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Gianfranco Valsè Pantellini: il caso, il cancro e la sua ricetta

Oltre al suo “generico” utilizzo contro fastidiose malattie autoimmuni come l’artrosi, l’artrite, le infiammazioni muscolari croniche e altro, l’ascorbato di potassio è impiegato dalla medicina naturale per contrastare infiammazioni degenerative. Secondo la Fondazione Pantellini, può essere usato per contrastare il cancro. Siccome su questo delicatissimo argomento le teorie sono estremamente discordanti fra loro, è il caso di ricordare subito che non c’è il riconoscimento della comunità scientifica e che ci sono malati che hanno usato questo metodo per curarsi.

Quel che è certo è che prima che scoppiasse il caso Di Bella, il metodo del dottor Gianfranco Valsè Pantellini era la terapia contro il cancro più usata e più conosciuta in Italia, nel campo della medicina alternativa. L’ascorbato di potassio è un sale derivato dalla vitamina C, che risulta atossico e privo di effetti collaterali. Il composto si ottiene estemporaneamente in soluzione acquosa acido ascorbico – 150 milligrammi – e bicarbonato di potassio 300 milligrammi, di cui 117 di solo potassio – ed ha un pH che, nel giro di poco più di un minuto, tende alla neutralità.

I componenti vanno sciolti in circa due dita d’acqua senza utilizzare il cucchiaino metallico, considerato il potenziale rischio di ossidazione dell’acido ascorbico. L’ascorbato di potassio è legato agli studi ed alle ricerche del biochimico fiorentico Gianfrancesco Valsé Pantellini, e la sua “storia” è iniziata nel 1947 quando un orafo, amico dello stesso dottor Pantellini, malato di cancro inoperabile allo stomaco ebbe dei risultati inaspettati ed assolutamente straordinari assumendo delle limonate in cui per errore inseriva del bicarbonato di potassio invece dell’usatissimo bicarbonato di sodio.

Per circa 40 anni Pantellini ha studiato ed analizzato il problema, arrivando a fare due pubblicazioni specifiche nel 1970 e nel 1974. I processi ossidativi, legati alla presenza dei radicali liberi, sono coinvolti nella promozione e nello sviluppo del cancro. La causa principale del meccanismo di stress ossidativo sono i radicali liberi. cioè sostanze con elevata reattività chimica. Gli organismi viventi tendono a mantenere costante la concentrazione di questi agenti ossidanti per poter garantire i normali processi biologici. Ma cominciamo dall’inizio – visto che i potentati della medicina non hanno interesse a diffondere qualcosa che non è brevettabile – questa storia merita di essere conosciuta e tramandata. Per non dimenticare…

Gianfrancesco Valsè Pantellini è nato il 2 aprile 1917 a Rufina, un piccolo paese della Toscana, dove ha vissuto fino al 1929 con il padre Italo e la madre Margherita. I suoi studi furono interrotti dalla guerra, ma lui fu sempre attivo prestando servizio come ufficiale chimico nel Genio Guastatori.

Gianfranco Valsè Pantellini in viaggio tra Italia, Russia e Francia

Ebbe varie destinazioni tra cui Udine, Russia, Francia. Nel 1943 conobbe a Roma il famoso matematico Luigi Fantappiè. Finita la guerra riprese gli studi universitari a Firenze laureandosi nel 1947 in Chimica pura ad indirizzo biologico. Poi per un anno frequentò l’Istituto di Fisica Teorica di Napoli.

A Parigi conobbe il fisico Louis Kervran ed approfondì le sue ricerche sulla fusione a freddo nel corpo umano. Rientrato a Firenze passò ad Ancona al Centro Autonomo Tumori, dove fece le sue prime esperienze, collaborando per più di un anno con i professori Protti, Gusso e Neubauer dove seguì indagini di Ricerca enzimatica dei lieviti e dell’azione Piroerte dei medesimi nei confronti della cellula neoplastica.

Nel 1948, ritornato a Firenze, pur occupandosi di piccole industrie farmaceutiche, in privato, si dedicò alla ricerca sui tumori. Ha partecipato con comunicazioni personali ai congressi di Cancerologia di Firenze, Cremona, Baden Baden, New York, ecc. Ha fatto parte di un gruppo internazionale di ricerca sul cancro con metodiche non convenzionali; per questo è stato eletto Membro dell’Accademia delle Scienze di New York (la prestigiosa NYAS) e della società Internazionale di Criochirurgia.

Per l’aiuto prestato con opportuni schemi a base di ascorbato di potassio alle popolazioni dell’ex Unione Sovietica colpite direttamente dalle radiazioni in seguito all’incidente alla centrale nucleare di Cernobyl nel 1986, è stato insignito della Stella Rossa, onoreficenza dell’Accademia delle Scienze di Mosca. Eravamo infatti nel 1987-88 ed era il periodo in cui il Presidente dell’URSS era Gorbaciov.

C’è chi usa regolarmente l’ascorbato di potassio per le sue molteplici qualità contro le malattie autoimmuni, infiammazioni croniche e degenerative a carico del nostro organismo, registrando benefici e regolando i dosaggi a seconda delle proprie condizioni fisiche. Ma come usare l’ascorbato di potassio, anche quello con Ribosio, secondo il “metodo Pantellini”, quindi la famosa formula anti-tumorale? La risposta la dà direttamente la Fondazione Pantellini: “L’ascorbato di potassio risulta totalmente atossico e privo di effetti collaterali, anche i bambini ne possono usufruire specialmente per il programma di prevenzione. Una bambina che ha 5 anni e mezzo, per fare un esempio, dovrebbe prenderne una dose alla settimana: 300 milligrammi di bicarbonato di potassio e 150 di acido ascorbico”.

Anche per la gravidanza, in generale, si consiglia sempre una dose per settimana di ascorbato di potassio “semplice”, senza ribosio. L’ascorbato di potassio non è mai tossico né pericoloso ai dosaggi consigliati. Il potassio presente in una dose è pari a 117 milligrammi (poco più del 30% del bicarbonato, in peso) e corrisponde ad un quantitativo fisiologico. Se assunto secondo queste modalità non ci sono i presupposti di sovraccarico renale né di problemi cardiaci.

La commissione scientifica europea ha stabilito che, per il potassio, la dose giornaliera raccomandata per integrare il quantitativo perso giornalmente sia pari a 3 grammi che, come si vede, è ben lontana a quella presente in ciascuna bustina, che supera di poco il 5% dell’Rda. Quando si assume l’ascorbato di potassio non ci sono alimenti da evitare. L’ascorbato di potassio, sia nella formulazione “classica” che con ribosio non deve essere assunto nei giorni di eventuale trattamento chemioterapico. Durante la radioterapia le modalità devono essere definite in accordo con il medico della fondazione o con uno dei medici accreditati.

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Ascorbato di potassio con ribosio: cos’è e come si usa

Ho nominato l’ascorbato di potassio con ribosio. Il professor Guido Paoli, responsabile scientifico della Fondazione Pantellini, spiega: “Dall’esperienza e dai dati del dottor Pantellini prima e della Fondazione Pantellini poi, l’ascorbato di potassio con ribosio sembra interferire in modo importante con questo processo, proteggendo la cellula contro lo stress ossidativo e limitando il meccanismo di proliferazione incontrollata”.

L’azione del composto è legata alle caratteristiche del potassio, catione guida e regolatore metabolico a livello intracellulare, ed all’azione di “carrier” della vitamina C: svolge nel caso specifico una funzione simile a quella della pompa sodio-potassio come conseguenza della sua struttura eterociclica. L’immissione di potassio all’interno di una cellula cancerosa può indurre – per affinità chimica – la corrispondente fuoriuscita di sodio e quindi del glucosio dall’ambiente intracellulare.

In questo modo possiamo ottenere: una nuova modificazione del pH locale intracellulare e una rapida diminuzione delle riserve nutritive, riducendo la glicolisi e reintroducendo un blocco potenziale sulla mitosi; così sembra possibile inibire il processo di proliferazione incontrollata. Il ribosio svolge un ruolo importantissimo nel metabolismo cellulare ed è lo zucchero che è implicato più direttamente nella sintesi dei nucleotidi.

È il precursore fondamentale nella biosintesi dell’Rna e dell’adenosina e, nella forma deossiribosio, nella sintesi del Dna. Quando viene assunto oralmente, viene metabolizzato e non interferisce, almeno ai dosaggi che la Fondazione Pantellini consiglia, con la glicolisi. L’impiego del ribosio a bassa concentrazione rispetto alla quantità di acido ascorbico è legato alla sua potenziale attività catalitica per velocizzare il processo di assorbimento di potassio nel citoplasma cellulare. L’ascorbato di potassio può operare efficacemente anche a livello di prevenzione avendo l’obiettivo di mantenere costanti i livelli intracellulari di potassio. L’assunzione preventiva di ascorbato di potassio ha quindi l’obiettivo di “proteggere” la cellula dal rischio di degenerazione”.

Ecco il metodo Pantellini per prevenire i tumori

Come si prepara il rimedio “Pantellini”? Sono in tanti a domandarselo e a pensare che la ricetta sia chiusa nelle casseforti della Fondazione Pantellini. Non è così. la ricchezza di quella scoperta fatta per l’umanità è che la ricetta è pubblica. Pantellini, in vita, la condivise con tutti. Con succo di limone, sale di vitamina C e bicarbonato di potassio. Sono necessari due limoni freschi, 150 milligrammi di vitamina C e una punta di cucchiaio (300 milligrammi) di bicarbonato potassio. Il cucchiaino non deve essere di ferro.

Il bicarbonato di potassio è un integratore fatto di bicarbonato e di potassio. Il Ministero della Salute lo inserisce tra gli integratori alimentari. Si trova in farmacia e erboristeria al costo medio di 5 euro ogni 100 grammi. Il chilo è disponibile alle volte solo in farmacia a 20 euro con richiesta medica su foglio bianco. Spremere il limone, aggiungere due dita di acqua fredda e una punta di cucchiaio di bicarbonato di potassio. Mescolare bene per un minuto con un cucchiaino di plastica e bere.