo e il ginseng indiano ha dimostrato una attività ansiolitica simile a quella ottenibile con il lorazepam ed effetti antidepressivi analoghi a quelli dei medicinali tradizionali.

L’Istituto di Medicina Naturale dell’Università giapponese di Toyama ha dimostrato le importanti proprietà neuro protettive del ginseng. In pratica, questa pianta indiana neppure lontanamente cugina dei ginseng asiatici, americani o siberiani, ma dalle caratteristiche decisamente similari, può rivelarsi un potente alleato per malattie come morbo di Parkinson e Alzaheimer.

Per l’ayurveda questa pianta ha la capacità di limitare lo squilibrio di vata e migliorare l’attività di kapha. È considerata un fantastico anti-invecchiamento ed è utilizzata come sedativo, anti-infiammatorio, per acquistare resistenza e per aumentare energia e forza. Anche in questo caso, le uniche accortezze da prendere nell’assunzione di questo integratore sono in gravidanza o se associato a determinato psicofarmaci.

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