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Ecco l’ultimo pensiero di tredici assassini seriali

Tra le varie macabre curiosità che ruotano intorno ai serial killer e alle loro terribili storie, ce n’è una in particolare che TV, cinema e documenti pubblicati sui mass media ci hanno in parte svelato. Cosa pensano gli assassini seriali dopo anni di carcere e prima della morte?

In fondo, morire non dovrebbe rendere felice nessuno e difficilmente si riesce a concepire chi odia la vita. E questo a prescindere dalle vicissitudini personali. Ma dobbiamo ricordare che gli assassini seriali non sono una persone normali, non sono persone che amano la vita. Non quella degli altri.

Amelia Dyer (1837-1896), colpevole dell’uccisione di 400 bambini nel periodo vittoriano: “Non ho niente da dire”.

Henry Howard Holmes (1861-1896) è considerato come uno dei primi serial killer della storia americana: “Prenditi il tuo tempo, fallo bene”.

Tom Ketchum (1863-1931), noto come come “Black Jack”, uccise molte persone, ma fu giustiziato per una rapina in un treno: “Sarò all’inferno prima di colazione”.

Albert Fish (1870-1936), nel 1920, ha confessato di aver ucciso almeno 100 bambini e di averne mangiato alcuni: “Non capisco perché mi trovo qui”.

Friederich Haarman (1879-1925), soprannominato “il Vampiro di Hannover” perché azzannava alla gola le sue vittime, tutte ragazzini: “Mi pento, ma non ho paura della morte”.

Peter Kurten (1883-1931), soprannominato “il Vampiro di Dusseldorf” poiché beveva il sangue delle sue vittime: “Ditemi, dopo che la mia testa sarà mozzata sarò in grado di sentire, almeno per qualche istante, il sangue che sgorga dal tronco del collo? Sarebbe un piacere immenso”.

Carl Panzram (1891-1930) uccise 22 persone e violentò circa 1000 donne: “Sbrigati bastardo di un boia prima che uccida altri 10 uomini”.

Earle Nelson (1897-1928), che durante gli anni ‘20 uccise 22 donne con la scusa di cercare una stanza in affitto: “Giuro davanti a Dio di essere innocente. Vi perdono, Dio abbia pietà di voi”.

Ronald Gene Simmons (1940-1990) uccise metodicamente 14 membri della sua famiglia durante le vacanze di Natale del 1987: “Lasciate che la tortura e la sofferenza in me abbiano termine”.

John Wayne Gacy (1942-1994), che uccideva le sue vittime, precisamente 33 ragazzi, travestito da clown: “Baciatemi il culo”.

“Ted” Bundy (1946-1989): “Vi amo, amici miei”.

Aileen Wuornos (1956-2002), tra il 1989 e 1990, uccise 7 uomini con la scusa che provarono a violentarla: “Vorrei solo dire che navigherò con The Rock e che tornerò con Gesù, come in Independence Day, il 6 giugno, come il film, con la grande astronave madre e tutto il resto. Tornerò più forte di una roccia”.

Jeffrey Dahmer (1960-1994), conosciuto come “il Cannibale di Milwaukee”, era un necrofilo, stupratore, cannibale: “Non mi importa se vivo o muoio. Vai avanti e uccidimi”.

Storie di Serial Killer è una collana di libri. Date un’occhiata ai nostri titoli: Le Serial Killer: Donne che uccidono per passione di Marco Cariati e Assassini Seriali: i più spietati di Primo Di Marco.