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Zero Calcare e Macerie Prime, sei mesi dopo il primo successo

Dopo oltre centoventimila copie vendute con Macerie Prime, Zero Calcare torna con il capitolo conclusivo della sua storia più emblematica e contemporanea: “Macerie prime. Sei mesi dopo”. Nasce il figlio di Cinghiale. Gli amici si riavvicinano. Niente è più come prima. Il senso di precarietà sociale del suo cast sembra assoluto, i rapporti amicali si lacerano, le tenebre avanzano. Piccoli pezzi di ciascuno vengono perduti, rubati, cambiano gli equilibri. E l’armadillo è sempre latitante.

Se una soluzione esiste, in cosa consisterà? C’è poco da dire, degna conclusione della prima parte di Macerie Prime, storia che racconta perfettamente le ansie e le paure dei trentenni (ma anche quarantenni) di oggi. Il finale va a stemperare il clima claustrofobico che si può percepire lungo tutta la storia, dal primo a questo secondo libro, e va a ridare un minimo di speranza che l’essere umano non si sia completamente trasformato in una sottospecie di creatura piena di rabbia e rancore.

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Ottimo lavoro come sempre, Zerocalcare non mi delude mai. Una bella riflessione sulla vita fatta in modo alternativo ma non banale. Il linguaggio scelto può sembrare da sempliciotti ma i contenuti vanno al di là della forma. Soprattutto è attuale nelle tematiche e dà consigli concreti su come affrontare la difficoltà della vita quotidiana e le sue tentazioni che possono spingere una persona verso l’apatia o lo sconforto.

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