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Cancro: i clisteri al caffè del dottor Gerson

Il Dottor Gerson ha riscontrato un successo straordinario nell’ideazione del metodo dei clisteri al caffè. Nei pazienti con tumori soprattutto in uno stato avanzato come quelli che normalmente si rivolgono ad una terapia non convenzionale, l’intero apparato digerente, secondo Gerson, è avvelenato. “Disintossicare”, disse, “è una parola facile, ma è estremamente difficile farlo”.

“Quando i pazienti sono terminali riescono a malapena a mangiare. Non producono succhi gastrici, il fegato non funziona, il pancreas non funziona, niente è attivo. Da dove iniziare? (e continuo citando da una conferenza del dottor Max Gerson a Escondido, California nel 1956). …Il primo passo importante è la disintossicazione. Prima davamo diversi tipi di clisteri. Nella mia esperienza il più efficace è quello al caffè”.

Benché Gerson abbia utilizzato i clisteri al caffè principalmente per l’eliminazione di scorie tossiche provenienti soprattutto dal tumore in necrosi (si possono trovare diverse informazioni anche su Scienzaeconoscenza.it), sappiamo ora che questi clisteri aiutavano nell’assorbimento della vitamina A, che richiede l’azione dei sali biliari (Simone 1983).

Così i clisteri al caffè ridicolizzati dai nemici di Gerson infatti permisero ai suoi pazienti di utilizzare le enormi quantità di vitamina A fornite dal grande numero di succhi di carote e verdure presenti nella sua terapia (che Seifter stimò in circa 100.000 unità internazionali). La vitamina A, si sa, gioca un ruolo vitale nella funzione immunitaria.

Nel 1984 il chirurgo oncologo austriaco Dr. Peter Lechner insieme ai suoi colleghi, che stavano indagando sul metodo Gerson, trovò che il clistere al caffè ha uno scopo specifico: abbassare il livello delle tossine nel siero. La sua relazione afferma: “I clisteri al caffè hanno un effetto sul colon osservabile attraverso l’endoscopio” .

Nel 1981 Wattenberg e i suoi sperimentatori dimostrarono che l’acido palmitico nel caffè aumenta l’attività dell’enzima glutatione S-trasferase (GST) e altri coibenti molto al di sopra del normale. E’ questo gruppo di enzimi che è principalmente responsabile per la coniugazione di radicali liberi, che la cistifellea poi rilascia.

Nel 1990 lo stesso Peter Lechner pubblicò i risultati positivi di una sperimentazione clinica con la terapia Gerson. In questo documento parlò anche dei benefici dell’aumento di GST nell’intestino:

  • La GST lega la bilirubina e i suoi glucurònidi di modo che possano essere eliminati dalle cellule del fegato. (L’acido glucuronico è un derivato dal glucosio, presente nell’urina umana e capace di esplicare un’azione disintossicante.)
  • La GST blocca e disintossica i carcinogeni la cui attivazione richiede ossidazione o riduzione. La sua funzione catalitica produce un effetto protettivo contro molti carcinogeni chimici.
  • La GST forma un legame co-valente con praticamente tutti i radicali liberi. Questa è una pre-condizione della loro eliminazione dal corpo.

I benefici fisiologici dei clisteri

Usato insieme alla dieta e ai succhi il clistere al caffè è un agente terapeutico unico. L’assunzione per bocca del caffè in nessun modo produce lo stesso effetto della somministrazione per via rettale. Al contrario, il bere caffè, praticamente, assicura il riassorbimento della bile tossica. Altri agenti classificati stimolanti del flusso biliare, agenti che aumentano anch’essi la produzione di bile del fegato, in nessun modo disintossicano attraverso i sistemi enzimatici di quell’organo. E non aiutano il passaggio della bile dall’intestino.

Gerson trovò che i clisteri alla caffeina riducevano notevolmente il dolore, un fattore particolarmente favorevole nel suo regime, che evita l’uso di anestetici o oppiacei, che peserebbero sul fegato quando la sua limitata capacità deve essere usata per le funzioni immunitarie e l’eliminazione delle tossine.

Cito il dottor Max Gerson: “I pazienti affermavano che ne provavano beneficio… Mi resi conto che, per disintossicare il corpo, non potevo somministrare come sedativi farmaci e tossine. Dovevamo mettere da parte i farmaci e questo fu un problema molto difficile. Un paziente mi disse che doveva prendere un granulo di codeina ogni due ore e in più prendeva iniezioni di morfina… Come toglierle, queste cose? Gli dissi che il miglior sedativo è un clistere al caffè ogni quattro ore”.

“Dopo pochissimo tempo dovette darmi ragione. Alcuni pazienti che avevano dolori fortissimi non prendevano un clistere ogni quattro ore, ma ogni due! Ma niente farmaci. Pazienti che stanno assorbendo grossi tumori puntano la sveglia durante la notte per un clistere altrimenti vengono avvelenati dall’assorbimento di queste masse. Se gli do solo due o tre clisteri entrano in coma hepaticum e muoiono avvelenati. E anche clisteri più numerosi non bastano. Do a loro olio di ricino per bocca e per clistere a giorni alterni. Dopo due settimane non riconoscereste più questi pazienti. Alcuni sono arrivati sulle barelle e ora camminano. Torna l’appetito, aumentano di peso e i tumori regrediscono”.

Gerson ipotizzò le azioni e osservò gli effetti clinici dei clisteri al caffè.
Negli anni che seguirono la sua morte, altri ricercatori hanno aggiunto ulteriori osservazioni.
Introdurre un litro di caffè bollito nel colon realizza i seguenti benefici fisiologici:

  • Diluisce il sangue portale e, di conseguenza, la bile.
  • Teofillina e teobromina, costituenti importanti del caffè, dilatano i vasi sanguigni e contrastano l’infiammazione dell’intestino.
  • I palmitati nel caffè aumentano glutatione S-trasferase, responsabile per l’eliminazione di molti radicali liberi dal siero.
  • Il liquido stesso del clistere stimola il sistema nervoso viscerale, aumenta la peristalsi e il transito di bile – tossica ma diluita – dal duodeno fino all’uscita del retto.
  • Siccome il clistere stimolante deve essere trattenuto fino a quindici minuti, e siccome tutto il sangue passa attraverso il fegato quasi ogni 3 minuti, il clistere al caffè rappresenta una forma di dialisi del sangue attraverso la parete dell’intestino.

A parte rarissime eccezioni, i pazienti si rivolgevano a Gerson in condizioni disperate dopo che tutti i metodi ortodossi erano falliti ed essi erano stati giudicati inguaribili. In quasi tutti i casi i dolori sono stati alleviati rapidamente o sono scomparsi, senza somministrazione di analgesici. Un medico ha osservato che anche se questo fosse stato l’unico beneficio, la terapia Gerson sarebbe dovuta diventare obbligatoria in tutti gli ospedali.

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Testimonianze sui clisteri al caffè

Lettera del Dottor Béla Horváth, oncologo dermatologo, Budapest
A proposito dell’importante articolo di Giuliano Dego sui commenti negativi di Umberto Veronesi fino al discorso del Principe Carlo (“Il professore, il principe e i ‘fondi di caffè’” pubblicato sul sito internet di Scienza e conoscenza 23 marzo 2005), i commenti dell’oncologo italiano fanno parte dell’interminabile guerra di posizione tra la medicina convenzionale e quella alternativa.

I soli a soffrirne sono i pazienti. Per risolvere questa situazione l’unica via è la medicina complementare o, nelle parole del Principe, della “sanità integrata”. Solo così, in effetti, i pazienti ricevono la giusta e complessa serie di trattamenti di cui hanno bisogno. Oggigiorno negli ospedali convenzionali, con la loro produzione in serie, un tale approccio è impossibile: per questa ragione e a causa del vero bisogno dei pazienti di trattamenti complessi – curare la persona nella sua integralità – la medicina naturale continua ad attrarre adepti.

La gamma di cure naturali è vasta e una caratteristica di tutte è l’impossibilità di sperimentarle con controlli a placebo, o con gli studi randomizzati della medicina convenzionale. Questo vuol dire che sono inutili o soltanto che il nostro approccio è troppo semplificato e inadeguato?

La Terapia Gerson è uno di questi metodi. L’essenza di questa terapia metabolica è il consumo di grandi quantità di cibi biologici preparati secondo istruzioni, e ridotti in succhi freschi; clisteri e integratori che agiscono sul metabolismo.

Questa terapia lunga e intensiva, richiede la partecipazione attiva del paziente fino alla guarigione e contrasta notevolmente l’immagine di pazienti che fumano, con la flebo appesa ad un supporto, mentre girano nei corridoi degli ospedali. La Terapia Gerson promuove la rigenerazione e la riattivazione di meccanismi naturali di guarigione.

Depurarsi a fondo: le mille proprietà dell’argilla zeolite

Tra le mille proprietà curative della zeolite c’è anche quella di permettere di depurarsi a fondo e disintossicarsi, mentre arricchisce il proprio organismo con sostanze non “aggregate” in laboratorio e si promuove la guarigione delle mucose gastriche dello stomaco e dell’intestino, fondamentale quest’ultima per le proprie difese immunitarie e quindi per il proprio benessere generale. E magari contrastare pure i radicali liberi prodotti dallo stress ossidativo. Come fare? Con l’argilla si può. Anzi, con un particolare tipo di argilla si può. Si chiama argilla zeolite.

La marca produttrice è la Natura, di proprietà di… Madre Natura. I medici, anche quelli per così dire tradizionali, la conoscono bene e conoscono anche tutte le qualità possedute da questo minerale. Per chi ha necessità di integrare all’alimentazione quotidiana i sali minerali basici e contemporaneamente vorrebbe disintossicarsi rappresenta una fantastica alternativa: si assume una sostanza ricca di nutrienti naturali – così come la natura ce li fornisce, biodisponibili al 100% – che ha anche una forte azione chelante, disintossicante, capace com’è di catturare tossine e metalli pesanti, residui di vaccini e farmaci…

Anche per chi vorrebbe assumere qualcosa, ma si lascia scoraggiare dal numero a volte elevato di compresse e compressine che dovrebbe mandare giù, rappresenta una bella opportunità per iniziare a stare bene e ripulirsi. Vale la pena approfondire e scoprire le caratteristiche e le qualità di questo minerale che può essere tranquillamente assunto per via orale e che sempre più spesso viene anche usato dalla scienza veterinaria nella cura degli animali. Le zeoliti sono minerali di origine vulcanica che in genere si formano dall’incontro tra la lava incandescente e l’acqua del mare. Si presentano con una struttura microporosa, costituita da migliaia di piccoli canali in grado di legare rilevanti quantità di tossine e metalli pesanti dannosi alla nostra salute.

Basti pensare che i russi – che sono molto avanti nel campo della disintossicazione, basti pensare anche ad un altro importante dispositivo medico quale Enterosgel – sono stati fra i primi a sfruttare la capacità della zeolite di attrarre e trattenere gli ioni positivi, come i metalli pesanti e gli isotopi radioattivi: nel 1986, a Chernobyl, tonnellate di zeolite furono utilizzate per erigere barriere e per bonificare i terreni contaminati.

In quell’occasione, la clinoptilolite fu utilizzata anche per decontaminare le acque, e furono preparati biscotti e cioccolate alla zeolite da dare ai bambini colpiti dalle radiazioni per proteggerli dalle loro terribili conseguenze. La zeolite è anche in grado di ridurre i radicali liberi in eccesso, chiamato stress ossidativo, responsabili dell’insorgenza o dell’aggravamento di molte malattie come diabete, malattie cardiovascolari, tumori ed invecchiamento precoce. In Austria, il professor Wolfgang Toma, dell’Ospedale di Villach, utilizza la zeolite in oncologia allo scopo di ridurre gli effetti collaterali della chemioterapia tradizionale.

Zeolite usata come integratore alimentare fa bene

In Giappone le zeoliti sono state approvate come additivi alimentari fin dal 1996. Trentanove brevetti relativi all’applicazione delle zeoliti nell’uomo sono stati registrati in tutto il mondo dal 1986 al 2015. Esistono più di cento tipi diversi di zeolite, che possono essere raggruppate in quelle a struttura fibrosa, lamellare e cristallina sferica. Grazie alle sue particolari proprietà, la clinoptilolite, i cui cristalli hanno struttura lamellare, ha dimostrato negli anni di essere la più adatta per l’uso nella medicina umana e veterinaria. La clinoptilolite è una zeolite di origine naturale formata dalla conversione di materiali vulcanici vetrosi in struttura cristallina nelle acque dei laghi o dei mari milioni di anni fa ed è la più ricercata ed ampiamente utilizzata.

Quando i nostri corpi sono “occupati” da sostanze nocive i minerali essenziali benefici come magnesio, calcio, ferro, potassio provenienti dai cibi possono non raggiungere le loro destinazioni nell’organismo e, quindi, compaiono i sintomi di mancanza di sali minerali, importanti per il corretto funzionamento delle attività cellulari e soprattutto questi metalli pesanti, sostanze radioattive (presenti nell’aria o cibi a casa di disastri nucleari come Fukushima oppure dovuti alla presenza di scorie radioattive depositate nel sottosuolo), danneggiano il nostro intelligente e delicato equilibrio fisico.

La rigorosa struttura cristallina delle zeoliti è composta da minuscoli canali diretti in tutte le direzioni che hanno una carica negativa che consente l’assorbimento di numerose tossine (essendo caricate positivamente, vengono attirate dalla zeolite e intrappolate nei canali cristallini). La zeolite non viene assorbita e viene espulsa con le feci insieme a tutta la robaccia che ha incontrato nel suo percorso (lavora al pari di Enterosgel, ma impiega più tempo e rimineralizza).

Questa disintossicazione vale per le sostanze tossiche che si trovano già all’interno del corpo che vengono richiamate dentro il lume intestinale, come attirate da una calamita, con il risultato di una efficace disintossicazione sistemica. L’influenza sull’intero organismo deriva quindi dall’equilibrio esistente fra questo e l’intestino. A causa degli equilibri osmotici tra parete intestinale e il resto dell’organismo, più si sottraggono sostanze dall’intestino più l’organismo invia nel lume intestinale le stesse sostanze che ha accumulato a livello sistemico. La zeolite attraverso il richiamo nel lume gastro-intestinale sottrae dall’intero organismo sostanze tossiche di varia natura.

Ecco la struttura micro porosa dell'argilla zeolite
Ecco la struttura micro porosa dell’argilla zeolite

Queste sostanze sono presenti spesso nell’ambiente e possono venire a contatto con l’organismo diventando cause o concause di diverse disfunzioni fisiologiche, attraverso l’alterazione degli equilibri metabolici. Questo minerale, nel suo viaggio lungo il canale digestivo assorbe sostanze nocive come: metalli pesanti, radionuclidi, sostanze chimiche provenienti dai cibi e dalle medicine, virus, batteri, funghi e loro tossine, tossine fermentative che derivano da una alimentazione scorretta e da una flora batterica in disequilibrio ed eccessi di acidità nell’organismo.

Tra le mille proprietà, rilascia oligoelementi

La zeolite rilascia nell’organismo degli oligoelementi e minerali di cui esso necessita. Il corpo cosi viene disintossicato, deacidificato, snellito e contemporaneamente rimineralizzato: i suoi depositi di minerali vengono di nuovo riempiti. La sua struttura cristallina contiene cationi calcio, magnesio, sodio, potassio… Fattore ancor più importante: il fegato e i reni vengono alleggeriti, perché molte tossine vengono già “afferrate” nel canale digestivo e non raggiungono quindi la circolazione.

Si possono notare anche benefici nel sonno. Per questo “alleggerimento” ringrazieranno anche i tessuti connettivi, che tradizionalmente sono dei depositi di scorie, e quindi anche le cellule. La zeolite stimola la funzione intestinale, pulisce l’intestino e di conseguenza la flora batterica e influenza positivamente l’aspetto della pelle e la tolleranza ai cibi.

Uno degli esempi di utilizzo della zeolite, che dà risultati immediatamente visibili, è quello negli sportivi, specialmente in quelli che fanno un’attività estenuante come la maratona o le gare di ciclismo. Durante una gara massacrante come una maratona, oltre alla produzione di acido lattico che disturba la prestazione, l’organismo produce anche ammoniaca, che è tossica per il cervello ed è responsabile di molte delle crisi di fatica che chi ha provato questi sport ben conosce.

L’uso della zeolite limita parecchio gli effetti negativi delle crisi di fatica riducendo la quantità di ammoniaca che intossica il cervello. Vi starete domandando se la zeolite è la panacea, il mitico farmaco universale ricercato fin dai tempi antichi. No. Ma siccome gli effetti di questa sostanza sono reali e non ci sono controindicazioni al suo uso, la zeolite può essere assunta da tutti perché rappresenta un ottimo fattore di prevenzione delle malattie. E si sa, prevenire è meglio che curare…

Questo minerale è altresì tra quegli elementi efficaci per combattere e neutralizzare i radicali liberi. Un’alimentazione sbagliata, una vita sedentaria, un’eccessiva esposizione al sole e agli agenti inquinanti e, soprattutto, il fumo di sigaretta, sono responsabili di questo eccesso che è chiamato, in linguaggio tecnico, stress ossidativo. Risulta essere cosi una sostanza sia detossificante che antiossidante, oltre che assorbente, che viene eliminata con le feci dopo aver svolto la sua azione nel tratto gastro-intestinale. La zeolite da noi ben poco nota e molto impiegata in Usa, Russia, Giappone, Cina.

Zeolite curativa a Chernobyl e Fukushima

Infatti è stata usata nei disastri nucleari di Chernobyl e Fukushima per la sua capacità di assorbire le sostanze radioattive: è stata usata quindi per purificare l’acqua inquinata e rimuovere la radiazione dai corpi della popolazione. In Russia viene anche inserita nei concimi per l’agricoltura e nei mangimi animali con lo scopo di rafforzare il sistema immunitario degli animali da allevamento, regolare il metabolismo, prevenire l’infezione gastro-intestinale.

Il risultato è una prole sana, una crescita sana, una buona salute generale. Essi hanno anche dimostrato in un gran numero di studi su animali un aumento della fertilità e la nascita di progenie sana. La zeolite contiene quasi tutti gli elementi della tavola periodica e quindi oltre ad espellere le tossine reintegra gli elementi essenziali per il nostro organismo attraverso un intelligente scambio ionico in cui fornisce ciò ci cui l’organismo è carente e toglie ciò che ha in eccesso apportando quindi notevoli e numerosi benefici.

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Quali sono le proprietà della zeolite clinoptilolite? Principalmente quella di essere un “magnete” molto forte per i metalli pesanti e sostanze radioattive facilitando la loro rimozione dal corpo. Agisce come una spugna per le tossine, attirandole nei suoi numerosi canali e la rimozione dal corpo attraverso le feci.

Promuove il processo di disintossicazione a livello epatico. Migliora il sistema immunitario e la resistenza del corpo allo stress. Normalizza il metabolismo dei lipidi, proteine e carboidrati grazie alla sua proprietà catalitica. Stimola la funzione riproduttiva. Ottimizza il funzionamento del sistema endocrino.

Impedisce il restringimento dei vasi sanguigni. Promuove un aumento della superficie di reazioni biochimiche nell’intestino, migliorando così l’apporto di sostanze nutritive come vitamine, minerali e amminoacidi. Promuove la regolarità dei movimenti intestinali, contribuendo così al suo stato di salute generale. Aiuta a prevenire l’anemia. Promuove la rimozione dei radicali liberi dal corpo.

L’argilla che assorbe, deterge e remineralizza l’organismo

Agisce come un’assorbente e detergente per le cellule del corpo aiutando quindi a stabilire e mantenere la salute a livello cellulare. Aiuta a mantenere sane le membrane delle cellule, riducendo così la probabilità di formazioni tumorali maligni. La zeolite clinoptilolite applicata a topi e cani affetti da una varietà di tipi di tumore ha portato ad un miglioramento dello stato di salute generale, il prolungamento della durata della vita, e riduzione della dimensione dei tumori. L’applicazione locale di clinoptilolite al cancro della pelle di cani ha efficacemente ridotto la formazione e la crescita tumorale.

I prodotti composti di zeoliti, classificati come dispositivi medici, hanno la seguente classificazione codificata in Ue: “Sostanze ad uso orale adatte ad assorbire-chelare e rimuovere sostanze dannose e tossiche nel tratto gastro-intestinale (es. metalli pesanti, nitrosamine, ammonio, micotossine, cationi (radioattivi), pesticidi) riducendone l’assorbimento nel corpo”. Funzionano anche come antiossidanti catturando radicali liberi e riducendo la formazione di ros (reactive oxygen species). Di conseguenza l’utilizzo della zeolite risulta particolarmente adatta in presenza di fattori di inquinamento ambientale come polveri sottili, smog, stress elevato ed in tutte le patologie correlate con aumento di sostanze tossiche e radicali liberi.

Qualora vi sia un eccesso di ioni ammonio nell’organismo, la sua azione si manifesta in breve tempo incrementando la capacità di concentrazione dell’individuo. La riduzione di ioni ammonio, insieme a quella dei metalli pesanti, tossine e radicali liberi agevola il ripristino delle funzionalità dell’intero organismo.

La zeolite non ha controindicazioni di alcun genere, non ci sono problemi di troppa o troppa poca assunzione. Una buona dose giornaliera sarebbe quella di un paio di cucchiaini da caffè al giorno, circa tre-quattro grammi. Se assunta per due mesi consecutivi permette di instaurare una sorta di ciclo di disintossicazione. La zeolite va messa in poca acqua e bevuta, se rimane della polvere sul fondo va messa altra acqua per bere il residuo rimasto. E’ consigliabile assumerla ad almeno 30 minuti lontano dai pasti.

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Cancro e diabete: il ruolo protettivo dei cereali integrali

Gli alimenti a base di cereali integrali sono una componente essenziale dell’alimentazione quotidiana in tutta Europa e costituiscono una delle principali fonti alimentari di carboidrati, fibre e proteine. Il cereale di maggior consumo nella dieta degli Europei è rappresentato dal frumento e in genere viene utilizzata solo la parte interna dei chicchi, nella forma della farina bianca raffinata, per i prodotti da forno come pane, torte, pasta, cereali da colazione e altri.

Tuttavia, questa abitudine di consumo deve essere urgente rivalutata alla luce dei più recenti risultati epidemiologici, che dimostrano chiaramente il ruolo protettivo degli alimenti a base di cereali integrali nei confronti di diverse malattie, come le malattie cardiovascolari (mcv), certi tipi di cancro e il diabete di Tipo 2.

Il consumo di cereali integrali è stato anche associato ad un peso corporeo inferiore nelle donne di mezza età in confronto a quelle che consumano alimenti a base di cereali più raffinati. In Europa i cereali più importanti sono i chicchi di frumento, riso, mais, avena, segale e orzo, tutti della famiglia delle graminacee.

Tutti i cereali hanno una struttura simile, suddivisa in tre parti: l’endosperma interno amidaceo, il germe o embrione e la crusca esterna, che forma uno strato protettivo intorno al chicco. La fibra alimentare (di tipo solubile o insolubile, a seconda del cereale) è stata a lungo considerata la componente dei cereali integrali più utile per proteggere la salute.

Tuttavia, oggi sempre più dati dimostrano che ci sono altre sostanze nei cereali integrali che hanno effetti benefici sulla salute, come la vitamina E e diverse vitamine del gruppo B, numerosi minerali come ferro, magnesio, zinco e selenio e vari composti fitochimici protettivi.

Questa moltitudine di sostanze nutrienti e utili alla salute possono agire sinergicamente e il “pacchetto completo” può quindi esercitare un maggior beneficio sulla salute di quello che si potrebbe ottenere dalla somma delle singole componenti. I criteri di scelta alimentare menzionati solitamente dai consumatori europei sono il gusto, la salute, la comodità e il prezzo. I prodotti a base di cereali offrono già una vasta scelta e ricoprono vari ruoli nella cultura alimentare delle diverse parti d’Europa.

Cereali integrali, un meritato successo nella dieta

Anche se gusto e salute sono spesso considerati fattori opposti nelle scelte alimentari, oggi i consumatori possono scegliere alimenti salutari a base di cereali integrali da una vasta gamma di opzioni gustose. Ultimamente i cereali integrali stanno ricevendo il ben meritato riconoscimento.

Per esempio, gli scienziati europei stanno collaborando ad un nuovo progetto chiamato Healthgrain, finanziato dalla Commissione Europea all’interno del Sesto Programma Quadro, il cui obiettivo è migliorare e rinforzare il valore nutrizionale e i benefici per la salute dei cereali e di utilizzare meglio i cereali integrali negli alimenti moderni.

Il progetto Healthgrain è partito nel 2005 e studierà le aspettative dei consumatori e le qualità organolettiche degli alimenti bioattivi a base di cereali, svilupperà nuove tecnologie per rendere possibile la produzione di alimenti che contengano le componenti dei cereali utili alla salute come le fibre alimentari, gli oligosaccaridi e i fitochimici alimentari come fitoestrogeni (lignani), polifenoli e antiossidanti, dimostrerà l’importanza di questi composti per la salute, specialmente nel controllo dei livelli di zucchero nel sangue e nel metabolismo dell’insulina.

Esiste inoltre un esteso programma di diffusione dei risultati ottenuti per comunicare i benefici dei cereali integrali all’industria alimentare europea e ai professionisti della salute. Questi studi scientifici inoltre supporteranno nel Regno Unito, in Svezia e negli Stati Uniti gli “health claims” che riconosceranno l’importanza degli alimenti a base di cereali integrali nel ridurre il rischio di malattie coronariche e di alcuni tipi di cancro.

Gli effetti fisiologici dei cereali integrali e il loro ruolo nel migliorare la salute sono ad oggi ancora compresi solo in parte. I nuovi studi in corso in Europa saranno utili per identificare le componenti rilevanti e i meccanismi biologici che stanno dietro ai benefici per la salute fin qui osservati. Anche se la fibra alimentare non è una sostanza “nutriente”, rappresenta comunque un’importante componente delle nostre diete. La ragione principale per cui la fibra è così importante è il fatto che non viene assorbita.

La fibra alimentare o “crusca” è costituita dalle parti commestibili dei vegetali, che non possono essere digerite nell’intestino tenue e transitano integre nell’intestino crasso. Esse includono i polisaccaridi non amilacei (ad esempio cellulosa, emicellulosa, gomme, pectine), gli oligosaccaridi (ad esempio l’inulina), la lignina ed altre sostanze vegetali associate (ad esempio cere, suberina).

Il termine fibra alimentare comprende anche un tipo di amido noto come “resistente” (reperibile nei legumi, in semi e granaglie parzialmente macinati, in certi cereali per la prima colazione) perché non viene digerito nel tenue e giunge inalterato nell’intestino crasso.

Queste fibre si reperiscono in frutta (pere, fragole, more, lamponi, uva passa, aranci), verdura (cavoletti di Bruxelles, carciofo, cipolla, aglio, mais, piselli, fagioli verdi, broccoli), legumi (lenticchie, ceci, fagioli) e granaglie (crusca di avena o di altri cereali, pani integrali e semintegrali). A seconda della loro solubilità si distinguono spesso le fibre alimentari in solubili e insolubili. Ambedue i tipi si trovano in proporzioni differenti negli alimenti che le contengono. Buone fonti di fibre solubili sono l’avena, l’orzo, la frutta, la verdura ed i legumi (fagioli, lenticchie, ceci). I cereali integrali ed il pane integrale sono fonti ricche di fibra insolubile.

Le fibre ingerite giungono all’intestino crasso, dove sono parzialmente o completamente fermentate dai batteri intestinali. Durante il processo di fermentazione si formano vari sottoprodotti, acidi grassi a catena corta e gas. È l’azione combinata del processo di fermentazione e dei sottoprodotti che contribuisce agli effetti benefici delle fibre sulla salute. I principali effetti fisiologici attribuiti alle fibre alimentari riguardano:

Come regolano la funzione intestinale

In particolare, le fibre insolubili aiutano a prevenire la costipazione grazie all’aumento della massa fecale ed alla diminuzione del transito intestinale. Questo effetto è incrementato se l’ingestione di fibre è accompagnata da un’aumentata introduzione di acqua.

Gli acidi grassi a catena corta, prodotti quando le fibre sono fermentate dai batteri intestinali, sono un’importante fonte di energia per le cellule del colon e potrebbero inibire la proliferazione di cellule tumorali intestinali. Migliorando la funzione intestinale, le fibre possono ridurre il rischio di malattie quali la diverticolosi o le emorroidi e potrebbero avere un effetto protettivo sul cancro intestinale.

L’azione sui livelli ematici di glucosio

Le fibre solubili possono rallentare la digestione e l’assorbimento dei carboidrati e quindi ridurre il picco glicemico postprandiale e la risposta insulinica. Questo può essere utile ai soggetti diabetici per migliorare il controllo dei loro livelli di glucosio nel sangue.

L’azione sul colesterolo ematico

I risultati di studi epidemiologici identificano un altro ruolo delle fibre alimentari nella prevenzione delle coronaropatie cardiache grazie al miglioramento dei livelli lipidici nel sangue. Studi clinici confermano i risultati di tali studi epidemiologici. Fibre viscose come la pectina, la crusca di riso o di avena diminuiscono sia i livelli di colesterolo totale che quelli del cosiddetto colesterolo cattivo (LDL o lipoproteina a bassa densità). Allo stesso tempo le ricerche continuano a mostrare che le diete ad alto contenuto di miscele di fibre alimentari proteggono anche dalle coronaropatie cardiache.

Altri effetti di questo importante alimento

Anche se la prevenzione della costipazione, il miglioramento dei livelli di glucosio e quelli dei lipidi nel sangue sono gli effetti predominanti di una dieta ricca di fibre, ci sono altri benefici degni di nota. Ad esempio, poiché le fibre aumentano la massa di cibo ingerita senza aggiungere calorie, ciò può portare ad un effetto di sazietà e, diminuendo l’appetito, essere d’aiuto nel controllo del peso.

Per poter ottenere tutti questi benefici delle fibre alimentari è importante variare la loro fonte nell’alimentazione. Diete a base di frutta, verdura, lenticchie/fagioli e cereali integrali non solo forniscono fibre ma anche altri nutrienti e componenti alimentari essenziali per una buona salute.

Cerali integrali: il ruolo protettivo nella dieta

I cereali integrali come il riso scuro, il grano integrale, l’avena e la segale integrali non solo hanno un ottimo sapore, ma offrono anche potenziali benefici per la salute, come la riduzione del rischio di malattie cardiache e di alcuni tipi di tumore. Recenti studi epidemiologici su larga scala hanno dimostrato che il consumo costante di cereali integrali può ridurre fino del 30% il rischio di cardiopatie coronariche e di alcuni tipi di tumore.

Non sorprende quindi che la conclusione di un simposio internazionale sugli alimenti integrali e la salute, tenuto in Finlandia nel giugno del 2001, sia stata che il consumo di maggiori quantitativi di alimenti integrali potrebbe migliorare la salute.

I cereali come il grano, il riso, il mais, l’avena e la segale sono stati per secoli l’elemento base della dieta alimentare. Dalla pasta in Italia al “pudding” (farinata d’avena) in Scozia, la varietà di alimenti a base di cereali consumati nel mondo è a dir poco incredibile.

Tuttavia, la maggior parte dei cereali consumati viene raffinata. Questo significa che, durante la lavorazione, vengono eliminate le parti esterne del cereale (il germe e la crusca), lasciando solo l’endosperma ricco di amido, che viene macinato per produrre farine bianche. La macinazione e la raffinazione causano la perdita di molti nutrienti e di altre sostanze protettive presenti in maggiori quantità nel germe e nella crusca.

I nutrienti presenti nei cereali integrali sono la vitamina E, il complesso di vitamine B, i minerali quali il selenio, lo zinco, il rame, il magnesio e il fosforo. Oltre a queste vitamine e minerali, i cereali contengono proteine, carboidrati complessi e sostanze protettive come alcuni fitoestrogeni (che hanno dimostrato proprietà protettive nei confronti dei tumori e delle malattie cardiache).

Sembra che tutti questi nutrienti si uniscano sinergicamente come un “pacchetto” a beneficio della salute e a protezione dalle malattie. Protezione contro i tumori e le malattie cardiache. La vera forza dei cereali integrali, tuttavia, sta nei loro potenziali effetti protettivi contro le cardiopatie coronariche e alcuni tipi di tumore.

Nell’ambito di uno studio prospettico condotto su oltre 34.000 donne tra i 55 e i 69 anni, in Iowa (Usa), i soggetti che hanno dichiarato di mangiare almeno una porzione di cereali integrali al giorno correvano un rischio sostanzialmente minore di morire a causa di cardiopatie coronariche di quelli che non ne mangiavano quasi per niente.

Ulteriori dati forniti dal “Nurses’ Health Study” hanno dimostrato che le donne che mangiavano circa 2,7 porzioni di alimenti integrali al giorno riducevano del 30% il rischio di soffrire di cardiopatie coronariche contro quelle che ne mangiavano solo 0,13 porzioni al giorno. Inoltre, il consumo costante di alimenti integrali sembra anche ridurre il rischio di infarto e di diabete di Tipo II.

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Usarli nell’alimentazione per proteggersi dal tumore

Gli effetti protettivi dei cereali integrali si estendono ai tumori, in particolare al cancro al colon. I cereali integrali sono fonti ricche di carboidrati fermentabili che vengono trasformati dalla flora intestinale in acidi grassi a corta catena. Questi acidi possono ridurre l’attività di alcuni dei fattori che provocano il cancro.

Le fibre integrali, inoltre, aumentano il volume delle feci e si legano ai carcinogeni, che possono essere velocemente rimossi dall’intestino prima di causare problemi. I cereali integrali sembrano offrire molti benefici per la salute, ma non è consigliabile esagerare nel consumo, specialmente se crudi, come nel caso della crusca non raffinata. Questo perché la fibra, di solito rimossa durante la macinazione, contiene una sostanza detta fitato. È dimostrato che i fitati riducono l’utilizzo e l’assorbimento da parte del corpo di numerosi minerali tra cui il calcio e lo zinco.

Gli enzimi contenuti nel lievito (usato per fare il pane) distruggono la maggior parte dei fitati, così come accade anche attraverso i metodi di lavorazione degli alimenti che richiedono calore, come la lavorazione dei cereali da colazione a base di crusca.

Per la maggior parte delle persone, la quantità di fitati presenti nella propria alimentazione non causa problemi, mentre coloro che assumono grandissime quantità di cereali integrali potrebbero avere bisogno di un integratore di minerali. Gli “health claims” (o rivendicazioni salutistiche) sono tutti i messaggi che affermano, suggeriscono o implicano una relazione tra un alimento, o un suo componente, e la salute.

Negli Stati Uniti, la Food and Drug Administration (Fda) ha autorizzato un health claim che riconosce l’importanza degli alimenti integrali e di altri alimenti vegetali nella riduzione delle cardiopatie coronariche e di alcuni tipi di tumore. L’health claim può essere riportato sulle confezioni degli alimenti integrali e nella pubblicità dedicata ad essi. Inoltre, la Fda ha autorizzato degli health claims speciali per l’avena e i suoi derivati.

Gli alimenti costituiti da cereali integrali (come pane, cereali da colazione, riso e cracker integrali) sono poco presenti nell’alimentazione della maggioranza dei paesi occidentali. Un maggior consumo di questi alimenti sarebbe una strategia alimentare sensata e prudente diretta a tutta la popolazione. Migliorare la salute e ridurre il rischio di certe malattie può essere tanto semplice quanto mangiare una tazza di cereali integrali da colazione e scegliere di consumare pane, riso e pasta integrali.