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Coronavirus, come mantenere forte il sistema immunitario

Il nuovo coronavirus allarma e fa paura, perché non sembra esserci un rimedio o un vaccino, al momento. Quindi, diventa ancor più di fondamentale importanza rimanere in salute, mantenere forte il sistema immunitario e diminuire il più possibile la possibilità di essere aggrediti da virosi incluso il Covid-19.

Quando siamo in buona salute, il nostro sistema immunitario è forte e non ci ammaliamo quasi mai. Si è scritto tanto sul nuovo coronavirus e molto c’è da scrivere: cos’è e come si trasmette, o i suoi sintomi. Ma non in questo articolo, in cui invece parliamo di come usare al meglio le medicine naturali, gli alimenti e le altre pratiche naturali che si possono adottare regolarmente per rimanere nella migliore salute e forma possibile, allo scopo di renderci il più possibile immuni a virus e ad altri agenti patogeni.

Per stare bene c’è bisogno di ossigeno, inutile girarci intorno. Dobbiamo far fluire molto ossigeno attraverso il nostro corpo. Bisogna respirare profondamente, aria fresca, sempre, quando possibile, far scorrere l’ossigeno nel sangue. Anche lo stretching o lo yoga sono molto di aiuto e si rivelano amici della nostra salute, per il nostro aspetto e per la flessibilità ossea e muscolare.

Stretching e yoga fanno circolare il sangue nei muscoli, nelle articolazioni, e nelle altre parti del corpo, portando loro molti più nutrienti, ossigeno, cellule staminali e tutti i benefici apportati dall’irrorazione sanguigna. Anche l’inversione del corpo a testa in giù è molto benefica per il cervello, facendo che il sangue fluisca direttamente nella nostra testa (se non si soffre di pressione alta, altrimenti è sconsigliato).

L’alimentazione

L’altro aspetto dell’essere sano è l’alimentazione. Bisogna mangiare bene, non tanto. Mangiare cibi nutrizionalmente densi, puliti, naturali e aggiungere anche integratori ed erbe naturali. Frutta e verdura biologica, fresca, locale, frullati, cereali, legumi, noci e semi germogliati, tofu, uova biologiche del contadino, grassi buoni come quello dell’avocado, olio extravergine di oliva, olio di cocco, olio di semi di chia…

Cibi e bevande fermentate, come kimchi, crauti, kefir d’acqua, kombucha e yogurt fatti in casa, superfoods verdi come spirulina, clorella, moringa, succhi di erba di grano o in polvere, proteine in polvere di alta qualità, come proteine della canapa, piselli, riso e ovviamente bere acqua purificata e strutturata di alta qualità.

Erbe e radici

Ci sono anche erbe e radici che aiutano a combattere e a prevenire le infezioni virali e che possono aiutare il tuo sistema immunitario a rimanere forte. Si va dagli alimenti-medicinali facilmente reperibili come aglio crudo, zenzero, cipolle, pepe di cayenna, agli estratti di foglie di olivo, che ha quattro volte più antiossidanti del tè verde, ed è stato dimostrato più volte in molti studi diversi di essere un antivirale molto potente, antibatterico e antifungicida. Può avere anche un effetto significativo nell’abbassare la pressione sanguigna che potrebbe non essere gradito a tutti.

Oli essenziali

Si può fare uso di oli essenziali come l’origano, chiodi di garofano, menta, eucalipto, timo, e tanti altri, che sono dimostrati in molti studi di essere dei potenti antivirali. Molti oli essenziali possono essere assunti anche internamente, ma solo una o poche gocce, e a proprio rischio – magari consultando prima un medico o un fitoterapeuta. Si possono anche inalare gli oli essenziali attraverso un diffusore di aromi, o semplicemente mettere alcune gocce in acqua calda e inalare i vapori.

Vitamine

È stato dimostrato che le alte dosi di vitamina C sono molto antivirali. La vitamina C naturale è molto più raccomandata, poiché ha il suo equilibrio naturale di tutti i composti attivi che agiscono sinergicamente e non acidifica il corpo. Si possono assumere dosi molto elevate, anche un grammo di vitamina C più volte al giorno. Allo stesso tempo è necessario bere molti liquidi.

Minerali

Zinco, selenio e iodio sono anche noti per essere molto importanti per un sistema immunitario sano, così come il magnesio e il calcio, e la giusta quantità di sale e potassio. È consigliato anche bere un po’ di acqua di cocco per un’integrazione perfetta di minerali elettroliti, caricata con potassio, calcio e magnesio.

Possono risultare utili i multi vitaminici naturali, a causa della scarsità di modi e metodi moderni di coltivazione e dell’esaurimento delle sostanze nutritive del suolo. È comunque consigliato assumerli per coprire tutti i micronutrienti di base, vitamine e minerali. Potrete stare bene anche senza, ma probabilmente starete ancora meglio usandoli.

Fungli medicinali

Molto noti per migliorare le capacità del sistema immunitario sono anche i funghi medicinali, come il reishi, il chaga, il cordyceps, la criniera di leone e altri. Essi contengono molti polisaccaridi che sono come elementi costitutivi del funzionamento delle cellule del nostro sistema immunitario. In più ci danno energia, disintossicano, purificano il sangue, sono antitumorali, regolano lo zucchero sanguinio, migliorano le condizioni cardiovascolari, e altro.

Digiuno e sonno

Anche il digiuno, o il digiuno intermittente sono benefici. Non c’è bisogno di mangiare tutto il tempo. Stimolerete il vostro sistema immunitario e l’autofagia, quando sarete nel vostro stato di digiuno. E ha molti più benefici curativi. Disintossica, dà al corpo e all’apparato digerente una pausa, usa l’energia per guarire e riposare. Una buona regola è bere liquidi per tutto il giorno, e mangiare un solo pasto soddisfacente alla sera, una volta alla settimana.

Dormire abbastanza e bene, è anche molto importante per mantenere alta la nostra immunità, per disintossicarsi e rigenerarsi, crescere e molto altro ancora.

Sauna e attività fisica

La sauna, è molto benefica per il sistema immunitario, per disintossicarsi e per sentirsi bene in generale. Alcuni studi hanno denotato come le persone che vanno in sauna hanno il 40% in meno di mortalità per qualsiasi causa. In questi tempi di Coronavirus può essere difficile trovare un modo di andare in sauna, ma se ne avete la possibilità, sfruttatela bene.

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Attività fisica: è consigliatissimo e super benefico accelerare il battito del cuore considerevolmente almeno alcune volte la settimana, preferibilmente ogni giorno. È uno dei fattori fondamentali per mantenere il sistema immunitario in forma. Darà modo al corpo di far circolare il sangue tanto di più, creare endorfine e anandamida per farci sentire felici, stimola la produzione degli ormoni di crescita e ringiovanimento…

Si può scegliere qualsiasi attività fisica, dal correre, andare in bici o nuotare, al sollevamento dei pesi e altre attività più intense che stimoleranno la crescita dei muscoli, seppure in spazi chiusi o su un balcone. E alla fine, un piccolo consiglio per esporsi meno alle virosi: applicare un po’ di olio essenziale intorno alle narici quando si va in luoghi pubblici, oltre ad adottare sistemi di protezione personali che già si conoscono, come per esempio l’uso di mascherine e l’igiene delle mani.

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La Vitamina D è ottima per le ossa, il cuore e tutto il resto

La cosiddetta vitamina D – un gruppo composto dalle vitamine D1, D2, D3, D4 e D5 – è necessaria alle ossa e al cuore. Ma non solo. Cominciamo col dire che la vitamina D si trova in molte fonti alimentari come pesce, uova, alcuni latti addizionati e olio di fegato di merluzzo. Anche il sole contribuisce significativamente alla produzione giornaliera di vitamina D e, appena 10 minuti di esposizione, si pensa siano sufficienti a prevenirne la carenza.

Il termine vitamina D si riferisce a differenti forme di questa vitamina e due di esse sono importanti nell’uomo: ergocalciferolo (vitamina D2) e colecalciferolo (vitamina D3). La vitamina D2 è sintetizzata dalle piante, la vitamina D3 è sintetizzata dall’uomo nella pelle, quando è esposta ai raggi ultravioletti B della luce solare. Alcuni alimenti possono essere arricchiti con vitamina D2 o D3. La principale funzione della vitamina D è quella di mantenere normali i livelli di calcio e fosforo nel sangue e favorire l’assorbimento del calcio contribuendo a formare e mantenere le ossa forti.

Gli studi strutturali hanno permesso di identificare le due forme della vitamina D e che l’ergocalciferolo viene formato quando i raggi ultravioletti colpiscono la sua forma provitaminica di origine vegetale, l’ergosterolo, mentre il colecalciferolo si produce, come detto precedentemente, dall’irradiazione del 7-deidrocolesterolo. L’assorbimento della vitamina D segue gli analoghi processi cui le altre vitamine liposolubili sono sottoposte.

Essa, infatti, viene inglobata nelle micelle formate dall’incontro dei lipidi idrolizzati con la bile, entra nell’epitelio intestinale dove viene incorporato nei chilomicroni i quali entrano nella circolazione linfatica. In vari tessuti il colecalciferolo subisce una reazione di idrossilazione con formazione di 25-idrossicolecalciferolo, il quale passa nella circolazione generale e si lega ad una proteina trasportatrice specifica (proteina legante la vitamina D, DBP). Arrivato nel rene, il 25 (OH)D può subire due diverse reazioni di idrossilazione, catalizzate da differenti idrossilasi, che danno origine, rispettivamente, all’1,25-diidrossicolecalciferolo (calcitriolo), la componente attiva, ed al 24,25-diidrossicolecalciferolo, una forma inattiva.

Oltre ad essere assorbita dagli alimenti, la vitamina D viene prodotta a livello della cute. Mediante questo meccanismo viene prodotta esclusivamente vitamina D3 (colecalciferolo) e non D2 (ergocalciferolo), di produzione esclusivamente vegetale ed assumibile dall’uomo, invece, solo per via alimentare. I raggi ultravioletti favoriscono la conversione del 7-deidrocolesterolo che può dare origine al colecalciferolo ma anche a due prodotti inattivi: il lumisterolo ed il tachisterolo. La quantità di D3 e D2 prodotti dipende dalle radiazioni ultraviolette (sono più efficaci quelle comprese tra 290 e 315 nm), dalla superficie cutanea esposta, dal suo spessore e pigmentazione e dalla durata della permanenza alla luce. Nei mesi estivi la sovrapproduzione di vitamina D ne consente l’accumulo, così che la si possa avere a disposizione anche durante il periodo invernale.

La vitamina D può aiutare aiuta anche i reni

La vitamina D favorisce il riassorbimento di calcio a livello renale, l’assorbimento intestinale di fosforo e calcio ed i processi di mineralizzazione dell’osso ed anche di differenziazione di alcune linee cellulari e in alcune funzioni neuromuscolari (anche se questi due ultimi punti devono ancora essere chiariti). Il funzionamento dell’1,25(OH)D è alquanto anomalo per una vitamina in quanto agisce secondo le caratteristiche proprie degli ormoni steroidei: entra nella cellula e si va a legare ad un recettore nucleare che va a stimolare la produzione di varie proteine, specie trasportatori del calcio.

La regolazione dei livelli di calcio e fosforo nell’organismo avviene insieme all’azione di due importanti ormoni: la calcitonina ed il paratormone. La calcitonina ha azioni opposte a quelle della vitamina D, favorendo l’eliminazione urinaria e la deposizione di calcio nelle ossa. Ciò si traduce in una diminuzione dei livelli plasmatici di calcio. Il paratormone, invece, inibisce il riassorbimento renale dei fosfati, aumenta quello del calcio e stimola il rene a produrre 1,25(OH) D. A livello dell’osso, esso promuove il rilascio di calcio.

La produzione di questi ormoni e di vitamina D è strettamente dipendente dalla concentrazione plasmatica di calcio: una condizione di ipocalcemia stimola la produzione di paratormone e di 1,25(OH)D. Un aumento del calcio plasmatico, invece, favorisce la sintesi di calcitonina. Il delicato equilibrio che si viene a creare determina una buona regolazione dei processi di mineralizzazione. Sembra, infine, che la vitamina D possa promuovere la differenziazione dei cheratinociti dell’epidermide e degli osteoclasti ossei e, forse, detiene anche un’azione antiproliferativa.

Recentemente, la ricerca ha rivelato che la vitamina D possa fornire una protezione dall’osteoporosi, dall’ipertensione, dal cancro e da diverse malattie autoimmuni, tra cui la psoriasi e l’artrite reumatoide. Tra l’altro ho diversi amici che la usano per curare queste ultime due terribili malattie e loro stessi confermano un continuo progredire della guarigione. E’ certo che la vitamina D cura l’ipofosfatemia familiare, l’ipofosfatemia correlata alla sindrome di Fanconi, l’iperparatiroidismo dovuto a bassi livelli di vitamina D, l’ipocalcemia dovuta a ipoparatiroidismo, l’osteomalacia (rachitismo degli adulti), la psoriasi e il rachitismo.

Aiuta molto anche nei casi di debolezza e dolore muscolare, osteoporosi e osteodistrofia. Tra le proprietà ipotizzate ce ne sono diverse, tra cui quella dell’osteoporosi corticosteroidi-indotta, quella dell’osteomalacia anticonvulsivante-indotta, quella prevenzione del cancro al seno e del cancro in genere, della prevenzione del diabete, della prevenzione delle cadute, quella dell’osteodistrofia epatica, quella della regolazione dell’alta pressione del sangue, o dell’ipertrigliceridemia e dell’immunomodulazione.

E ancora, gioca un ruolo nella riduzione della mortalità, contrasta la sclerosi multipla, la sindrome mielodisplastica, l’osteogenesi imperfetta, l’osteoporosi (pazienti con fibrosi cistica), la miopatia prossimale, il disturbo affettivo stagionale, le verruche senili, i disordini della pigmentazione cutanea (lesioni pigmentate), aiuta i denti (la perdita di materiale osseo dal dente è correlata alla perdita di osso in siti non orali), regola l’aumento di peso in post-menopausa. In particolar modo, è consigliata per il trattamento del cancro alla prostata: c’è un’evidenza preliminare basata su studi di laboratorio e sull’uomo che alte dosi di vitamina D possono essere utili nel trattamento del tumore alla prostata.

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Il Cuore e le ossa sono in pericolo senza questa vitamina

Anche il cuore è in pericolo con poca vitamina D in circolazione. Nelle persone che presentano una carenza di questa vitamina il rischio di infarto e insufficienza cardiaca acuta è maggiore, ma non solo. Poca vitamina D è associata anche a un’evoluzione più sfavorevole della patologia nelle persone colpite da infarto. Sono i risultati di uno studio pubblicato sulla rivista Medicine da un team di ricercatori del Centro cardiologico Monzino.

I dati presi in esame riguardano ottocentoquattordici pazienti colpiti da infarto. Da questi dati è emerso come 8 persone su 10 presentassero una carenza parziale o totale di vitamina D. Questo deficit si traduce in un maggior rischio di complicanze cliniche da sindrome coronarica acuta e di mortalità a un anno di distanza dal ricovero. La vitamina D si è guadagnata l’attenzione della comunità scientifica in relazione alla salute cardiovascolare.

Uno studio del 2007 sulla rivista Circulation ha dimostrato come il deficit di vitamina D fosse associato all’incidenza di malattie cardiovascolari. In particolare gli individui deficitari avevano il 62% di maggior incidenza di eventi cardiovascolari avversi come infarto, insufficienza coronarica e scompenso cardiaco. Diversi studi hanno cercato di approfondire l’associazione tra deficit di vitamina D e alcuni fattori di rischio di malattie cardiovascolari come ad esempio l’ipertensione.

In ogni caso, è bene ricordare che se evitate il sole, o soffrite di allergia o intolleranza al latte, oppure seguite una dieta vegana troppo rigorosa potreste essere a rischio di carenza di vitamina D. E questo potrebbe esporre la vostra salute a gravi rischi. A proposito di dosaggi: quelli consigliati dalla cosiddetta medicina ufficiale, a me appaiono insufficienti per i ritmi della vita contemporanea, per la qualità dei cibi mangiati e per tutta un’altra serie di valide ragioni. Ma io, su me stesso, sono libero di fare ciò che voglio e di assumere a mesi alterni tranquillamente 5000 ui, ma anche 10.000 ui.

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Ortica: il più potente integratore alimentare del mondo

Al vertice della piramide dei migliori integratori naturali sicuri e privi di agenti nocivi alla salute interna ed esterna del corpo c’è l’ortica. Di questa pianta, in fitoterapia, si utilizzano sia le radici sia le foglie. Queste ultime vengono raccolte a primavera inoltrata e all’inizio della stagione estiva, prima che sia completato il processo di fioritura.

I costituenti principali delle foglie sono clorofilla, sostanze vasoattive e proinfiammatorie (come serotonina, istamina, acetilcolina…), flavonoidi (tra cui rutina, isoquercitrina, canferolo e isoramnetina) olio essenziale (soprattutto chetoni), vitamine (in particolare la C, ma anche A, B1, B2, B6, D e K), proteine, fibre, sali di calcio e di potassio, acido silicico e acido formico. I costituenti principali delle radici sono invece steroli (beta-sitosterolo, stigmasterolo, campesterolo…), lectine, polisaccaridi idrosolubili (glucani, glucogalatturonani, arabinogalatani acidici), idrossicumarini, lignani e ceramidi.

Si assumono attraverso tisane e infusi, anche se in commercio ci sono molti validi prodotti in compresse e in gocce (tintura madre). Siccome le radici vengono usate anche per l’ipertrofia prostatica, va evidenziato che la “droga” di interesse urologico è costituita dai rizomi e dalle radici essiccate, che si caratterizzano per la presenza di fitosteroli (daucosterolo e relativi glucosidi) e scopoletina. Discreta anche la presenza di tannini, lecitine, sali minerali, fenilpropani e lignani.

L’estratto metanolico di ortica è generalmente ben tollerato. Sono stati riferiti rarissimi casi di effetti collaterali come iperidrosi, episodi di reazioni allergiche cutanee e disturbi gastrointestinali di gravità trascurabile e transitori, quali nausea, diarrea e dolore gastrico. Da segnalare anche le possibili interferenze con terapie ormonali e per sommatoria d’azione con finasteride e dutasteride (molto utilizzati nel trattamento dell’alopecia androgenetica e dell’ipertrofia prostatica). In ogni caso, prima dell’assunzione di estratti di radice d’ortica, è necessario il controllo medico.

Ma cosa cura l’ortica? Pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle urticacee, l’ortica è diffusa in tutto il mondo, in particolare nell’America del Nord e in Europa. Predilige zone umide e ha un’altezza variabile dai 50 ai 150 centimetri. La sua caratteristica più nota è l’effetto urticante dei peli che ricoprono le foglie e i fusti. L’utilizzo fitoterapico delle radici di ortica è, purtroppo, limitato al trattamento di patologie relative all’apparato urinario. Purtroppo, nel senso che non è sfruttata al meglio. Le indicazioni principali sono le cistiti, l’iperplasia prostatica benigna (trattamento dei sintomi), disturbi della minzione, prostatite e sindrome della vescica irritabile.

Le applicazioni fitoterapiche dell’ortica

Il ventaglio delle applicazioni fitoterapiche relative alle foglie è molto più esteso: tra le più comuni ricordo la bronchite asmatica, anemia, la cistite, la cistorrea, la diarrea, la colite, gli eczemi, l’epistassi, le eruzioni cutanee e le malattie della pelle in generale, l’osteoartrite, la rinite allergica e la gotta. Serve a purificare la pelle, rinforzare unghie e capelli, abbassare i livelli di glicemia, contrastare l’anemia. E ancora, è un ottimo antiossidante, rallenta le emorragie, accelera il metabolismo, è un ottimo antinfiammatorio.

Inoltre, l’ortica è anche un ottimo diuretico. Grazie all’effetto antinfiammatorio dello zinco, il fusto e le foglie dell’ortica, esercitano una valida azione benefica nella cura dell’acne e di molte irritazioni cutanee come l’eczema, anche infantile, o l’eczema nervoso. La presenza di discrete quantità di minerali tra cui il magnesio e il silicio, conferisce ai preparati di ortica, derivanti dal fusto e dalle foglie, un efficace potere remineralizzante utile per curare persone che soffrono di artrosi, reumatismi o di dolori articolari dovuti alle cartilagini consumate.

Per questa ragione è consigliabile inoltre utilizzare l’ortica anche prima e durante la menopausa, periodo in cui le donne vanno incontro ad un indebolimento osseo e cartilagineo in generale. Da non sottovalutare anche la presenza di una buona quantità di ferro che può sicuramente aiutare chi soffre di carenza di questo indispensabile minerale, in particolare per esempio donne in gravidanza o madri che allattano. In generale i prodotti derivati dal fusto e dalle foglie dell’ortica hanno un potere tonico ed antiastenico abbastanza forte.

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Mi è stato detto più volte che vado contro corrente. E infatti è vero, un po’ come i salmoni “risalgo la corrente. Anzichè consigliare cinquanta integratori chimici costosi e di solito poco efficaci, propongo un’erba che non presenta effetto di inversione perché non ha effetti simil-farmacologici ma solo nutrizionali e quindi non presenta effetti collaterali di alcun tipo. E’ abbondante e praticamente a costo zero se uno ha voglia di andarsela a raccogliere. Eh sì, l’ortica, la mia “amichetta” dell’infanzia che faceva venire le bolle è proprio un’erba straordinaria.

Anche i movimenti naturalistici di solito non la conoscono, e nessuno di noi conosce le sue straordinarie proprietà, di solito si consigliano erbe asiatiche o esotiche come ginseng, ginkgo biloba & co, mentre basta fare una semplice gita fuori porta e trovare “un’erba tuttofare” con valori nutrizionali straordinari perché il tasso di proteine è il più alto riscontrabile in un vegetale, e contiene diciotto dei venti amminoacidi e tutti gli otto essenziali. Contiene ovviamente la clorofilla che ossigena, disintossica e favorisce il nostro equilibrio acido-base. E’ ricca di molte vitamine come la C in quantità maggiore di sei volte quella dell’arancia, vitamine del gruppo B, A ,E, K.

Sono presenti tutti i minerali più utili al nostro organismo con il ferro contenuto in quantità doppia rispetto alla carne di manzo e facilmente assimilibile anche grazie alla vitamina C, e il Calcio in quantità di quattro volte quanto contenuto nello yogurt. Contiene i flavonoidi, potenti antiossidanti, la glucochinina, sostanza che abbassa la glicemia, e la secretina, ormone che stimola l’apparato digerente in toto”. Insomma, le erbe che ci aiutano a stare bene esistono e sono dei veri concentrati di sostanze necessarie per il nostro organismo, l’ortica ne è l’esempio più lampante, spetta solo a noi decidere se raccoglierle e usarle per il nostro benessere o continuare a guardarle con la dovuta ignoranza.

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