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Olio di tea tree, tutti gli usi

Da sempre utilizzato per il trattamento delle infezioni batteriche della pelle e delle ferite, l’olio di tea tree, derivato dalla melaleuca alternifolia, una pianta originaria dell’Australia, ha veramente tante applicazioni: è uno degli oli più versatili e naturali che si possano trovare in commercio. La principale ragione delle sue proprietà curative è rappresentata dai terpenoidi, potenti sostanze chimiche organiche.

E’ bene chiarire una cosa: l’olio può essere applicato puro su una piccola parte del nostro corpo, ad esempio su un brufolo, ma in caso di pelle sensibile o superfici più estese, è sempre meglio diluirlo con dell’olio vettore, dopo essersi consultati con il proprio medico. Inoltre, puro non va mai ingerito. Esistono delle diluizioni che possono essere bevute, ma parliamo di due o tre gocce diluite in un po’ d’acqua.

Quindi, cominciamo con il chiarire che cos’è un olio essenziale. L’olio essenziale è una sostanza chimicamente complessa, costituita da una miscela di terpeni, fenoli, alcoli, aldeidi, chetoni, esteri ed eteri. Gli oli essenziali sono prodotti dal metabolismo di una pianta aromatica ed estratti con diverse metodiche, principalmente per distillazione in corrente di vapore come nel caso del tea tree oil. Ha proprietà diverse che dipendono dalla specie dalla quale viene ricavato.

Altro aspetto molto importante: quando un olio essenziale è usato per scopi salutistici si parla di aromaterapia. Gli oli essenziali usati per uso interno devono essere etichettati con la dicitura “di grado alimentare”, “per alimenti”, “per uso interno” o simile. Un olio essenziale non accompagnato da dicitura analoghe, è considerato solo per uso esterno. Antibiotico, in aromaterapia, uno dei più potenti, in virtù dell’azione antibatterica, antivirale e antifungina ad ampio spettro.

Per uso interno solitamente si usano due gocce in un cucchiaino di miele è indicato in caso di infezioni delle vie respiratorie, che provocano faringiti e tonsilliti, febbre, bronchiti, raffreddore, mal di gola, cistite, candidosi e herpes. Per uso topico, è impiegato come antifungino contro funghi della pelle e micosi delle unghie, come antivirale su herpes, porri e verruche, infine come antibiotico su piaghe infette, ferite, ustioni e piorrea. Ma non solo. Vediamo insieme le modalità d’uso per ogni disturbo… Ma vediamo nel dettaglio gli usi che si possono fare di questo olio. Ne ho contati quarantatré.

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Abrasioni e tagli

Di fondamentale importanza pulire bene l’area. Quindi, applicare qualche goccia di olio sulla zona interessata. Se è richiesto un bendaggio, versare alcune gocce di olio sul cotone o sul pezzo di garza.

Acne

L’olio è da applicare bene sui brufoli con un tampone di cotone. Poi va lasciato agire per un paio d’ore. Se la pelle si secca, allora vuol dire che bisogna diluirlo con olio vettore.

Afte

Per curare le fastidiose afte, bisogna applicare una o due gocce di olio sulla zona infetta con un batuffolo di cotone. Poi, lasciare asciugare.

Alito cattivo

Per migliorare l’alito, mescolare una goccia di olio con un po’ d’acqua ed effettuate gargarismi. Non ingoiare la soluzione. Altrimenti usare la soluzione di olio di tea tree al 38% massimo.

Allergie

In questi casi delicati è consigliato effettuare un bel massaggio su petto, addome e punti riflessi dei piedi con qualche goccia di olio diluito con un altro lio vettore.

Antipulci per cani

Versare qualche goccia di olio diluito sul collare a cadenza settimanale. Usare sempre olio a bassa concentrazione e ben diluito. Da non mettere mai a contatto diretto con la pelle. E soprattutto da non usare sui gatti.

Artrite

Per alleviare i dolori artritici si possono effettuare dei massaggi locali utilizzando 20 gocce di olio diluito.

Asma bronchiale

L’olio di tea tree si rivela molto utile anche per curare l’asma bronchiale. In questo caso, aggiungere qualche goccia nell’acqua bollente per effettuare dei suffumigi.

Biancheria

La cosa ideale è quella di versare due cucchiaini di olio al bucato. In questo modo si aiuta a prevenire la muffa.

Bolle della pelle

Quando sulla pelle vi nascono delle bolle, per qualunque motivo, applicate una o due gocce di olio direttamente sulla bolla.

Bruciature leggere

Dopo aver lavato la zona scottata, attendere qualche minuto prima di aggiungere una miscela di cinque gocce di olio con un cucchiaino di miele grezzo.

Calli e duroni

Massaggiare due volte al giorno la zona interessata dal callo o dal durone con cinque gocce di olio mescolate in un cucchiaio di olio vettore.

Collutorio

Aggiungere acqua purificata con qualche goccia di olio di tea tree. Ovviamente, la soluzione pura, che è l’ideale, non è da ingoiare mai, altrimenti si può optare per la soluzine diluita al 38%, ma l’effetto è più blando.

Contusioni

Nel caso di contusioni, anche molto dolorose, applicare un impacco freddo sulla zona dolorante e, in un secondo momento, trattare come indicato per l’artrite.

Deodorante

Per profumare gli ambienti, aggiungere qualche goccia di olio essenziale al diffusore o su batuffoli di cotone da conservare in alcuni sacchettini.

Dermatite

Per curare la dermatite diluire dieci gocce di olio in un cucchiaio di olio vettore e massaggiate due volte al giorno la parte interessata.

Eczemi

Contro gli antipaticissimi eczemi, aggiungere dieci gocce di olio in un cucchiaio di olio di semi o di cocco e massaggiate le zone interessate. Ripetere più volte al giorno.

Forfora

Se avete problemi di forfora, versare dieci gocce di olio nella bottiglia dello shampoo e, dopo aver agitato bene, procedere al lavaggio dei capelli.

Formiche

L’olio di tea tree è molto efficace anche contro le formiche, a cui non piace affatto l’odore. Per tenerle lontane bastano poche gocce sulla porta.

Gotta

Nel caso in cui si è colpiti dalla gotta, per alleviare i fastidi aggiungere dieci gocce di olio a due cucchiai di olio vettore e massaggiare più volte al giorno.

Herpes labiale

Tra i tanti impieghi che stiamo scoprendo, c’è anche quello contro l’herpes labiale. Chi non ne ha mai avuto uno? E chi non lo odia ancora oggi? Dosare una o due gocce di olio su un batuffolo di cotone e applicare.

Infezioni batteriche

Contro infezioni batteriche di lieve entità, risulta utile massaggiare l’olio sulla zona interessata e aggiungere alcune gocce nell’acqua della vostra vasca da bagno.

Infezioni vaginali

Nel caso di infezioni vaginali esterne, diluire qualche goccia all’acqua con cui vi lavate. In caso di irritazione smettere di usare l’olio e lavare la zona con sola acqua calda.

Malattie virali

Per evitare il contaggio di malattie virali, diffondere l’olio di tea tree in tutta la casa. In alternativa, inalare i vapori.

Infiammazioni muscolari

Nel caso di infiammazioni muscolari, è decisamente semplice la procedura antinfiammatoria: massaggiare le zone infiammate con qualche goccia di olio puro mescolato a pochissimo olio vettore.

Labbra screpolate

Quando le labbra si stanno spaccando, aggiungere una goccia di olio al balsamo per le labbra o all’olio di cocco.

Morsi di pulce

Nell’eventualità in cui si viene morsi da una pulce, piuttosto che andare nel panico, applicare una goccia di olio direttamente sul morso del parassita.

Muffa

Per un efficace contrasto alla muffa, combinare due cucchiaini di olio con due tazze di acqua per il trattamento di muffe e funghi. Spruzzare la superficie colpita e lasciare asciugare.

Orticaria

Contro l’orticaria, aggiungere dieci gocce di olio a quattro cucchiai di amamelide e poi applicare sulla zona con un batuffolo di cotone.

Peli incarniti

L’olio di tea tree contrasta anche i peli incarniti. Basta mettere due gocce di olio sul pelo e ripetere ogni due ore l’operazione o fino a quando l’infezione va via.

Pelle secca

In caso di pelle secca, applicare cinque gocce di olio di tea tree a un cucchiaio di olio di mandorle dolci e massaggiare.

Pidocchi

Dosare venti gocce di olio a due cucchiai di shampoo. Massaggiare il cuoio capelluto e i capelli e lasciare in posa per 10 minuti. Ripetere tre o quattro volte al giorno, fino alla scomparsa delle uova.

Piede d’atleta

Pulire i piedi accuratamente, quindi applicare un leggero strato di olio di tea tree sulla zona interessata più volte al giorno, fino a quando i segni dell’infezione non saranno scomparsi.

Psoriasi

Diluire dieci gocce in un cucchiaio di olio vettore e massaggiare dolcemente con i polpastrelli le zone colpite. Ripetere due o tre volte al giorno.

Punture di zanzara

Per fare passare il fastidioso prurito da morso di zanzara, al posto di grattare, si rivela efficace applicare una goccia di olio direttamente sulle punture.

Sciatica

In aiuto della sciatica, per alleviare i fastidi, versare dieci gocce in un cucchiaio di olio vettore e massaggiare la zona interessata. Ripetere più volte al giorno.

Sinusite

Per risolvere i fastidi dati dalla sinusite, si possono fare dei suffumigi con l’olio puro, oppure si può bere qualche goccia, due o tre, di olio diluito al 38%.

Sistema immunitario

Per aiutare il sistema immunitario, più che altro per stimolarlo, spruzzare un po’ di olio di tea tree in tutta la casa regolarmente e massaggiare le piante dei piedi.

Spazzolino da denti

L’olio di tea tree può essere usato anche per pulire lo spazzolino da denti. Dosare qualche goccia di olio sullo spazzolino una o due volte alla settimana per uccidere i batteri.

Spray anti-insetti

Versare quindici gocce in un quarto di tazza di acqua, mescolate in un contenitore munito di spruzzino e utilizzare sul corpo come repellente per insetti.

Tonsillite

Versare qualche goccia di olio di tea tree nell’acqua caldissima. Mettere un asciugamano sulla testa e respirare. Potete fare anche dei gargarismi senza ingoiare la soluzione. Contemporaneamente si può bere dell’acqua con due o tre gocce di olio diluito al massimo al 38%.

Tosse

Contro la tosse, come detto per la tonsillite, creare dei suffumigi con acqua bollente e dieci gocce di olio. Coprire la testa e respirare. Contemporaneamente bere dell’acqua contenente due o tre gocce di olio diluito al massimo al 38%.

Verruche

Infine, per liberarsi delle fastidiosissime verruche, applicare l’olio non diluito sulla zona colpita. Ripetere mattina e sera, fino a quando la verruca comincia ad andare via. Diluire.

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Dolori articolari e muscolari da sport: i rimedi

Quante volte ti capitano indolenzimenti da allenamento errato? Affaticamento che si accumula dopo qualche mese di ginnastica, dolori muscolari che bloccano i movimenti, comprese le possibili microfratture, tendiniti e infiammazioni varie, torcicollo compreso: ne nasce una vera propria “crisi da palestra” e il desiderio di mantenersi in forma per tutto l’anno può passare. Dopo le prime lezioni, l’indolenzimento dei muscoli può essere così fastidioso da fare rinunciare alla pratica sportiva regolare. Si chiamano dolori articolari e muscolari da sport.

Cominciamo col dire che lo sport fa bene. Mantiene elastici, tonici e in forma, ma se non lo si pratica con criterio, può anche provocare danni, specie alle articolazioni. Infatti, l’attività sportiva riduce il rischio cardiovascolare, il peso in eccesso, lo stress e non solo, ma a condizione di sceglierlo e praticarlo tenendo conto delle proprie possibilità, del livello di preparazione atletica e dell’età. Altrimenti, anche per i più allenati può aumentare il rischio di infiammazioni e tendiniti. I frequenti saltelli sullo step o le pedalate durante lo spinning, alla lunga possono provocare disturbi. L’attività sportiva fatta da chi è generalmente sedentario, da chi non svolge attività da molti mesi o da chi non è più giovanissimo, va fatta iniziando con alcuni piccoli accorgimenti.

Quello dei dolori articolari legati allo sport, è un problema comune negli sportivi. Il rapporto tra articolazioni e sport è infatti molto più stretto di quanto si possa immaginare. Una pratica sportiva fatta con costanza e senza “carichi” eccessivi aiuta le nostre articolazioni. Al contrario, sforzi troppo intensi e ripetuti possono creare traumi articolari e provocare fastidi anche cronici. È il caso ad esempio degli sport più dinamici e da performance come calcio, il tennis o il basket, che andrebbero scelti e praticati con attenzione. Infatti, se per certi aspetti può essere vero che la vita inizia a quarant’anni, nel caso dell’attività fisica, non è esattamente così e non tenerne conto significa esporsi a danni quasi certi a livello articolare e muscolare.

Neppure i più giovani, d’altro canto, possono ritenersi completamente al riparo da strappi, contusioni o distorsioni accidentali né da più subdole ma altrettanto dolorose infiammazioni da sovraccarico. Basta un movimento brusco, un piede in fallo, uno scontro con un compagno o l’insana voglia di strafare per accelerare i tempi dell’allenamento e raggiungere obiettivi inarrivabili. Per trarre dall’attività fisica tutti i possibili benefici senza correre inutili rischi bastano un po’ di cautela e buon senso. Quando, invece, ormai il danno è fatto, esistono accorgimenti pratici e preparati antinfiammatori topici che aiutano a evitare eccessive sofferenze. Ma andiamo per gradi…

I dolori muscolari successivi alla corsa hanno in genere cause e modalità di comparsa diverse. Però, è importante capirne le cause per dimensionare correttamente l’allenamento. C’è il dolore da sforzo, che si verifica durante la prova e riguarda uno o più muscoli. Le cause possono essere un accumulo di acido lattico o l’esaurimento delle scorte energetiche, se è generalizzato alle gambe. C’è il dolore successivo all’allenamento, che compare dopo circa ventiquattro ore dallo sforzo e in genere può protrarsi fino a tre-quattro giorni.

Stretching contro dolori articolari e muscolari

C’è poi la tendinite, che è un processo infiammatorio di uno o più tendini, le robuste strutture anatomiche che connettono i muscoli alle ossa. È solitamente causata da traumi o da un uso intensivo, più raramente da infezioni o malattie autoimmuni, per esempio l’artrite reumatoide. La tendinite si verifica più frequentemente alle spalle, ai gomiti, alle ginocchia, ai polsi e alle caviglie. Può verificarsi all’inserzione del tendine sull’osso, oppure in un punto qualsiasi del decorso del tendine. E può interessare anche la guaina che lo riveste e in questo caso si parla di tenosinovite.

Spesso la tendinite necessita soltanto di un adeguato periodo di riposo per guarire. Il sintomo principale è il dolore nella zona colpita, che può essere accompagnato da gonfiore, più o meno evidente, e aumenta con il movimento. La tendinite può essere legata all’uso eccessivo del tendine, per esempio negli sport che richiedono movimenti ampi e ripetitivi degli arti o in determinate professioni, per esempio suonatori di alcuni strumenti musicali. L’età è un altro fattore di rischio, in quanto con il passare degli anni muscoli e tendini perdono in parte la loro elasticità.

Per non affaticare eccessivamente i nostri muscoli è opportuno effettuare alcuni esercizi specifici per rinforzare alcuni importanti gruppi muscolari, che tuteleranno lo scheletro ed i tendini dagli incidenti più diffusi nelle palestre. È necessario quindi rinforzare la colonna lombo-sacrale, con esercizi di stretching, rotazioni del busto, addominali e lombari. Poi rinforzare le ginocchia, con esercizi stabilizzatori, allenando i muscoli estensori e flessori del ginocchio. Così come i glutei e le spalle stesse.

Ovviamente, esistono molti rimedi naturali per prevenire e curare le patologie di cui abbiamo appena parlato. Quali sono? Le ciliegie, oltre ad essere buone e succose, contengono gli antociani che combattono i radicali liberi prodotti dal corpo dopo l’attività funzionando come agenti antinfiammatori: questo frutto così dolce aumenta l’afflusso del sangue ai muscoli, contrastando quindi i dolori muscolari da sport.

Se non dormi bene, i livelli di cortisolo, l’ormone che può ritardare la ripresa dopo un allenamento, salgono. Per migliorare la qualità del sonno scollegati da qualsiasi dispositivo tecnologico e allontanati dalla cosiddetta luce azzurra che soffoca la melatonina. Non farti mancare le proteine attraverso altri alimenti. Quindi, non solo barrette solubili. Il corpo ha bisogno di magnesio per contrarre i muscoli. Includi nella tua dieta alimenti ricchi di questo minerale.

Lo stretching deve essere mirato: dopo un allenamento, non dedicarti solo allo stretching passivo. La nostra mobilità non è più quella che avevamo da bambini, ecco perché occorre concentrarsi su ogni articolazione del corpo, facendola lavorare, e dedicando a ciascuna il tempo necessario per il defaticamento. La crioterapia, aiuta a riparare eventuali lacerazioni muscolari in caso di allenamenti frequenti. Forse non ci possiamo permettere di riempire ogni giorno la vasca da bagno con del ghiaccio, ma l’acqua fredda costringe i vasi sanguigni, stimolando l’eliminazione di sostanze di scarto, come ad esempio l’acido lattico, presenti nel corpo, e allevia l’intorpidimento muscolare.

Assumi quotidianamente, o almeno nei giorni in cui ti alleni, un cucchiaio di curcuma, in modo da ridurre l’intorpidimento muscolare e il senso di fatica. Basta aggiungerla ai tuoi piatti preferiti o scioglierla in un bicchiere di acqua. Assumi fluidi in modo corretto evita gli infortuni e ti aiuta ad allenarti al meglio. La disidratazione può causare crampi, giramenti di testa, rallenta l’eliminazione dell’acido lattico e rischi di sentirti dolorante. Non dimenticare la vitamina C, o il ginseng, oppure il gingko biloba, ma anche la glucosamina, la condrotina e l’msm. Le creme o i gel a base di radici, fiori e spezie officinali antiossidanti – i più utilizzati sono l’aloe vera, l’arnica montana, l’artiglio del diavolo, la boswellia e l’imperatoria – sono ottimi per alleviare i dolori muscolari da sport.

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Medusa, riccio e tracina: cosa fare

Molte donne, ma anche alcuni uomini, mi hanno scritto chiedendomi cosa fare nel caso si venissi toccati in acqua da una medusa. La seconda domanda, ovvia, che molti mi hanno posto è cosa usare di naturale nel caso si entri in contatto con questo esserino tanto carino ma tanto scottante. Se avessi risposto in privato, per quanto comodo, avrei infranto la filosofia del mio blog e in particolare di questa categoria, che è quella di tentare di dare una umile risposta a mali e situazioni comuni. Le domande poste, per quanto possano apparire scontate, sono del tutto azzeccate. Siamo in estate e molte persone nutrono una paura. A volte una vera e propria fobia. Quella per le meduse.

Cominciamo col dire che il mondo marino è popolato da un’enorme varietà di esseri viventi che per sopravvivere all’attacco dei predatori sono stati costretti a sviluppare varie tecniche di difesa come il mimetismo, la presenza di aculei, l’emissione di sostanze urticanti o velenose. Quindi anche le meduse, i ricci e le tracine, organismi marini che popolano in nostri mari, per sopravvivere sono obbligati ad attivare dei sistemi di difesa, a partire dal momento in in cui si imbattono in un altro pesce, un cane, un bagnante. In ogni caso, qualunque cosa sia è considerato un potenziale aggressore. Un po’ come la logica del predatore nei lupi, nei cinghiali, negli orsi… Insomma, nella natura in genere. Si pensi anche solo alle piante carnivore.

Appartenente ai celenterati, la medusa ha il corpo a forma di ombrello al centro del quale si trova un lungo prolungamento su cui si apre la bocca. Il margine dell’ombrello è provvisto di tentacoli su cui sono situati degli organuli urticanti, chiamati nematocisti, contenenti delle tossine che vengono liberate nel momento in cui avviene il contatto con l’eventuale preda o il potenziale predatore. La tossina prodotta dalla medusa penetra la superficie cutanea del bagnante provocando dolore immediato e acuto e una reazione simile all’orticaria più o meno intensa a seconda della quantità di superficie corporea esposta al contatto, della grandezza e della tossicità del tipo di medusa, dalla quantità di tossina assorbita, eccetera.

Per alleviare i sintomi della reazione locale provocata dalla medusa può essere utile applicare nell’immediato della sabbia calda, ma senza in alcun modo senza frizionare, e successivamente detergere la parte con acqua salata tiepida. Quindi, applicare delle garze imbevute di acqua tiepida e aceto al cinquanta per cento. Si sconsiglia assolutamente l’uso di alcol, che al contrario potrebbe facilitare l’apertura delle nematocisti e si raccomanda di non usare né acqua dolce né ghiaccio, al di là di ciò che si potrebbe pensare. Tra l’altro, a differenza di ciò che accade per il prurito causato dalla puntura di zanzara, non esiste alcuna indicazione concreta per quel che riguarda l’uso dell’ammoniaca.

È importante non grattare le lesioni, proprio per impedire alla tossina di entrare in circolo più velocemente. La dermatite da medusa deve essere poi trattata per alcuni giorni con la terapia che, com’è giusto che sia, un medico riterrà più idonea e che di solito prevede l’applicazione di pomate a base di corticosteroidi e la somministrazione di antistaminici, o l’abbinamento degli antistaminici a pomate a base di arnica o di aloe e ad unguenti anti-infiammatori, come ad esempio l’olio di tea tree.

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Non solo meduse e tracine, ma anche ricci

Medusa, riccio e tracina: cosa fare?

Una tipica ustione da medusa.

Non dimenticare che in mare ci sono anche i ricci, animali appartenenti agli echinodermi dal corpo globoso rivestito da un esoscheletro rigido provvisto di aculei mobili che servono per la locomozione e per la difesa. Come ben saprai, anche senza averla mai direttamente provata sulla tua pelle, la puntura del riccio di mare può causare bruciore e dolore anche intensi. Gli aculei sono fragili e frequentemente si spezzano all’interno della pelle e, in questo caso, dopo aver disinfettato la parte, sarà necessario estrarre la spina dalla cute con una pinzetta.

Non scavare intorno alle spine nel tentativo di rimuoverle: ti assicuro che ciò renderebbe più difficoltosa la sua rimozione. La lesione guarisce rapidamente ma nel caso in cui dovesse subentrare un’infezione potreste sentirvi consigliare una terapia antibiotica, anche solo locale. Saprete certamente decidere e fare la scelta giusta. Però, se si riuscisse a prevenire le punture da riccio di mare quando si cammina sulla spiaggia o sugli scogli, o quando si entra in acqua per concedersi un piacevole bagno, potrebbe essere utile usare delle scarpe di gomma.

Infine, prima di lasciarti andare a fare il bagno, visto che io non so dove sei e con che animali marini potresti potenzialmente entrare in contatto, vorrei darti due consigli anche sulle tracine. E sì, a riva ci sono anche quelle. Sono pesci dal corpo allungato che vivono infossati nei fondali sabbiosi lasciando visibile solamente la testa e la prima pinna dorsale, che purtroppo per noi e per fortuna per loro è provvista di spine lunghe e pungenti. Quando la tracina percepisce un pericolo, la pinna e le sue spine vengono erette in posizione verticale pronte a pungere il potenziale aggressore e ad iniettare la sostanza contenuta nelle ghiandole velenifere poste alla base delle spine stesse.

La puntura della tracina provoca un dolore davvero intenso, ben superiore al tocco della medusa o alla puntura di un riccio. La parte colpita si arrossa subito, sembra tumefatta. A volte possono verificarsi sintomi come tachicardia, difficoltà di respirazione, nausea, difficoltà di movimento dell’arto colpito. Il veleno inoculato dalla tracina è termolabile per cui, la parte colpita, deve essere immersa tempestivamente in acqua molto calda. Solo così si riuscirà a disattivare la tossina inoculata. Dopo questo primo intervento, deve essere sempre il medico a prescrivere il corretto trattamento che ritiene più idoneo per risolvere il caso specifico. Anche in questo caso per prevenire spiacevoli incidenti potrebbe essere utile indossare delle scarpe di gomma. Prevenire è meglio che curare.

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