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Posta del Cuore: quando gli adulti non sono capaci di un sorriso

Non ho mai pensato al mio blog come alla Posta del Cuore, però tra decine di e-mail che stavo leggendo, questa richiesta di aiuto mi è sembrata bellissima. Non solo e non tanto per la sua dolcezza e purezza, perché quando ero ragazzo leggevo Cioè (e se sono sopravvissuto a quella posta del cuore…), ma perché la domanda me l’ha posta un diversamente giovane di circa 30 anni, bloccato dalla timidezza di essere in vacanza in famiglia.

L’età di Mattia e la scusa della timidezza, dietro la quale si cela probabilmente un problema simbiotico con uno o con entrambi i genitori, portano sotto gli occhi un fenomeno in realtà noto: quello degli adulti che non sono capaci di un sorriso, che non sono in grado di esprimere un’emozione, figurarsi un sentimento… E non è questione di essere o non essere impacciati.

Quello che scrivo è una mia personale idea, che ho maturato dopo essermi scritto più messaggi con Mattia e dopo avergli, ovviamente, chiesto il permesso di pubblicare la sua mail, la mia risposta (il consiglio che ho pensato di dargli) e alcune mie considerazioni in base ad altre cose che ci siamo scritti.

Come dico nel titolo, quando gli adulti non sono capaci di un sorriso vuol dire che siamo davanti ad un problema generato da problemi familiari e da problemi creati da una società che cambia molto velocemente soprattutto grazie all’utilizzo, a volte smodato, della tecnologia. Una società che ha ritmi che molti non hanno e che oggi, spesso, si trovano più indietro. Più soli. Più in difficoltà.

Da Mattia S.

Ciao Marco, seguo il tuo blog con interesse. Visto che ti occupi di tendenze e di sociale e che sembri mostrare una certa sensibilità, avrei bisogno di aiuto per un problema di cuore. Puoi risolveremo? In pratica, ho preso una cotta pazzesca per la cameriera dell’hotel dove ero in vacanza al mare, a parte qualche battuta e piccole cose, non siamo mai entrati in confidenza. Poi abbiamo iniziato a seguirci su Instagram… Io ho una voglia disperata di scriverle, di avere un contatto con lei, di vedere com’è, cosa fa, come sta. Non so davvero cosa scriverle per non cadere nel banale o imbarazzarla, voglio incuriosirla e spingerla ad avere voglia di cercarmi. Cosa si fa in questi casi?

Ciao Mattia,

non ti nascondo che mi sono trovato in difficoltà a risponderti, per il semplice fatto che non conoscendo nessuno dei due ed essendo una domanda parecchio soggettiva, non sapevo come regolarmi.

Perciò ho deciso di optare per la sincerità e la schiettezza. Insomma, è inutile girarci intorno. Ti dico cosa farei io, senza stare a contartela su cosa avrei invece fatto in vacanza.

Ho un unico consiglio: rischia!

Cavolo, devi mandarle un messaggio, neppure fosse una proposta di matrimonio.

Capisco che è al primo approccio vorresti colpirla, fare subito centro, ma non la conosci, non sai cosa le piace, non sai cosa pensa. Al contrario, la devi conoscere.

Non riporre la tua fiducia nel conquistarla con un messaggio. Non con il primo. Certo, magari hai ragione a non volerti limitare ad un “Hey”, ma che ne dici di un “Ti sei già dimenticata di me? Perché io non ci sono riuscito”?

Conosci il suo profilo Instagram, dai un’occhiata, guarda cosa pubblica e prova a capire cosa le piace e se magari piace anche a te, così da poter attaccare bottone.

Quando il bisessuale si innamora: esempio di rapporto a tre

Tutti i miei amici etero e omosessuali concordano su una cosa: i più fortunati sono i bisessuali. E’ gente che sa apprezzare sia la bella “gnocca” sia il giovane tenebroso. E poi concordano col dire che la mia proverbiale stanchezza è dovuta al fatto che vado sempre controcorrente. Non lo faccio apposta, ma anche sul fatto che i bisessuali sono i più fortunati “perché hanno una maggiore attività sessuale” purtroppo non posso trovarmi d’accordo. Nutro dei seri dubbi. Anzi, so che non è così.

Preciso, posso trovarmi d’accordo solo se la situazione che mi si prospetta è la seguente: bisessuale innamorato sia di una donna sia di un uomo e con entrambi che ricambiano e accettano la natura ibrida della persona che stanno amando. Certo, ci sono anche i bisessuali che scelgono la cosiddetta “monogamia”, ma non tutti lo fanno davvero fino in fondo. Alcuni, forse tanti, continuano a stare con “due piedi in due scarpe” perché ci si trovano naturalmente a proprio agio.

Anche chi è bisex s’innamora, come tutti, ha dei sentimenti, anche forti. E come tutti li esprime attraverso se stesso e si fa del male se deve nascondersi, se deve mentire anche alle persone a cui vorrebbe poter volere bene. Spesso soffrono, altrettanto gioiscono. Anche i bisessuali sono vita, bellezza, aria, sensualità. Pelle, carne, liquidi e fuoco. Sono certamente i più anarchici, combattenti, ribelli e resistenti.

La domanda che bisogna porre ad un bisessuale è la seguente: ti è mai capitato un periodo della tua vita in cui hai amato solo una persona? Io questa domanda gliel’ho posta e il mio amico mi ha risposto ciò che immaginavo già. “Non so come si faccia ad amare una persona soltanto. Io ne ho sempre amate molte e tutte assieme. Non so come si stia a contatto con un corpo se l’altro non mi è accanto contemporaneamente, quantomeno idealmente”.

“Non so cos’è il dolore se non quando sono costretto a rinunciare ad essere quella che sono. Soprattutto, non so cos’è la noia se ho uno dei miei amori vicino. Di me hanno detto che sono capriccioso, velenoso, urticante. Non gli credo. Non gli crederò mai. Se vedo la mia immagine riflessa allo specchio, vedo solo un corpo che invecchia attendendo di essere amato? Non mi interessa quale forma, che misura, che genere di amore. Quello che so è che non amo stare con un uomo, con una donna, ma con entrambi, spesso. Dicono sia malattia, perversione. Ma se lui mi ama e mi ama anche lei, perché io non dovrei amarli allo stesso modo?”.

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“Nella vita voglio continuare a sorprendermi, a stupirmi, a reagire, a lottare. Non voglio rinunciare a quel che voglio perché qualcuno, uno dei due, vuole “incastrarmi”, opprimermi, cambiarmi. Ho sempre pensato che se qualcuno non riesce a sentirsi a proprio agio nella mia vita, sono cazzi suoi. Non mi interessa. Non mi riguarda”.

“Quel che faccio nel mio letto, invece, sono affari miei e di chi quel letto vuole condividerlo con me. Vivo un rapporto a tre da un po’ di tempo. Non so come andrà a finire, non so se durerà. Non so come e se il mondo capirà mai. Il mondo che mi circonda in Italia. Un mondo bigotto, ipocrita, falso, perbenista”.

“Quello che è certo è che noi tre stiamo bene insieme. Sono io che amo entrambi. Loro si rispettano l’un l’altra. Per strada? Ci teniamo tranquillamente per mano, io, lei e lui. Questo è il presente, l’insieme di attimi in cui vivo. Perché dovrei temere il futuro? Qualcuno mi dice che domani mi pentirò e rimarrò solo. Rispondo sempre nello stesso modo: cosa posso farci se non mi adatto? E chi l’ha detto che sarò io a restare solo e non sarete invece voi, quelli che restate accanto per la vita ad un’unica persona? Com’è che la chiamate? Fedeltà…?”.

Ho anche un’amica bisessuale. A lei ho domandato provocatoriamente: sei bisex perché sei indecisa? E’ scoppiata a ridere. Poi mi ha confidato: “E me l’hanno detto in tanti, uomini e donne. Scegli: puoi essere etero o lesbica. Il fatto è che io non sono nessuna delle due cose. Io amo lei e lui allo stesso modo. Senza alcuna differenza. Mi piacciono, mi eccitano, e non ho modo di confidare questa storia se non incontrando tanti musi storti, facce perplesse e un’onda di moralismo da due euro“.

Perfino dagli ambienti che dovrebbero essermi più affini, più evoluti. E’ un gioco a incastro. O stai di là, o stai di qua. Non puoi restare dalle due parti. Sono le regole del branco. Se non aderisci a quest’altra norma non puoi entrare nelle loro grazie. Non mi sento superiore, non giudico nessuno. Semplicemente sono diversa. Io. Non seguo il loro esempio. Io. Obbedisco a quel che dice il mio corpo, la mia mente, il mio cuore. E’ la mia carne che guida, chiama carezze, baci, abbracci, orgasmi, lingue, vagine, peni. La mia pelle mi consegna al desiderio, non mi lascio incastrare. Resto una cagna sciolta”. Serve solo un po’ di rispetto. E’ tutta una questione di scelte.

Le 25 cose che i giovani di oggi (e di ieri) chiedono agli adulti

Quante volte hai sentito parole come: “Siamo giovani, giovani come non lo saremo mai più, lasciateci fare…” e così via? E quante volte da giovane le hai pensate o dette tu stesso o tu stessa queste parole che oggi ti sembrano figlie dell’anarchia e dei tempi?

Pensaci bene prima di rispondere che tu eri diverso, che erano altri tempi e di tirarti indietro da questa breve lettura che, altro non è, se non il riportati in ordine sparso quello che pensavi, che a volte ancora pensi e che forse non hai mai osato chiedere.

Dunque, quali sono le 25 cose che i giovani di oggi (e di ieri) chiedono agli adulti?

Cosa chiedono i nostri ragazzi agli adulti

“Siamo giovani, giovani come non lo saremo mai più, lasciateci fare…”

1. Lasciateci fare le nostre scelte

2. Lasciateci viaggiare

3. Lasciateci passare le giornate con i nostri amici

4. Lasciateci passare le notti in bianco con loro

5. Lasciateci andare alle feste giovedì, venerdì, sabato e domenica

6. Lasciateci bere

7. Lasciateci fumare

8. Lasciateci fare le nostre prime esperienze

9. Lasciateci amare chi vogliamo

10. Lasciateci guardare film tutto il giorno

11. Lasciateci mangiare schifezze

12. Lasciateci ascoltare la musica con il volume al massimo

13. Lasciateci correre per le strade

14. Lasciateci urlare

15. Lasciateci fare casino

16. Lasciateci ridere come se non dovessimo ridere mai più

17. Lasciateci scherzare come ci pare

18. Lasciateci colorarci i capelli come vogliamo

19. Lasciateci vestirci come preferiamo

20. Lasciateci farci i percing

21. Lasciateci fare i tatuaggi

22. Lasciateci esprimere le nostre emozioni come meglio sappiamo fare

23. Lasciateci esprimere le nostre idee

24. Lasciateci protestare per quello in cui crediamo

25. Lasciateci vivere perché il tempo non torna e non possiamo permetterci di sprecarlo rispettando dei limiti che ci danno le persone che, la loro adolescenza, l’hanno già vissuta

PS: Ovviamente, questo post non è e non vuole essere in alcun modo il decalogo del buon genitore, bensì solo l’elenco delle 25 cose che i giovani di oggi (e di ieri) chiedono agli adulti.